domenica 19 nov
  • Palermo e Catania

    Ho un amico. Un carissimo amico, una persona onesta, pulita, affettuosa, generosa, sulla quale sai di poter contare sempre.
    Appartiene però ad una categoria di persone che abbraccia una precisa scuola di pensiero: è uno di quei palermitani che sembrano godere come i pazzi quando possono parlare male di Palermo.
    È una specie molto diffusa, sono sicuro che anche chi mi legge ne conosce almeno un paio.
    Certo…non che gli manchino gli argomenti, anzi gli vengono forniti giornalmente a lui come a me.
    Mi sono sempre chiesto perché queste persone sembrano provare un piacere fisico (avete notato che spesso sorridono quando lo fanno?) nel parlare male di Palermo, della Sicilia, dell’Italia, sempre più su fino alla Via Lattea…A me sembrano come privi di una particolare forma di pudore.
    Spesso purtroppo hanno ragione, lo so, non sono cieco.
    Solo che io amo questa Terra, questa città. Ma pure questo palazzo, questo PC e questo blog che parla di Palermo.
    Se volete ci metto che amo pure Voi, così la faccio veramente…fitusa…:-)
    Scherzi a parte io sono del parere che la propria città, la propria terra quanto meno meritano sempre rispetto anche nella crudezza delle denunce più severe su difetti, problemi e quant’altro, la cui lucidità non deve essere in alcun modo mitigata dall’affetto.
    Quello che mi però infastidisce non poco sono le critiche gratuite, generiche e talvolta ingenerose e preconcettuali non supportate da reali riscontri oggettivi e non specificatamente ascrivibili alla nostra città o Regione.
    Ma torniamo al mio amico.
    Nel quadro delle iniziative per esprimere al meglio la sua dichiarata antipalermitanità adesso ha adottato la Pro – catanesità…:-)
    Fermi tutti.
    Che sia chiaro.
    Non ho nulla contro Catania. Il mio migliore amico, da 35 anni, è un catanese, seppure viva da 30 anni a Palermo.
    La mia sicilianità sincera e profonda, Vi prego di credermi, mi porta a godere dei pregi e delle bellezze innegabili di questa importante città, come di altre, che non vedo però da almeno 15 anni e della quale non ho a differenza del mio amico che vi si reca spesso per vari motivi, una conoscenza diretta.

    Per lui Catania è una specie di paradiso, un Eden, anzi forse un gradino più su, mentre Palermo….
    Palermo….niente, meglio che non ne parliamo… :-(( (e giù sorrisi e vistosi scuotimenti di testa…ma ci avrà da ridere? grrr!…)
    Chi ha avuto la sfortuna di nascere all’ombra di Monte Pellegrino (no, dico, vuoi mettere l’Etna?) è un parassita, rissoso, prepotente, presuntuoso, pigro. Immagino, poi, sia intimamente persuaso che gli puzzino i piedi, mentre i catanesi…
    Noooo….i catanesi…(altri sorrisi stavolta conditi da una rotazione del polso con la manina fatta a cucchiaio)sono creature fatte di pura luce ed energia, che comunicano telepaticamente e si nutrono di ozono e criptonite!…:-D Altro Pianeta!!

    È una sciocchezza, lo so, non pensiate che non ci dorma la notte…ma ‘sta cosa ripetuta ogni volta che se ne presenta l’occasione adesso, mi accorgo, mi irrita un po’.

    Mi pare di poter dire che gli avvenimenti culturali (e da un po’ di tempo anche musicali) di maggiore risonanza,anche in campo nazionale si svolgano a Palermo, in maniera uguale o superiore a Catania.
    Mi pare ancora che Palermo participi alla vita letteraria italiana (Vedi i vari Kalos, Novecento, la Luna, per non parlare di Sellerio….) in misura diversa da quanto mi pare di vedere succeda a Catania…o mi sbaglio? Sapevo che, qualche tempo fa, Palermo era la citta’ siciliana con il maggior numero di librerie. È ancora vero?
    Iniziative attuali o passate come il Comitato dei lenzuoli, la nascita del movimento delle Pantere universitarie che si diffuse in tutta Italia, il partito della Rete, Addioalpizzo, indipendemente dalla valutazione che ognuno è libero di assegnare loro, indicano comunque una vivacitàculturale e sociale che ha avuto una rilevanza nazionale.
    Non mi pare di avere mai sentito iniziative analoghe a Catania di altrettanto ampio respiro, almeno.
    Per non parlare della cosidetta movida, ovvero la scelta di locali dove passare una serata che da molto tempo non credo sia piu’ inferiore come una volta a quella di Catania. Vorrei rispettosamente far notare che il centro storico di Catania è un po’ più piccolo del nostro e quindi la concentrazione dei locali può sembrare maggiore. Non mi pare che a Palermo manchino i posti dove andare la notte.

