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Sito: http://www.pintacuda.it/

e-mail: toninopintacuda@gmail.com

Biografia: (Palermo, 1982) vive e scrive a Milano. Giornalista e macchiafogli, nel 2001 ha fondato la rivista BombaSicilia (2001-2008). Cura una rubrica settimanale sul quotidiano 90011.it e l’ufficio stampa del portale Pupidizuccaro.com. Il suo sito personale è www.pintacuda.it. Tra i vagoni di libri che ha letto spiccano Conversazione in Sicilia, IT, Pedro Paramo, Atemwende, I fratelli Karamazov e Horcynus Orca.

Tonino Pintacuda
  • I milanesi hanno ucciso anche la domenica

    Sette giorni oggi, a quest’ora avrò già fatto colazione in spiaggia, nell’Isola triangolare con una bella brioche col gelato. Brioche! Non quel cornetto avvizzito che qui ne usurpa il nome.
    Partiamo proprio dal nome di questo diario milanese segue e completa a distanza di ben quattro anni, il diario uruguayano, la rubrica che tenevo su Gente d’Italia, un quotidiano per gli italiani all’estero che mi ha permesso di capire che il mondo non finiva a Palermo, in provincia del nulla.

    Dalla strummula alla pirla. Non giriamoci attorno, entrambe le parole, a millenovecento chilometri l’una dall’altra significano trottola.
    E da lì l’estensione di significato a questo punto si rischiara. La strummula e la pirla girano. Una all’ombra di Santa Rosalia, l’altra della Madonnina. Girano a vuoto, come capita spesso e volentieri con le estremità sferiche che gli uomini si portano dietro. Quindi il pirla è il minchione perché gira senza motivo, come la trottola. Continua »

    Palermo
  • “Nessun dolore”, il rosso e il nero a Palermo

    Sfogliamo a caso: “la felicità è rientrare dentro e vivere, affrontare i giorni, accada quel che accada, accettare il tuo destino con coraggio e gioia”, i romani sono descritti così “gente che giocava a dadi mentre il figlio di Dio spirava sulla croce, che non s’impressiona del crollo degli Imperi né del passaggio dei Lanzichenecchi. Figli di mignotta capaci all’improvviso di sacrifici e grandezze che non ti sai spiegare”. “quando hai una storia e un mondo a cui appartieni, una comunione d’intenti così grande e profonda che niente può scalfirla, quando ti guardi negli occhi e, senza pensare, riconosci accanto a te il fratello, il padre, la figlia, il tuo amore […] non esiste più nessuna paura, non rimane più nessun dolore”.

    Sono solo alcune pagine, scelte assolutamente a caso del bel libro di Domenico Di Tullio, Nessun dolore, pubblicato dalla Rizzoli. Un piccolo caso editoriale giunto alla quarta ristampa. Non è Moccia, parla d’amore e d’amicizia e di sentimenti veri. Parla soprattutto di due amici. Ma invece di essere ambientato al Pincio o all’ombra del Colosseo, la storia si svolge a Casa Pound. Tra quelli che senza troppo senso vengono etichettati neo-fascisti.
    Ne parliamo qui, su Rosalio, perché Domenico Di Tullio, per gli amici semplicemente DDT, doveva venire a presentare questo libro alla Mondadori di Palermo già lo scorso 11 febbraio. Non se ne fece nulla. Problemi di ordine pubblico. Oggi la storia si ripete. Continua »

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  • Siamo tutti Mimmo Mennulato

    «Vorrei un amore che mi desse pretesto e ragione di restare a Palermo per un po’, nonostante tutto. E che vorrei essere amata in maniera terrena, senza retoriche mistiche, senza angelicazioni o dannazioni da rotocalco, senza complessi parafreudiani da reperire e sezionare nell’infanzia mia o sua. Senza frenesie di trascendenza. Senza smanie di soddisfare criteri sociali e culturali estranei al nostro sentimento. […] Mi ritrovo a guardare con un senso di ineluttabilità le valigie vuote buttate sull’armadio. Che mi aspettano. Un amore che mi dicesse: sono ateo e ti amo».

