giovedì 23 nov
  • Una lezione per le banche

    Mentre un brivido freddo scorre sulla schiena al pensiero del break up dell’euro o del credit crunch dell’intero sistema dei pagamenti, un altro pensiero non può non andare ai responsabili di questa situazione e a una naturale richiesta di giustizia e di sanzione, almeno civile e morale! È vero: il sistema bancario non può saltare perché salterebbe l’intera economia, ma ci deve essere un modo per lanciare un segnale inequivocabile di protesta che non sia solo lanciare uova o usare le vernici come si affannano a fare gli studenti in via Cavour!

    A chi si lamentava dell’impotenza dei consumatori nei confronti dei rialzi generalizzati dei carburanti, Beppe Grillo, se non ricordo male, proponeva anni fa di concentrare su uno solo degli operatori i propri rifornimenti, fino a costringere i concorrenti a diminuire i prezzi. La strategia era ineccepibile perché fondata sul meccanismo della domanda e dell’offerta che regola i mercati e comportava, al massimo, il sacrificio di non rifornirsi dal proprio benzinaio abituale. I social network che altrove scatenano ben altre rivoluzioni, ben potrebbero fungere da mezzo di collegamento e di coinvolgimento in azioni di questo genere.

    Sarebbe allora possibile dare una bella lezione alle banche? Tra i vari istituti di credito con cui ho rapporti, ve n’è uno effettivamente diverso che ha la sede siciliana qui a Palermo: non fornisce assegni perché sono lo strumento tipico di abusi quali lo strozzinaggio, non ha partecipato allo scudo fiscale ritenendolo ingiusto, non finanzia i fabbricanti d’armi, gli inquinatori e i responsabili dei disastri ambientali, non ha campato di derivati e quindi non ne ha subito i contraccolpi nel 2008, così come oggi non ha problemi con il portafoglio titoli di proprietà perché i soldi raccolti li ha sempre usati non già per lucrare sui titoli di Stato divenuti poi “tossici”, ma per prestare denaro a chi lo meritava, non solo sotto lo stretto merito creditizio, ma anche per il valore civile ed etico di ciò che con i soldi prestati si intendeva fare.

    Parlo ovviamente di Banca Etica, di cui sono anche socio. Sono perfettamente consapevole del fatto che non sempre la sua operatività sia sostituibile a quella offerta da altre imprese bancarie e che sia sicuramente migliorabile, ma se crediamo nella necessità di cambiare paradigma e che la funzione creditizia sia comunque insostituibile, dobbiamo sostenere chi opera in questo senso per costringere anche gli altri a farlo con un messaggio economico inequivocabile, come i dati di raccolta oppure l’incremento dell’azionariato.

    Banca Etica ha uno slogan particolarmente felice e attuale: l’interesse più alto è quello di tutti. Suggerirei loro di potenziare notevolmente l’operatività on-line in controtendenza rispetto ai concorrenti che si sono sovraccaricati di costose reti di sportelli che finanziamo con il continuo aumento delle commissioni e degli spread degli interessi.

    Palermo
  • 117 commenti a “Una lezione per le banche”

    1. Conoscendo Grillo e quanto siano “disinteressate” le sue battaglie deduco che l’operatore di cui parlava se lo deve essere comprato lui! 😀

    2. Tanto per informazione:
      In Europa tutti i gestori si riforniscono dello stesso carburante. I punti di stoccaggio sono comuni a tutte le compagnie che regolano poi tra loro le loro transazioni. In pratica con la mossa di Grillo gli unici a fallire sarebbero stati i gestori mentre le compagnie, che da anni ormai fanno cartello, non avrebbero avuto alcun danno.

    3. a parte la impraticabilita’ della proposta di Grillo,la impercorribilita`,la inattuabilita`,
      io,
      che sono socio delle principali banche nazionali ed estere
      (credo che basti possedere una sola azione per considerarsi socio,come mi pare di interpretare leggendo il post)
      non affiderei mai un euro ad una banca sconosciuta.

    4. ho dato un’occhiata ai numeri,
      ed ho visto che in 36000 soci(!)
      capitalizzano appena 34 milioni di euro!
      Abbiamo in Italia 36000 nuovi banchieri.
      !!!!!!!!!!!!!!!

    5. Condivido i due post di xyz. Invito peraltro coloro che ne sarebbero interessati di andare a leggere le condizioni e le tariffe di banca etica che in molti casi sono più care delle banche più conosciute più ricche e più sicure quindi meno a rischio fallimento. E magari andare a vedere a quale banca appartiene banca etica della quale è una derivazione, ed in certi casi è in effetti difficile decifrarne la derivazione da questa banca madre famosa.
      Mi fermerei qui, per evitare lunghissime polemiche, ma devo dire, ancora una volta che se si scrivono certe cose si deve essere chiari e fornire cifre precise; perché se una persona si considera socio di una banca perché compra mille euro di azioni siamo al delirio. Allora io, come xyz, sarei azionista di una banca italiana e due francesi (una per faccende personali, l’altra professionali). Mi fermerei qui ma non posso impedirmi di notare un certo squallore laddove si fa pubblicità – nemmeno occulta – facendola passare per un post di un blog, e volendo approfittare con metodi (autocensura) di trarre benefici in una situazione di crisi e preoccupazione generale, usando i propri conflitti. Quest’uomo è un conflitto vivente. Spero, per Rosalio, che paghi per la pubblicità che fa in ogni suo post il Giangiacomo Pignacorelli de noantri.
      Una piccola derivazione di famosa banca, è banca etica, che non compra titoli, né puliti né tossici, certo, si limita a fare pagare i servizi più cari delle altre banche e a remunerare molto meno delle altre banche i risparmi, lascia alle altre banche l’onere di raccogliere i capitali necessari per sostenere il peso delle spese pubbliche, dei prestiti per le famiglie e per lo sviluppo. Le basta l’economia alternativa, cioè quella che non fa testo né sviluppo trattandosi di piccolissime attività – spesso individuali – dedite semplicemente alla distribuzione di piccolissime quantità di capitale e non allo sviluppo quello serio, ovvero moltiplicazione di ricchezza. Che poi si esageri con i tossici quello è un altro tema.

    6. P.S. Quanto a grillo si è capito il suo metodo che consiste nel trovarsi sempre uomini e temi da criticare (e di criticabili il mondo è pieno) al fine di garantire la sua esistenza e pure per costruirsi degli show paganti, insomma il suo fondo di commercio sono i problemi, che soddisfano la sua avidità. Non ha nessuna credibilità un individuo come grillo che candida in una città come Palermo, complicata e difficilissima da gestire, un ragazzo che fin dalla posa (e chi studia morfologia sa di cosa parlo) sembra uscito dal grande fratello, e ne porta i segni del ragazzo debuttante, né arte né parte (in riferimento alla gestione politica), che se ambisce a gestire Palermo – con le suddette credenziali – è solo un incosciente.

    7. GIGI “ç” qualora si evidenzino problemi tecnici nei commenti ti invito a utilizzare l’e-mail per comunicare con me invece di provare a risolverli in autonomia. Respingo la tua insinuazione; evidentemente, non per te pare, non si tratta di pubblicità poiché ne manca un elemento essenziale che tu citi: il compenso. Saluti.

    8. In Banca Etica, in quanto banca popolare, il voto è capitario: una testa, un voto, indipendentemente dalle quote possedute.
      Le opinioni non si equivalgono e, in fatto di idee, non valgono i principi democratici: se una cosa sia vera o giusta, se una propria opinione sia vera o sbagliata non si decide per alzata di mano.
      Il rispetto dovuto per la persona e la sua dignità può portare a non giudicarla in quanto persona, ma le idee della persona possono, anzi debbono essere valutate.
      Fatta questa premessa, non è che il numero dei commenti a vanvera aumenti l’autorevolezza del commentatore 🙂

    9. il commentatore ha gioco facile quando l’autore del post scrive quello che scrive.
      Se io leggo “socio di una banca”,ho istintivamente
      un senso di riguardo,perche`,si sa,fare i soldi non e` roba di tutti.
      Ma se poi scopri che si parla di un organismo in cui ci sono 36000 padroni,
      che concetto posso farmi se non ,semmai ,
      di uno che scrive post a vanvera?
      E` come quello che si sente imprenditore perche` ha messo in piedi una qualsiasi attivita` di servizi con tre o quattro persone a stipendio.
      Allora potrei dire di essere imprenditore anch’io che ho a servizio il colf,il giardiniere,e contribuisco a pagare lo stipendio al portiere.

