Domenica mattina. Lui è al lavoro, anche oggi. Lavora ad ore, dalla coppia che vive al piano di sopra.
Loro, per intenderci, sono quelli che posteggiano il SUV sul marciapiedi.
Ci sono dettagli che, più di ogni parola, chiariscono il modo di essere di ognuno di noi! Perché, alla fine, tutto si riduce ad una questione di dettagli.
Lui lavora tutte le domeniche. Tutte.
Feste comandate? Inesistenti.
Che paga avrà? Manderà tutto alla sua famiglia?
Sarà un clandestino, arrivato su un barcone?
Abbiamo perduto il potere di indignarci.
Tutto questo porta, inevitabilmente, a consentire ad un uomo – ancorché molto ricco – di oltrepassare ogni limite.
Perché, alla fine, tutto si riduce a questo: IO ti pago e dunque esisto.
IO ti pago e dunque TU stai lì zitto e buono.
Loro hanno anche un bambino, un neonato. Mi fa anche tristezza, il pupo.
Lo immagino grande e rabbrividisco.
Delle due l’una: o come loro due oppure infelice. Come crescerà? Che gli insegneranno?
Che il SUV va posteggiato sui marciapiedi e che lo “schiavo” deve lavorare tutte le domeniche, magari in nero?!
Ma, del resto, questo è il mondo, bellezza!
Ultimi commenti (172.603)