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martedì 24 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Palermo vista da una parigina

    Dopo essermi diplomata nel 2006 ho deciso di lasciare Parigi, la mia città natale, per continuare i miei studi altrove. Mi sentivo intrappolata in questa metropoli, dove nessuno sente realmente la necessità di andarsene poiché la dimensione cosmopolita di Parigi fa risentire ad ogni suo abitante la sensazione di abitare al “centro del mondo”. Ne è un esempio rilevante il fatto che le tensioni geopolitiche si ripercuotano fortemente sulla vita quotidiana dei cittadini. Ricordo che da piccola, a scuola durante la ricreazione, mi capitava di assistere a liti e provocazioni tra i ragazzi francesi di origine ebraica e quelli di origine musulmana. Questo “Melting Pot” fa conoscere al singolo parigino una visione molto vasta ma anche molto superficiale del mondo. Essendo di origine italiana frequentavo la vastissima comunità italiana di Parigi, dove ci si raggruppava, per esempio, per tifare l’Italia, nelle partite decisive contro la Francia. Velocemente mi sono accorta che in realtà nessuno di questi “ritals” (parola in gergo francese che significa italiani) conosceva realmente il paese di origine. Ed è così, che ho deciso di continuare gli studi in Italia senza ricorrere a programmi europei, di tipo Erasmus, per non essere limitata nel tempo. Questa esperienza mi avrebbe permesso di conoscere meglio l’Italia, di cui avevo una visione esclusivamente turistica. Volevo anche approfondire alcune discipline introdotte al liceo come la sociologia, la geografia e la storia è dunque l’aspetto multidisciplinare dell’urbanistica che mi ha determinato a scegliere il corso di laurea in Pianificazione Territoriale. Continua »

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  • Giornalisti, una riflessione sull’elenco dei pubblicisti

    Leggendo il blog Rosalio, nei giorni scorsi, mi sono imbattuto in un post a firma di Alessia Cannizzaro, intitolato Ordine dei giornalisti, le ragioni di una candidatura. Sono anch’io un giornalista e, il prossimo 23 maggio, sarò chiamato per la prima volta alle urne per il rinnovo dei consigli, regionale e nazionale. Premetto di non conoscere personalmente Alessia e di nutrire forti perplessità riguardo ad alcune sue affermazioni, ma al tempo stesso trovo apprezzabile il tentativo di creare un dibattito sul tema della qualità dell’informazione. La qualità dell’informazione, appunto. L’obiettivo è nobile, condivisibile. Ma come arrivarci?
    Alessia parla di «concorrenza sleale degli stagisti», come se dipendesse da questi il malfunzionamento del sistema. Gli stagisti (chi ha frequentato le scuole di giornalismo dovrebbe ricordarsi di essere stato a sua volta uno stagista…) operano alla luce del sole, in accordo a convenzioni stipulate da aziende ed enti di formazione (siano essi università o, per l’appunto, scuole di giornalismo). Gli stagisti sono i giornalisti di domani; garantire loro un’adeguata formazione è nell’interesse di tutti. Il dito va puntato, casomai, contro gli editori furbi che impiegano gli stagisti laddove non dovrebbero, ossia nella produzione del giornale. Continua »

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  • Il gazebo di Aluia

    Il gazebo di Aluia

    Gentilissimo signor Aluia,
    sono (o ero?) un affezionatissimo cliente del vostro bar. Amo (o amavo ?) venire lì da voi ogni volta che mi è (era?) possibile perché amo il posto, amo la vostra cucina, la vostra pasticceria, la gentilezza dei vostri impiegati.

    Sedevo lì il sabato mattina (e non solo), sotto il bianco ombrellone a gustarmi un latte macchiato, mentre sfogliavo uno o due quotidiani, incrociavo il saluto degli amici che numerosi passavano di lì e studiavo la schedina dei sogni da giocare nella adiacente ricevitoria.

    Poi un giorno mi accorsi di “certi lavori” e cominciai a sospettare, a temere. Il sospetto divenne presto certezza e la certezza si trasformò in sgomento. Il sogno svanì.

