La proprietà transitiva della disuguaglianza
(storiellina amorale in cui indovinate chi se la piglia in culo?)
Lui era fatto così, non era colpa sua. L’avevano abituato fin da piccolo a chiedere aiuto a Suo Cugino. Tutti (quasi tutti) temevano Suo Cugino. Suo Cugino parlava e tutti “Braaaavo Signor Cugino”. Suo Cugino raccontava barzellette e tutti “Ahahahahah, minchia cianchi Signor Cugino”. Era uno simpatico, Suo Cugino. Organizzava nella sua villetta festazze indimenticabili, cantava canzoni di sentimento e (si è già scritto) amava raccontare barzellette. Adorava stare al centro dell’attenzione, Suo Cugino. Poteva permetterselo. Era ricco, Suo Cugino, ricchissimo, talmente tanto impicciolàto che era impossibile sapere con certezza dove nei suoi confronti finiva il rispetto e dove iniziava la strategia dell’adulazione per tornaconto personale. Ma lui a Suo Cugino lo rispettava davvero dal profondo del cuore. In fondo, era merito suo se era a capo della piccola città-col-nome-di-porto. Continua »































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