    Il tutto senza voler togliere meriti ad una città attivissima in vari campi. Tradizionalmente capitale dell’industria siciliana.

    Sono molto curioso di una vostra opinione al riguardo dal momento che codesto blog e i suoi rispettabili frequentatori mi pare abbastanza attivo ed informato per esprimere un’opinione.
    In subordine si chiede la segnalazione di un altro sito e pubblicazione dove poter, qualora dovessero ricorrerne le condizioni, “rispondere” al mio amico.

    Che sia chiaro.
    Non voglio parlar male di Catania, non voglio sentire parlar male di Catania.
    Anche Catania, in parte è “mia” come siciliano.
    Ma manco intendo “assupparmi” critiche forse ingenerose senza avere la possibilità di replicare!

    Ospiti
  • 38 commenti a “Palermo e Catania”

    1. mi dispiace ma sia Palermo che Catania hanno lo stesso problema: sono abitate da Siciliani e …
      non cambieranno MAI,
      si considerano perfetti,
      in loro la VANITA’ e peggio della miseria …….

      mi dispiace scomodare Tomasi di Lampedusa ma nonostante ho fatto di tutto per allontanarmi dal to gattopardismo,oggi è questo il mio sentire,………
      sciacalli e jene……..
      speriamo che domani sia diverso.

      ci vediamo al derby e FORZA PALERMO!!
      pequod

    2. Mi dispiace ma concordo con pequod…
      Il problema non è ne Palermo ne Catania ( mi vien da pensare che il problema ormai riguarda tutta l’Italia… ).
      Il problema è quello della gente che non ha più capacità critica; della gente che non ha più la forza di dire NO; della gente che non si indigna più ma passa la vita a lamentarsi per poi agire sempre per la propria convenienza; della gente che “che male c’è a raccomandare un parente?” o peggio “fanno tutti così, allora perchè non dovrei farlo io?”.
      Ma questo è un atteggiamento che ormai ha influenzato tutta l’Italia.
      Il pensiero Berlusconiano attecchito facilmente fra le persone meno istruite ( la maggioranza purtroppo.. ) che vi hanno visto l’opportunità di assurgere ad uno status sociale più elevato, con la “furbizia”, con le “amicizie”, con “l’innocenza” di chi per anni è stato trascurato da una sinistra troppo intellettuale e arroccata nei sui templi della cultura ( e dell’onesta?….boh? ).
      Come dire, la rivincita degli ignoranti.

    3. No, Pequod. Dissento quasi totalmente (fatta eccezione per il Forza Palermo!…)
      Non ci siamo, proprio non ti capisco.
      Ma mi vuoi indicare una Regione d’Italia (…vogliamo dire del mondo?) dove gli abitanti si considerano fallaci e
      desiderosi di correzioni? Bramosi di essere migliorati?
      Chesso’…mi immagino borse di studio della Regione Liguria al riguardo. Concorsi a premio del Comune di Varese
      alla ricerca di soluzioni…
      Ma dai! E’ un luogo comune, sterile e vuoto. Quantomeno non specifico dei Siciliani
      Vorrei farti notare che anzi siamo fin troppo aperti ad importare modi di essere e di fare che non ci appartengono.
      Sciacalli e jene? Il resto del mondo ti pare siano Koala e bradipi?
      Non so se il domani sara’ diverso, sicuramente oggi e’ diverso da ieri.

