Povera Sicilia e povera Italia!
Qualche mese fa il cinquantottenne dimissionario segretario generale dell’Ars venne sostituito da un sessantenne con una lunga carriera alle spalle, sempre all’interno del parlamento siciliano. Il prossimo recepimento in Sicilia del tetto di 240.000 euro (in base al principio “nessuno più alto del Colle”) agli stipendi pubblici ha consigliato al neo segretario generale in questione nuove dimissioni anticipate (anticipate soprattutto rispetto ai comuni mortali) per consentire di portare a casa, sotto forma di pensione, lo stesso importo (altro privilegio).
Parliamo di circa 600.000 euro perché lo stesso alto burocrate, trincerato dietro motivazioni di privacy, non ha voluto rivelare neanche sotto interrogazione parlamentare la cifra esatta del suo stipendio con la complice omertà degli uffici sottoposti che amministrano la contabilità dell’istituzione. Continua »
































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