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lunedì 8 ago
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    Lagalla va in via D’Amelio, contestato dalle Agende rosse

    Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla si è recato in via D’Amelio per deporre una corona d’alloro in onore di Paolo Borsellino e della scorta, nel trentennale della strage.

    Lagalla ha dichiarato: «Oggi celebriamo il ricordo di Paolo Borsellino e dei suoi agenti della scorta, ma anche quello di Giovanni Falcone e di tutte le vittime della mafia e servitori dello Stato che hanno sacrificato la loro vita, come ad esempio Boris Giuliano, il capo della Squadra mobile, del quale proprio dopodomani ricorre l’anniversario della morte. Oggi siamo qui per testimoniare che, dopo quegli anni drammatici, a Palermo è iniziata una battaglia per la legalità che oggi prosegue nell’opera di sensibilizzazione delle giovani generazioni, grazie allo straordinario lavoro che, ogni giorno, i docenti svolgono nelle scuole siciliane. Un lavoro portato avanti con grande dedizione che ho avuto modo di apprezzare nei quattro anni e mezzo durante i quali ho guidato l’assessorato regionale all’Istruzione e alla formazione professionale. A noi, rappresentanti delle istituzioni, spetta testimoniare, con il lavoro quotidiano svolto secondo giustizia, equità ed efficienza, l’adesione a questo messaggio di educazione civile».

    Il movimento delle Agende rosse ha contestato silenziosamente il sindaco voltandogli le spalle, sollevando le agende e accerchiando l’albero d’ulivo piantato davanti a casa della madre di Borsellino, come a proteggerlo. Angelo Garavaglia Fragetta, del direttivo, ha dichiarato: «È stato il nostro “malvenuto” al sindaco: ci siamo messi di spalle al suo arrivo a protezione dell’albero. Lui non ha mai preso posizione chiara sull’appoggio ricevuto da Dell’Utri e Cuffaro e quindi noi cerchiamo di preservare la memoria di quest albero e delle persone che sono morte. Ci saremmo aspettati dal sindaco di Palermo una presa di posizione piu’ forte».

    AGGIORNAMENTO: nel pomeriggio il sindaco è stato nuovamente contestato in via D’Amelio dal collettivo Our voice che ha esposto lo striscione con la scritta «Sindaco Lagalla, prima di commemorare le vittime si distacchi da uomini condannati per mafia». Il collettivo aveva già contestato Lagalla al suo primo atto pubblico dopo l’insediamento, la deposizione di una corona di fiori al momumento alle vittime della mafia di piazza XIII vittime.

    Palermo
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