Viltà e violenza
Un professionista palermitano è stato ucciso vilmente, vigliaccamente, con una capacità di violenza davvero brutale, ben superiore a quella richiesta per premere un grilletto.
È ben nota in natura la manifestazione della violenza con cui l’animale più forte afferma un predominio vitale (almeno per lui) dettatogli dall’istinto. La nostra specie, attraverso il suo faticoso, seppur discontinuo, cammino verso la civiltà, ha voluto sostituire alla ragione della forza, la forza della ragione, regolando e sublimando quella capacità di violenza nel diritto (il processo è un “duello” regolato dalla legge) così come nella corretta competizione economica o in quella professionale che dovrebbe far prevalere i più capaci e meritevoli.
Questi meccanismi di civiltà, a Palermo, ancor oggi non funzionano sufficientemente. Continua »































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