lunedì 21 ago
  • Brutti, sporchi e cattivi

    Abito in un quartiere popolare, molto popolare. Anni fa, quando acquistai la casa ero tutta contenta, ci fu un’ondata di gente che comprò casa in zone considerate popolari all’epoca. C’era una sorta di compiacimento snobistico, la verità. «Io non ho pregiudizi, abito al Borgo (ma anche a Ballarò, alla Noce, alla Kalsa), siamo una grande famiglia, ci aiutiamo, se abbiamo bisogno». Io bisogno non ne ho avuto mai. Anche perché non c’ero mai a casa. Uscivo alle 7:30 e rientravo alle 21:30. Sarà che da un paio d’anni trascorro molto tempo a casa o sarà che stiamo peggiorando, fatto sta che soffro. Assai, faccio bile, anzi abbili, mi inturciunio le budella per cose che sembrano storte solo a me, perché quelli che le fanno sembrano perfettamente a loro agio e io paro una fuoddi. Mi pare di stare dentro un film. Vagamente neorealista, o post neorealista o non lo so. Così come non so se è il peggiore quartiere di Palermo o se queste cose succedono solo qua, ma ecco un breve elenco di cose che, quotidianamente accadono vicino, sotto e di fronte casa mia.

    • I miei dirimpettai hanno pensato bene di farsi il villino. Una bella e grande terrazza. Sul tetto di un palazzo. Quello di fronte al mio per la precisione. No, non è un terrazzo. È proprio il tetto. All’inizio hanno fatto una tettoia, poi hanno comprato un gazebo, poi un altro, due barbecue in pietra, un biliardino, due dondoli e d’estate anche la piscina gonfiabile. ‘I picciuli c’i spinnieru, le cose giuste. Sul tetto del palazzo. Solo che gli avanzò la bombola del gas e l’hanno messa sul parapetto. No, vabbe’ ma è sicura, non può cadere dal settimo piano, l’hanno legata con la catena di un motore. Tutto a posto. Non è che è una frasca che vola. Bella pesante è. Po’ stari cent’anni. Il villino suddetto è frequentato da un numero di persone variabile da 10 a 20. Manco a dirlo i picciriddi si chiamano Kevin, Sciarlìn, Sciaron. Poi ci sono le “occasioni”. E qui si arriva anche a 50 persone (gli intimi). I meglio battesimi con tanto di casse, dj e palloncini rosa li hanno festeggiati qui. Di fronte casa mia. E per l’occasione hanno “aperto” il tetto del palazzo accanto, sennò sai la grascia che gli restava nel villino. Perché il palermitano è così: pulito. Le cose giuste uno deve dire. Ci teniamo, noi. Dentro le nostre case c’è sempre profumo di sapone di marsiglia, tutto bello stricato e lucido. Poi la tovaglia da tavola e pure il posacenere li sbacantiamo dalla finestra. Del resto, dice la signora di sopra: «schifiu, la munnizza nni sta acchianannu ‘ntiesta», e mentre lo dice sono le 9 di mattina e lei ha appena deposto il suo sacchetto nel cassonetto. Tanto qua vigili non ce ne sono. Mai. Si scantano che gli arriva qualche bombola in testa forse. E io faccio abbili e mi si inturciuniano le budella.
    • In una parallela alla strada in cui è casa mia c’è una saracinesca. Mezza aperta. Sempre. Non si può evitare di guardare. Ci abita uno, c’è il tavolo, la cucina, tutto. Certo, mischino, magari non può permettersi altro. Non è che deve essere un prio stare in un garage. Magari uno fa il cattivo pensiero che la corrente elettrica la pagherà qualcun altro al posto suo. Però il televisore schermo piatto sansung c’arrialaru? Certo la televisione è importante. Già uno è puvirieddu, che deve fare la sera? Non è che è sempre estate e uno si mette la sedia sul marciapiede e guarda il passìo. Il 42 pollici ci vuole. Passo, guardo e faccio abbili.
    • Parcheggio. Se si rientra dopo le 20:00 si può “girare” anche per un’ora. Sotto casa passi carrabili veri e finti (uno dice si prega di lasciare libero lo scarrozzo giorno e notte. Prima o poi mi compro una bomboletta e gli scrivo “quannu paghi con piacere”.) Ma laddove non ci sono divieti, ci sono nell’ordine: carrelli della spesa, cassette della frutta, piante ornamentali, motorini anzi motori e pezzi di cantarano ad occupare posti. Quelli scaltri fanno il gioco delle tre carte con le auto. Levo questa io, metti quella tu, i fissa (come me) girano. Va da sé che mi si inturciuniano le budella e faccio abbili.
    • Animali da compagnia. Ah quanto li amiamo gli animali noi, nessuno al mondo. Ce n’è uno che fa scendere il cane solo. Cioè lo accompagna giù (in ascensore), lui sale e dopo un quarto d’ora lo viene a riprendere. Onestamente per essere proprio scaltro scaltro gli dovrebbe insegnare a scendere da solo, anche a piedi al limite. Basta che si porti le chiavi, così non ci stona la testa. Il cane dico. In quel quarto d’ora il grazioso cagnolino ha pisciato sul tappeto della portineria e cacato un po’ dove gli pare, soprattutto davanti l’androne. Di raccoglierla nemmeno gli passa per la testa. L’anno scorso ero con un gruppo di alunni al rientro da una passeggiata, uno dei miei ragazzi disse «che schifo!» guardando la cacca calda appena deposta da un cane su un marciapiede. Il padrone rispose «picchi tu ‘un la fai?» quando il mio alunno rispose «sì, ma no ‘ntierra» lui si limitò ad alzare le spalle e rispose «’u cane ‘o gabinetto ‘un ci sapi iri». E me ne sono tornata con le budelle inturciuniate.
    • Fruttivendoli. Oltre ai cani a noi piace un sacco anche la frutta e pure la verdura. E la vendiamo in quantità. Un po’ dovunque. Bastano una lapa e un posto auto. Diciamo che almeno cinque presunti negozi ci sono. Sempre sul marciapiede ovviamente. C’è di tutto bella frutta, a seconda della stagione bei finocchi («signora ce li pulisco io» e le scorce a terra) bei broccoli, belli carciofi. Tutto di fronte a cassonetti di munnizza che un giorno si e uno no scoppiano. Differenziata? Qua non arriverà mai. Come la polizia e i vigili. Anzi c’è una “signora” che ha il balcone al secondo piano e, proprio sotto, i fusti della spazzatura. Non si disturba manco a scendere. Ma non è che tira il sacchetto. No sbarazza i piatti dal finestrone e risparmia. Lancia di tutto: pane, pasta, piatti di plastica, bottiglie di vetro, merda del suo cane. Dice che è pazza. Idda. Io nell’attesa di finire come lei, faccio abbili.
    Palermo
  • 64 commenti a “Brutti, sporchi e cattivi”

