Abuso di mezzi di correzione, due casi da Palermo e Termini Imerese
Una maestra di una scuola elementare di Palermo è stata querelata per abuso di mezzi di correzione dai genitori di un alunno che aveva falsificato la firma dei genitori sotto una nota. È stata intrapresa anche l’azione civile con una richiesta di risarcimento del danno di 34 mila euro per presunte «sofferenze psichiche» riportate dal bambino a causa della ramanzina certificate da un esperto.
A Termini Imerese è sotto processo una dirigente scolastica che ha punito un’alunna vivace e protagonista di atti di bullismo facendole scrivere alla lavagna «Sono una bulla». I genitori hanno querelato la direttrice intervenuta su sollecitazione dell’insegnante. Secondo la famiglia la punizione avrebbe provocato alla piccola una grave mortificazione e un trauma psicologico.





















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