    10. @xyz, lo spirito del post (spiegato in modo chiaro salvo che per chi volesse cercare altri fini) è quello di dire che se il modo di agire di un sistema insostituibile quale quello bancario non dovesse piacere, bisognerebbe sostenere quegli operatori che operino in modo diverso come la banca citata. Come? Diventando clienti e/ soci. Per coerenza, chi scrive ha fatto entrambe le cose in prima persona.
      Imprenditore è chi eserciti attività di impresa in modo individuale oppure organizzato: assumere un domestico rende semmai datori di lavoro, non necessariamente imprenditori, se non si fa impresa.
      Capito? Ripeti! 🙂

    11. chi ha scritto il post ha voluto dare ad intendere di essere socio di una banca,omettendo di precisare che in questo tipo di ente figurano
      “ben 36000 soci per una capitalizzazione irrisoria.”
      Uno puo’ essere anche imprenditore di se’ stesso
      ma se non porta “il volume di fatturato e profitto”
      chi legge puo` essere indotto a fare confusione .
      Il Lettore deve avere chiaro chi ci sta dall’altra parte,quale peso e spessore
      ha nel contesto sociale.
      Se non hai capito,posso anche rispiegartelo
      in modo piu` esteso.
      Rileggi e rifletti.

    12. e,per cortesia,evita questa netiquette con la faccia di cretino che ride.

    13. l’ennesima lezioncina del futuro premio nobel all’economia.
      sta volta passo, grazie, ho la partita di calcetto….

    14. Il lettore deve capire innanzituto ciò che viene scritto, le idee, il senso, la proposta, ecc. La curiosità su chi scriva non serve, non deve interesare. Siamo alle solite: c’è chi indica la luna e chi guarda il dito 🙂

    15. e no caro,se uno si presenta come socio di una banca,e` una cosa,
      se poi uno ci ha messo cinquanta
      euro,e` ben altra cosa.
      Che bisogno c’era di dire che eri socio?
      Il Lettore deve capire se sta parlando con un banchiere oppure con un bancario.
      In quanto al senso,che senso ha questo post?
      Mettere soldi in una impresa del genere?
      No grazie.
      (e per favore togli la netiquette con quella faccia da cretino)

    16. i lettori i tuoi post li capiscono fin troppo bene, sei tu che non capisci quello che scrivono i commentatori e la butti in caciara, non rispondendo mai sui punti, magari aspettando, tra una (tua) risposta sarcastica e un insulto, qualche pollo che ti dice bravo e magari “facciamo impresa”, che ho quattro disoccupati da mettere su un furgoncino.
      e ora devo proprio scappare, il calcetto mi aspetta….

    17. @xyz, tu non conosci il signifiato dei termini che usi: bancario è il dipendente della banca, socio è un qualunque azionista, banchiere è chi la governa: mi preoccuperei più di non fare la figura del cretino che di vedere un emoticon 🙂
      @stalker, perchè non tieni fede alle tue parole: non avevi scritto che andavi oltre? vai, va’ fanciulla 🙂

    18. per quello che ne so
      gli azionisti di minoranza sono
      parco buoi.
      I soci sono un’altra cosa.
      Ed attento ad avvicinare troppo la netiquette
      dal sorriso idiota
      al Nick

    19. xyz:-) ti sbagli: tutti sono soci, ma come diceva Cuccia le azioni non si contano, si pesano!

    20. comunque,adesso che abbiamo chiarito,
      potremmo tornare al post.
      Il post promuove Banca Etica,
      illustre sconosciuta,fin’oggi,per quanto mi riguarda.
      Io non ci metto un euro,se non altro per il modo in cui e` stata presentata.

    21. Rosalio, si tratta di sottigliezze, come tali da chiarire, dato che si fraintende. Che Giuliano parli quasi sempre di fatti e attività personali è CERTO. Io dicevo: poiché fa spesso pubblicità… ora tu ci dici che Rosalio non beneficia di alcun compenso, vuol dire che è pubblicità gratuita.
      Vorrei sottolineare che secondo me ci sono pochi fessi in italia che lascerebbero banche consolidate per andarsene in una banca semisconosciuta (anche se è una derivazione di un’altra nota banca) con i rischi immaginabili di fallimento vista la congiuntura, e per pagare più cari i servizi e vedere i propri risparmi remunerati peggio delle banche più solide.
      Infine: NEL MIO COMMENTO SOPRA ho messo in risalto DIVERSI ELEMENTI, e come ogni volta giuliano non ha le parole giuste per replicare. Da qui la mia convinzione che i suoi inutili post sono pubblicati inutilmente, tranne che a raccattare qualche seguace cliente sprovveduto.

    22. Non entro nel merito dell’efficienza e/o della funzione socio economica di Banca Etica. Per parlarne con cognizione di causa dovrei esaminare almeno gli ultimi due bilanci e non ne ho nè tempo nè voglia, consultare i bollettini di vigilanza (mensili, sono sul sito) della Banca d’Italia degli ultimi anni per vedere se la Banca è incappata in sanzioni o meno ( e di che tipo) a seguito di ispezioni ecc. Insomma, qualsiasi parere non supportato da analisi serie sarebbe “ad minchiam” (copyright Scoglio buonanima).
      Mi preme però sottolineare in generale che l’ampiezza della base sociale è un punto di forza e non di debolezza di una Banca, tanto più di una Banca Popolare o di una BCC.
      E’ chiaro che all’interno della compagine sociale si creano gruppi di diverso orientamento che poi portano a formare le maggioranze che nominano i membri del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale.
      Forse prima di dare pareri ad…(vedi sopra) sarebbe opportuno sapere di che cosa si parla.

    23. Peggio di un castoro.

    24. Mi aspetto nei prossimi giorni i post di giuliano veterinario, poi avvocato, poi coreografo, poi dentista… come l’illustre suo affine
      G.g i a c o m o P i g n a c o r e l l i

    25. @Gigi, se fossi informato, sapresti che una grande e gloriosa banca italiana sta per saltare e verrà rilevata da una banca estera mentre Banca Etica, proprio per il suo modo di operare, non farà risultati clamorosi, ma crescerà con i suoi clienti senza questo genere di rischi.

    26. nelle fusioni bancarie,non mi risulta che
      i Clienti abbiano mai rischiato di perdere i loro depositi.

    27. xyz, i depositi sono, in parte, garantiti dal fondo di tutela, ma gli azionisti in questi casi perdono soldi…

    28. http://it.wikipedia.org/wiki/Castoro_(araldica)
      “In araldica il castoro è simbolo di destrezza, intelligenza e perseveranza. Inoltre, poiché nell’antichità si riteneva che il castoro, credendo di essere cacciato per i suoi genitali, se li recidesse con i denti per stare tranquillo*, è anche simbolo di pace”
      N.B. la lunghezza del castoro è di circa 75cm. IO della lunghezza di circa 75 cm. ho… un braccio…
      * nuance… (la “nuance” la spiego un’altra volta; qui ho esaurito il mio tempo di parola, già perso inutilmente peraltro, con … autocensura…)

    29. GIGI “ç” ti invito a rimanere in tema e ti ricordo che il tema del post non è il suo autore. Grazie.

    30. cchiu` scuru ri menzanotti nun po` fari.
      Oggi tantissime banche ,non solo italiane,
      sono facilmente scalabili,
      dato che negli ultimi 5 anni hanno perso fin’anche oltre al 90% del loro valore .
      Gli azionisti (di qualsiasi banca)
      oggi stanno col c. per terra.
      Chi ha liquidita`,compri senza porsi problemi.
      Siamo in una fase congiunturale,
      ma le congiunture passano,
      e,ciclicamente arriva la ripresa.

