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domenica 20 ott

Archivio del 5 Dicembre 2006

  • Sergio De Gregorio si candiderà a sindaco

    Sergio De Gregorio

    Il senatore Sergio De Gregorio, eletto con Italia dei Valori e passato al gruppo misto, si candiderà a sindaco di Palermo. De Gregorio è presidente della commissione difesa del Senato e leader nazionale del movimento politico Italiani nel mondo.

    Ieri era saltato il primo faccia a faccia tra Diego Cammarata e Leoluca Orlando in occasione della festa dei 60 anni di Confindustria Palermo.

    Palermo
  • Buon (primo) compleanno Rosalio!

    Un anno fa inauguravo questo blog che oggi è cresciuto molto più di come potevo immaginare. Rosalio non è più l’idea originaria e farei un torto alle centinaia di persone che c’hanno messo del loro (anche inconsapevolmente) stratificando suggerimenti, idee, complimenti e critiche se dicessi il contrario. Il miglior “bravi” che abbiamo ricevuto – e mi sembra di rappresentare il pensiero degli altri autori dicendo ciò – è stato nel sentirci dire che Rosalio è come Palermo: è esattamente quello che cercavamo di fare! Nella composizione dei fili che attraversano i nostri post si trova forse un po’ lo spirito della città, quello che un lettore una volta mi indicò quando mi spiegava (e ne era certo) che Rosalio sarebbe il “genius loci” di Palermo e che qui in qualche modo (seppur effimeramente) lo imprigioniamo. Rosalio è un modo di fare comunità in una città che sembra necessitare di spazi vitali per la discussione. Noi ci stiamo provando.

    La serata trascorsa domenica al Nuovo Montevergini è stata davvero una bella serata e io non sono ancora riuscito a metabolizzarne le sensazioni. Riesco soltanto a ringraziarvi tutti per averla resa possibile per come è stata: GRAZIE!

    Nel prossimo anno puntiamo a fare incursioni fuori dal web, sia sui media tradizionali (radio e tv), sia nelle piazze e nei locali di Palermo. Sarà un altro anno a Palermo, “a Palermo pure noi”!

    Ancora come un anno fa, buona lettura e buon divertimento! :)

    Palermo, Rosalio
  • Puellae

    Cari amici di Rosalio, anzitutto auguri e complimenti per il vostro primo anno di vita. Purtroppo non ce l’ho fatta a venire a trovarvi al Montevergini, ma tengo famiglia e quando i due terzi della famiglia medesima sono inchiodati a letto dalla febbre tutto diventa più complicato. Ci sarò alla festa per il secondo compleanno, promesso.
    Sono felice di ritrovare il blog più ricco e bello di quando l’ho lasciato, Tony ha fatto un gran lavoro e sono il primo a rendergliene merito. Ero tra i fondatori, ma ragioni di lavoro mi hanno costretto a lasciare Rosalio dopo qualche mese. Il giornale, certo, ma soprattutto due progetti editoriali che, tra alti e bassi, sono riuscito a portare a termine. Il primo è uscito ad aprile: “Prove tecniche di trasmissione”, edito dalla Sigma Edizioni, raccontava i trent’anni delle radio e delle tv locali della città. Rosalio pubblicò all’epoca un bellissimo articolo di Mario Di Caro e, forse anche grazie a questo, il libro è stato un successo. Bontà vostra.
    Tra qualche giorno (se tutto va bene da giovedì 7 dicembre) troverete in libreria un altro libro che, spero, possa piacere come “Prove tecniche”. Si intitola “Puellae… non donne di provincia” e, ancora una volta, è stato pubblicato dalla Sigma di Maria Elena Vittorietti. Di che si tratta?

    “Puellae”

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    Ospiti
  • Diario per “Aria di libri”

    Camminiamo in fila indiana nel caldo.
    Le nostre teste scottano per il sole o per il peso del compito che ci aspetta.
    Lento io vado in avanscoperta verso gli avamposti.
    Li sistemo, porto le vettovaglie e i generi di conforto.
    Dei lupi mi guardano affamati. Girano intorno al carro ma i cavalli spingono.
    I primi avamposti sono vicino casa.
    Sono belli, così solitari, sembrano torri luminose.
    Uno si chiama Pallavicino.
    Dentro l’aria sembra serena, ma i volti degli abitanti dell’avamposto sembrano chiedermi cosa ci fanno lì. Come se sperassero che io fossi il Generale Caster o giù di lì.
    Come se potessi dargli il cambio e portarli via.
    Siamo nella Frontiera delle Frontiere penso. E Caster sta dalle parti di Torino non qui. E forse è proprio questo il bello.
    No, non mi sento un eroe, certo posso parlare per me ma…
    La stanchezza comincia a rodere le ossa e piano arrivo a Borgo Nuovo.
    La montagna sovrasta questo villaggio e l’avamposto dove devo consegnare le provviste è nascosto, reso invisibile quasi a forza.
    Anche qui i coyote mi guardano. Il loro sguardo è famelico ma c’è nella loro ferinità una genuina cattiveria, mista a riconoscenza. Per cosa e per chi non so. Continua »

    Ospiti
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