    Un orribile carrozzone era sorto tetro e sgraziato al posto degli allegri e bianchi ombrelloni. Continua »

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  • Invidia e pregiudizio

    Mi sorprende sempre il pregiudizio e l’invidia di alcuni commenti su questo blog che dovrebbe esser uno specchio fedele della società cittadina..
    Ho infatti notato che ogni qualvolta c’è in città l’apertura di un negozio appartenente ad una multinazionale dell’abbigliamento, dell’elettronica o anche della ristorazione, i commenti negativi si sprecano.
    Molti urlano la propria rabbia che tali luoghi, privi d’anima secondo loro, possano cancellare l’unicità della città…infatti, il rischio di veder scomparire il panellaro o la bottega di zia Rosalia toglie il sonno anche al più integralista della pennichella palermitana…che pregiudizio!
    A ciò s’aggiungono i commenti astiosi ogni volta che un post fa il resoconto di un’inaugurazione o di un altro avvenimento mondano. L’invidia gronda dal monitor, ovviamente mascherata da considerazioni sulla futilità dell’avvenimento stesso e delle persone che vi partecipano, considerate benevolmente solo dei pidocchi arrivati o che sperano d’arrivare…
    Mi permetto, quindi, due considerazioni. Continua »

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  • La Tarsu va in pensione

    Finalmente una buona notizia, in questo periodo di crisi economica ci vuole, la Tarsu, la tanto odiata tassa sui rifiuti va in pensione….
    Non esultate gente, purtroppo ha solo cambiato nome.
    Dal primo gennaio 2010 la Tarsu non esiste più, viene sostituita dalla Tia.
    Ma la Tia (Tariffa igiene ambientale) entrerà in vigore solo il primo luglio, ed allora in questi sei mesi di vuoto legislativo che si fa? Le amministrazioni comunali non possono pretendere il pagamento di una tassa che non esiste più. Di conseguenza, se per ipotesi, i regolamenti comunali dovessero continuare ad applicare la disciplina della Tarsu, tali provvedimenti sarebbero da considerare illegittimi. Per risolvere il problema è necessario un urgente intervento legislativo che sani il vuoto normativo e proroghi in maniera chiara e trasparente la Tarsu per il 2010.
    Ma nel frattempo il cittadino cosa deve fare? Continua »

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  • Ordine dei giornalisti, le ragioni di una candidatura

    I giornalisti siciliani sono chiamati alle urne per il rinnovo del Consiglio regionale e l’elezione dei revisori dei conti e dei consiglieri nazionali. Si vota domenica 23 maggio dalle 9:30 alle 17:30.
    Ho deciso di candidarmi per rappresentare tutti quei colleghi che come me credono ancora in un mestiere che risulta più vicino al potere che all’informazione, più inzuppato con le istituzioni che con il comune cittadino, più attendo ad alzare il ditino contro i suoi componenti, piuttosto che a difenderli da chi li attacca, forte con i deboli e debole con i forti.

    Viviamo o vorremmo vivere di giornalismo, ma ci troviamo costretti a lavorare in una terra di nessuno, dove le regole non ci sono o se ci sono non vengono rispettate. Le difficoltà del sistema dell’informazione oggi rendono fortemente incerto il futuro di tutti i giornalisti, ma in particolare dei giovani. Ognuno di noi ha vissuto in prima persona o è venuto a conoscenza di realtà paradossali ai limiti dell’incredibile.
    Siamo vittime delle riduzione dei compensi che i gruppi editoriali decidono d’ufficio o peggio obbligati a percepire compensi ridicoli che raramente superano i 3 euro ad articolo. Quella che stiamo vivendo non è solo l’era del precariato, ma del precariato sottopagato. Continua »

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  • Due musei sulla mafia a Las Vegas

    La mafia ha oggi pure il suo museo. A dir la verità i musei sono due, entrambi a Las Vegas, e onorano i miti fondatori dell’epopea mafiosa oltreoceano. Se il Museum of Organized Crime and Law Enforcement è più all’insegna del politically correct con la giusta dose di bene e male, guardie e ladri, l’altro museo, quello del Las Vegas Mob Experience, avrà come punto di forza una vera full immersion nell’universo mafioso americano.
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  • Appuntamenti per universitari (e non) dal 30 aprile all’1 maggio

    Eccoli, come ogni settimana gli eventi del weekend!
    Buon primo maggio e buon divertimento!!! 🙂

    Gli eventi di questa settimana.

    Venerdì 30 aprile
    4 Canti Pub – afterparty
    Inizio: venerdì 30 aprile 2010 alle ore 23:55
    Luogo: 4 Canti Pub; piazza delle Vergini, 9 (ex bar Fly)
    Barcollo RoadBar – Pina Colada party
    Inizio: venerdì 30 aprile 2010 alle ore 22:00
    Luogo: Barcollo RoadBar; Giovanni Gorgonie, 66

    Basilicò pub – musica live
    Inizio: venerdì 30 aprile 2010 alle ore 22:30
    Luogo: Basilicò pub; viale delle Scienze, 3

    Blow Up – Erasmus party
    Inizio: venerdì 30 aprile 2010 alle ore 21:30
    Luogo: Blow Up; piazza Sant’Anna

