Profilo e post di Angelo De Stefani

e-mail: angelodestefani82@gmail.com

Biografia: Angelo nasce a Palermo nei piacevoli anni 80. Poco più di dieci anni dopo ha cominciato a scrivere; prima per puro diletto e infine anche con guadagno. Recentemente, con un libro ormai definito ed altri quattro manoscritti nel cassetto, torna a scrivere in questa pagina dedicata alla sua Palermo, per lui, troppo spesso più croce che delizia. Da sempre appassionato di auto, di anni ’90 e di fari (si, quelli in mare per le navi) lo si può incontrare per strada, quasi sempre a piedi anche nelle giornate di pioggia, con le cuffie sempre accese, mentre i suoi pensieri farneticano di progetti e sogni e i suoi sguardi sbirciano dentro le finestre dei palazzi (il suo passatempo preferito). Se non lo conosci può fare un po’ di antipatia e, se lo conosci bene, puoi anche arrivare ad odiarlo ma sostiene comunque di saper e voler essere sempre corretto nei confronti di tutto e tutti. Anche quando scrive.

Angelo De Stefani
  • Il vero nemico di Palermo

    Parliamoci chiaro: Palermo è davvero una città fantastica. Altrettanto chiaramente è bene ammettere che se c’è uno che ne ha sempre parlato male, quello sono io.
    Vivo in questa città da 33 anni e ogni mese, ogni settimana, ogni giorno non fa che deludermi con le sue amministrazioni, con la sua decadenza e con il totale disinteresse che buona parte dei cittadini sembra quasi voler ostentare.
    Eppure, la scorsa settimana, ho attraversato la via Maqueda a piedi. Una strada che sembrava destinata all’oblio e che, invece, sta lentamente rinascendo sotto nuove vesti. Continua »

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  • Lettera aperta alle cicogne di tutto il mondo

    Care cicogne, come è ormai risaputo, siete voi le responsabili della grande lotteria della vita. Se un bambino nasce a New York, a Mosca, a Roma o a Palermo è solo per merito vostro. Siete voi che, una volta raggiunta la nuvola più alta, controllati i documenti e valutati tutti i parametri generali per l’assegnazione del nascituro, stabilite se planare in Occidente come in Oriente, se scivolar giù sulla nostra bella penisola e se orientarvi verso quella che i nostri avi chiamavano Panormus, “tutto porto”.
    Questa mia è per avvisarvi. Magari lassù non vi è arrivata notizia, magari non fate una vacanza da queste parti da numerosi anni, magari non sapete come girano le cose qui, oggi. Continua »

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  • A noi non può succedere (?)

    Quando muori la domenica mattina, ancora giovanissima, andando a lavoro, con una promettente vena artistica e un uomo che ami e sposerai nel giro di pochi mesi, capita che, chi ti ha brutalmente investita, chi è scappato dopo averlo fatto, chi viene sorpreso privo di patente, divenga causa dei più viscerali desideri di vendetta della comunità. Nelle ultime ore, tra social network e articoli di giornale, i palermitani – e non solo – hanno chiesto la testa del pirata della strada, auspicando la legge del taglione e sembrando incazzati come mai fino a questo momento. Sembra uno di quegli eventi destinati a cambiare davvero le cose. Lei innocente che di più non avrebbe potuto essere e lui colpevole come pochi altri se ne siano mai visti. Continua »

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  • Palermo, città d’amore

    Palermo è una città d’amore. Pochi minuti fa, all’angolo tra la via Ariosto e la via Petrarca, ne ho avuto l’ennesima prova.
    Il signor Biciclo (lo chiameremo così) percorreva in bici la via Ariosto mentre il signor Macchino (lo chiameremo così) guidava la sua Qashqai nera, prima serie, in via Petrarca. Il signor Macchino, notando da lontano il signor Biciclo, si è avvicinato repentinamente inchiodando davanti alla sua ruota posteriore. Probabilmente voleva fargli uno scherzo. Il signor Biciclo ha adagiato il suo mezzo a terra lasciando che poggiasse sulla bella borsa di cuoio e, sicuro della sua ironia, si è avvicinato al finestrino del signor Macchino: «Ma che [omissis] fai? Non mi hai visto arrivare?» e così dicendo ha bussato delicatamente al finestrino del signor Macchino. Continua »

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  • Palermo e… L’ultimo spettacolo

    Quando eravamo piccoli – noi degli anni ’80 – guardavamo in tv i telefilm dove il principale luogo di incontro era, quasi sempre, un grosso centro commerciale con annesse sale cinematografiche. Ci siamo un po’ cresciuti – in effetti – con il mito del luogo di aggregazione e con l’idea del cinema dove poter scegliere tra numerose sale. Oggi, noi che quei telefilm li seguivamo da un tv color 14” in quel di Palermo, sembriamo finalmente esser stati raggiunti da quel progresso, quelle mode e quelle abitudini. Continua »

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