    1. La sobria perfezione stilistica di questo testo fa passare in secondo piano il contenuto, che pure è interessante.

    2. Maria qui sei l’unica che leggo sempre con estremo piacere.

    3. Io pure ero attratto dal centro storico, considerato anche quant’e’ brutto il resto di Palermo, ma dopo esserci vissuto in affitto per 6 mesi in prova ho cambiato idea, troppi maomao palermosauri, gente incompatibile con la normalita’, non dico la civilta’.

    4. Una casa in un quartiere popolare,molto popolare,
      costa poco,veramente poco,
      In relazione ai quartieri alti.
      Ovvio che alla fine si attua una selezione e ci si ritrova ghettizzati.
      Ora dico,con le meravigliose campagne e colline palermitane,
      con l’immensa area metropolitana che si estende verso il mare,
      con le deliziose borgate marinare,
      chi ve lo fa fare?

    5. Cara Maria, intanto complimenti: testo perefetto! Io ho vissuto per un paio d’anni in zona Corso Dei Mille…a parte una notte in cui io e il mio compagno siamo stati svegliati da botti simili a petardi…ma petardi non erano: c’era in corso un inseguimento polizia-spacciatori e al poliziotto giusto gli parse di sparare un colpo in aria! Ma vedere la scocca di una lavatrice lanciata dal terzo piano direttamente sul marciapiedi è tutta un’altra cosa!! Ce ne siamo scappati da quella zona.

