Il festino di Santa Rosalia

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Sito: http://www.thesecondgrace.com/

e-mail: fabio@thesecondgrace.com

Biografia: Palermitano DOP, classe 1979. Suona con i Waines e The Second Grace ed è autore e regista a Rai Radio 2. Fabio cresce professionalmente nell'ambiente musicale della propria città negli anni della "primavera palermitana", seconda metà dei '90. Nel 2005 fa il suo esordio radiofonico: con il concittadino Davide Enia realizza per Rai Radio 2 la trasmissione radiofonica Rembò, di cui ha curato in particolare le musiche e il montaggio. Vive a Palermo ma è spesso in giro con le band o per la radio. Ha fondato insieme ad Enia la 800A Records, con la quale produce solo band palermitane.

Fabio Rizzo
  • 800A card

    800A card

    L’assioma è questo: la musica piace a tutti ma nessuno compra più i dischi. Sulla soluzione a questo grosso problema si strappano i capelli da qualche anno gli esperti di marketing e i manager delle major multinazionali, ma anche le storiche etichette indipendenti che lottano per la sopravvivenza.

    800A Records è una piccolissima etichetta che con molto artigianato e qualche speranza da tre anni a questa parte produce e supporta alcuni progetti artistici che sono sbocciati dal nulla in questa città. Il Pan del Diavolo ne è l’esempio probabilmente più conosciuto.

    Anche noi soluzioni al problema di cui sopra non ne abbiamo trovate, però abbiamo provato a ribaltare la prospettiva e ci siamo inventati questa “800A Card”, facendo la ripassata alle grandi aziende e alle loro fidelity card. Continua »

    Ospiti
  • Sottosopra

    «Ehi papà, sì siamo arrivati adesso, siamo ancora dentro l’aereo. Ci vediamo sopra, alle partenze come al solito. Ciao».

    Utilizzo l’aeroporto di Punta Raisi svariate volte al mese e comunicazioni come questa sono la norma diffusissima ormai da qualche anno. Ancora una volta mi rendo conto che nella nostra città è tutto, letteralmente, sottosopra.

    Ospiti
  • Funeral blues

    La musica a Palermo muore. L’abusivo che vende birra o fa la griglia per strada vive e prolifera. Il locale che propone un cartellone di concerti come non se ne vedevano da tempo viene chiuso a tempo indeterminato dalla Questura per «spettacolo abusivo» e rischio di protrazione di reato: il gestore e i ragazzi che ci lavorano dentro, a spasso.

    Nella stessa via, c’è la munnizza accatastata all’angolo, c’è il posteggiatore che non vuole sentire ragioni, c’è Palermo in uno stato pietoso da qualunque lato la vuoi vedere e adesso c’è anche un posto in meno dove tirare una boccata d’aria fresca di tanto in tanto.

    Un posto, il Mikalsa, dove potevi fino a pochi giorni fa vedere un’orchestra di 20 elementi improvvisare musica davanti al pubblico felice. Un locale dove la domenica il palco era aperto a chiunque volesse proporre qualcosa agli altri. Il locale in cui le giovani etichette palermitane hanno potuto sperimentare proposte coraggiose, lanciare le proprie pubblicazioni e i propri artisti, che in alcuni casi adesso sono quotatissimi a livello nazionale. Continua »

    Palermo
  • Piccoli samurai

    Prendi gli Hank! ad esempio. È una band di quattro elementi, il cantante ha 22 anni e si fa chiamare Foggy. Quando abbiamo cominciato a lavorare al loro mini-album di esordio dal titolo Piedali il budget segnava numeri bassissimi e il loro nome sulla scena era pari a quello di tante banducole che si formano, poi spattano, poi boh? Abbiamo preso una manciata di canzoni, ci siamo chiusi per qualche settimana quattro piani sotto terra nelle nostre cantine e dopo un po’ è venuto alla luce il loro primo lavoro. Si sono fatti un mazzo così, prima, durante e soprattutto dopo: una volta uscito il disco (distribuito in digitale su tutte le maggiori piattaforme) hanno subito capito anche come organizzarsi un booking da soli senza un’agenzia (e di questi tempi, chi ti piglia?) e il risultato è pazzesco: da marzo suonano in giro per l’Italia continuamente e i concerti si moltiplicano, anche per l’estate. Continua »

