giovedì 19 ott
  • A come Agire

    Ecco una parola con la quale, da buon siciliano, non avrei mai voluto cominciare.
    Inizio con il dire che il Fare non significa Agire e che quindi mangiare, urlare, gracchiare, non è Agire, neanche andare a prendere i dolci la domenica è Agire e neanche andare ai party “esclusivi”, da far ridere i polli, è Agire.
    E allora cosa cavolo è Agire?
    Chi si può considerare una persona attiva, cioè che agisce?
    Pensando a me e ai miei conterranei non riesco proprio a vedere qualcuno che agisce.
    In un conato di sicilianità, direi che, forse l’Etna agisce. Sì lui sì. Perché “espolde fregandosene”, senza essere pagato, e una volta che ha creato rimane il segno.
    Ma poi ricade la neve, direte voi, e tutto sembra ritornato come prima.
    È vero. Quindi, anche chi agisce dopo un po’ viene coperto dalla “neve”. E tutto ritorna come prima.
    Agire, agire. Andiamo al contrario chi non agisce è passivo, no? Soffoca l’istinto all’Agire e questo soffocare crea tensioni, delusioni, lacerazioni. E allora vuoi vedere che le facce contorte e ritorte di Palermo sono attorcigliate dall’azione sempre negata?
    Come una forma di clausura sessuale che porta a torbide storie clericali?
    Questo però è vero se alla base mettiamo che l’istinto di un essere umano, e il palermitano lo è (no?), sia la naturale pulsione all’atto.
    Quindi la domanda nasce spontanea:
    ma i palermitani soffocano l’istinto all’agire o sono passivi liberi dall’esigenza di agire?
    Non lo so! So solo che guardando la popolazione dei caffè, degli aperitivi, che lentamente sorseggia il daiquiri, o qualche frozen, non sento un grande sollievo. Mi appaiono come tanti bradipi in vacanza che sperano sempre che ci sia qualcun altro a fare il “travaglio”.
    Ma non mi solleva neanche l’iperattività dei manager che “iperattivamente” portano borsette di cuoio nei loro scooteroni.
    La mia paura è che i nuovi siciliani passino dal nullafare alla fittizia iperattività, che come disse qualcuno è l’impasse e la sofferenza verso cui ci conduce l’incapacità d’agire. Una attività illusoria che riempie le nostre vite.

    Luigi

    Comincerei subito con lo sfatare un luogo comune sui milanesi: i milanesi non agiscono, direttamente…si agitano. Avviluppati dal tran tran quotidiano dove tutto viene cronometrato al secondo, persino il tempo del cappuccino, se qualcosa va storto nella loro tabella di marcia, con il terribile rischio di fargli perdere tempo e denaro, agiscono agitandosi. La vecchietta in attesa alla fermata dei tram appena vede saltare una corsa, non un autobus ogni tre minuti come annunciato nel display elettronico ma l’attesa prolungata addirittura sino a sei, agisce chiamando il numero verde, 80080…, e chiede subito spiegazioni. Se un uomo, in apparente perfetta forma, vede occupato il suo posto esibisce prontamente il tesserino di invalido civile chiedendo al malcapitato profittatore di cederglielo immediatamente. Al corso per diventare manager improbabile dell’ancora più improbabile azienda che si occupa di scritture aerospaziali non figura il tuo nome sulla lista? Lì il milanese agisce improvvisando una sommossa popolare: nomina due rappresentanti, chiede il numero di telefono e la mail dell’organizzatore del corso, non contento si informa su luogo e orari di ricevimento ed è pure capace di andare di persona così che, alla lezione successiva, stai pur certo che il suo nome su quella lista ci sarà, magari scritto a penna e aggiunto in calce ma, perdio, ci sarà! Il milanese dice le cose in faccia, le buone e le cattive, più le cattive a dire il vero. E reagisce. Se ti becca a gettare una cicca fuori posto, la biancheria stesa ancora timidamente gocciolante, imbambolato davanti la porta della metropolitana quando è il momento di scendere, il tuo cane che defeca sornione su un marciapiede, osare saltare il turno in una fila al mercato, il cazziatone non te lo risparmia nessuno; ma la volta successiva magari ti incontra per le scale e ti saluta cordialmente. Non fa finta di niente, per lui davvero niente è accaduto. Forse avremmo tutti qualcosa da imparare, agire e reagire non sono cose sbagliate e di spunti per farlo la nostra amata terra qualcuno ce lo offre. Ma agitarsi, quello no, che fa male alla digestione.

