lunedì 20 nov
  • Due musei sulla mafia a Las Vegas

    La mafia ha oggi pure il suo museo. A dir la verità i musei sono due, entrambi a Las Vegas, e onorano i miti fondatori dell’epopea mafiosa oltreoceano. Se il Museum of Organized Crime and Law Enforcement è più all’insegna del politically correct con la giusta dose di bene e male, guardie e ladri, l’altro museo, quello del Las Vegas Mob Experience, avrà come punto di forza una vera full immersion nell’universo mafioso americano.
    Il Museum of Organized Crime and Law Enforcement è costato circa 42 milioni di dollari e aprirà le porte ai suoi visitatori fra meno di un anno. Il museo, tra i due certamente il più istituzionale, ha la volontà di far luce sugli intrecci mafiosi degli ultimi settant’anni di storia americana, dando molta attenzione agli oggetti e alle “reliquie” di Cosa nostra. Tra gli oltre 700 oggetti esposti, troveranno visibilità e spazio diversi cimeli di famiglie mafiose. Inoltre verranno ospitate numerose retrospettive sui boss e i mafiosi più influenti nella malavita di Las Vegas: da Busgy Siegel a Mayer Lansky, passando per Tony Spilotro e Sam Giacana, tutti padri fondatori della leggenda di Las Vegas, regno del contrabbando e del gioco d’azzardo. Non solo il fascino dei delinquenti nel museo; difatti, saranno presenti pure documenti e testimonianze della Polizia a stelle e strisce, gentilmente concesse dalla FBI che ha cercato a fondo nei suoi archivi.
    D’altro genere invece il Las Vegas Mob Experience. Costato circa 165 milioni di dollari, sarà ospitato nel Tropicana, celebre casa da gioco della città. Il museo aprirà a fine di 2010 e annuncia di far vivere un tuffo nel passato mafioso d’altri tempi: sono stati ricostruiti moltissimi ambienti nei quali trasuda criminalità e delinquenza. Pezzo forte del museo è il percorso d’iniziazione alla mafia, con l’accettazione o meno nella “famiglia”. Il percorso interattivo, nominato The final fate (il destino finale), culminerà con un colpo di pistola rigorosamente a salve. Il sindaco di Las Vegas, Godman, gongola all’apertura del museo: «La storia del crimine organizzato e quella di Las Vegas non possono essere scisse. È molto più di un racconto di guardie e ladri. La storia di Vegas è quella dell’America».

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