    Casa Orioles Arte Contemporanea – mostra personale Marco Mirabile
    Inizio: venerdì 30 aprile 2010 alle ore 19:00
    Luogo: Casa Orioles Arte Contemporanea; via Porta di Castro, 151

    Kaleida disco pub – party
    Inizio: venerdì 30 aprile 2010 alle ore 23:00
    Luogo: Kaleida disco pub; via Alessandro Volta, 22

    I Candelai – Vinyl Vintage
    Inizio: venerdì 30 aprile 2010 alle ore 23:55
    Luogo: I Candelai; via dei Candelai, 65

    I Grilli pub -aperitivo
    Inizio: venerdì 30 aprile 2010 alle ore 19:15
    Luogo: I Grilli pub; largo Cavalieri Di Malta, 2

    Mezcalito – aperitivo e musica live
    Inizio: venerdì 30 aprile 2010 alle ore 19:00
    Luogo: Mezcalito; via della Libertà, 84
    Reloj –aperitivo e djset
    Inizio: venerdì 30 aprile 2010 alle ore 20:0
    Luogo: Reloj; via Pasquale Calvi, 5

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  • “Pride 2010”: per la prima volta a Palermo

    “Sicilia Pride 2010”

    La sede del LEFT è in grande fermento da alcuni mesi in per mettere a punto tutti i preparativi per un grande evento che si svolgerà a Palermo il 19 giugno prossimo: il capoluogo siciliano sarà lo scenario del Pride 2010. L’attesissimo evento coincide con il trentesimo anniversario del circolo Arcigay, nato proprio a Palermo il 9 dicembre del 1980. Il Coordinamento Stopomofobia Palermo, formato dalle associazioni LGBT e da associazioni politiche del territorio palermitano si sta attivando su tutti i fronti per consentire al maggior numero di persone di partecipare all’evento. Gli organizzatori stanno predisponendo l’attivazione di mezzi di trasporto per permettere a coloro che risiedono fuori Palermo di raggiungere con maggiore facilità la città. Continua »

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  • Piccola visione notturna

    Notte.
    Un teatro.
    Una targa d’oro opaco su una parete purpurea corrosa da muffe verdi e la sua scritta: “Gran Real-Teatro Palermo”, qualche lettera pende a testa in giù sorretta da un incerto chiodo arruginito.
    Era bello, invidiato, ordinato, splendido un tempo.
    Ci sono dentro e lo osservo. Ora è diverso, decadente, polveroso, immerso in una densa e vischiosa penombra che avvolge tutto.
    Sul palcoscenico di legno vecchio, un enorme letto, con le sue putride lenzuola, troneggia al centro. Sopra distese, tre figure accidiose giacciono in un sonno lascivo.
    Sono lo Sdegno, la Civiltà e il Diritto. Un tempo erano guizzanti, alte, fiere e rispettate. Ora colano di adipe dalle loro lucide, nude pelli, paiono fuse in un solo corpo molle, indistinto.
    Attorno al loro capezzale mostri impazziti ballano e recitano, gozzovigliano e copulano tra i loro stessi escrementi.
    La sala è piena ma la gente seduta è ferma, sembra morta, in silenzio guarda davanti a sé, gli occhi vuoti, vitrei, riflettono, respingendole, le immagini che ricevono. Continua »

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  • Allattiamo le nostre città

    Negli ultimi anni, occupandomi di sostenibilità e Green Economy, ho progressivamente sviluppato un’attitudine a cercare e creare connessioni tra argomenti tradizionalmente vissuti separatamente, nella nostra epoca di iper-specializzazione.

    Il tipo di energia che utilizziamo, ma anche come la utilizziamo, determina il modo di concepire le città e le abitazioni, così come la struttura delle città è determinata da come concepiamo la mobilità, i modelli di società sono in relazione a come in essa ci pensiamo, ed ancora come immaginiamo i trasferimenti tra i beni, in particolare quelli alimentari: e così, per esempio, restituire valore di cibo ad un “prodotto alimentare” significa anche cercare una strada che dia dignità a chi lo produce, non più operaio in catena di montaggio di una deresponsabilizzata industria alimentare, ma fornitore di quella materia prima indispensabile per costruire uomini sani.

    Questa ricchezza di visione si è recentemente incrociata con un’esperienza personale molto forte che è stata la nascita di mia figlia. Continua »

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  • L’albero Falcone, i fogli e le foglie

    L’indignazione prêt-à-porter per l’oltraggio all’albero Falcone meriterebbe come minimo un convegno. Invece viene liquidata dai media come la reazione a un fatto di cronaca: come un evento e non come un fenomeno.

