Massimo Ciancimino intervistato da Klaus Davi
Klaus Davi ha intervistato Massimo Ciancimino, figlio di Vito che fu sindaco di Palermo e fiancheggiò Cosa nostra.
Ciancimino potrebbe essere ascoltato dalla Commissione nazionale antimafia.
Klaus Davi ha intervistato Massimo Ciancimino, figlio di Vito che fu sindaco di Palermo e fiancheggiò Cosa nostra.
Ciancimino potrebbe essere ascoltato dalla Commissione nazionale antimafia.
Due alte cariche dello Stato hanno commentato ieri alcune dichiarazioni legate alle stragi del ’92.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha commentato le parole di Totò Riina (che aveva imputato ad altri la strage di via D’Amelio, lasciando intendere che parlasse dello Stato): «Sono più o meno senzazionalistiche e provengono da soggetti, diciamo così, piuttosto discutibili. […] Altra cosa sono le testimonianze che si acquisiscono in sede giudiziaria e lì vanno vagliate, lì se c’è un velo di oscurità o di ambiguità da squarciare bisogna squarciarlo».
Nicola Mancino, oggi vicepresidente del CSM e ministro dell’Interno all’epoca delle stragi, ha negato di avere incontrato Borsellino e ha detto: «La presunta trattativa tra Stato e mafia noi l’abbiamo sempre respinta. L’abbiamo respinta anche come semplice ipotesi di alleggerimento dello scontro con lo Stato portato avanti dalla mafia. La riprova di tutto questo sta nella politica di fermezza adottata dal precedente governo e da quello in cui ero responsabile del Viminale».
Al lavoro mi capita sempre più spesso di prendere caffè con gente pressoché sconosciuta. Sono lì da pochi mesi, dunque non conosco ancora molta gente.
L’altra mattina, al rientro dal caffè, mi sono fermata in stanza con una signora ormai prossima alla pensione.
Mi racconta di essersi trasferita a Terrasini, insieme ai suoi figli ed al marito. Mi dice dell’aria buona e dei ritmi, pare, meno frenetici di Palermo. Ed ecco la notizia strabiliante. Negli ultimi tempi ci sono stati dei furti. Furti nelle abitazioni. Hanno preso, a sentir lei, cose di poco conto.
La vera rivelazione me l’ha riservata alla fine. Sono furti effettuati da tunisini, mi rivela. Silenzio. La vedo osservarmi di soppiatto, nell’attesa che io confermi qualcosa…un pregiudizio forse. Chiedo da cosa abbia desunto la nazionalità dei ladri. Beh, mi dice, è ovvio visto che le sostanze rubate non erano di gran valore. Ho chiuso lì il discorso. Mi è rimasta, però, una grossa curiosità. Sarà vero, poi, che i siciliani rubino solo a partire da una certa cifra?? E poi, perché proprio tunisini?
Magari al prossimo caffè, avrò l’ardire di chiedere maggiori dettagli.
Cari amici rosaliani, stavolta mi faccio portavoce di una richiesta: il Centro Muni Gyana, attualmente unico centro buddista a Palermo (fra l’altro riconosciuto dall’Unione Buddhista Italiana), è in cerca di una sede per continuare le proprie attività. Continua »
Sono due gli incontri in programma oggi nell’ambito di UniverCittà inFestival.
Alle 20:00 all’Orto botanico (via A. Lincoln, 2; piazzale Paride) verrà presentato Territori costieri a cura di Giuseppe Abate, Annalisa Giampino, Marilena Orlando e Vincenzo Todaro. Intervengono Maria Donatella Borsellino, Nicola Giuliano Leone e Giuseppe Trombino.

Alle 21:00 nel cortile Abatelli dello Steri (piazza Marina, 61) verrà proiettato Sopralluoghi per un film su un poliziotto ucciso. Si tratta di un film prodotto dalla Zerocento e da la Stanza dei Balocchi con la regia di Roberto Greco e dedicato a Boris Giuliano, di cui ricorre oggi il trentesimo anniversario della morte.