    6. I complimenti per Maria si sprecano ogni volta che riappare qui su Rosalio…e mi pare giusto! Vorrei poter leggere i suoi post almeno una volta a settimana. Maria sei unica e geniale. Tornerei piccolina per essere tua alunna.

    7. Cara Maria, ho il dubbio che abitiamo nello stesso quartiere…ma la certezza che sia la stessa città !
      Ci vuole un coltello e tanti cannavazzi…i cannavazzi abbondano ! Mi piacerebbe avere una macchina del tempo e vedere nel futuro come saranno i palermitani?…Ma ho paura che saranno estinti !

    8. Voi andate a vivere in quartieri meno tasci ed il problema è risolto alla base.

    9. Da palermitano sorrido nel leggere la Cubito, ma allo stesso tempo mi sovviene una tristezza profonda!! Purtroppo se non cambia la mentalità questo ambiente sarà ereditato da padre in figlio, e x cambiare la mentalità ci vuole tanta cultura ed educazione civica, quella che è sempre mancata a certa gente….

    10. napalm a pioggia!

    11. Daniele guarda, di quartieri felici purtroppo non ve ne sono a Palermo. Io abito da poco a Mondello (credo uno dei quartieri top della città): idilliaco in inverno, tremendo in estate.
      Credo che le uniche zone felici sono quelle oasi chiuse verso l’esterno, vero e proprie enclave, città nella città, che sono Fondo Anfossi, Città Giardino etc. dove in una di queste io ho vissuto la mia vita fino a qualche anno fa…poi però ti accorgi che sei un privilegiato, che la vita vera è un’altra, che non è sempre bello e perfetto come tra le ville protette in cui vivi. Ed è un bene fare l’esperienza di vivere in città. con tutti i suoi pro e i suoi contro.

    12. Cara Maria, complimenti per i quadretti, veri e coloratissimi, che condividi con noi; tanta simpatia e solidarietà, invece, per i conseguenti inturciuniamenti e le abbili.
      Penso siamo tutti d’accordo che che non c’è la minima speranza che gli abitanti “nativi” di certi quartieri diventino improvvisamente- ma neanche lentamente – civili. E perché dovrebbero? Non ne hanno alcuno stimolo. D’altra parte hanno ormai un sistema di regole-non regole a cui si attengono scrupolosamente, e la principale è “casa mia finisce sul pianerottolo”. Penso di avere capito come buona parte dei palermitani siano arrivati a questa conclusione, ma non credo interessi troppo. Ma quello è. Le conseguenze le sappiamo: una, che sottolinei, è che l’interno delle case odora di pulito mentre la grascia prodotta va a finire dove è “giusto” che vada, nell’indifferenziato mondo esterno che è lì per questo. Fuori non c’è una comunità, ma nemici con cui ci si misura in ragione di rapporti di forza che niente hanno a che vedere con quanto “qualcuno”, estraneo a questo mondo, ha preteso, assurdamente, di codificare con i vari codici della strada, codici civili, persino codici di educazione. Abbiamo alcune centinaia di migliaia di aspiranti Re che, dal momento che possono esserlo solo a casa loro, regnano lì e se ne fregano di tutto il resto. Per vivere in certi quartieri bisogna essere come loro, o prima o poi il fegato, il cervelllo o tutte e due cedono.
      Un detto poco noto recita ” ‘U fujri è vriogna, ma è sarvamentu di vita”. Vedo che alcune delle persone che hanno commentato il tuo bel post danno, implicitamente o esplicitamente, lo stesso consiglio. Penso che abbiano ragione. Comincia a arricogghiri i picciuli. Un abbraccione.

    13. Maria, certe volte mi viene la nostalgia di Palermo, poi leggo i tuoi post e mi rendo conto che ho fatto bene ad andarmene. Saluti dall’Inghilterra, un posto dove le case hanno la porta in legno leggero e le vetrate a piano terra!

    14. Ciao, una società è composta da vari ceti, da varie culture, e anche da persone civili ed incivili.
      Se, come ho letto nei vari commenti, iniziamo a giudicare i vari comportamenti e vogliamo “espandere” a questi quartieri popolari anche la cosiddetta “civiltà”(discutiamone..gli incivili si annodano in tutte le zone)sbagliamo e pecchiamo di presunzione! Se siamo tanto innamorati di queste zone storiche della nostra città, e di conseguenza di tutti i loro usi, costumi e”tascerie”,non possiamo pensare che debba essere come via Libertà..la bellezza di questi quartieri tanto amati oggi (Vucciria, Kalsa etc..) la devono in parte proprio a questi individui “che fanno inturciuniare le budella”!!

