Professore’ (atto terzo)
Mica ho cambiato mestiere. Faccio ancora la professore’. Per fortuna. Alcuni colleghi credo che stiano pensando di cambiare lavoro sul serio. E non perché non lo vogliono fare. Perché li hanno mandati a casa. Alcuni anche dopo dieci anni. Altri hanno fatto le loro truscettine e se ne sono andati al Nord. Almeno hanno avuto questa opportunità. Nelle città in cui c’è ancora posto. Dove ancora ci vogliono. A noi del sud che studiamo.
Scrivo ancora di scuola perché occupa gran parte della mia vita e perché sono fortunata visto che faccio quello che volevo fare. Magari non alle condizioni in cui lo faccio. Sognavo di insegnare perché ho avuto grandi insegnanti. Merito loro. O colpa loro.
Mica lo sapevo che mi sarebbe finita così. Ci hanno tagliato i posti. Lo sanno tutti. Anche se nessuno fa niente. Da poco è spuntato un decreto “salva – precari”. Fa ridere. Un contrattino in cui ti danno qualche soldo, 13 ore e il punteggio assicurato. Per fare cose che dicono “loro”, progetti forse, non è molto chiaro. Ci stanno mettendo l’ennesima pezza (oltre a quelle che abbiamo al culo) e una mano sulla bocca. Così stiamo muti. Del resto non è che ci distinguiamo per compattezza di categoria. Una guerra tra poveri. Lo sanno tutti. Un mio alunno mi disse una volta professore’ lo sanno tutti che i prufussura vuscanu picca. Gli risposi che non è un mestiere che puoi fare per soldi. Continua »


































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