    Deborah

    Lessico sicigliano
  • 12 commenti a “A come Agire”

    1. bè…
      Il Siciliano “inattivo”…il Milanese “agitato”…
      non sono anche questi, seppur più ricercati,ulteriori luoghi comuni?! 😉

    2. Su Arch’it, qualche tempo fa, ho fatto pubblicare il testo che si può ritrovare all’indirizzo http://architettura.supereva.com/files/20010803/index.htm , la mia email non è più quella, ma quello che conta, agire o non agire (essere o non essere) ha a che fare con la sensazione di quello che potrebbe accadere, più che con quello che accade. E Buon Natale…

    3. alcuni luoghi comuni sono veri!
      e si chiamano caratteristiche!!
      😉

    4. i palermitani sono “bradipi..che sorseggiano un aperitivo” e sono anche “manager in sella ai scooteroni”,è vero! da palermitana mi auguro una nuova “primavera” (che sciolga la neve)..che sta dentro ognuno di noi.Agire è (anche)iniziare anche a tribolarsi (e ribellarsi) a queste caratteristiche.

    5. Il siciliano si considera intelligente e certamente lo è, ma un popolo veramente intelligente si sarebbe mai ridotto in questo stato? Per agire è necessaria un’intelligenza pratica. Per questo motivo sarebbe opportuno favorire una maggior presenza femminile nella vita politica ed amministrativa siciliana.

    6. IL SICILIANO è VITTIMA DELLA POLITICA, TUTTO NASCE DALLA POLITICA, i nostri comportamenti, la nostra cultura il nostro modo di stare in mezzo agli altri nasce dalla politica che ci influenza attraverso le leggi. Non vogliamo vedere più gente che butta la carta per terra?? E’ facile, per 6 mesi i vigili urbani si dedichino a questo come fecero con le cinture di sicurezza che oggi tutti ci mettiamo in macchina. La cultura si cambia così, dall’alto, se si vuole uno sviluppo economico reale della sicilia tutto deve partire dalla politica, dalla odiata politica che invece ci appartiene. La Sicilia,anzi l’Italia è un paese allo sbando, con un futuro incerto e difficile, e questo grazie alla classe politiche che in passato ha fatto scelte catastrofiche ed oggi ne subiamo le conseguenze. Ognuno di noi vive con un egoismo unico inculcatoci dai mass media,soprattutto dalla televisione, non si fanno più figli, siamo impauriti, pensiamo solo a divertirci, pensiamo a noi stessi.Ma al paese in generale chi ci pensa?? Un paese che fra 50 anni non avrà più lavoratori, e non tutti sono sostituibili con gli immigrati, un sistema industriale che andrà in tilt. Ma la politica cosa sta facendo oggi per evitare tutto ciò?? Io non vedo nulla, vedo solo toppe messe qua e là (vedi TFR). Perchè non si fa come in Norvegia che si danno tanti soldi a chi fa tanti figli, invece di spendere soldi inutilmente come si fa in Italia?? Ma di cosa stiamo parlando?? Ma chi è che ci guida e che influenzerà il nostro paese fra 50 anni? Se dobbiamo migliorare le cose dobbiamo intervenire oggi ed immediatamente. Il siciliano sarà anche inoperoso in certi casi, ma la soluzione va trovata in un cambiamento di valori, culturale che deve e può partire solo dalla classe politica…POVERA ITALIA

    7. L’italia è fatta in modo che chi vuol fare davvero trovi tutte le difficoltà possibili, è il paese del bastone tra le ruote. Questo però, invece di farci REAGIRE, cambiare, urlare, votare qualcun altro alle prossime elezioni, o non votare, se nessuno è degno, ci porta invece ad una quieta rassegnazione ed una accettazione della mala sorte che ci è toccata. Quando lo faccio notare e sprono i miei concittadini a reagire o a seguirmi nelle mie reazioni, mi guardano come fossi un extraterrestre… Mah?!

    8. è nato prima l’uovo o la gallina?
      e soprattutto cosa ci farà cambiare?

    9. una partita di calcetto magari…
      (ironico)

    10. nel senso è nata prima la Sicilia o la politica?
      o è nata prima la politica o la Sicilia?

    11. ma soprattutto: Adamo aveva l’ombelico?

    12. VIVO A CAGLIARI!!

      MA QUANTO MI PIACE QUESTO …BLOG?

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