    15. Parla per te Angelo, a me hanno sempre fatto schifo per la loro incivilta’, ignoranza, sporcizia, menefreghismo ed evidente, libidinosa malvagita’. Se poi per te quelli sono “bellezza”, allora vuol dire che non sei tanto diverso da loro…

    16. La classe politica non ha interesse a civilizzare quei quartieri, un popolo ignorante con visioni limitate solo al suo quartiere, senza spiritico critico e il miglior serbatoio di voti per la politica. Perchè creare un senso civico in quella gente, poi inizierebbero a fare domande, richieste e il classico sacchetto della spesa non gli basterebbe più…. 🙂 🙁

    17. Non credo che offendendomi si risolva qualche problema..non credo di aver offeso nessuno..ho partecipato al dibattito con una mia opinione.
      Buona giornata

    18. L’articolo è ben scritto e godibilissimo; mi chiedo, però, se esso non abbia – in fondo e magari persino inconsapevolmente – una componente di compiacimento, come se Palermo non potesse tale senza le “palermitudini” descritte, le quali – io la penso così da palermitano “ultraminoritario” – non sono “simpatiche note di colore”, ma il negatissimo portato pratico di una moltitudine di abitanti in un luogo (cittadinanza sarebbe, in questo caso, parola del tutto estranea) maggioritariamente disinteressata ad ogni etica, bellezza e civile convivenza (cioè “mafiosa” in senso lato, ritengo di poter affermare).

    19. Sembra incredibile, ma ci sono stati popoli ben peggiori dei palermosauri che sono stati fatti evolvere fino alla civilta’, quando c’era la volonta’ politica di farlo. Basta finanziare la scuola iniziando dalle elementari, civilizzare a forza la nuova generazione e aspettare che la vecchia vada in pensione. Ci vogliono battaglie, ma si puo’ fare, avendo tempo, volonta’ e fondi a disposizione. In media ci vogliono tre generazioni prima di vedere i cambiamenti sociali, ma alla fine si vedono.

    20. Mitica Maria Cubito!!!!! Sai che stavo pensando che fine avessi fatto!? Come al solito, leggere i tuoi articoli è una goduria dolce-amara, dolce per lo stile insuperabile e divertente, amara perché disegni a chiare lettere l’abominio sociale e umano che è ormai diventata Palermo, con particolare concentrazione in alcune zone. Concordo, comunque, con alcuni commenti: se si è inspiegabilmente attratti dal “folklore” del vivere in una borgata, bisogna accettarne anche i compromessi.

    21. Penso che non esistono zone limite esiste l’inciviltà delle persone.
      Ovunque vai dalle zone cosiddette perbene a quelle più ai margini esistono gli stessi problemi.
      La zona dove abito è in via Libero Grassi e da mesi ormai mi ritrovo con le budella intorcionate per il casino e gli schiamazzi che fanno i ragazzi fino a notte fonda nel parcheggio di Via Libero Grassi. Le autorità sono assenti e sinceramente anche noi abbiamo pensato di venere e traslocare. Ma esiste una zona tipo isola felice?

    22. “L’anno scorso ero con un gruppo di alunni al rientro da una passeggiata, uno dei miei ragazzi disse «che schifo!» guardando la cacca calda appena deposta da un cane su un marciapiede. Il padrone rispose «picchi tu ‘un la fai?» quando il mio alunno rispose «sì, ma no ‘ntierra» lui si limitò ad alzare le spalle e rispose «’u cane ‘o gabinetto ‘un ci sapi iri». E me ne sono tornata con le budelle inturciuniate.”