    Ebbene, secondo me, dietro c’è molto altro.

    C’è l’affezione comoda al simbolo più comodo. Un albero non è – per esempio – una scuola, non c’è bisogno di mantenerlo, non costa nulla e vale tantissimo in termini di ritorno d’immagine. Non a caso l’albero Falcone è il ritrovo ideale per politici di ogni stagione. In un luogo del genere le fedine penali dovrebbero valere più delle cariche istituzionali, eppure la coltura estensiva della memoria a buon mercato fa tali miracoli che nemmeno la più truce riforma berlusconiana potrebbe eguagliare. E poi i morti non possono protestare.

    C’è un costume furbo di mostrarsi senza schierarsi. Davanti all’albero Falcone chiunque gode dello status di rifugiato antimafioso senza dover dimostrare nulla fuorché la propria presenza. Non è richiesta un’opinione, men che meno un’intenzione. Continua »

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  • Lezione a teatro con Gogol

    A conclusione delle repliche serali andate in scena al Teatro Libero dal 22 al 24 Aprile, L’ispettore generaledi Nicolaj Gogol, per la regia di Lia Chiappara, verrà riproposto per le scuole, in programmazione mattutina, sino al 12 maggio. Nato a termine di un laboratorio aperto ad attori professionisti e non, L’ispettore generale è il frutto di un percorso di studio sui linguaggi del teatro e sull’attualità del testo gogoliano, la cui densità si piega a istanze culturali di forte impatto. E come potrebbe non esserlo, se l’arrivo di un ispettore generale da Pietroburgo sconvolge gli equilibri e i compromessi dei maggiorenti di una città di provincia? E se questo sconvolgimento fa leva su quella tendenza che talvolta ha la politica di nascondere peccatucci e marachelle? E se proprio chi ha la funzione di controllo, per un divertente gioco dell’equivoco, si rivela il più furbo di tutti? Continua »

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  • Se questo non è pizzo…

    Sono incazzato nero. I cittadini palermitani, sepolti sotto montagne d’immondizia ed escrementi umani, devono sentire ancora questo: si profila l’aumento dell’8% della Tarsu.

    Mi sono rotto. Sono stanco di pagare l’incompetenza di questa amministrazione. Questa città è stata distrutta. Ancora peggio: è stato distrutto il concetto stesso di essere cittadini. Si sopporta di tutto, si ribaltano i normali rapporti tra amministratori e popolazione. L’amministrazione è al servizio dei cittadini, non viceversa, e questo almeno a me non appare.

    Caro Sindaco, lei avrà due costole incrinate ma, la città ha la schiena rotta e le gambe spezzate. Le strade urlano dolore e il fumo della disperazione si eleva ogni notte dai cassonetti in fiamme. La prego, non permetta più che si offendano i cittadini anche solo con proposte di simili gabelle, faccia pagare chi ne ha la colpa. E certo qualcuno colpe ne avrà, non si spiegherebbe altrimenti la situazione in cui siamo costretti a vivere. Continua »

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  • Disagio psichico: Società Attiva sposa la causa delle comunità alloggio

    Con gli emendamenti numero 239 e 240, ieri il Consiglio Comunale ha scelto la via del debito fuori bilancio per ridurre il passivo nei confronti delle comunita’ cittadine che ospitano i membri più deboli della società.

    Nell’indifferenza generale, infatti, sono salite a quattro le comunità alloggio in stato di agitazione e altre potrebbero aggiungersi alla protesta nei prossimi giorni, anche in provincia. Ospitano soggetti affetti da disagio psichico, assistiti da personale qualificato, che non percepisce lo stipendio da oltre un anno, e sono al collasso.
    Cosa riserverebbe il futuro agli ospiti delle comunità, ai lavoratori e alle rispettive famiglie èevidente: incertezza ed emarginazione sociale. Un paradosso se si pensa che il 2010 è l’anno europeo dell’inclusione sociale. Continua »

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  • “Instrument 3” di Roberto Zappalà: anche la paranoia alle volte “diverte”

