venerdì 17 ago
  • Leoluca Orlando e Fabrizio Ferrandelli

    Criticità nei conti del Comune, botta e risposta tra Orlando e Ferrandelli

    La Corte dei Conti ha sollevato dei rilievi su alcune criticità nei rendiconti del Comune di Palermo riscontrate all’esito di una operazione di verifica compiuta tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017. La documentazione è stata invitata alla Procura contabile per la verifica di un possibile danno erariale, e anche alla Ragioneria generale del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Già lo scorso anno il Ministero aveva segnalato al Comune gravi irregolarità.

    Risultano anomalie nella quantificazione del fondo per le anticipazioni di liquidità erogate dalla Cassa depositi e prestiti, nel fondo rischi legali e contenzioso, nel fondo frutto degli incassi per le violazioni stradali, nel calcolo della percentuale di riduzione dei residui attivi, nel fondo pluriennale vincolato, nella gestione dei residui, debiti fuori bilancio, gran numero di pignoramenti e bassissima capacità di riscossione delle entrate da recupero evasione tributaria, in costante diminuzione rispetto agli esercizi precedenti.

    Ulteriori allarmi rilevano le società partecipate.

    Vengono richieste azioni correttive tempestive ed efficaci.

    Il leader dell’opposizione in Consiglio comunale Fabrizio Ferrandelli ha attaccato: «Come ormai sosteniamo da mesi il Comune è in evidente deficit strutturale e le controllate sull’orlo del baratro! A sancirlo è l’ultima tegola che arriva oggi dalla Corte dei Conti. Orlando e la sua giunta hanno fallito e noi li richiamiamo alle responsabilità politiche di questi ultimi sei anni di gestione ribadendo la richiesta di dimissioni. C’è il futuro della città a cui guardare e le prossime generazioni da non compromettere ulteriormente. Oggi è più evidente che mai il fatto che la nostra non era propaganda politica, ma consapevolezza della gestione economica-finanziaria del sindaco. Sono pronto, qualora Orlando continuasse a fregarsene davanti l’evidenza e non volesse dimettersi, e credo di averne dato dimostrazione, rimettendo il mio mandato da parlamentare regionale nel 2015, a recarmi dal notaio e a rassegnare il mio mandato insieme a tutti gli altri consiglieri comunali necessari al decadimento del consiglio per dare un ulteriore freno a questa amministrazione che è una sciagura per Palermo e ha fatto dimenticare perfino quanto di buono era stata capace di fare anni addietro».

    Leoluca Orlando ha replicato: «Nel momento in cui, con la scelta di approvazione del bilancio consolidato 2016 e col consuntivo 2017 si è impressa una svolta alla gestione dei conti del Comune e delle aziende e nel momento in cui, con la nomina dei nuovi aministratori unici, si impone un adeguamento a normative in continua evoluzione ed un rilancio dei servizi resi dalle partecipate, ecco che puntuali i soliti sfascisti, perennemente candidati, tornano ad usare toni da campagna elettorale. Si rassegnino, perché il processo di messa in ordine dei conti e di consolidamento della realtà comunale e delle aziende pubbliche non subirà né rallentamenti né tantomeno cambiamenti di rotta.. Appena ricevuta la relazione la settimana scorsa, ho sollecitato il Segretario comunale alla formale diffida nei confronti dei responsabili del mancato invio, affinché si attivassero immediatamente per il riscontro. La Corte dei Conti è fra i destinatari delle deduzioni già trasmesse allo stesso Ministero dal Comune a fine luglio di cui, probabilmente per motivi temporali, non ha potuto tenere conto. L’amministrazione con scelte legittime, adeguate e sostenibili, procederà responsabilmente nel proprio cammino di messa in sicurezza delle strutture comunali e delle aziende partecipate e di rilancio della nostra città, lasciando ad altri lo sterile godimento proprio dei catastrofisti».

    Ferrandelli ha commentato: «Sentirsi definire “sfascista” da uno che ha SFASCIATO PALERMO fa sorridere. Sentirsi dare dell’eterno candidato (perché per 2 volte sono stato l’unico a tenergli coraggiosamente testa) da uno che si candida da 35 anni fa un po’ di tenerezza. RISPONDA ALLA CORTE DEI CONTI, NON A ME! E POI A CASA!».

    Palermo
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