      A questa, sono morta! xD

    23. Mi ricordo di un episodio, vari anni fa quando vivevo in un palazzone degradato vicino ai 4 canti: una mattina sento una voce femminile urlare “OOOOOUUUUUUUU! M’a’gghire a lavari u sttiiiieeeeaaaaccchhhiioooooo!!!” con una potenza vocale degna di Pavarotti. Mi sono sporto per vedere a chi appartenesse quella vocina fine e ho che apparteneva a una tredicenne locale che esponeva altre perle di saggezza alle sue amiche. Notevole, non c’e’ che dire, anche perche’ qualche mese dopo la tipina e’ rimasta incinta e ha fatto la fuitina con un pluripregiudicato locale. Che bella umanita’, eh!

    24. @Link 😀
      Beh, anche Sferracavallo è piena di 15 enni incinte del secondo figlio…

    25. Cancia casa…accusi un fai chiu “bili” e “i vuriedda si stinnicchiano elmmi lemmi…”.
      Cioa.

    26. @Salvo Scialfa: io penso che in fondo in fondo la tua non sia una “paura” ma una “silenziosa speranza”, quella che nel futuro “l’ominide panormita” si estingua a beneficio del “palermitano”.

    27. Sui pezzi di Maria ormai è quasi superfluo fare complimenti.
      Il suo contenuto “brillante” in QUESTO caso mi passa in secondo piano perchè purtroppo vivo anch’io un periodo di crisi interiore e di rigetto verso “la gente” di questa città.
      Maria, spero vivamente tu riesca a stare ancora nello stadio “abbili”.
      Io sono passato allo stato successivo “ficatu à matapuollu”.

    28. A tutti gli snob, dedico loro e su di loro una citazione di bukowski: umanità mi stai sul cazzo da sempre. Viva palermo

    29. Saluto tutti e rispondo ad Angelo: nonn c’è niente di bello nell’osservare (e subire) comportamenti incivili. Una cosa è il folclore un’altra la maleducazione. Io inegno nello stesso quartiere in cui vivo, provo ad insegnare anche la “convivenza civile”, ma se i “vastasi” sono i genitori ho poco da fare. Un aneddoto: dico ad una mamma “signora suo figlio mi ha risposto, quando ho chiesto di scrivere un breve testo su come avesse trascorso le vacanze, “io quest’estate non ho fatto un caxxo”. La signora dopo un attimo di turbamento mi ha detto “in effetti, mio marito è stato male e non siamo andati neanche a mare”. Con le stesse budella inturciuniate di sempre, le ho fatto gli auguri per il marito e me ne sono andata. Altro che tre generazioni, io comincio a non crederci più nel cambiamento. NOn è vero che tutti possono cambiare, perchè alcuni ci stanno proprio bene nella melma in cui sguazzano. Qua non si tratta di “tasci” ma di gradi inciviltà che si vanno sempre più affinando, guidati dalla legge della suvirchiaria. Non è superbia la mia (non ci sarei venuta manco 10 anni fa, no?) ma stanchezza e amarezza nel vedere prendere a calci in faccia la mia città.

    30. Io non ho capito se questa c’è o ci fa. Compra una casa, ormai va di moda tra i radical-chic, in un quartiere di palermo popolare, e li vorrebbe cambiare. Capita, la prossima volta compra all’addaura o in via libertà

    31. Chi sono questi radical chic?
      I “vorrei ma non posso”. ?

    32. Oggi il termine ca.chio e similari e’ entrato nell’intercalare quotidiano
      e viene usato quale rafforzativo in ogni genere di discorso e nelle più’ disparate classi sociali

    33. Vi invito a essere rispettosi nei vostri commenti. Grazie.

    34. Una variante metaforica e’ rappresentate dalla esibizione del dito medio…

    35. Non credo sia legittimo rispondere ad un’isegnante “io questa estate non ho fatto un ca…”solo perchè è scritto sul Devoto Oli! La cosa assurda è che il genitore lo reputi normale…cioè se mio padre avesse saputo da un mio insegnante avrebbe avuto una reazione a dir poco severa nei miei confronti!
      Sono d’accordo con Maria quando dice che una cosa è il folclore e un’alra è il comportamento incivile e a dire il vero io di Folclore, quello vero, a Palermo ne vedo ben poco ormai…e mi dispiace, mi dispiace da morire ammetterlo, ma questa città è ridotta così per la gente che la abita, perchè “u pisci fete ra tiesta”.