    4. Sono un siciliano che vive a milano, e di conterranei ne conosco tanti e tutti con la loro bella opinione. C’è quello che vorrebbe tornare a casa e quello che è felice perchè “giù proprio non si può vivere”, etc. Secondo me la verità sta (come sempre) nel mezzo: la nostra terra ha pregi e difetti come ce li hanno la lombardia, il veneto, le marche e persino la svizzera. Non è “tipico del siciliano” lamentarsi. Lamentarsi è tipico delle persone che aspettano la grazia dal cielo, e nel mentre che l’aspettano stanno a girarsi i pollici anzicchè far qualcosa per migliorare la propria condizione e quella del posto in cui vivono.

    5. Palermo è meravigliosa. Per me è meravigliosa. Una città statica, vista la sua grandezza e la sua POTENZIALE importanza, ma meravigliosa.
      Dissento sul fatto che ci siano molti locali serali e notturni,almeno per quanto riguarda la varietà: a Palermo ci sono quasi esclusivamente discoteche o discopub, per trovare qualcosa di carino e diverso bisogna infognarsi nella zona dei Candelai, e basta.
      Per il resto son d’accordo con Maurizio Palma.
      Catania è più piccola. Ha meno storia, infinitamente meno fascino. Ma ha più presente, credo.

    6. Maurizio…noi Siciliani saremo pure vittime dello sterile ed inutile luogo comune ma di sicuro nel luogo comune ci sguazziamo in allegria e non facciamo nulla per smontarlo!E dicendo che anche nelle altre regioni sono come noi non fai altro che avallare la mentalità del “se lo fanno tutti posso farlo anch’io”!!Ci sono cose che NON vanno fatte senza se e senza ma…

    7. Non mi sembra di avere avallato nulla limitandomi a constatare che esistono maniere di pensare comuni a diversi posti, anche lontani fra loro…

      E cmq, pur ringraziando gli intervenuti per i loro contributi, temo che la discussione stia deragliando rispetto allo spirito del mio post.

      Insomma…Che ci devo rispondere all’amico mio???? 🙂

    8. Non gli rispondere proprio niente. Lascialo parlare… e pensa la tua!
      Infatti il problema non è ne la “cattiva” Palermo ne la “stupenda” Catania – ma il problema è il tuo amico un po’ ingenuo che parla in luoghi comuni dei quali ormai tutti possiamo farne a meno.
      La mia modesta opinione.

    9. Forse… il parlarne male, il sorriso (imbarazzato? isterico?) mentre lo si fa sono solo una reazione.
      Qualsiasi siciliano dotato di un po’ di realismo vive un sentimento di frustrazione indicibile nel non riuscire a fare pace con l’amore e con l’odio che prova per la terra in cui è nato.
      E’ vero che i problemi ce li hanno a
      Varese come a Genova, ma mi sembra ingenuo negare che quelli che bisogna fronteggiare oltrestretto costituiscano un unicum …
      E questo fa rabbia, una rabbia tale (specie se per lavorare sei stato costretto ad andare via) che spesso parlarne male diventa un’abitudine… una brutta abitudine ma che ha grandi attenuanti…

      Ps: ogni anno la bellezza di trentamila giovani siciliani lasciano l’isola per cercare fortuna altrove. Secondo vuoi quanti di questi andranno a ingrossare la schiera di quelli che della Sicilia parlano male (segretamente amandola alla follia…)?

    10. Approvo e sottoscrivo!!!

    11. il mio limite e’ avere tanti limiti.
      Manuela che significa “mi sembra ingenuo negare che quelli che bisogna fronteggiare oltrestretto costituiscano un unicum …” ?

      Per tornare poi all’oggetto (finora disatteso) del mio post il mio amico, al quale a questo punto staranno fischiando le orecchie, ha un bellissimo lavoro a Palermo.

      Concordo con te. In molto casi e’ rabbia (pero’ 30.000 siciliani l’anno mi sembrano assai…) in molti altri e’ un vezzo, un volersi mettere un gradino piu’ in alto degli altri.