    31. Banca Etica, cos’ è, un ossimoro ?
      Comunque, quando lavoravo in banca non mi assentavo mai, proprio mai. Ed ero puntuale.
      Puntavo le vecchie signore.
      Specie una, con capelli turchini e profumo di violetta.
      Aveva una cassetta di sicurezza stracolma, gioielli, monete d’oro, valuta pregiata, marchi tedeschi e dollari, anche canadesi.
      Un giochino facile, una chiave a lei, una alla banca ( ovvero al sottoscritto, impiegato di prima, addetto al servizio nei sotterranei dell’Istituto).
      Avete presente il film “Delitto perfetto”, di Alfred Hitchcock ?
      Ecco, qualcosa del genere, che è un po’ lungo spiegare nei dettagli.
      Agli eredi ( tra cui una biondona con tacchi alti e minigonna da svenimento ) ed ad un Funzionario dell’ Ufficio delle Tasse non rimase che verbalizzare il vuoto più assoluto. Una sigla, tipo : n.n.
      Racconto questo per dire che anche dei semplici impiegati di banca possono togliersi delle soddisfazioni. Piccole o grandi che siano.
      Ps Ma è vero che le perle possono rovinarsi, se non prendono aria per tanto tempo ? A me non sembra.

    32. Continui a non replicare alle mie osservazioni.
      Per esempio, quale banca conosciuta c’è all’origine. E poi, le osservazioni su costi, ridicola remunerazione dei risparmi, su partecipazione allo sviluppo (zero!).
      Perlomeno queste osservazioni semplici, poiché sulle altre diverse mie osservazioni non ti vedo in grado di commentare.
      Se non fossi informato non potrei affermare ciò che affermo sulla tua similbanca; e mi taccio su metodi alquanto discutibili; come mi taccio sull’organizzazione degli impieghi e stipendi.

    33. @manuelo
      “Banca Etica, cos’è, un ossimoro ?”
      e hai detto tutto!

    34. al supermercato vedo sempre più gente che ha il conto alle poste, che paga con bacomat poste italiane e visa post pay (ricaricabili)
      e c’hanno ragione!
      credo venti euro di spese annue, nessun credito al consumo, poche porcherie tossiche da vendere….cose da gente normale, comìera prima che le banche ci dessero tanta euforia e credito al consumo.
      a meno che non si sia imprenditori veri o 2.0 credo che sia una buona strada per tanti lavoratoti.

    35. mi scuso per i refusi, il calcetto mi sfianca più delle lezioncine di didonna

    36. “il tuo commento è in attesa di moderazione”
      Erano le ore 18,31: peggio di un’attesa al pronto soccorso di villa sofia.

    37. non capisco come sia stato possibile
      registrare una label che
      equivale ad ammettere che “le altre sono
      banche non etiche”

    38. Le altre banche non si pongono il problema di finanziare chi sfrutti il lavoro minorile o gli armamenti o chi devasti l’ambiente: Banca Etica non li finanzia, tanto per dirtene una…

    39. fuffa per fuffa anche questa ci sta, che a parlare seriamente qui sembra brutto.
      buon divertimento
      http://amperini.wordpress.com/2008/12/04/banca-etica/
      ma vuoi vedere che il relatore si chiamava giuliano???….

    40. “Aderire a Banca Etica significa agire concretamente per la risoluzione di bisogni. Non beneficenza, non distribuzione di utili, ma cooperazione per realizzare una proposta comune di economia “altra” al servizio della coesione sociale e dello sviluppo sostenibile dei territori. Sono questi i ritorni mutualistici, reali e immediati che acquisisce chi sottoscrive il capitale sociale di Banca Etica.
      Le azioni di Banca Popolare Etica S.c.p.a. saranno offerte al pubblico al prezzo unitario di Euro 55,50, corrispondente al valore nominale pari a Euro 52,50, maggiorato di un sovraprezzo di Euro 3,00”.
      Maggiorato del 6%, vuol dire che circa 2 milioni dei 34 milioni del capitale sociale sottoscritti dai soci volano in fumo. E tutto per LA SODDISFAZIONE MORALE, in quanto i soci azionisti mettono i loro soldi a dormire mentre la banca etica applica condizioni da “quasi usura” che sintetizzo in seguito. Chiunque può consultarle nel sito dell’etica banca…

    41. Pardon, ormai devo concludere. Se non erro per accordare un prestito chiedono un apporto personale (da depositare in banca etica) di circa il 20-25% del prestito da erogare. Voglio dire che se applicano il meccanismo della riserva frazionaria e della moltiplicazione del credito…

    42. GIGI “ç”, sei il solito barbone, anzi clochard….solo perchè tu non sei socio azionista di una banca ti permetti di dare i numeri. così ci confondi…..

    43. roba da Sor Pampurio
      (preso dalla collezione del Corriere dei Piccoli
      ereditata dal mio caro nonnetto).
      Anche questa volta il Sor Pampurio ne combina una delle sue……

    44. se non ho capito male:
      porto i miei soldi a banca etica
      loro mi pagano una miseria,pago caro i servizi
      e con i miei soldi fanno dei mutui o prestiti a tassi maggiorati rispetto alle banche “truffaldine”,in cambio non finanziano gli sfruttatori minorili e mercanti d’armi…

      chissa’ se faranno attenzione se gli abiti che indossano le scarpeche usano o il materiale informatico che utilizzano,non siano provenienti da mercati asiatici…

    45. veramente il conto alle poste costa 30,99 + imposte di bollo euro l’anno mentre ad esempio con la mia banca in 3 anni che ho il conto corrente non mi hanno mai addebbitato neanche un euro, solo le imposte di bollo. In più considerate che se provate ad andare allo sportello in banca al massimo trovate un paio di persone, alle poste trovate il fiume di gente e vi dovete prendere un giorno di ferie (sul serio).

    46. Vi siete chiesti chi sono i soci di ETICA SGR?
      ECCO:
      Etica SGR è una società di gestione del risparmio costituita nel 2000 ed operativa dal febbraio del 2003, che instituisce e promuove esclusivamente fondi comuni di investimento socialmente responsabili con lo scopo di “rappresentare i valori della finanza etica nei mercati finanziari.
      – Banca Popolare Etica (45,47%)
      – Banca Popolare di Milano (24,44%)
      – Cassa Centrale Banca – BCC Nord Est (10,22%)
      – Banca Popolare dell’Emilia Romagna (10,00 %)
      (attraverso Em.Ro. popolare – Società Finanziaria di Partecipazioni S.p.A.)
      – Banca Popolare di Sondrio (9,87%)
      Utile netto al 30.06.2011: 161.369 Euro
      Patrimonio Fondi al 30.06.2011: 447 milioni di Euro

    47. e forse vi siete chiesti quali cooperative, onlus, parrocchie, sono state finanziate negli ultimi dodici mesi, nell’ambito della finanza etica. Pensate che non producono ricchezza? Pensate che non creano nuove realtà produttive?
      Se non lo pensate portate i vostri soldi ai “banchieri ambulanti etici” i quali ve li pagheranno 0,3% o 0,69% e li presteranno a queste “virtuose” realtà produttive a tassi molto più elevati delle banche non etiche
      http://www.bancaetica.it/Modules/popfin.ep3?ultimo_anno

    48. G.g i a c o m o P i g n a c o r e l l i
      quand’era avvocato faceva togliere la milza a Oscar Pettinari per riscuotere un risarcimento miliardario (allora) dall’assicurazione;
      quand’era veterinario faceva morire le pecore; quand’era dentista toglieva ai pazienti i denti sani, “tutti gli ho levati, tutti, tutti gli ho levati!”.
      Ora consiglia a tutti noi, coadiuvato da giuseppe grillo ‘o miliardario, di disinvestire i nostri soldi per andarli a regalare agli “etici” che conoscono i trucchi del mestiere, come si legge sopra, e si “fannu i picciuli” a spese nostre.
      Perlomeno, nelle banche non etiche, io quando va male guadagno il 5% dai miei soldi (se mi limito a prodotti con rischi limitati, quindi non in azioni), in questo periodo il 6-7%, basta conoscere i prodotti; i rischi? Basta conoscere i prodotti la loro storia e i futuri possibili movimenti, e poi, i rischi ci sono ovunque, si tratta di saperli minimizzare.
      In questo prospetto nel link che posto (cliccare per aprire il prospetto della prima obbligazione della lista), di un’obbligazione “etica” c’è un confronto MOLTO COMICO. Loro confrontano la loro obbligazione (1,543 netto) con un BTP a tasso fisso nuova emissione, quindi che rende meno di quelli che si possono acquistare nel mercato secondario, ma che comunque rende 4,39% netto. Incoscienti o coraggiosi? O forse hanno capito che il marketing dell’etica (per prestare a onlus, cooperative, parrocchie… e altre piccole attività “particolari”) attira gli sprovveduti?
      http://www.bancaetica.it/Content.ep3?CAT_ID=31844&ID=771380

    49. Mi dispiace leggere un post di Ghito il quale commenta per dire che non vuole commentare 😀
      Perché avendolo conosciuto qualche anno fa so che è un esperto di tematiche finanziarie e so che sa leggere i bilanci. Se avesse commentato per commentare e non per non commentare avrebbe potuto renderci edotti. Invece, se si scrive un commento per non commentare, si tratta di post ad mi.n.c.h.iam, come dice lui.
      Io non so leggere i bilanci, ma so leggere i numeri semplici ed i prospetti pubblicati nel sito di banca etica, che peraltro conoscevo già da diversi anni. E qui li ho postati.