    Palermo
  • L’affidabilità del freelance

    L’estate scorsa ho preso casa in centro. Il proprietario è un’ottima persona: preciso, onesto e gentile nella misura sufficiente ad averne simpatia anzichenò. E dire che il nostro rapporto era iniziato con qualche difficoltà e perplessità da parte sua: «Musicista? Ma non è che vuole suonare tutto il giorno a casa?». Ma soprattutto: «Ha busta paga mensile?». E no che non ce l’ho. Vivo di quello che faccio, ma non sono retribuito mensilmente. Sono quello che si definisce un freelance, cioè uno che può non beccare una lira per mesi e occasionalmente introitare gli importi che vanno a compensare e di fatto costituire il reddito annuale. Questa impostazione ha parecchio disorientato il padrone di casa, che ho potuto convincere solo sottoponendo a sua scrupolosissima analisi la dichiarazione dei redditi dei due anni precedenti. Ora, la mia riflessione è: in tempi come quelli che viviamo, fatti di flessibilità (o precariato dilagante) e per di più in una città come Palermo dove o ti inventi qualcosa o hai ben poche chance, la busta paga come unica fonte di affidabilità ha ancora un valore così assoluto? Quanti altri freelance o liberi professionisti hanno avuto difficoltà o “diffidenze” simili a quelle che ho sperimentato io? Continua »

    Palermo
  • Stroncare la musica a Palermo: avanti, march!

    In città ci sono una manciata di piccoli e coraggiosi posti dove si beve la notte che hanno a cuore la buona musica. Esclusi club più o meno attrezzati per eventi medio-grossi (tipo i Candelai), di fatto questi piccoli bar sono la vera e propria casa della umile ma comunque determinata e volenterosa scena musicale palermitana. Locali della zona di piazza Sant’Anna o della Kalsa che hanno scelto di proporre dal vivo la musica autografa, inedita e di qualità, invece che ospitare le solite cover-band da intrattenimento. E che lo fanno con veri e propri cartelloni auto-organizzati e gestiti con pochi mezzi.
    È in questi posti che negli ultimi tre anni in particolare sono nate band, etichette discografiche, progetti aperti, scambi di tutti i tipi fra i musicisti e infine un vero e proprio pubblico di “consumatori” di un prodotto prezioso: la musica scritta e suonata dagli artisti palermitani.
    Sono legato da rapporti di buona amicizia con i gestori di questi locali – di fatto gente della mia età – anche perché sono stati i primissimi a supportare attivamente i miei progetti, dai Second Grace, ai Waines, al Pan del Diavolo e svariati altri. Tutti progetti che, con tanto lavoro e anche grazie al loro supporto e alla possibilità di crescere sul territorio, hanno poi raccolto bene fuori, in Italia e non solo. Ovviamente parlo delle band con cui lavoro e ho lavorato perchè è la mia esperienza diretta, ma il discorso vale per tanti altri ottimi artisti della città. Continua »

    Palermo
  • Open Mic

    La prima volta a Manchester in Inghilterra. Eravamo partiti in quattro da Palermo per andare a trovare un nostro amico musicista che vive lì da tempo. Una di quelle sere in un noto club del centro c’era l’appuntamento settimanale dal nome “Open Mic”: un palco aperto e qualche microfono a disposizione, un direttore artistico della serata che tiene la lista e organizza le performance, un pubblico fatto di avventori e soprattutto di artisti: quelli che aspettano il proprio turno per salire sul palco.
    Noi formammo un gruppo estemporaneo nel momento stesso in cui ci iscrivemmo per suonare quella sera lì (presentandoci come “The Olivellas”) e poco importa che quei quattro che suonarono per la prima volta insieme all’Open Mic del “Thisrty Scholar” di Manchester fossero i futuri The Second Grace. Quello che importa è che lì a Manchester avevamo sperimentato per la prima volta la formula del “microfono aperto”, una cosa a cui mi è capitato di partecipare ancora in giro per il mondo, nelle città musicalmente più attive in cui sono stato. Continua »

    Palermo
  • Pezzi di vetro

    Niente a che vedere col circo. Né acrobata, né mangiatore di fuoco.
    E infatti cammina sui pezzi di vetro, mischinazzo, il picciotto della canzone**.

    Un po’ come l’artista palermitano, cioè colui che a un certo punto della propria vita decide di ascoltare il proprio talento reale o presunto e si incammina, come a piedi nudi su pezzi di vetro e lance assassine varie messe di taglio.