    12. Una premessa. Criticare una persona, una cosa, un luogo ecc. non vuol dire non amare l’oggetto delle critiche.
      Spesso accettare senza se e senza ma dimostra disinteresse e indifferenza.
      Ciò detto dichiaro che Palermo era bella e che adesso fa quasi schifo.
      Palermo è una città in cui una periferia piena di casermoni a 10 piani è considerata la città bene, un centro con splendidi palazzi seicenteschi e giù di lì è considerata la città misera!! A Palermo non c’è la cura dell’ aspetto estetico delle strade, degli edifici. Orribili insegne commerciali deturpano facciate splendide. Una città di mare come Palermo è riuscita ad avere poche centinaia di lungomare dopo 60 anni. L’accesso a Palermo, lato Messina, per intenderci da Acqua dei Corsari al foro Italico, è semplicemente penoso, sono stati abbandonati o abbattuti splendidi villini liberty per fare posto a baracche o ai soliti casermoni. Qualcuno ha visto il lungo mare di Genova provenendo da Nervi? O il lungo mare di Livorno o La Spezia? Solo così può capire come sono le cose e come potrebbero essere.
      Per restare sul mare, l’Arenella, orribili catapecchie su una spiaggia piena di rifiuti. Un posto che non avrebbe nulla da invidiare a Lerici (La Spezia ). Potrebbe essere il posto più ambito della città con quello splendido mare davanti e invece non è nemmeno conosciuto dai palermitani.
      Un cenno al numero delle librerie: mi sembrerebbe più significativo sapere il numero dei palermitani che abitualmente legge un libro.
      Infine, qualcuno si è accorto che Palermo è una delle poche città in Europa a non aver un centro chiuso al traffico veicolare. E’ forse bello vedere le strade perennemente bloccate da fiumi di lamiere che rendono irrespirabile l’aria? E’ forse bello non potere godere di una libera mobilità? Raggiungere, ovviamente in macchina perchè i servizi pubblici sono inaffidabili, un posto della città è una avventura perchè non si sa se la circonvallazione è bloccata, o la via DaVinci o la Cala, ecc. ecc. Non è una limitazione questa?
      Alessandro
      P.S. Sono uno che 25 anni fa è scappato via, torno spesso perchè parte della mia vita è qui ma è duro vederla ridotta così.

    13. Maurizio, al tuo amico dicci che, se ci piace proprio così tanto, si trasferisca a Catania.
      Oppure di inventarsi da solo il modo di passare la serata, se il suo problema è solo quello 😉

    14. Eh si Andrea, sottoscrivo in pieno. Lamentarsi è proprio di chi aspetta la grazia dal cielo, criticando tutto, invece di rimboccarsi le maniche. E’ molto più comodo accusare e ritenersi sempre terzi. Stare a guardare. Mai buttarsi nella mischia, chiedere, pretendere il dovuto e COMPIERE IL PROPRIO DOVERE, se non di più…. Se tutti fossimo armati di buona volontà la Sicilia sarebbe il paradiso!

    15. Non sono siciliana, ma sono innamorata di Palermo…
      Certo non penso sia perfetta, ma ogni città ha i suoi difetti…
      Spesso ci convinciamo davvero che l’erba del vicino sia più verde….

      Bellissimo questo blog, ci tornerò spesso!! 🙂

    16. Leggo che sei “scappato via” 25 anni fa. Se avessi detto che torni spesso ma pieno di rancore e di rabbia per averlo dovuto fare avrei compreso, invece quella premessa…
      …La premessa del tuo intervento era interessante, condivisibile.
      Gia’ dal secondo periodo hai dato, invece, la misura della malafede o quanto meno della superficialita’ del
      quale e’ pervaso il tuo intervento.
      Non riconoscere o segnalare in minima parte gli oggettivi miglioramenti della citta’ negli ultimi 20 anni e’ disonesto, intellettualmente parlando.
      D’accordissimo, miglioramenti non risolutivi, rimane moltissimo da fare ma le cone non stanno esattamente come
      dici tu.
      Il lungomare di Acqua dei Corsari e Romagnolo, se non balneabile e’ almeno fruibile. La spiaggia e’ stata bonificata.
      Ci sono dei piccoli spazi di verde attrezzato che prima non esistevano.
      Il Foro Italico adesso e’ posto bello, evidentemente l’hai visto.
      Non averlo riconosciuto da parte tua e’ veramente triste ed ingeneroso.
      Il centro storico adesso e’ molto vissuto, pieno di locali. Prova a cercare di comprare casa li.
      Gli immobili si stanno rivalutando, molta gente ristruttura casa usando fondi della C.E.
      Non e’ vero che sia considerata citta’ misera.
      Ma dove ti superi e’ nel riferimento alle librerie! Direi che se ci sono librerie evidentemente qualcuno i libri
      li compra, che dici? Magari solo per un tavolo che balla. Sicuramente in Liguria tutti non fanno altro che leggere.
      In autobus, in metro, perfino in macchina, per la strada. Chissa’ quanti tamponamenti!
      Dove hai meno torto e’ nella viabilita’ del Centro Storico. Concordo che andrebbe chiuso al traffico.
      E comunque non e’ quello di 20 anni fa.
      E poi tu non te ne sei andato? Hai forse contrbuito in qualche modo alla vita di questa citta’?
      Con diritto vieni e dire queste cose?