    50. vorrei fare qualche considerazione:
      1.Per quale motivo uno si mette a scrivere un post
      per promuovere una banca,come Banca Etica?
      2.Per quale motivo uno ci informa tra le righe di esserne socio,senza darne il relativo peso?
      Se io sono socio assieme ad altri 10 in pari condizioni,ho peso 1/10.
      Se io taccio di precisare che sono uno dei 36000
      soci di una banca a bassissima capitalizzazione,
      che messaggio spero di fare passare?
      Forse qualche lettore sprovveduto che non va a vedere i numeri potra` ritenermi un personaggio di
      grosso rilievo:”socio di una banca”.
      Pensa un po`!
      Ora questo una volta si definiva semplicemente
      millantato credito.
      Sia ben inteso che non sarei portato a scrivere queste notazioni,se l’autore si fosse limitato a chiarire,senza la pretesa di dare lezioni e giudizi.
      3.Mi chiedo ancora come mai nessuna banca interviene a chiedere il cambio di una intestazione che lascia sottindere che le altre banche “non sono etiche”
      4.Non ritengo di commentare altro.Non mi interessa
      sapere che cosa si prefiggevano di perseguire i soci fondatori di un simile istituto.

    51. XYZ, aggiungo che per completezza, senza volere interessarsi della sua privacy, ma poiché ne parla lui stesso, Giuliano Didonna avrebbe dovuto scrivere:
      se giuliano didonna ha conti in banche non etiche, e in caso di risposta affermativa, se ha trasferito i suoi soldi dalle banche non etiche verso banca etica. Ha scritto solo – vagamente come spesso gli succede – di avere “rapporti con vari istituti di credito”… cioè, ha rapporti con quelli che vuole punire e che nel suo post critica duramente, m.i.n.hia risate 😀

    52. in effetti chiedere che rapporti intrattiene, tra banche etiche e meno etiche, a uno che ha parlato perfino dei successi europei del fijolo bocconiano, non sembra una violazione della privacy.
      visto che ci ha fatto un post, sarebbe interessante capire perchè l’economista Didonna intrattiene ancora rapporti con banche non etiche.
      sul perchè li intrattiene con banche etiche ha detto, più o meno…..qui e in altri post

    53. Stalker,in effetti non si puo’ minimizzare il fatto che Giuliano Didonna ha rapporti con vari istituti di credito (non etici), come lui stesso viene a raccontarci (lo ribadisco per non essere accusato di violare la privacy; ne parla lui stesso).
      Giuliano ci ha detto quello che sapevamo già: le banche – che per distinguere chiamiamo “non etiche” – oltre a finanziare “famiglie e sviluppo” finanziano pure gli speculatori, gli armamenti, e gli sfruttatori. Finanziano pure la multa-risarcimento di berlusconi, finanziano la good-alitalia degli amici, etc.
      Ora, se Giuliano ha rapporti professionali (quindi guadagni professionali) con queste banche “non etiche”… se invece deposita solo i suoi soldi presso queste banche “non etiche” e magari ne trae benefici tramite investimenti mirati… Complice di quelli che critica in ogni caso. Come dicevo Giuliano è una contraddizione, e un conflitto, vivente… Dopo questo ennesimo post nel quale oltre a divertirci espone tutti i suoi conflitti e contraddizioni Giuliano dovrebbe – per essere coerente – trasferire tutti i suoi capitali presso banca etica, ma siamo certi che l’ha già fatto, e interrompere ogni rapporto con i finanziatori di armamenti e sfruttamento minorile e adulto.

    54. AH ! Giuliano ci ha informati di essere socio e cliente di banca etica; non ci ha detto se è pure un “banchiere ambulante” di banca etica.

    55. picciotti,parliamo di cose serie?
      .
      C’era una volta un tempo in cui uno che aveva qualche risparmio lo portava in banca,e ne aveva in cambio un “frutto” oltre che un servizio,
      il cui culmine e’ un estratto conto preciso chiaro ed ordinato.
      Via via che la banca ha invaso il campo dei servizi di altra svariata natura,i frutti (rendimenti)sono andati via via a scendere ed i servizi inizialmente offerti in forma gratuita a diventare via via un costo per il Cliente.
      Ma questo mi sta ancora bene.
      Fino a pochi anni fa,per fare un pagamento, dovevo prelevare del contante, dovevo recarmi in una agenzia bancaria,e fare la coda.
      Chi l’avrebbe mai detto di arrivare a fare i bonifici standomene comodamente seduto a casa mia,
      in perfetto relax e lontano dalla pazza folla?
      .
      Con l’evoluzione tecnologica si e’ reso possibile
      gestire masse via via crescenti di clienti.
      Le Banche meglio organizzate(cioe` capaci di sviluppare realizzare ed offrire servizi automatizzati anche nei meandri dei servizi tradizionali)
      hanno fagocitato le banche meno organizzate,che poi erano le piccole banche.
      La tendenza,ancora oggi,e` di andare verso organismi sempre piu` estesi,capaci de offrire servizi automatizzati via via piu` sofisticati e
      complessi.
      Per questo preferisco mettere i soldi in una banca grande,che fa regolari grandi profitti.

    56. XYZ, vedi che finora abbiamo parlato di cose serie con assoluta serietà.
      Appena ho letto il tuo “incipit” mi aspettavo ben altro contenuto, invece mi sembra un post alquanto fuori contesto, tranne la fine. Per il resto ho condiviso diversi tuoi commenti alle “trovate” di giuliano didonna.

    57. speriamo che in futuro me la cavo meglio…

    58. 😀
      come nei post passati che abbiamo condiviso?
      😀

    59. rimane da dire ancora qualcosa,o forse restano da dire ancora troppe cose.
      Non tutte le grandi banche fanno grossi profitti.
      Ci sono grandi gruppi bancari con i bilanci in rosso profondo e se qualcuno non interviene,rischiano parecchio.
      Negli Stati Uniti sono fallite centinaia di piccole banche,a seguito della crisi originata dalla bolla del mercato delle case.
      La stessa Bank of America in poco tempo e’ scesa da una quotazione di 60$ ad una quotazione di poco meno di 3 $.Questa Banca,e qualche altra,come la Citybank(scesa da 60 $ a 1,5 $),
      e` stata salvata dalle iniezioni di denaro
      del Tesoro Americano,cioe’ di denaro pubblico.
      In sostanza le grandi banche sono state salvate,
      mentre analoga sorte non e` toccata alle piccole,
      con l’eccezione di una,la Lehman Brothers,
      abbandonata alla bancarotta.

    60. Non Credo alle banche etiche. Mi spiace. O non credo che una istituzione come una banca possa mai essere etica.
      Una banca é il più antico istituto di deposito di denaro, al mondo. E’ esistitito non dico da sempre, ma da quasi sempre.
      Una banca é un’istituzione privata. La Banca Etica é un’istituzione privata. Cosa mi garantisce che la tale istituzione privata, anche se etichettata come etica, persegue e consulti me, compartecipante della struttura in qualità di depositario di denaro, nelle politiche gestionali della struttura?
      La Banca Etica é una Banca con diversi obiettivi della Banca tradizionale. Non ci farei tutte questa differenza. La differenza sono gli obietrtivi finali e lo scopo finale.
      Fine dell’Etica della Banca Etica.
      Chiamatemi scettica. Ma la penso così. E’ un’altra lobby. Ci si può associare ad una Lobby diversa, ma sempre quello é.

    61. GIGI
      anche la I parte e` in tema.Vuol significare che
      poiche` un rapporto con una banca oggi comporta un COSTO,nessun comune mortale e` portato,generalmente,ad intrattenere rapporti contemporaneamente con piu` banche.