    36. @El buitre: l’ho comprata qua anni fa e qua, sempre anni fa, non era male. Ora la situazione è molto peggiorata. Sono padrona di lamentarmi della profonda inciviltà che devo subire ogni santo giorno? Non voglio cambiare nessuno ma manco sorridere se la “signora” mi butta le scorce di mandarini in testa e gioirne perchè è “palermitanità”; è vastasaria ed è universale quella. Tutto sono tranne che radical chic, Alberto, altrimenti qua non ci abiterei. Amo questa città e soffro per questo. Viva Palermo, il pane e panelle, la cassata, le arancine e i cannoli, le balate della vucciria i babbaluci e tutto quello che vuoi. Ma se mio figlio tra 10 anni dovesse mai rispondere così ad un’isegnante per un pronto accomodo una boffa gliela do. E soprattutto davanti all’insegnante non lo giustifico, altrimenti resterà sempre un porco. Amen.

    37. Se permetti, Maria, ti rispondo avendo dato sociologia in facolta’. Quello di cui parlo e’ stato fatto varie volte con ottimi risultati: si finanziano adeguatamente le scuole primarie, si motivano gli insegnanti e li si affiancano ad assistenti sociali per i casi piu’ difficili. A questo punto, vent’anni di battaglie tra gli insegnanti che vogliono civilizzare gli alunni e i genitori che non ci stanno. Dopo vent’anni, avremo i “panormosauri” in pensione e una generazione semi-civilizzata al loro posto. Un’altra generazione di lavoro, e avrai trasformato gli animali in gente civile. Pensa alle battaglie paurose che ci sono volute per inserire l’insegnamento dell’italiano nelle scuole, con tanto di risse tra insegnanti e genitori che non ci stavano ad avere il figghio che parla italiano. Ovviamente, rimane il fatto che nel breve termine non si fa niente: e’ quasi impossibile civilizzare l’animale oltre i 12 anni, l’unica cosa da fare e’ iniziare a civilizzarne i figli/e!

    38. Ovviamente cio’ presuppone una volonta’ politica di civilizzare una popolazione degradata, volonta’ di cui non si vede traccia per ora.

      @Alberto, il fatto che la maleducazione volgare sia stata resa accettabile in TV, in politica e per strada non significa che sia una cosa buona e giusta da insegnare ai figli, anzi… Vuoi un figlio che parli e agisca come le bestie dei reality show o come Calderoli? Io no!

    39. @mariacubito

      Non so (o non ho capito) dove stia Lei; io abito “dalle parti” di Via Antonio Veneziano – “10 minuti a piedi” da Politeama e Massimo, dunque – dove ho comprato casa negli anni ’90. Ebbene non è che allora fosse un “Eden” (ma, comunque, nei cercini ora desolatamente vuoti o “privatamente cementificati” gli alberi c’erano), ma in poco più di vent’anni tutta la zona è terribilmente scaduta: abusivismo, “grascia” e prevaricazione dei “tochi” e degli “scarti” (strana polisemia del termine!) la fanno ormai da padrone (senza alcun costante controllo delle pubbliche autorità, “ovviamente”).

    40. Siamo abbastanza vicini ma già 10 anni fa la mia zona prometteva “bene”. Ma non l’ho capito in tempo

    41. Il fatto che io abbia esternato tali notazioni
      non significa che io approvi
      o disapprovi.

    42. Il Palermitano medio non si civilizzerà mai se i signori vigili non inizieranno a fare delle belle multazze salate a chi: getta spazzatura fuori orario e fuori i cassonetti, getta rifiuti x strada, non raccoglie le deiezioni dei cani, non multa chi fuma nei locali pubblici, posteggia sopra i marciapiedi e in divieto di sosta…e chi più ne ha più ne metta.
      Tutto questo permissivismo che c’è al sud è in buona parte dovuto proprio al loro menefreghismo più assoluto.Palermo è la capitale del “tutto si puo’ fare”!!!Avremo mai un sindaco che capirà i veri problemi di Palermo???

    43. Alex, se arrivasse un sindaco che facesse le cose che dici, lo farebbero andare giu’ in dieci secondi. Se i sindaci “lasciano passare” e’ proprio perche’ hanno capito i problemi veri di Palermo!

