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Archivio del 2 Febbraio 2015

  • Orlando a Mattarella, la lettera ci costa x mila euro

    Una pagina dedicata a Sergio Mattarella, concittadino, amico, collega militante nella Primavera palermitana e oggi presidente della Repubblica.

    Orlando a Mattarella, la lettera ci costa x mila euro

    Il primo cittadino ha affidato al Giornale di Sicilia il ringraziamento al presidente, insieme ai suoi migliori auguri per questo settennato. Una pagina intera, a colori, con firma in calce e marchio del Comune di Palermo.

    Leoluca Orlando, nella lettera (dai caratteri un po’ sgarrupati) ospitata ieri a pagina 8 del quotidiano dell’isola, saluta il capo dello Stato con parole fiere piene di “cuntintizza”.

    «Signor Presidente – si legge – a nome mio personale, della Giunta e dell’Amministrazione comunale e a nome di tutta la città di Palermo, delle palermitane e dei palermitani, desidero esprimere la gioia, l’orgoglio, l’emozione che ci ha dato la sua elezione alla più alta carica dello Stato».

    «Nell’augurare buon lavoro – prosegue Orlando – desidero ringraziarla per avere voluto mettere a servizio del Paese la sua esperienza, la sua competenza, la sua severità e umanità, la sua storia, in un momento tanto delicato». Sergio, infatti, è il fratello di Piersanti, presidente della Regione Siciliana caduto per mano della mafia, il 6 gennaio del 1980.

    Il professore universitario, che fu dopo l’assassinio del fratello commissario della Dc, condivise con Orlando gli anni dalla strage alla “balena bianca” in cui lo stesso sindaco fu suo vice.

    Un legame certo, una riconoscenza non affatto celata che tuttavia ha un prezzo fuori tasca. Una pagina intera del Giornale di Sicilia, infatti, da listino ha un costo che oscilla dai 52780 ai 80715 euro.

    Chi paga? Continua »

    Palermo, Sicilia
  • La rivoluzione non è un pranzo di gala, è una caponata fatta bene

    Immagino a volte il cittadino palermitano come un gatto sonnacchioso, uno di quelli in grado di rimanere immobile per ore nella stessa posizione. Certo, quando lo infastidisci un po’ o gli tiri la coda si innervosisce, magari allunga la zampa per graffiarti, ma la verità è che vuole essere lasciato in pace. Si rummulia, ma senza troppa convinzione.

    C’è solo una cosa in grado di svegliarlo dal suo torpore, un unico motivo che lo spinge ad alzarsi e fare un po’ di passi: il cibo. E mica un cibo qualunque: se qualcuno si azzarda a proporgli qualcosa cucinata male o, peggio ancora, con gli ingredienti sbagliati, allora sono guai. Lì sì che tira fuori le unghie sul serio e, statene certi, non assaggerà neanche. Continua »

    Ospiti
  • “Parodia Ce la farò. Canone Rai…#furtofurtofurto!”

    Può piacere o non piacere, ma è indubbio che #ForteForteForte sia il “Nuovo Talent già visto” migliore che Rai 1 potesse produrre.
    Le dinamiche del format sono sempre le stesse; le performance hanno, quasi tutte, lo stesso tenore; la giuria valuta utilizzando criteri che vanno dal “Mi hai emozionato” al “Di quali altri Talent sei stato concorrente prima di arrivare qui?”; il concetto di talento riempie margini molto labili e anche i metodi di assegnazione del voto sono simili a quelli visti in altri programmi dello stesso tipo. Insomma, tutto già noto, eccetto il rito dell’eliminazione, una cerimonia a metà tra una messa nera e un incontro dell’Azione Cattolica Ragazzi. Come funziona? I concorrenti, disposti su più file, intonano in loop, “Ce la farò”, e, mentre la Raffa Nazionale passa tra di loro con faccia compunta e mortificata,la canzone/salmo si tatua nella testa degli abbonati Rai che seguono da casa. Continua »

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