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sabato 18 set

Archivio del 15 Novembre 2006

  • Città e fiere

    È in corso d’opera la XIII edizione di “Artissima” la Fiera d’arte contemporanea di Torino che, ormai da qualche anno, si è affermata come uno dei più significativi appuntamenti per la contemporaneità artistica italiana a livello nazionale e internazionale. In realtà il successo dell’Arte Fiera di Torino ha avuto molto a che fare con la strategia di riqualificazione della città, un piano programmatico che attraverso la valorizzazione delle risorse culturali è stato orientato a mettere in collegamento quest’ultimo, con altri mondi produttivi insistenti sul territorio. L’evento per l’edizione 2006 si avvale del sostegno di importanti realtà del privato: Unicredit Group e Unicredit Private Banking (al quarto anno di partnership con la fiera), Alfa Romeo, di aziende come Illycaffè e Vanni che non si limitano a sostenere ma partecipano attivamente alla contaminazione con l’arte, la prima con le ormai celeberrime tazzine disegnate da artisti contemporanei, la seconda, produttrice di occhiali, lancerà per l’apertura della fiera una linea di montature areografate a mano. Dunque aziende che grazie all’arte trovano spunti per innovare le proprie strategie di comunicazione, o s’inventano nuovi prodotti. Altro importante elemento per sottolineare l’aderenza dell’evento ad un progetto di sistema per la riqualificazione territoriale è il fatto che la fiera si svolga all’interno del Lingotto, uno spazio la cui storia recente basta a raccontare il percorso di una città che da “città-Fiat” è passata ad essere riconosciuta anche come città del Salone del libro, come città del Salone del gusto (recentemente ha avuto luogo l’ultima edizione), città dell’arte contemporanea, tanto per rimanere agli esempi che hanno in qualche modo a che fare con l’organismo fiera. Continua »

    Palermo
  • Chi ha detto che a Palermo non ci si diverte?!

    La settimana palermitana si arricchisce di nuovi appuntamenti. Andiamo per ordine. Lunedì e martedì consiglio di andare a dormire ad orari regolari, al fine di accumulare ore di sonno da buttare in modo sprezzante sui dancefloor* dei locali nelle notti seguenti… La novità, inaugurata la settimana scorsa è il mercoledì ai Candelai. La prima serata è stata, diciamo così, “di nicchia”, ma da ciò che si vocifera questo appuntamento è in trend** positivo. La musica house non commerciale può risultare un po’ pesante a chi non è abituato. A chi balla solo cose come “Crazy” suggerisco quindi di munirsi di iPod e di ballare tipo “Il tempo delle mele”. Il giovedì un orecchio d’elefante al Tribeca o una cena con dj set all’161. In particolare questo giovedì all’161 dopo l’happy hour e la cena, ci sarà un festino che si preannuncia interessante, in occasione del compleanno di Gabriele Cuccia. Questo venerdì invece si inaugura il Goa o per chi vuole rimanere a Palermo continuano le feste ai “Magazzini” (Palazzo De Gregorio). Considerando che di sabato quasi non si può uscire di casa, vista la confusione che c’è in giro, bisogna puntare diretti su un posto: l’Escambray a Piazza Borsa. La domenica il Cambio Cavalli offre un ricco buffet e musica dal vivo. Continua »

    Palermo
  • ‘U Signuruzzu senza casa di piazza Spasimo

    Amore sacro e Amor profano, Kals'art 2005, in via Vetriera

    Spentasi ogni residua eco dell’ultima Kals’art, è in parecchi che si resta con la voglia di sapere quanto, di preciso, le ripetute performance municipal-culturali abbiano finora giovato ai residenti meno abbienti di via della Vetriera e agli altri di Piazza Magione, là dove questa prosegue con Via dello Spasimo. Alla gente di una parte della Kalsa protetta invano perfino dai santi. Come ha testimoniato a lungo l’edicola vuota nel muraglione di un rudere finalmente recintato, pare, per essere ricostruito almeno dai privati. Altarino in cui restarono a lungo un boccale di plastica con due fiori finti ma del quale non siamo riusciti a sapere nemmeno che taumaturgo ospitasse. Una ragazza ci ha detto solo che c’era ‘u Signuruzzu. Sparito, alla fine, insieme ai kalsitani coattivamente sloggiati dopo essersi affacciati per anni dalle imposte pericolanti del piano sovrastante. Continua »

    Ospiti
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