Senza avere la presunzione di dire niente di nuovo, pensavo che il ‘900 è stato il secolo dell’accelerata. Nel senso che, nel campo della tecnologia, sono stati fatti passi in avanti esagerati. E ci pensavo in rapporto alla tecnologia e agli “anziani”. Ora non me ne vogliano quelli che sono sui 70 anni, perché li chiamo “anziani”. È solo per comodità e sono davvero da ammirare. Noi siamo nati (quasi) con il telecomando in mano. O meglio, alcuni hanno fatto da telecomando vivente, quando ancora non c’era: «Giuseppe, alzati e cambia canale, ‘o papà». Io mi ricordo l’acquisto della prima tv a colori, a metà degli anni ’70. Loro sono passati dalla campagna (pure quelli che abitavano a Palermo che, appunto, era tutta campagna) al vortice della città, dell’urbanizzazione selvaggia e alla necessità di adeguarsi al mondo che corre corre, va velocissimo tra pc e cellulari e se uno non si adatta rischia di restare tagliato fuori. A volte penso che sarebbe molto meglio. Esserne tagliati fuori dico. Ma ormai il vortice ci ha più o meno inghiottiti tutti. Loro si ricordano del telefono fisso come una magia, oggi devono strumentiare con cellulari & Co. I miei figli, a quasi un anno, sono generazione 2.0. quando hanno un telefono in mano con i tasti lo buttano via e cercano il touch screen. Continua »
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