    17. il mio post precedente va preceduto da:

      PER ALESSANDRO

      grazie

    18. catania chi ?!???!!!!!

    19. Secondo il mio modesto parere, il problema di Palermo non sono tanto quegli amministratori inetti e/o affaristi che periodicamente la mette a sacco. Il vero problema è quella massa di palermitani medi o popolo bue che non s’incazza verso i responsabili delle brutture e delle inefficienze amministrative della città, non s’incazza nei confronti di chi gli ha preso il voto e poi non fa gli interessi della città ma i propri, ma s’incazza e si offende con chi fa notare le inefficienze e con chi indica che il re è nudo.
      Essi fanno parte di quella strana corrente di pensiero per cui, vivendo nel migliore dei mondi possibili, è meglio avere uno sputo in un occhio che un pugno. E’ meglio avere 75 villette abusive che 150. E’ meglio avere al potere un mascalzone che di politica ne mastica anzichè una persona onesta che la politica non la conosce. E così via di seguito.. No. io sto da un altra parte la mia posizione è sintetizzata da uno slogan coniato negli ultimi tempi: Un popolo che paga il pizzo non ha dignità.

    20. Alessandro:

      …ma perche’ TU ti sei mai incazzato?
      TU hai mai fatto nulla, anche solo di simbolico, contro chi si e’ sbranato Palermo?

      NO

      Tu te ne sei “scappato” 25 anni fa.

      Non sei diverso da chi adesso condanni.

      A proposito chi ha coniato lo slogan che riporti (sbagliandolo per giunta) sono dei ragazzi palermitani.

      A proposito, ma TU hai aderito ad Addioalpizzo?

    21. Scusate ma cosa è “Addioalpizzo”?

    22. Francesco, vai su http://www.addioalpizzo.it e capirai tutto.
      Saluti

    23. pagina non trovata 😛

    24. Errata corrige. Nella foga ho sbagliato
      http://www.addiopizzo.org
      Altri saluti

    25. 😉

    26. Scusa Maurizio, ma temo che tu non capisca quello che voglio dire. (quando non si è capiti spesso dipende da chi parla o scrive e allora me ne assumo parte della colpa.) Io non condanno nessuno, faccio solo una constatazione dei fatti secondo il mio modo di ragionare e le mie esperienze.
      Ho aderito ad Addio Pizzo e quando vengo a palermo cerco di fare i miei acquisti presso i rivenditori dell’elenco. Sono molto vicino ed ammiro i ragazzi del Meetup di Beppe Grillo fra i quali vedo che finalmente c’è un movimento di non accettazione dello stato di fatto. Insomma ci trovo un blog vivo, impegnato, che si indigna e non accetta. Al contrario di questo dove si parla più spesso di cazzatine che di cose serie.(pensa, molti non sanno nemmeno di AddioPizzo!) Un esempio del mio impegno è per esempio avere gettato un sasso in questo stagno. Certo la madre di tutte le incazzature è il voto e quello non posso darlo a Palermo ma ti assicuro che faccio una consistente opera di convincimento con le persone con cui sono in contatto.
      Una ultima precisazione sulla mia fuga di 25 anni fa. Non andai in cerca di lavoro. Il lavoro l’avevo in una azienda pubblica che erogava servizi. Colsi l’occasione di trasferirmi per fare lo stesso lavoro in una citta’ del centro Italia. Ti posso assicurare che lasciai una inattività comoda e retribuita (ma che mi lasciava vuoto) per un impegno ed una responsabilità costante. Sai chi erano i controllori del mio lavoro? non solo i miei superiori ma i cittadini stessi, che non ti perdonano se non gli dai loro quello cui hanno diritto, che si INCAZZANO se non ottengono quello che gli spetta. Da questa esperienza ho capito come vanno le cose nelle città prime nella famosa lista della qualità della vita. Nelle prime ci sono i cittadini che si incazzano nelle ultime quelli contenti.

