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giovedì 2 apr

Archivio del 4 Gennaio 2008

  • Chiediamo i danni a Cosa Nostra

    Un gruppo di siciliani ha lanciato una petizione per il danno di immagine subito, il danno materiale derivante dal ritardato sviluppo economico nonché di tutte le sofferenze morali causate dalla condotta degli appartenenti all’associazione criminale “Cosa Nostra”.

    Ecco il testo:

    Quanto è costato in termini di immagine, di ostacolo allo sviluppo economico e anche in termini di sofferenze morali il condizionamento criminale in Sicilia? Uno studio del CENSIS del 2003 ha quantificato gli effetti, per le imprese meridionali, in 7,5 miliardi di euro l’anno negli ultimi 20 anni: senza questo condizionamento, il divario Nord-Sud quasi non esisterebbe. Senza la presenza parassitaria di Cosa Nostra e delle sue contiguità politiche ed economiche, ci sarebbero in Sicilia un maggiore benessere civile e materiale, maggiori occasioni di lavoro e di indipendenza economica, premessa di un voto democratico libero. Se tanta violenza è motivata dalla brama di arricchimento e di potere, colpire questo arricchimento è la madre di tutte le battaglie. Questa petizione nasce li dove è nato il problema per esportare, questa volta, la soluzione con un appello rivolto a tutti gli italiani, siciliani e non. Continua »

    Palermo
  • Ecco come (6): cultura d’impresa

    Penso che le cause del sottosviluppo in Sicilia abbiano principalmente una natura culturale. Esiste invece un malinteso convincimento secondo il quale esse originino dalla povertà spesso in associazione ad un intramontato luogo comune ideologico secondo cui l’impresa produttiva sarebbe lo strumento capitalistico principale per lo sfruttamento del lavoro. L’impresa deve essere invece intesa come il luogo eletto per la produzione di ricchezza. Il luogo dove convergono lavoro, scienza, tecnologia, cultura gestionale e capacità organizzative e commerciali.

    Nelle aree sottosviluppate l’invocazione fondamentale è quella che contempla la venuta di un “qualcuno” dall’esterno che venga ad insediarsi per promuovere ricchezza e sviluppo (quando non si invochino direttamente i soldi da Roma: “La Finanziaria ha dimenticato la Sicilia”). Nelle aree sottosviluppate difficilmente la promozione del sistema produttivo è indigena. In Sicilia si riscontra una diffusa presenza di soggetti tesi ad offrire lavori fittizi ed organizzare tutte le varie forme di precariato, con esse perpetuando una cultura assistenziale (e perciò stesso parassitaria) rivolta ai giovani. Piuttosto che rimuovere gli ostacoli di natura burocratica e mettere in campo politiche complessive di sviluppo, la stessa politica regionale promuove società tese a rendere strutturale il precariato e ad utilizzare gli associati quali clientes permanenti del potere. Continua »

    Palermo, Sicilia
  • Targhe alterne, si cambia da lunedì 14

    Da lunedì 14 il provvedimento sulle targhe alterne verrà modificato. Le auto che potranno circolare avranno la cifra finale legata alla data (pari se pari e dispari se dispari) e non al giorno della settimana. Domenica e festivi restano esclusi.

    Il sindaco Diego Cammarata ha dichiarato: «È in effetti un modo per rendere più logico e meno penalizzante il provvedimento alternando i giorni e dando a turno a tutti le stesse possibilità e gli stessi diritti».

    Le rilevazioni sulle polveri sottili sono negative: nei primi 17 giorni con targhe alterne ci sono stati 25 sforamenti del limite previsto dalla legge, mentre nei primi 13 giorni di dicembre, senza targhe alterne, gli sforamenti furono tre e concentrati in due giorni.

    Palermo