Mentre voi cantate il Centro Storico, le case finto-diroccate (e quelle vere!), la passeggiata a mare e il prato. Mentre voi cantate Palermo, città unica, il Mediterraneo e l’amore/odio di chi lascia e di chi inizia. Mentre voi passate e lasciate un ricordo sotto l’albero Falcone e, a che ci siete, fate una puntatina alla Cremolata, vi lamentate della munnizza, sempre passando (e non è bello pass[i]are fra la munnizza), mentre voi riscoprite i salotti della città, esplorate, domandate, litigate su sto blog/Centro Storico, io sto. A Borgo Nuovo. Che non c’entra niente con lo Zen, non è mica Gomorra. Anzi non ha niente di speciale. Un tempo era famoso per l’hashish. Generazioni di alternativi del Centro sono passati nella piazza del mio quartiere, proprio vicino al capolinea della 702, a cercare “sgamo” per poi ripartire, verso il futuro, mentre i miei operai, i miei vicini, mio padre dormivano (forse non lo sapete, ma il mio quartiere è un quartiere/dormitorio…). In realtà questa storia del dormitorio per me ha sempre avuto una forza moralizzatrice. Mica si può sempre far baccano, “cca s’ava ‘a dormere” che domani “s’ava ‘a travagghiare”. E non solo. Si capisce pure che, la sera, è normale che ti viene sonno, se di giorno sollevi balatoni e che quindi, alla fin fine, l’insonnia è roba da centro-storico-di-ritorno che lo vogliate o no. Continua »
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