    62. XYZ, d’accordo 😀
      Diciamo che hai spiegato benissimo il funzionamento e l’evoluzione negli ultimi anni delle banche.

    63. Il cinismo di certi commentatori serve forse a farli sentire più furbi o intellegenti? 🙂

    64. Se Giuliano Didonna confonde la verità per cinismo vuol dire che è “alla frutta”.
      A proposito: hai ancora rapporti in corso (personali? professionali? In ogni caso partecipazione a quelle che definisci loro cattiverie è!) con le banche non etiche?
      Hai trasferito tutti i tuoi soldi presso banca etica?
      Oppure è un post bla bla bla?
      Oppure per raccattare qualche cliente per banca etica?
      Soldi quasi regalati agli etici e ai loro banchieri ambulanti, remunerati al 0,3% o al 0,69% che loro pero’ sanno come moltiplicare, circa 25 volte nel primo caso, circa 12 volte nel secondo. A parte la riserva frazionaria (moltiplicatore del credito) e l’apporto personale (20 o 25% ?).

    65. Gigi, leggi e sforzati di comprendere il post prima di commentarlo: ho scritto chiaramente che l’operatività non può sostituire quella delle comuni banche commerciali, ma senza Banca Etica molti operatori non troverebbero interlocuzione nelle altre banche: per questo ho suggerito di sostenerla come soci o clienti.

    66. gidonna
      a me
      “capito?Ripeti.( relativa netiquette dal sorriso idiota”)
      non si e` mai permesso di dirlo mai nessuno,ne` tantomeno di fare interventi a vanvera.
      Non hai chiaro che qui puoi incontrare persone che
      sono capaci di leggere non solo quello che scrivi,ma anche quello che ometti di scrivere,
      di darti lezioni non solo tecniche,ma anche comportamentali e di serieta`.
      Ma non credo che smetterai mai di offendere i commentatori.C’e` niente da fare.

    67. Giuliano Didonna, preciso che non provo nessun astio nei tuoi confronti, anzi, come ho scritto altre volte ho l’impressione che sei un bravo ragazzo.
      Peraltro: ritengo utili certi tuoi atteggiamenti e certe tue affermazioni “strambe”. Per capirci faccio un esempio: un mio amico di sinistra estrema neo eletto al Comune mi diceva: “vedi, io osservo con particolare attenzione il comportamento di quel consigliere nostro conoscente – scuola democristiana fin da adolescente – per sapere quello che devo e/o non devo fare”.
      Replico al tuo ultimo commento molto divertente. Sei talmente naif(¨) da pensare che qui nel blog qualcuno creda ai tuoi sofismi (in questo caso) tirati per i capelli?
      – hai fatto una sorta di campagna contro le banche non etiche accusandole di strozzinaggio e di essere co-responsabili dei peggiori mali del mondo (roba che un banchiere non etico incazzoso potrebbe trascinarti nei tribunali)
      – hai scritto già dal titolo che queste banche non etiche malvagie meritano una lezione, e se meritano una lezione vuol dire che sono cattivi
      – poi ci avverti che banca etica e migliorabile in certi meccanismi che attualmente possiedono – meglio – le banche non etiche, ma puntualizzi che se li aiutiamo portandoci i nostri soldi otteniamo diversi risultati, per esempio miglioriamo i suddetti meccanismi di banca etica (è sottinteso ?) ma SOPRATTUTTO costringiamo le banche non etiche ad assumere gli stessi metodi di banca etica, che sono quelli giusti ovviamente.
      PER ME BANCA ETICA pratica lo strozzinaggio peggio delle banche non etiche che tu accusi di ogni male.

      N.B. banca etica è migliorabile in alcuni aspetti pero’ è necessario cambiare e sono loro il PARADIGMA ovvero il PUNTO DI RIFERIMENTO. CHIARO.
      E magari riempiendola di denaro quegli aspetti tecnici da migliorare (meglio dirli per prevenire le prevedibili critiche; ma non sono le piccolezze che dici tu; sono nei PUNTI SERI i difetti, e li ho scritti e ribaditi, e documentati) si migliorano facilmente o automaticamente(?)
      P.S. sicuramente sei bene informato sul fatto che la home banking è molto in uso e riduce i costi, ma alla fine del tuo post scrivi il contrario.
      Ciao Giuliano.

    68. Giulianooooo! tu ci hai invitati a portare soldi a banca etica.
      Pero’ hai dato il buon esempio? Ovvero, ripeto le domande:
      – hai ancora rapporti personali e/o professionali con gli strozzini e cattivissimi delle banche non etiche?
      – hai portato tutti i tuoi soldi da banca etica?
      PERCHÉ non rispondi Giuliano?

    69. Ti ho risposto sopra: non hai letto?

    70. Giuliano, dici sul serio? Non hai risposto alle mie domande, cioè 1) se hai ancora rapporti con le banche non etiche cattivissime strozzine e co-responsabili dei mali che hai elencati 2) se hai trasferito tutti i tuoi soldi verso banca etica.
      Mi hai risposto dici, cioè consigli alla gente di trasferire i propri soldi verso banca etica, di divenire soci e/o clienti di banca etica, che vuol dire farsi strozzare (denaro quasi non remunerato che pero’ loro prestano con tassi molto più alti di qualsiasi banca non etica, non tassi usurai ma poco ci manca), prestare a banca etica quasi gratis i propri soldi e pagare grosse spese di tenuta conto e varie (più cari delle banche non etiche), e tutto questo per la filantropia degli scimuniti, cioè per fare finanziare cooperative, parrocchie e onlus il cui profitto sociale – inteso come creazione di redditi e ricchezza – è alquanto discutibile; oltre a permettere a banca etica e ai banchieri ambulanti di fare affari con i regali degli ingenui che lasciano rendite certe o quasi per portare i propri soldi a banca etica. E a me che me ne frega delle cooperative, onlus e parrocchie? Perlomeno, non mi interessano fino al punto di regalare i miei soldi.
      Giuliano, ritieni di svolgere bene il tuo mestiere di consulente se vieni a consigliare – a dei presunti fessi (per te?) che secondo me non ci sono qui nel blog Rosalio – di fare gli utili idioti per banca etica?

    71. Gigi, leggi e sforzati di comprendere il post prima di commentarlo: ho scritto chiaramente che l’operatività non può sostituire quella delle comuni banche commerciali, ma senza Banca Etica molti operatori non troverebbero interlocuzione nelle altre banche: per questo ho suggerito di sostenerla come soci o clienti.

    72. quindi sarebbe una banca per derelitti?
      E chi ti dice che siamo dei derelitti,
      qui a rosalio?

    73. Gigi, guarda che ti ha risposto eccome. i soldi (capitali)si tengono sulle banche non etiche, e con banca etica si fa scuscio e si finanzia qualche coperativa di facchini e parrini. argent de poche insomma…un po’ come fare elemosina e scaricarsela dalle tasse, magari, in questo caso, prendendo anche qualche provvigione.

    74. poi che vuol dire che molti operatori non troverebbero “interlocuzione” (e vabbè), vuol dire che banca etica fa “beneficenza” senza consultare la centrale rischi?
      [questa sarebbe una domanda serie, astenersi emoticon dipendenti]

    75. Caro Di Donna, il cinismo non é una forma snobistica di esibizione di intelligenza, é piuttosto disillusione. C’é differenza.
      Quando ‘eticamente’ si sostiene l’artigianato del terzo mondo, usando il principio dell’etica del sostegno ai paesi meno ‘fortunati’, e ne si rivendono i prodotti a costi ‘eticamente corretti’ (costo pari a centesimi+costo per il sostegno etico altissimo),io chiederei la trasparenza assoluta di queste forme di sostegno, proprio perché etichettate con la dicitura ‘etica’, il che non é poco.
      Forse io non userei questi termini. Forse ne impiegherei altri. Forse la mia diffidenza sta proprio a cosa demandi tale terminologia.

    76. adesso lo scenario appare nitido.
      Questo scenario di banche,etiche e non etiche,
      tutte rapaci sono.
      Restano poche le zone d’ombra.
      Cacciato via il fumus,
      si potrebbe riconciliare questi 4 amici
      chiedendo scusa per certe espressioni usate.
      Perche`,sotto sotto,penso che il giorno in cui i post di Didonna venissero a mancare,ne soffrireste
      (soffriremmo) un po`.
      Viene l’inverno e le serate sono lunghe da passare.