    Paranoia. È questo il tema di Instrument 3: cage sculpture della Compagnia Zappalà danza, in scena ieri sera al Teatro Montevergini. Due uomini salgono di corsa sul palco, poi si fermano di scatto, e si girano. Fissano il pubblico, catatonici, vestiti di bianco come in una camicia di forza, e truccati come clown. Si tirano l’un l’altro, si scrutano, si dimenano. Poi entra la donna, vestita di bianco come loro, e come loro truccata da clown; ma lei non si dimena, cammina in punta di piedi, vacilla. Poi, un flash rosso accecante li sorprende dall’alto, di lato, da sopra, da sotto, e i tre si fermano. E cominciano la danza della paranoia secondo Zappalà.
    Terza tappa di un progetto coreografico e musicale che si è avvalso della preziosa collaborazione di Alfio Antico, presente in scena, Instrument 3 è uno spettacolo dal ritmo delirante, martellante, basato sul dualismo dei colori bianco e rosso, e su corpi che danzano, isterici e ipertesi, sviliti dal ritmo quasi primordiali dei tamburi di Alfio. Un ritmo che scatena una danza di malessere, ma anche di sfogo.
    Un ritmo in cui, nonostante tutto, si sorride. Si sorride perché la follia offre uno spettacolo di malata comicità. Si sorride perché i danzatori ci fissano e ridono anch’essi della paranoia loro, e della nostra, che a volte c’è ma non si vede.
    Ma il teatro, lui sì, riesce a vederla…

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  • Appuntamenti per universitari (e non) dal 21 al 24 aprile

    Ancora una volta vi propongo un weekend ricco di eventi…questa settimana in particolare la Festa della Legalità, in corso presso la Facoltà di Agraria…siete ancora in tempo per partecipare!

    Buon divertimento e buon fine settimana! 🙂

    Gli eventi di questa settimana.

    Mercoledì 21 aprile
    Berlin cafè – aperitivo
    Inizio: mercoledì 21 aprile 2010 alle ore 19:00
    Luogo: Berlin cafè; via Isidoro La Lumia, 21

    Birimbao – The Cure tribute e djset
    Inizio: mercoledì 21 aprile 2010 alle ore 22:30
    Luogo: Birimbao; via dei Leoni, 85
    Calamuri Music Cafè – the girls power
    Inizio: mercoledì 21 aprile 2010 alle ore 22:00
    Luogo: Calamuri Music Cafè; via Francesco Matera, 8/10

    Facoltà di Agraria – Festa della Legalità
    Inizio: mercoledì 21 aprile 2010 alle ore 16:00
    Luogo: Facolta’ Di Agraria – Parcheggio di Entomologia; viale delle Scienze

    Gatto Nero – serata universitaria
    Inizio: mercoledì 21 aprile 2010 alle ore 22:30
    Luogo: Gatto Nero; via rua formaggi, 15

    Jazz’n Chocolate –festa della birra e aperitivo rinforzato
    Inizio: mercoledì 21 aprile 2010 alle ore 19:30
    Luogo: Jazz’n Chocolate; via Giacalone, 29

    Mora Mora – party
    Inizio: mercoledì 21 aprile 2010 alle ore 22:00
    Luogo: Mora Mora; via Ruggero Mastrangelo, 21

    Palazzo Fatta – teatrodanza e djset
    Inizio: mercoledì 21 aprile 2010 alle ore 19:00
    Luogo: Palazzo Fatta; piazza Marina

    ReMida – apericena rinforzato
    Inizio: mercoledì 21 aprile 2010 alle ore 19:30
    Luogo: ReMida; via Principe di Granatelli, 33

    Zsa Zsa Mon Amour – Katarsis, Favequaid, Innervision live
    Inizio: mercoledì 21 aprile 2010 alle ore 22:00
    Luogo: Zsa Zsa Mon Amour; piazza Campolo

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  • Tampasiava l’imperturbabile blasé

    Percorrevamo una via del centro quando rallentammo il passo accorgendoci di non esserci prefissati una meta. Ma dove stiamo andando? Da sempre avevamo subito il curioso fascino del tampasiare (termine dialettale traducibile con bighellonare o vagabondare), errare mollemente per le vie della città senza che alcun particolare stimolo seducesse la nostra attenzione. Vetrine, insegne, schiamazzi, volti: agli occhi del blasé tutto si mescola e confonde in un opaco sfondo sul quale si staglia la sua lenta figura. Il blasé, concetto introdotto nel XX secolo dal sociologo Georg Simmel, è l’uomo che vive immerso in uno stato di profonda apatia e disillusione nei confronti della moderna società massificante. Quante volte abbiamo vagato per le strade godendo della genuina inconcludenza del nostro agire, senza percepire il tempo scorrerci attraverso. Abbiamo così sperimentato che esistono due modi di tampasiare. Il primo è di chi bighellona in giro tracciando percorsi casuali, che si tratti del malinconico avanzare di un apatico blasé, o del giocoso vagabondare di un bizzarro Charlot. La seconda modalità riguarda l’aspetto “statico” di questa indolente attività, e richiede un minor dispendio di energie. Continua »

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