Calendario completo di luglio.
Rosalio è media partner di UniverCittà inFestival.
Sono trascorsi 17 anni dalla strage di via D’Amelio e ieri ho letto sulle agenzie che i palermitani che hanno preso parte alle manifestazioni erano “pochissimi”. Oggi l’Italia intera si convincerà che questa è una città irredimibile, che a un palmo dal nostro culo può crollare il mondo. Una città dove le panelle si impastano col cinismo, dove il tira a campare è la bibbia, dove triste è il popolo che ha bisogno di eroi e che ci possiamo fare se questo Borsellino non si faceva i cazzi suoi.
Ora, con tutto il rispetto, io credo che questa sia una lettura superficiale della realtà, una di quelle letture “politicamente corrette” che finiscono col diventare l’intepretazione standard che scatta come un meccanismo automatico bene oliato. Continua »
Sono Sergio Lari (procuratore capo di Caltanissetta), Antonio Ingroia e Nino Di Matteo (rispettivamente procuratore aggiunto e sostituto procuratore della Dda di Palermo).
Il primo dirige per competenza le indagini sulla strage di via D’Amelio e al momento ha per le mani le carte che potrebbero riaprire il processo e fare luci sui cosiddetti “mandanti occulti”. Vicende queste che si intrecciano con quelle che Massimo Ciancimino, figlio del Vito sindaco mafioso di Palermo, sta raccontando ai pm Ingroia e Di Matteo. Tra la carte custodite da Ciancimino Jr. ci sarebbe anche il famoso “papello” (forse già consegnato, forse ancora no), prova regina della trattativa in corso nel 1992 tra la Mafia e lo Stato, alla quale – e qui dovrà essere Caltanissetta a dare risposte – Borsellino si sarebbe opposto, pagandolo con la vita.
Finora queste sono state tutte supposizioni, ma se ciò che Sergio, Antonio e Nino stanno raccogliendo in queste settimane dovesse trovare riscontri allora diventerebbero vere e proprie tesi accusatorie. Roba da far tremare le mura dei Palazzi.
Gli inquirenti non sono certo degli sprovveduti: prima le carte, poi gli avvisi di garanzia; senza considerare la delicatezza di una eventuale revisione dei processi per i condannati in via definitiva.
Dalle cliccatissime pagine di Rosalio, assieme alla richiesta di andare avanti fino in fondo, possa arrivare a loro e ai loro ragazzi il GRAZIE di tutti.
Mi piacerebbe spostare per un attimo l’attenzione su una piccola cosa, ma dal valore inestimabile, nessuna storia strappacore o da salvadanaio mediatico, solo una piccola “nota informativa” riguardo la possibilità di iscriversi al Registro Italiano donatori potenziali di midollo osseo a Palermo.
Personalmente da un po’ di tempo ponderavo la possibilità di fare un simile passo, a frenarmi erano gli impegni e a dirla tutta, come molti (ne sono sicuro) avranno, una certa diffidenza nel panorama ospedaliero palermitano, poi, a causa di una promessa mi sono lanciato ed ho scoperto che si tratta di una passeggiata di salute…niente di così terribile! Continua »
Il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Igroia ha commentato le parole del boss mafioso Salvatore Riina sulla strage di via D’Amelio: «Fino ad ora Riina aveva lanciato messaggi sibillini e vaghi. Adesso mi pare che faccia dichiarazioni precise. Se questo vuol dire che ha intenzione di dare un contributo alla scoperta della verita’ sulle stragi, sappia che l’autorità giudiziaria, senza pregiudizi o inviti alla collaborazione, è pronto ad ascoltarlo. […] Non voglio entrare nel merito della vicenda, ma certamente non si riferiva all’autorità giudiziaria. Se avesse voluto parlare coi magistrati avrebbe scelto altri canali».
Sergio Lari, procuratore di Caltanissetta, ha detto: «Quello di Riina è un messaggio mirato alla procura di Caltanissetta. Comunque, se sentirà l’esigenza di parlare, noi lo ascolteremo senza problemi».
Rita Borsellino ha commentato: «Certe cose potevano essere dette prima, quando serviva sapere: adesso, che parli Totò Riina, sfruttando il momento e il grande palcoscenico. È tutto abbastanza inquietante, bisognerebbe capire perché ora e a chi sta lanciando dei messaggi».
Sono due gli incontri in programma oggi nell’ambito di UniverCittà inFestival.
Alle 18:30 all’Orto botanico (via A. Lincoln, 2; piazzale Paride) verrà presentato il libro di Gianni Nanfa Grammatica del comico. Intervengono con l’autore Franco Lo Piparo e Renato Tomasino.
Alle 19:30 nell’atrio della Facoltà di Giurisprudenza (via Maqueda, 172) si svolgerà la simulazione del Processo a Medea a cura del Laboratorio penalistico Agon di Vincenzo Militello. Special guest Elisabetta Pozzi.

Calendario completo di luglio.
Rosalio è media partner di UniverCittà inFestival.
A quarant’anni dallo sbarco dell’uomo sulla Luna a Villa Filippina (piazza San Francesco di Paola) vengono organizzate due serate Guarda che Luna oggi e lunedì prossimo in collaborazione con Urania. Dalle 19:30 sarà possibile osservare da vicino le costellazioni con l’ausilio di un puntatore laser e, attraverso potenti telescopi, il pianeta Giove con i suoi satelliti. Il tutto seguendo le indicazioni degli operatori. Contemporaneamente, su un maxi schermo, sarà proiettato un filmato d’epoca con le immagini dello storico sbarco. Ingresso libero.
Le serate sono inserite nel programma dell’Anno internazionale dell’Astronomia.