    27. Prendo atto delle tue precisazioni delle quali non posso non compiacermi.

      Rileggendo le righe dei tuoi interventi, ma ancora di piu’ leggendo FRA le righe non mi e’ mai parso di cogliere un briciolo di affetto o almeno di rispetto nel confronti del posto dove sei nato.

      D’altra parte stai facendo la stessa cosa pure nei confronti di questo blog, dicendo che qui’ parla di “più spesso di cazzatine che di cose serie”.

      L’aver detto anche “Palermo era bella e che adesso fa quasi schifo” credo dia la misura del tuo livore e della scarsa oggettivita’. E mi fermo qui’.

      Sei anche poco attento.
      Mai detto di essere contento. Se ti prendi il disturbo di rileggere le mie parole vedrai che mai ho detto di esserlo. Mai detto o pensato o fatto capire che questo e’ il migliore dei mondi possibile.

      Non mi sembra comunque piu’ il caso di continuare questa discussione in questo Blog, avendo IO, invece, il massimo rispetto per chi mi ospita.

      Sono a tua completa disposizione, invece, nella mia casella di posta elettronica che troverai cliccando sul mio nome, sotto il titolo del post principale.

      Un saluto ma, sopratutto, a tutti gli amici che mi hanno risposto, anche se NESSUNO ha risposto alla mia domanda.
      Chi ci ricu all’amico mio??? 🙂

    28. Se con la tua sottile ironia ti riferisci a me e scusami se me la sono sentita dato che proprio qualche riga sopra chiedevo “Cosa è addioalpizzo”, mi costringi a precisare che volevo solo fare notare l’errore sul nome.

    29. io sono un catanese che vive fuori dalla sicilia da 17 anni. da un paio di anni ho riscoperto questa terra spietatamente bella e ci ritorno tutte le estati. non so dire se è il posto più bello del mondo o il più brutto…forse è entrambe le cose allo stesso tempo…questo il suo fascino unico.

      palermo l’ho riscoperta ancor più di recente e ne sono rimasto affascinato. città bellissima. e non credo che per vantarne le qualità bisogni sia necessario sminuire catania.

      sono due realtà totalmente opposte e mi stupisco che siano parte della stessa isola. entrambe profondamente siciliane eppure lontanissime. se ci pensate bene, tra palermitani e catanesi ci si conosce (e ci si capisce forse) poco.
      d’altronde prima dell’autostrada non è che fosse così semplice viaggiare tra le due città.

      il palermitano ha e avrà sempre la maestà del suo stato, altezzoso e solenne, nella miseria come nella nobiltà. il catanese è un teatrante, attore per gusto più che per necessità (l’unico teatro stabile del sud è a catania, non a palermo né a napoli).

      per finire devo ammettere (a malincuore) che palermo mi sembra meglio amministrata, mentre catania in questi ultimi anni si è involgarita.

    30. Mi scuso per il ritardo con il quale replico, ma ritenevo che ormai questo post fosse ormai passato di cottura.
      Solo 2 parole per ringraziarti del tuo contributo, uno dei pochi a tentare di darmi una risposta.
      Un saluto e spero di rileggerti presto

    31. forza catania!!!