    44. Quello deila raccolta rifiuti e’ un settore che va ripensato e riorganizzato.
      Molte esigenze del cittadino sono ignorate.
      Non si tratta solo di spiegare come ed a chi vanno conferiti i rifiuti ingombranti e quelli nocivi,ma anche gli avanzi della pulizia del giardino,per fare un altro esempio,
      ed ancora
      l’orario di deposito dei rifiuti non si concilia con l’orario di servizio delle colf.
      Alle 18 i collaboratori domestici sono andati via

    45. Come sono andati via da Palermo i talenti migliori
      lasciando il campo libero
      ai tantissimi
      Brutti,sporchi e cattivi.
      Per ripensare e riorganizzare la vita sociale a Palermo
      si dovrebbe favorire il rientro dei cervelli in fuga
      oramai da troppi anni.
      Serve un ricambio .

    46. Alberto, come mai tu sei rimasto?

    47. Purtroppo per educare i maramà ci vogliono inizialmente metodi duri e applicati inflessibilmente.
      I metodi morbidi, la prevenzione, l’informazione potrebbero essere adottati solo in seguito.
      I maramà è come se fossero in un torpore della ragione e della civiltà, soltanto una scossa potrà svegliarli.

    48. Perche’,
      come te,
      non sono tra i migliori ?

    49. “Puzza di marcio, con gente mostruosa che usciva dalle catapecchie”. “Gente orrenda, umanità repellente”
      Fu Giorgia Bocca a scriverlo e fu accusato di odio e di razzismo.
      Non penso che il degrado sia una questione di pochi anni. Ricordo una battaglia divertita tra “picciriddi”, in una stradina nei pressi del Capo, si lanciavano non coriandoli ma pezzi di cacca di cavallo. Più di mezzo secolo fa.
      E la puzza di piscio e di merda si mescolava a quella del brodo, di carne, di sparacelli, con l’aglio e già allora tante di quelle case non erano più abitate o abitabili.
      Altro che zagara e limoni.
      Evidentemente l’autrice ultmamente ha più tempo per osservare il suo quartiere e chi lo abita.
      Eppure quando tornavo a Palermo la mia passeggiata preferita era al Capo. Prima il mercato, poi i vicoli e le stradine intorno, forse proprio per ritrovare quel miscuglio di puzze.
      Stranamente rassicuranti.
      Ps Tra i miei ricordi più brutti di Palermo c’è invece l’apparizione improvvisa di certi palazzoni a via Alcide de Gasperi. Proprio vicino allo Stadio !

    50. Alberto, ti ricordo che questa non è una chat. Grazie

    51. El buitre se non ti dispiace non spetta a te la moderazione dei commenti. Ti invito a rimanere in tema. Grazie.

    52. Ragazzi, la causa di questo degrado sono i palermitani. Vedo quello che invoca le “maniere forti”, ma vi rendete conto di come non sia possibile averle, soprattutto per COLPA VOSTRA? Immaginatevi che salga un sindaco che pratica le “maniere forti”.

      Multe a chi posteggia in tripla fila, anche se “ero sceso solo un momento”
      Multa al dipendente che esce mezz’oretta per andare a prendere i bambini da scuola
      Multa e chiusura del locale al bar che occupa abusivamente il suolo pubblico
      Multa a quello che butta la munnizza fuori dagli orari consentiti
      Multa e azioni penali contro quello che ha la casetta per le vacanze totalmente abusiva
      Multa e carcere al panellaro/stigghiolaro/venditore abusivo, anche se ci vanno tutti da anni e lo sanno tutti che e’ un bravu cristianu
      Multe e chiusura del locale alle rosticcerie senza autorizzazioni, con locali luridi e fatiscenti e personale “non proprio a norma”, anche se ci vanno tutti e fanno arancine troppu bone puru alle tre di notte (capisci a mme)

      Quanto durerebbe un sindaco cosi’? Voi che parlate tanto, non sareste i primi a votargli contro e a fare tutto il possibile per mandarlo via? Vi lamentate tanto del degrado palermitano, ma alla fine la COLPA E’ SOLO VOSTRA.

    53. dieci e lode all’autrice del pezzo, spietato ed ironico.
      Faccio notare che alcuni di questi sono problemi della città tutta, per es. i marciapiedi trasformati in cacatoi per cani.
      Bravissima ancora!!!