    Sono ateo e ti amo della elliot edizioni è il romanzo della giornalista Irene Chias, ericina di nascita, giramondo per destino e volontà, si compone di tre storie, tre storie di viaggi per altrettante donne: Ulna, Adele ed Elena. Tre storie che s’intrecciano per ridere, riflettere e piangere. Palermo, sin dalla splendida copertina che raffigura l’autrice allo Spasimo, è co-protagonista del primo racconto Continua »

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  • Il figlio del vampiro a Palermo

    Dampyr - “La camera dello Scirocco”

    Dampyr è uno degli ultimi eroi della Sergio Bonelli a meritarsi una serie lunga, giunta al 114esimo numero. Mentre Dylan Dog è oramai ridotto a una sbiadita caricatura dell’anti-eroe tenebroso del tempo che fu, Harlan Draka, figlio d’un vampiro e d’una donna mortale guadagna lettori nella sua ricerca dei Maestri della notte, gli arcivampiri, in compagnia d’una vampira ravveduta e un ex mercenario bosniaco. Sparano veloci con pallottole “trattate” col sangue di Harlan, perché il sangue d’un dampiro può uccidere gl’immortali succhiasangue. Continua »

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  • Pupi di Zuccaro, un nuovo portale letterario

    Pupi di Zuccaro

    Che succede quando muore un sito? Può diventare un fastidioso souvenir di sogni tramontati o costituire la molla per un nuovo inizio. Con BombaSicilia abbiamo scelto la seconda strada. Dopo aver accatastato quanto di buono avevamo fatto, abbiamo scelto di tornare on line con un nuovo progetto e una nuova rivista gratuita, strutturandola come le gazzette del tempo che fu.

    Signore e signori, con piacere vi presentiamo i “Pupi di Zuccaro” e la loro battaglia contro un inarrestabile svanire. Questo è il nostro manifesto, direttamente da pupidizuccaro.com, un nuovo portale letterario fatto e pensato in Sicilia, tra Palermo e Messina. Continua »

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  • Una terra che profuma d’Italia

    Carissimi rosalici, eccomi. In diretta da Montevideo. Nell’Uruguay. Dove gli italiani sono centoventimila quanto altrettante briscole. Per farvi capire: l’Ambasciatore, il direttore dell’Istituto di Cultura Italiano, la presidente della Dante Alighieri sono altrettanti siciliani. Questa che segue è la prima puntata della mia rubrica. Esce sul giornale “gente d’Italia”, quotidiano scritto e pensato per gli Italiani che vivono lontani dalla penisola. Sono venuto qui a conoscere il Sud America e scrivere una pagina al giorno. Perché dall’Italia avevo sempre una visione monca. Ero riuscito ad entrare tra i trenta praticanti del master di Palermo. E già ero all’ottavo cielo ma a ventiquattro anni fare l’inviato speciale è troppo allettante. Ancora parlo uno stentato siculo-spagnolo. Ma il tempo c’è.

    Ho pure un photoblog: http://www.flickr.com/photos/bombasicilia/tags/uruguay/. Continua »

    Palermo
  • That’s Sicily!

    Per anni ho schivato la mia sicilianità.
    I primi racconti e scarabocchi parlavano del dottor Sgollek (il nome dei cereali al contrario) che era stato radiato dall’albo degli scienziati perché aveva cercato di costruirsi un figlio con pezzi di romanzi. Avevo letto e riletto Frankenstein e i gialli di mia madre, mi sembrava logico che tutti i miei personaggi spuntassero sotto i tasti della lettera 22 con un cognome americano e finissero a schivar pallottole vaganti nei tuguri del bronx.

    Poi l’epifania con Camilleri e Montalbano. Mi piaceva leggere di personaggi “russi di pilu e di pinsiero” e che “taliavano” gli orologi. Cominciai a sentirmi monco. Avevo scritto con mezza testa e mezzo cuore lasciando l’eredità della mia terra triangolare fuori dalla pagina. Continua »

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