    32. Vengo a scovare sto post solo grazie a Salvo e al suo messaggio così “improprio”. Però, è un “pezzo” simpatico quello di Maurizio Palma. Anche io ho un paio (ma giusto un paio, però) che ogni tanto hanno sto vizio di tirare uin ballo Catania con le solite argomentazioni.
      Io vorrei dire la mia sulla cosa. Catania è, tutto sommato, piccolina e gode di una grande fortuna: ha un centro storico abbastanza integro e non deve fare i conti con quel degrado che, invece, noi palermitani possiamo ancora, in alcune zone della città, toccare con mano.
      Però, un momento, perchè ciò è così?
      Sappiate che negli anni ’40 Catania era poco più di un paesino e ha subito pochissimi danni dalla guerra, mentre la capitale dell’isola, Palermo, è stata devastata dai bombardamenti. Da qui una costatazione. Tanta gloria, tanta pena.

    33. Palermo nel bene e nel male è la città capitale dell’isola da 1200 anni, ossia da quando gli arabi sbarcarono in Sicilia. Da quel momento non esiste evento politico culturale, decisivo er la Sicilia, che non passi in qualche modo da Palermo.
      Da Federico II ai Vespri siciliani, dai Chiaramonte all’Inquisizione, dalle crisi del ‘600 ai buoni governi Vicereali ( a Palermo ha risieduto per quasi 4 secoli il vicerè) del ‘700. Dalla fuga di Ferdinando II da Napoli, che volle vivere alla Palazzina Cinese, sino all’Unità d’Italia.

    34. Inoltre, non molti catanesi sanno che, dopo il terribile terremoto del 1693, che distrusse tante cittadine della Sicilia orientale, compresa la loro città, fu un architetto palermitano, Vaccarini, mandato dal Senato palermitano, a ricostruirla. E io, per inciso, penso che Catania sia stata ben ricostruita. E’ una città che ha una sua unicità, una chiara fisionomia.

    35. A me, dispiace, ogni tanto sentire quelle argomentazioni un pò competitive tra palermitani e catanesi. Mi sembrano fuori luogo perchè mi sembrano guerre tra poveri. La tanto decantata vivacità catanese, anche quando ci sia mai stata, è morta e sepolta sotto un fallimento evidente. Palermo è schiava della politica regionale. Tutto si muove per via politica e la città è letteralmente imbrigliata. Le sue energie positive si sono concentrare nell’antimafia, che ha partorito, per ultima, iniziative fresche e importanti come “addiopizzo”.
      In definitiva penso che noi siciliani, da Palermo a Catania, invece di pensare a sterili rivalità, dovremmo darci da fare per dare un senso alla nostra isola e per renderla, finalmente, civile e benestante.

    36. Tornando all’aspetto esteriore delle due città, il fatto che Catania sia così coerentemente città settecentesca è un bene, come ho già detto, ma anche un limite. Palermo nella sua ecletticità, nel suo accostare in modo tanto disinvolto barocco e gotico, a volte potrebbe far storcere il naso, ma in definitiva ti da il senso della storia, ti rende lo spessore della storia.
      Palermo racchiude nei suoi mattoni gli eventi di un migliaio di anni di storia del popolo siciliano.
      I siciliani, e dico i siciliani, non solo i palermitani, hanno il dovere di terminare la ricostruzione del centro storico di Palermo.

    37. -Catania è bella, ma Palermo è maestosa. Catania è architettonicamente più ordinata, caratterizzata soltanto da un unico stile architettonico: il tardobarocco del ‘700. Giovanni P. ha nominato Gian Battista Vaccarini ed ha fatto bene. Difatti è stato proprio questo grande architetto palermitano a riprogettare quasi tutto l’intero asse architettonico catanese. Molti catanesi non sanno che, se possono vantarsi di avere una bella città, lo devono grazie e sopratutto ad un palermitano.

      -Palermo, unica vera capitale di questa terra, presenta un’immensa varietà di stili artistico-architettonici, il quale la rende una vera e propria CITTA’ D’ARTE tanto quanto lo è Roma, Firenze o Venezia (Anzi statene più che certi che queste STUPENDE città non presentano tutte le varietà di stili che presenta Palermo). Purtroppo i media sanno renderci famosi per altre cose e sono bravi a pubblicizzarci (perchè gli fa comodo) solo quando ci devono etichettare come “la culla del boss dei boss” o come “il maggiore centro operativo mondiale di Cosa Nostra”.

    Lascia un commento (policy dei commenti)