(foto di Luc Viatour)
È previsto per oggi al Czechout Party a Praga (Repubblica Ceca) il raduno dei partecipanti al Mongol Rally, avventurosa gara a scopo benefico tra equipaggi di tutto il mondo che a bordo di vecchie auto sotto i 1000cc di cilindrata tenteranno di raggiungere Ulan Bator in Mongolia.
Il team EST comprende il palermitano Igor D’India, presidente dell’associazione Kappa Cinema, documentarista, scrittore e regista.
L’equipaggio tiene un diario di bordo.
Rosalio supporta l’EST team.

Dopo diciassette anni dalla strage di via D’Amelio emergono elementi che fanno supporre che la ricostruzione dei fatti finora effettuata non sia completa o che possa essere imprecisa anche negli aspetti ritenuti finora chiari.
L’ipotesi del coinvolgimento dei servizi segreti prende corpo (si è parlato di un misterioso agente con il viso deforme presente negli scenari di alcuni episodi legati a fatti ritenuti finora soltanto di mafia), le rivelazioni contrastanti dei collaboratori di giustizia potrebbero portare a una revisione del processo, potrebbe già essere nelle mani dei magistrati il “papello” (un testo che potrebbe provare l’esistenza di una trattativa tra Stato e mafia nel 1992) e la Commissione nazionale antimafia sta seguendo con attenzione l’evolversi della vicenda.
Totò Riina ha affidato al suo avvocato una dichiarazione inquietante riferita a soggetti non meglio precisati che avrebbero condotto la trattativa con la mafia: «L’hanno ammazzato loro».
Davvero, basta.
Non scrivetelo più “Paolo Borsellino vive”.
17 anni fa ci fu una strage di Mafia in cui morirono per l’esplosione di un’autobomba il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta.
Morte. Autobombe. Strage.
Di questo si tratta.
Questo è urgente ricordare.
Che la MAFIA è feroce, spietata e assassina.
E ‘un talìa in faccia a nùddu.
Borsellino non è vivo.
È stato ammazzato.
Paolo Borsellino è MORTO ucciso dalla MAFIA mentre la combatteva.
Una differenza non da poco.

Diciassette anni fa il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina vennero uccisi con un’autobomba in via D’Amelio.
Alle 8:00 inizierà il presidio in via D’Amelio con interventi di giornalisti, associazioni e cittadini. Alle 16:55, ora della strage, si effettuerà un minuto di silenzio. Alle 17:00 Marilena Monti reciterà Giudice Paolo. Alle 18:30 partirà un corteo verso il quartiere Kalsa (dove Borsellino è cresciuto) con arrivo a piazza Magione dove alle 21:30 si terrà un recital di Giulio Cavalli con esibizioni di Mario Crispi, Marilena Monti, Angela Rizzo e Laura Spacca.
Alle 20:30 partirà da piazza Vittorio Veneto la fiaccolata organizzata da Azione Giovani e da Azione Universitaria che arriverà in via D’Amelio dove verrà deposta una corona di fiori. I manifestanti vestiranno magliette con la frase «Meglio un giorno da Borsellino che cento anni da Ciancimino». Alla fiaccolata parteciperà il ministro Giorgia Meloni. In via D’Amelio avrà luogo la rappresentazione teatrale Paolo Borsellino: eroe tragico promossa dal Laboratorio di poetica della Facoltà di Lettere e Filosofia.
Rosalio ricorda Borsellino con una testata speciale che riporta una sua frase: «Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola» (l’immagine della testata è stata rielaborata da Gabriella Insana).

Sono previste due manifestazioni oggi in città in memoria del giudice Paolo Borsellino ucciso insieme alla sua scorta il 19 luglio 1992.
Partirà alle 15:00 da via D’Amelio la Marcia delle agende rosse verso il castello Utveggio. Gli organizzatori invitano a portare con sé un’agenda rossa. L’agenda di Paolo Borsellino non è mai stata ritrovata e a Monte Pellegrino avrebbe avuto sede una cellula dei servizi segreti.
Alle 20:30 presso la Facoltà di Giurisprudenza (via Maqueda, 172) si svolgerà il dibattito I mandanti impuniti organizzato dalla rivista ANTIMAFIADuemila. Interverranno Salvatore Borsellino, Antonio Ingroia, Giuseppe Lumia, Luigi de Magistris, Giorgio Bongiovanni e Gianni Barbacetto.
Don Paolo Turturro, ex parroco della chiesa di Santa Lucia al Borgo Vecchio, è stato condannato a sei anni e sei mesi di reclusione per due episodi di pedofilia. Il pm aveva chiesto nove anni di reclusione ma sono state concesse le attenuanti.
Ultimi commenti (172.563)