Mi incammino sotto il buio dell’alba, mimetizzata nel mio cappotto nero e dal silenzio delle mie scarpe di gomma lucida. La luce si infiltra tra i ciottoli della via che taglia la strada dietro la Cattedrale, come sampietrini sulle strade di Roma Capitale, e invece mia amata, siamo io e tu, mia anima rotta e splendente. Mia Palermo.
Sotto la superficie dell’incuria e del disagio, nuda. Così mi appari, e mi penetri le ossa con l’aria del mattino. Sei pulita, non sento niente di tutto quello che ti apparterrà tra qualche ora, quando ti aggrediranno e si dimenticheranno della tua bellezza fragile.
Ci diciamo cose che solo noi conosciamo. Ci guardiamo con gli occhi di chi ama e tace e amandosi non ha bisogno di niente se non di respirarsi. È così che mantengo i miei passi durante il cammino del giorno, mentre fluisco dentro le tue arterie. È così che ti vedo anche quando il sole si fa alto e diventa caldo il tuo abbraccio in ogni giorno dell’anno.
È così che decido di cercarti adesso che è tardi.
Ti cerco dove posso trovarti. Continua »
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