    Il povero masochista talentuoso e senza scarpe “si parte” e capisce subito che è: a) lontano dai centri nevralgici di quel che rimane delle arti e della cultura in Italia, nel Mondo e nell’Universo; b) costretto a spostamenti onerosi e viaggi epocali; c) snobbato e terronificato dai potenti, anche se in possesso di idee che, puoi giurarci, funzionerebbero; d) quasi mai sostenuto dall’ambiente che lo circonda e raramente dagli affetti… E d’altronde come dare torto ad alcune mamme, preoccupate per il destino dei loro figli fricchettoni?

    Mi disse una volta il buon idraulico: “Ah lei fa ‘u musicista??? Seh, a’ musica è bella…ma travagghiare è n’avutra cuasa”. Era l’idraulico, ma probabilmente alcuni parenti mi direbbero la stessa cosa. L’idea che la musica possa essere un lavoro è semplicemente inconcepibile, e questa cosa mi ricorda in qualche modo l’assenza del tempo futuro nella lingua siciliana: non c’è, quindi è inconcepibile. Continua »

    Palermo
  • Rock and roll Palermo 2010

    Siamo a Burgkundstadt in Franconia, profonda Germania, coi Waines in tour. Guardo Roberto che dorme nel divano del backstage del club dove abbiamo suonato stasera e penso che la musica palermitana nel suo piccolo in questo momento attraversi un momento speciale, per una serie di fatti concomitanti.
    Penso agli Akkura, che sono appena rientrati da tre settimane di produzione del nuovo album, realizzato interamente a Rio de Janeiro, nello studio di Moreno Veloso (flglio di Caetano) affacciato sull’oceano.
    Penso a Fabrizio dei Second Grace che in questo momento è al Jackpot Studio di Portland, Oregon, a finire insieme al produttore JD Foster i mix del nuovo album. Penso a JD, che negli ultimi anni ha prodotto i Calexico e mixato gli ultimi due dischi di Vinicio Capossela, e che si è appassionato tantissimo al progetto Second Grace e alla scena palermitana in generale. Continua »

    Ospiti
  • The Second Grace: disco nei negozi e video in tv

    Caro Rosalio, abbiamo portato Palermo su MTV!
    Il disco d’esordio della nostra band, The Second Grace, è uscito in tutta Italia da qualche giorno e noi siamo appena tornati in città da una lunga tournée (l’ultima data due giorni fa… a Trento!).
    Ma la notiziona è che il nostro primo videoclip, per il singolo “Antananarive”, è piaciuto moltissimo alla direzione artistica di MTV: ieri ha fatto il suo debutto televisivo pomeridiano e resterà in rotazione per un bel po’. Per noi, che speravamo tutt’al più di esordire su MTV in notturna o nelle varie sezioni “Brand New”, è stata una notizia incredibile che ci va di condividere con tutti i palermitani.

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    Palermo
  • Ma pigghiati una stanza a RRRoma!

    Io mi chiamo Fabio Rizzo e ho 27 anni, buona parte dei quali spesi a Palermo. La mia formazione è quella di musicista, chitarrista per la precisione: anni di musica dal vivo nel centro storico di Palermo, più qualche anno di accademia musicale a Bologna. Allo stato attuale, il mio mestiere vero e proprio, cioè quello che mi mette a tavola il pane quotidiano è quello della radio. Più precisamente, sono il regista e l’autore delle musiche di alcuni programmi di Rai Radio 2: Milano e Roma le mie sedi di riferimento.

    Tutto cominciò alla fine del 2005 con “Rembò”, un’inchiesta in 15 puntate condotta su Radio 2 da Davide Enia per la quale io ho realizzato il montaggio e alcune musiche originali. Milano: un mese di lavoro matto e disperatissimo, la colonnina regolarmente sotto lo zero e quella casa vicino a piazzale Piola trasformata per un mese in un laboratorio radiofonico. Ottima dotazione tecnologica, grande ispirazione, buona intesa: il duetto prolungato Enia-Rizzo (ribattezzati i “terroni tecnologici”) dura un mese e partorisce, per l’appunto, “Rembò”: radiofonia d’autore che il successo di pubblico ha fatto diventare anche un libro edito dalla Fandango (e nel quale il mio nome, Fabio Rizzo, ricorre quasi quanto quello dello zio Serafino). Continua »

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