    77. Stalker, innanzitutto noto un fatto misterioso: il mio post – 12 dicembre 2011 alle 17:32 – è scritto in risposta a quello di Giuliano Didonna 12 dicembre 2011 alle 18:29. Misteri del web.
      E’ vero Stalker, tace e vuol dire che ha risposto, esattamente come dici tu. Da una parte i profitti della banca non etica dalla quale probabilmente non disinveste neanche un centesimo e che è meglio tenersi come relazioni (personali e professionali), dall’altra qualche spicciolo che comunque se si coltivano relazioni (e banchieri ambulanti, magari se stessi banchieri ambulanti) finiscono col fruttare ugualmente, con l’immagine, e con l’aritmetica.
      P.S. XYZ, certo che ci mancherebbe, anzi, se non ci fosse si dovrebbe inventare, ma temo che nessun clone si avvicinerebbe agli stessi livelli. Tranne G i a n g i a c o m o P i g n a c o r e l l i

    78. ma no dai, in fondo il nostro ogni tanto fa “fuochino”, ci si avvicina, come quando parla di una diversa mobilità…pare che quasi quasi je la fà e sta facendo sul serio, che proprio ci crede.
      solo che….ha sempre bisogno della pedalata “assistita” con tanto di nome del rivenditore e lezioncina di chi ha scoperto l’acqua calda.
      c’è gente che va in giro sempre in bici senza menarla tanto, e senza sponsorizzare il rivenditore della splendida bici (pedalata “assistita” o meno) che pedala.
      per questo didonna non mi quadra mai. ogni suo post è un conflitto di interessi.
      didonna, ma non ce l’hai almeno una semplice bici no logo? vabbene che, come dici tu, ti piacciono le “comodità” ma a tutto c’è un limite!!!
      http://www.rosalio.it/?s=bici+elettrica+a+palermo

    79. comunque oggi sono andata a messina treno+bici per lavoro.
      una meraviglia!
      mi spiace, ma ho ridipinto la mia bici cancellando la marca….i treni sono sempre quelli, inutile fare i nomi

    80. “La civiltà gira a piedi o in bicicletta”
      pedalando pero!!!!!!!!!!!!!!!!!!
      mica chiacchierando con le biciclettine elettriche

    81. Pedalando puoi andare in bicicletta per gioco, per sport, per passione, ma se devi lavorare e non puoi arrivare sudato la bicicletta a pedalata assistita è la soluzione: quello che forse ti è sfuggito, Stalker, è che è più importante dare motivazioni a chi non ne ha per andare in bicicletta, a parlarsi addosso tra la ristretta cerchia dei convinti non ci vuole molto. Grazie di tenere alta la visibilità del post: Gigi e Stalker, siete impagabili!

    82. spero di darvi un contributo,per quello che puo’ valere.un paio di settimane fa un importante quotidiano ha riportato i risultati di un’indagine
      sulla sofisticazione.Dal 2007 ad oggi risulterebbero ben 700.000 le tonnellate di prodotti spacciati per biologici.
      Insomma le fregature non arrivano solo dalle banche,anche l’agricoltura ci fa la sua parte.

    83. Aspé, Giulianoooo !
      Da quando in qua il ridicolo offre visibilità? Chi è il tuo professore di comunicazione (e marketing)?
      Noi contestiamo le corbellerie che scrivi, è un nostro dovere civico, per evitare che qualche sprovveduto segua i tuoi consigli per gli acquisti rovinosi. Evitiamo che qualche Oscar Pettinari ti segua fino a farsi asportare la milza. Certo, Oscar Pettinari, perché ormai la tua rubrica la possiamo chiamare: “la stanza” di G i a n g i a c o m o
      P i g n a c o r e l l i.
      Ti facciamo domande pertinenti che svelerebbero – le risposte – il tuo “peso” reale, ma tu non sai rispondere, non potresti rispondere d’altronde, sono ingiustificabili le stramberie che scrivi, fuggi, o la metti in caciara, o fai scherzi da adolescenti ingenui, appunto per non “scoprirti” con risposte ancora più strambe delle stramberie che scrivi. Scappi Giuliano, pero’ nello stesso tempo sei un temerario, o un incosciente, perché torni… a divertire con le tue stramberie.
      E la chiami visibilità? Il ridicolo? Se continui a scrivere corbellerie e consigliare acquisti rovinosi o chiuderai bottega o verranno solo per ridere. Altro che visibilità!

    84. Pero’ l’incipit è straordinario, teatro dell’assurdo geniale. Eugène Ionesco gli fa un baffo a Giuliano Didonna.
      “un altro pensiero non può non andare ai responsabili di questa situazione e a una naturale richiesta di giustizia e di sanzione, almeno civile e morale! … ci deve essere un modo per lanciare un segnale inequivocabile di protesta”
      Ovvero: questi farabutti, se conosciamo CERTI meccanismi, ci remunerano i nostri soldi al 5-6-7%; ma noi per punirli ce ne andiamo con i nostri soldi a farci spennare da banca etica.
      M…hia risate!

    85. P.S. la notizia della quale parla XYZ l’ho letta una settimana fa in un giornale online francese – http://www.20min.ch/ro/news/monde/story/Une-fili-re-de-faux-produits-bio-d-mantel-e-26271403 – “stuzzicante” leggere quali sono i paesi coinvolti.
      Siamo OT,
      ma se quoto il post di XYZ è per dire che se un giorno Giuliano ci verrà a vantare la CERTEZZA della superiore qualità del biologico potrò postare studi seri effettuati da “l’Agence française de sécurité sanitaire” e non da quaquaraqua, sull’argomento dove gli interrogativi sono seri e non sempre si può essere certi che il prezzo maggiore equivale a migliore qualità.
      http://www.charlatans.info/bio.shtml

    86. SCUSATE DEVO CORREGGERMI. Ho scritto di premura l’ultimo post e ora mi accorgo che si potrebbe interpretare diversamente da quello che penso. Voglio dire che, essendo Giuliano esperto rispetto a noi ignoranti in materia (io lo sono) potrebbe renderci edotti sulla reale migliore qualità dei prodotti biologici e magari confrontare la sua conoscenza con gli studi dei quali parlavo. Semplicemente per il bene di noi consumatori.

    87. … la preuve reste à faire, d’un point de vue sensoriel, qu’il y ait une différence quelconque entre les produits provenant de l’agriculture biologique et ceux produits par des méthodes conventionnelles ….
      .
      E` questo che consente le sofisticazioni e gli imbrogli.
      .
      E,per i prodotti bancari?

    88. “Pedalando puoi andare in bicicletta per gioco, per sport, per passione, ma se devi lavorare e non puoi arrivare sudato la bicicletta a pedalata assistita è la soluzione: quello che forse ti è sfuggito, Stalker”
      ah ecco, quindi la bici è solo per ciclisti della domenica, mentre per chi lavora ci vuole la pedalata assistita, altrimenti si suda (mah, la mia sudorazione si deve essere regolamentata). io avevo capito parlassi di girare per il centro storico di palermo, notoriamente pianeggiante, e non di scalare lo stelvio!
      pedalando puoi andare in bicicletta per scelta tutti i giorni, perchè ti piace, perchè ci credi, e il bello è proprio pedalare con una bicicletta anche da venti euro comprata da un rigattiere, piuttosto che con le bici elettriche costose che tu hai SPONSORIZZATO.
      poi anche ammesso, si deve pur sudare, per espellere tossine, e più si è abituati ad espellerle, meno le tossine puzzano. a me pari uno che ha pedalato solo una bici a pedalata assistita, appena il tempo di sponsorizzarla e perderne l’interesse.
      po semmai leggerò un tuo post sincero, senza nessun conflitto di interesse, sraà mia premura farti avere in qualche modo una crostata di marmellata di arance, le mie, assolutamente biologiche.
      anzi aspè, non è che me le sponsorizzi? 😉

    89. Stalker, Palermo non è tutta pianeggiante: prova a salire in bici da piazza Marina a porta Nuova in giacca e cravatta d’estate! Se la bici a pedalata assistita non fosse una buona invenzione e se quella che utilizzo (e che consiglio in modo disinteressato) non lo fosse, Palermo non sarebbe la città leader per le vendite in Italia.
      Delle due, l’una: o i palermitani sono dei cretini o lo è chi cerca di criticare sempre per partito preso. 🙂

    90. didonna, ma ci dobbiamo proprio prendere per il c*lo?
      palermo si srotola principalmente su una lunga striscia parallela al mare. in quella stiscia si svolgono la maggior parte delle attività produttive, banche comprese, e si annidano la maggior parte degli insediamenti residenziali
      palermo è la città ideale per andare in bici.
      la pedalata assistita forse la si potrebbe concedere solo ai settantenni, ma guarda un po’ sono proprio loro ad andare in bici, con la borsa della spesa che penzola dal manubrio, spesso arruginito.
      sul fatto che palermo sia la città leader delle bici a pedalata assistita, mi sto scompisciando….qualche dato please….

