20°C
venerdì 7 ott

Archivio del 17 Aprile 2007

  • Ninuzzu

    Aveva riccioli fitti fitti da fimminedda e occhi neri neri. Bello come il sole, guance paffute e un sorriso che allargava il cuore e che da quando era nato gli faceva ricevere sempre lo stesso complimento Ma chi bedda picciridda! So’ matri lo stringeva a sé precisava Masculu è. Si chiama Nino. E, puntualmente diceva a suo marito C’ama a tagghiari i capiddi a Ninuzzu.
    Stavano in una casa a piano terra con un cortile in cui Nino trascorse la sua infanzia, guardato e protetto dalla MUNTAGNA che ogni tanto s’incazzava e sputava fuoco. E allora prendevano le poche trusce tutti e tre: madre, padre e Ninuzzu e andavano da una zia lontana, verso il mare, con la litturina, pregando che la lava risparmiasse la loro casa.
    Nino crebbe taciturno, so’ matri, che per poco non era morta portandolo al mondo, lo trovava nello stesso punto in cui lo aveva lasciato, anche dopo due ore: era capace di giocare cu un lazzu di scarpe o cu na strummula senza lamentarsi mai. Non chiedeva mai niente, non piangeva mai. So’ matri pensava e diceva Troppu solitariu sta criscennu stu figghiu mio. Continua »

    Sicilia
  • Santo

    Averlo chiamato Santo l’aveva un po’ segnato per tutta la vita. Non era nemmeno il nome del nonno, anzi a cercare bene di “Santo” in famiglia non ce ne erano mai stati. Eppure la decisione, sap’iddu perché, era caduta proprio su quel nome.
    Ora, se porti un nome del genere, accompagnato tra l’altro da una faccia da bravo picciotto, le strade sono due: O ti accolli battute del tipo “Compà amunì veniamo in campagna da te a Pasquetta! Tutti al campo Santo!…”, oppure te ne fotti ed a dispetto del nome scegli di essere un grandissimo figlio di cacata.
    Santo aveva prediletto la seconda opzione e, devo dire, la cosa gli era riuscita pure bene.
    Tra i frequentatori della trattoria di Zio Nunzio Stappagazzose aveva saputo guadagnarsi per anzianità e rispetto degli altri avventori il tavolo personale, un onore da non sottovalutare, considerando la giovane età.
    Pochi tra gli avventori godevano di un simile privilegio. Zio Nunzio li aveva classificati in base al modo di mangiare. Continua »

    Ospiti
  • Vie per Falcone, Borsellino e Morvillo

    La Commissione toponomastica del Comune ha disposto la variazione di tre toponimi cittadini. Il tratto di via Mariano D’Amelio che inizia da via Autonomia Siciliana è stato intitolato a Paolo Borsellino, al giudice Giovanni Falcone è stata dedicata la via finora provvisoriamente chiamata UR3, dalla via Castellana, tra i numeri civici 108/a e 110, alla via Roccazzo, dopo il civico 83 e il tratto di via Gugliemo Borremans da viale Galileo Galilei e da piazza Rocco Chinnici alla via Giotto, diventa via Francesca Morvillo.

    AGGIORNAMENTO n.1: il Sindaco ha dato indicazione agli uffici di revocare il provvedimento di intitolazione di via UR3 a Giovanni Falcone poiché intende trovare una soluzione che sia pienamente condivisa dalla famiglia Falcone così come dalla Sovrintendenza ai beni culturali, a cui spetta esprimere il parere per il cambiamento dei toponomi relativi a personaggi di rilievo storico. Continua »

    Palermo
  • Per Demopolis vincerebbe Orlando

    Leoluca Orlando

    Un nuovo sondaggio sulle intenzioni di voto effettuato da Demopolis tra il 10 e il 14 aprile vede Leoluca Orlando attestarsi al 40%, contro il 38% di Diego Cammarata e il 2% degli altri candidati. Il 48% degli intervistati ritiene che Orlando possa rappresentare gli interessi dei cittadini meglio del sindaco uscente (37%). Il 20% degli elettori rimane composto da indecisi. Il campione di 800 cittadini è rappresentativo della popolazione maggiorenne residente nel Comune di Palermo, stratificato per classi d’età, sesso, titolo di studi e numero di abitanti delle circoscrizioni di residenza.

    Nel voto proporzionale alle liste per il rinnovo del Consiglio comunale di Palermo è stato rilevato un ampio vantaggio (20 punti percentuali) della Casa delle Libertà (58%), contro il 39% dell’Unione.

    Palermo
  • 14 nuovi capannoni a Brancaccio

    Il sindaco Diego Cammarata ha inaugurato ieri a Brancaccio il cantiere per la costruzione di 14 nuovi capannoni industriali insieme, tra gli altri, al parroco di Brancaccio, padre Mario Golesano.

    I 14 capannoni sorgeranno in via Pecoraino, di fronte la sede del centro direzionale del consorzio Asi, in un’area di circa seimila metri quadri.

    Palermo
x
Segui Rosalio su facebook, Twitter e Instagram