    54. complimenti a Maria per ogni parola; a triste consolazione ti dico che il perimetro tutto della città ingloba situazioni analoghe…e chi le nega è solo patetico.

    55. quello esposto è un tema molto comune a Palermo, io abito in pieno CS, ne vedo di tutti i colori, locali occupati da intere famiglie almeno con tre generazioni di figli e nipoti, costruzioni che spuntano dal nulla anche su spazi pubblici, feste di compleanno in strada con relativa arrostuta, ecc (vi assicuro che potrei continuare a lungo) e di bile potrei riempire un tir.
      Naturalmente nel silenzio più totale di chi dovrebbe vigilare nessuno escluso.
      Non riesco a trovare una possibile soluzione da solo, ma l’amministrazione comunale cosa fá?

    56. Leggo molta tristezza in questo tuo post.
      Se solo potessimo avere la forza di ribellarci a questo schifo. Noi si che ci meritiamo una città bellissima.
      Ma non facciamo altro che parlare, siamo famosi ormai, parliamo e basta. E i fatti?

    57. Comunque il qualunque paese del mondo esiste un controllo mirato e 365 giorni l’anno. I nostri “controllori” dove sono?

    58. Simona, piantala di dare la colpa ai controllori.
      Potete avere il miglior sindaco del mondo e la vostra citta’ sara’ lo stesso letamaio di prima, perche’ in ultima analisi quelli che la sporcano materialmente non sono gli assessori della giunta, sono i cittadini. Potrete avere il migliore assessore al traffico del mondo, ma se in una citta’ di 600.000 abitanti ogni giorno 300.000 passano almeno 15 minuti fermi in doppia corsia, il traffico sara’ quello che e’. E cosi’ via. Palermo ha sempre avuto i sindaci e i controllori che si meritava.

    59. Ma quali controllori?
      Se ci fossero addetti al controllo vedrebbero le campane della RD che non vengono vuotate e che finiscono per diventare un punto su cui cresce una discarica.
      Come vedrebbero i cassonetti stracolmi con intorno i rifiuti depositati a discarica.
      Facile chiudere gli occhi ed assolvere i responsabili dello scempio della città.

    60. Il problema di molti italiani, di molti siciliani??

      Il PROVINCIALISMO e il drammatizzare.

      L`Italia vive un momento difficile, Palermo é al degrado anche il Nord é al degrado seppur in modi differenti per ragioni storiche.
      Ho letto qualcosa di questo blog e si nota una cosa che purtroppo non mi ha stupito :

      gli italiani, i meridionali, i palermitani ancor di piú SONO PROVINCIALI e non hanno visione d´insieme. Palermo non é l`unica cittá con problemi in Italia ed é comunque meta sempre piú apprezzata da turisti stranieri, ha una storia plurimillenaria e ha avuto sindaci di merda che i palermitani hanno votato!!!

      Imparate un pó a guardare anche le COSE POSITIVE di Palermo cazzo!!!Ne ha tante assieme a grandi problemi!!!

      Ogni cittá del mondo ha i suoi di problemi!!!

      Questa mentalitá é quello che rovina una delle cittá piú belle del mondo e che diventerá nei prossimi anni VI piaccia o no importante nello scacchiere internazionale vista la sua posizione strategica tra Africa, Medioriente ed Europa!!

    61. Gianluca gradirei un linguaggio più consono. Grazie.

    62. Bravissima Maria,
      rivedo nelle tue riflessioni alcuni dei motivi che mi hanno spinto ad andar via da Palermo. Certe cose non si possono cambiare e se non puoi abitare nei quartieri “in” ti devi “accollare” di tutto.

      Io i cassonetti non so più cosa siano, l’abusivismo c’è anche qui ma almeno mantengono un certo stile 😀

    63. Maria, Maria, non sarà che la puzza sotto il naso ce l’aveva già da prima di abitare in questo quartiere “molto popolare”? Io abito da una vita in un rione “molto popolare” e sono circondato da tanta brava gente. E’ un rione di quelli che i giornalisti definivano “ad alta densità mafiosa”. Ma se davvero si potesse misurare la “densità mafiosa” non è nei quartieri “popolari” che sarebbe maggiore.

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