    91. piuttosto potemmo parlare delle ciclabili ridicole, del traffico automobilistico incivile, dei parcheggi selvaggi sulle ciclabili.
      ma che ci guadagneresti te a parlare di qualcosa senza avere qualche pinsillacchera da sponsorizzare?
      ad oggi non ho mai letto un tuo post free logo: banche, cooperative, ortaggi, torri, fattorini o bici che siano.
      tornando in tema, su banca etica mettici pure il tuo argent de poche, io passo, e mi tengo le mie bici a pedali e rocchetti.

    92. Chiedi alla Frisbee: http://www.frisbee.eu/
      Bologna, Milano, ecc. sono molto più pianeggianti di Palermo che non si sviluppa solo in senso nord-sud, ma anche est-ovest.
      Perchè tutta questa intolleranza verso chi fa scelte diverse dalle tue: cerchi conferme?

    93. didonna, veramente qui, se c’è uno che cerca conferme (e toranconti) sei tu.
      pensa se tutti i siti che fanno INFORMAZIONE su una diversa mobilità dovessero linkare tutti i siti di bici…
      se io che amo andare in bici e ritengo che sia anche giusto farlo – per bla bla bla lo sappiamo – linkassi il marchio della bicicletta che pedalo, non ti verrebbe da ridere?
      non penseresti che sono una fissata o che mi hanno sponsorizzata?
      ti aspetto in estate a parlare di un condizionatore d’aria ad energia rinnovabile, che sudare sta male, per chi ama le comodità, e poi fidati, le rinnovabili sono il nuovo businnes buono per tutti, mi meraviglio tu non ne abbia ancora parlato.
      ciao caro.

    94. Non si entra mai nei mercati ai massimi…

    95. boh, si sarà inceppato.
      rimettetelo in carica che domani prosegue.

    96. Continue?
      ….o i palermitani sono dei cretini o lo è chi cerca di criticare sempre per partito preso…..
      .
      neanche stavolta ha perso l’occasione,
      uno contro tutti.
      Come sempre.
      Medaglia al senso civico.
      .
      Ora mi spieghi cosa c’entrano i palermitani (tutti)
      se sono solo appena 3 o quattro commentatori
      a riordinarti le idee ?.
      .
      Comunque,non vi affannate sulle bici.
      Nemmeno la benzina a 1,7 euro riesce a scoraggiare
      chi usa l’auto.

    97. XYZ scrive “3 o 4 commentatori a riordinarti le idee”. Qualsiasi commento toglierebbe incisività a questa sintesi appropriata.
      Giuliano, in un altro post di questo eccezionale blog c’è un mio commento sull’apertura del nuovo negozio Prada a Palermo. Avevo pensato, quando ho letto la notizia in un giornale, di sottoporre alla tua attenzione alcuni dati. Ecco, sintetizzo il mio commento, e, appunto, attiro la tua attenzione su questi dati, perché come ben sai noi tre-quattro commentatori (v. sopra) siamo consapevoli del fatto che tu sei un esperto consulente finanziario e un uomo marketing nonché investitore tu stesso nel settore della GDO, quindi la tua opinione per noi è illuminante.
      Mio commento: “Ho letto in un giornale : “Paolo Cortese, responsabile degli osservatori economici dell’Istituto Tagliacarne che ha studiato il mercato del capoluogo siciliano per la Camera di Commercio afferma che il 18,4% del volume dei consumi pro capite è destinato ad articoli di lusso”.
      Si legge pure – nello stesso articolo – che che la Coop vuole cedere tredici supermercati a causa dei conti in rosso e della troppa concorrenza. Infatti, hanno perso 200 mila euro al mese nel 2010 e il trend di perdite sta continuando anche quest’anno.
      164 dipendenti della Coop saranno messi in mobilità.
      Forse quando si pubblicizzano i benefici in fatto di creazione di posti di lavoro da parte della GDO si dovrebbero analizzare tutti i movimenti di tutto il mercato dei consumi cittadino”.

    98. E che c’entrano i supermercati che la Coop ha deciso di cedere (ad altri operatori cel settore) con la GDO? http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_distribuzione_organizzata

    99. Giuliano, fai il finto tonto?
      E’ sempre stato detto che laddove si afferma che la GDO porta ricchezza, nuovi posti di lavoro e nuovi redditi, sarebbe corretto analizzare tutti i movimenti cittadini nel settore dei consumi per verificare se non si tratti piuttosto di diversa distribuzione di capitali (gli stessi già esistenti in circolo? Nuovi capitali immessi realmente?) e posti di lavoro, in questi casi spostamenti da altre realtà cittadine già esistenti verso la GDO.
      Insomma, detto in modo semplice, gente che gli STESSI soldi che prima spendeva in alcuni posti, poi li va a spendere nelle nuove GDO.
      E’ chiaro che siamo in un sistema democratico di libero mercato ed ognuno ha diritto di fare il proprio business, ma forse sarebbe giusto non vendere fumo… e gli stessi posti tolti altrove come posti nuovi…

    100. Negli studi di impatto necessari alle autorizzazioni, tra l’altro, il saldo tra nuovi posti che si creano e quelli che si perdono deve essere ampiamente positivo. Il reddito dei nuovi occupati concorre alla sua crescita, tanto per cominciare…

    101. Quello che e` accaduto e` sotto gli occhi di tutti.
      .
      A fronte di nuove attivita` di vendita al dettaglio,appartenenti a catene distributive per lo piu` estere,supermercati,ipermercati e centri commerciali,spostate generalmente in luoghi piu` estesi e dotati di parcheggio,hanno chiuso centinaia di piccole attivita` a conduzione familiare.
      Poi,siccome
      ” nessuno in questa Citta`controlla nessuno”,
      succede che l’ipermercato B si affianca all’ipermercato A e l’ipermercato C si affianca
      all’ipermercato B.
      Proprio uno accanto all’altro,o uno di fronte all’altro.
      Come e` accaduto in viale Regione Siciliana
      oppure in una zona defilata di Partanna Mondello.
      Cosi` alla fine ci perdono tutti
      ed,ovviamente,qualcuno dovra` rinunciare.
      .
      La stessa cosa si e` verificata per le agenzie bancarie.Troppe agenzie.Ed oggi sono nei guai.

    102. @donato, ti manca solo di dire che “i ristoranti sono pieni” e poi hai fatto bingo.
      ah no aspè, ora è meglio dire che i ristoranti sono “sobri”.
      e mo’ m’abbuttò, aspetto la prossima perla di micro/macro economia……

    103. Certi ristoranti sono sempre pieni: è un fatto.

    104. il reddito dei nuovi occupati? E la perdita di quello dei nuovi disoccupati che creano, oltre i benefici persi delle attività che chiudono a cosa concorrono? Alla decrescita? O a nuovi sussidi di disoccupazione? Certo, i business plan sono positivi, come le belle intenzioni dei candidati alle elezioni…
      E chi giudica, in base a quali dati, o altri parametri?…
      E’ vero che ogni tanto qualche progetto viene ostacolato… chissà perché (sono volutamente ermetico!… no cadeau?)… In ogni caso tutti gli studi seri parlano di chiusure di negozi e perdita di posti di lavoro non compensati. Da non sottovalutare che GDO vuol dire anche minore circolazione di capitali in loco, quindi, ammesso e non concesso che compensassero le perdite di posti (e non compensano!) questo dato verrebbe annullato dai capitali che lasciano il territorio per via dell’origine degli azionisti e gran parte dei fornitori.
      http://www.altritasti.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1163&Itemid=56
      http://www.tafter.it/2011/11/22/la-grande-e-inarrestabile-avanzata-dei-centri-commerciali/

    105. Visti gli atteggiamenti nei confronti dei produttori chi di voi andrebbe a bere un caffè con questi individui?
      AH! dimenticavo: Giuliano diceva che il mercato lo determina il consumatore, ah ah ah ah ah
      http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:C:2005:255:0044:0051:IT:PDF

    106. un argomento di cui non abbiamo parlato e` la dabbenaggine,la scarsa cultura del cliente tipo
      che mediamente porta i soldi in banca.
      In questi giorni si sono ripopolate le agenzie bancarie.
      L’altro ieri,in attesa di essere ricevuto in un ufficio di una certa banca,ho raccolto le confidenze e la richiesta di consiglio di un
      tizio
      (di eta` pure avanzata),
      che,avendo qualche mese fa investito 50000
      euro in btp decennali
      (che ottimista!)
      con rendita lorda intorno al 4%,era tornato in banca per avere lumi sulla possibilita` di uscire da quel pacchetto e sottoscrivere i btp a 12 mesi con rendimento lordo un po’ sopra il 6 %.
      Alla mia domanda se fosse a conoscenza del valore del suo pacchetto,
      lo era,
      valore attuale 41000 euro.
      Alla mia domanda perche’ uscire in perdita di
      9000/50000 = meno 18% netto per
      inseguire un 6% lordo,
      espressione incredula e delusa.

    107. XYZ, hai descritto il cliente ideale… per alcuni.
      Certo, scarsa cultura in materia, ma… certi impiegati che dovrebbero essere consiglieri…
      Aneddoto, solo per ridere:
      in una filiale palermitana, dove c’erano stati diversi cambi di personale, tra i quali un mio amico/consigliere trasferito, al nuovo consigliere che avrebbe dovuto occuparsi delle mie “cose” (:-D) l’ho mandato immediatamente aff… ed ho detto al direttore “o ti occupi tu delle mie “cose” o cambio filiale e seguo il mio amico/consigliere”. Perché il nuovo consigliere, oltre a capirne poco aveva come obiettivo l’ossessione d’impostare il figlio, che secondo lui, seguendo certe logiche ataviche doveva prendere il suo posto. E si è permesso di raccontarmelo? E’ quel profilo di palermitani che mi stanno sul c… atavismo-clientelismo-raccomandazioni-mpustati-incapaci-incompetenti e rovina della Sicilia. Gli ho detto, infastidito e a un volume di voce alquanto elevato, ma so che forse non mi credete “se lei si avvicina di nuovo a me come consigliere io lo sputtano qui in pubblico”. Ne ho visti molti come lui, incapaci, sia a Palermo che a Parigi, nelle filiali di banca.

    108. … non mi ha detto: mio figlio possiede formazione e competenze adeguate, lauree, master, premi… no, mi ha detto “sa, il signor Bo… (che io conosco), stessa mia carriera (e stessa scarsa competenza, ndr), è riuscito a impostare suo figlio e se n’è andato in pensione (anticipata!) rasserenato, a me invece mio figlio mi sta restando sulla panza”
      Poveri clienti!
      N.B. per fortuna, alcuni di quelli che conosco delle nuove generazioni – in questo settore – quelli che studiano seriamente la materia, che partono certe volte per andare a seguire dei master, sono competenti, come, per esempio, il mio amico consigliere del quale parlo sopra e che ogni tanto legge Rosalio 😀

    109. Nulla di nuovo sul fronte banche.
      Da sempre chi si approssima alla pensione,
      contratta la propria uscita con l’entrata del figlio o della figlia.
      E cosi` spesso entriamo in un ufficio per cercare una consulenza,e si finisce col dare consulenza.
      .
      Il cliente ideale rimane comunque il perfetto
      imbecille,che poi e` quello che si accontenta
      di contrattare le commissioni,
      ma che non chiede nulla sui prodotti che gli vengono offerti.

    110. Dedicato a ha bisogno di cercare scuse e pretesti per continuare a criticare gli altri senza mai fare un bel nulla di concreto:
      http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/16/cedere-terrorismo-economico/177996/

    111. Quando ho letto il nome dell’autore mi son messo a ridere. Ma con grandi sforzi son riuscito comunque a leggere il post di Jacopo Fo, che Giuliano, come se non bastasse lui come giullare ci porta pure Jacopo e ci linka le divagazioni di Jacopo. Bla bla bla, un altro saltimbanco del bla bla bla. Ma glieli hai spiegati, prima, a Jacopo, i meccanismi di banca etica che qui TI ABBIAMO SPIEGATO in tutte le salse? Perché è evidente che non ha capito un tubo, se scrive quel finale di post.
      Ecco:
      “Non con i miei soldi! Non ti permetterò di affamare i bambini con i miei soldi. Non ti permetterò di buttare in mezzo alla strada le famiglie con i miei soldi”
      “Oppure credi veramente che il governo dei tecnici, impastoiato dalle risse tra i partiti, sia capace di cambiare la musica?
      Se non ci credi la prima domanda è: hai un conto con Banca Etica?
      E se non ora, quando?”
      Quanto a te, Giuliano, portare soldi a ikea-campania la chiami concretezza? sponsorizzare lo strozzamento dei produttori da parte della GDO che impoverisce le città dove s’installa è concretezza? Chiedere alla gente di farsi fottere da banca etica è concretezza?
      DULCIS IN FUNDO: io non parlo di fatti privati nemmeno con gli amici. Dico solo il superficiale. Ho dato in passato attivamente ed ho smesso quando mi è stata chiara l’indole palermitana immutabile, e di conseguenza ho capito che non sono un masochista. Ma ho ancora forti legami che mi ci portano tre mesi l’anno e tengo interessi stabili in quella città. Ebbene, in quel che faccio – in quei mesi – e “porto” ci guadagni anche tu indirettamente, io da quella città non ho e non ho mai avuto in cambio un c…zo. E non chiedo e non voglio niente.

    112. Detto questo, per onestà intellettuale dico pure che sono condivisibili certe affermazioni di Jacopo Fo sulle crisi chissà quanto reali, ad uso degli speculatori, come sono condivisibili le considerazioni sull’inutilità dell’attuale meccanismo politico ancor meno utili, anzi dannosi, quelli che popolano la politica italiana. E ci aggiungo pure i mass media, in particolare i lettori di indici della borsa che invece, se lo sapessero, dovrebbero saperne spiegare i REALI motivi dei movimenti e quel che c’è realmente dietro le fredde cifre e non leggere come se si trattasse di risultati delle partite di calcio.
      Va bene, ma Jacopo ha fatto come una mucca che fa un’enorme volume di latte e poi con una “carcagnata” lo rovescia a perdersi buttato sulla terra.
      Ecco a cosa si può comparare il suo invito a farsi fottere da banca etica.

    113. Rimuoverò ulteriori commenti fuori tema. Saluti.

    114. ELEMENTO INTERESSANTE per chi ha seguito questa discussione. Giuliano ha pubblicato lo stesso post nella sezione “blog” del fatto quotidiano online. 12 commenti. Alcuni mettono in risalto l’inadeguatezza con i tempi moderni, l’organizzazione dilettantistica (pertanto dietro hanno le banche che ho postato sopra).
      Tra i 12 commentatori c’è anche un autore del blog Rosalio, il quale ha sottolineato l’inadeguatezza che, se ho ben capito, gli ha fatto chiudere il rapporto con banca etica; e non è il solo.
      Altri notano i costi eccessivi.
      Alcuni ingenui (secondo me) giustificano spese superiori e svantaggi logistici con l’ideale filantropico (evidentemente non conoscono i dettagli sui benefici di banca etica, e sul costo eccessivo del denaro da loro, e le remunerazioni misere per i correntisti-investitori).
      Giuliano nel blog sul fatto quotidiano interviene in un solo commento, non offende gli interlocutori critici con banca etica, non la mette in caciara contro i critici, non fa scherzi da chierichetto ingenuo con i critici di banca etica. Ammette che banca etica ha grosse carenze, e dice che si dovrebbe aiutare a crescere.
      AIUTARE UNA BANCA A CRESCERE CON I SOLDI DELLA GENTE soldi usati da loro per fare business (tramite i loro tassi elevati) in cambio di remunerazione del capitale ridicola?
      http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/02/lezione-banche/174752/#disqus_thread

    115. AH! un commentatore – ironia amara – dice che non affiderebbe mai i propri soldi a un “banchiere ambulante” senza ufficio. Da ridere o piangere?
      (“Come si fa a pensare a dare soldi a gente che non ha nemmeno un ufficio??????????????”)

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