Archivio del 16 novembre 2006

Cuffaro ospite ad AnnoZero

Rosalio
nov 06
16
17:30

Salvatore Cuffaro

Il presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro sarà ospite stasera dalle 21:05 su Rai Due nella trasmissione di Michele Santoro AnnoZero.

AGGIORNAMENTO: i pubblici ministeri di Palermo Gaetano Paci e Antonio Ingroia quereleranno per diffamazione il presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro ritenendo «infamanti e gravemente lesive della dignità e correttezza professionale» le dichiarazioni rese nel corso della puntata.

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Il gup di Palermo ha inflitto condanne per circa tre secoli di carcere ai 46 imputati dell’inchiesta “Grande mandamento” coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone e dai pubblici ministeri Michele Prestipino, Marzia Sabella, Nino Di Matteo e Lia Sava. I condannati sono legati a Bernardo Provenzano. I reati vanno dall’associazione mafiosa alle estorsioni.

Benedetto Spera dovrà scontare 28 anni, 18 anni sono andati al boss di Bagheria Onofrio Morreale e 13 a Nicola Mandalà, che aveva organizzato il viaggio in Francia di Provenzano per motivi medici. Sono stati condannati quattro imprenditori ed è stato assolto Giovanni Napoli, ritenuto uno dei “postini” dei pizzini.

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Senza Oreto

Domenico Cogliandro
nov 06
16
02:42

Fiume Oreto

L’Oreto è una fogna a cielo aperto, una volta era un fiume. Un corso d’acqua che scendeva da Altofonte fino alla valle cittadina dove, tra sterpi e rovi, e tra muschi e sassi, e su sponde mal messe, donne e ragazzini giocavano a lavare. Alcuni si riposavano sotto le fronde, mi dicono che qualcuno pescava. Gli altri due fiumi urbani, Kemonia e Papireto, sono stati, nel tempo, interrati, coperti, scomparsi, e su di loro è stata costruita altra città. Quegli alvei sono adesso fiumi di gente, o solo balzi torrentizi di carusi sui motori. Non c’è via di mezzo per l’Oreto: o lo si salva, o lo si sotterra. Per salvarlo bisogna muovere il senso civico, le responsabilità, i doveri condivisi e poi un’etica del proprio tempo, le politiche, le idee, le persone. Cose difficili, con cui non abbiamo più nulla a che vedere. Per farlo sparire bisogna soltanto continuare a coprirlo di immondizie, fino al collo. Coprirle e compattarle. Terra, sabbie, ghiaia, e alla fine un bel cappotto di asfalto, una strada a scorrimento veloce, parcheggi e alberi rinsecchiti, una nuova strada su cui si affacceranno i culi delle case a vomitare la loro storia e la loro impossibilità di girarsi dall’altra parte. A voi la scelta!

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Era da circa un mese e mezzo che dividevamo un simpatico appartamento nel centro di Toulouse quando successe il fatto.
La sorte mi aveva assistito ed ero riuscito a trovare un ragazzo francese che si accollava me come coinquilino senza avermi mai visto (viva internet!!!), e che per giunta parla un ottimo italiano, potendomi così insegnare il francese in scioltezza (ero partito da Palermo conoscendo solo oui et non…).
Dicevo, neanche un mese e mezzo gli ci sono voluti, e una mattina mi dice: “Ho capito! Tu sei pigro!!!”.
Nel frattempo stava arrivando una sua amica e così, un giorno a pranzo, due francesi hanno imparato il concetto cardine della nostra natura: la Lagnusia. Continua »

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Oggi alle 17:30 nello spazio Ducrot dei Cantieri culturali alla Zisa (via P. Gili, 4) inaugura la mostra di Arte un Sorso, ideata e progettata da Carlo Albert Sausa. Gli artisti Nicola Busacca, Giovanni Castiglia, Antonio Dimino, Gabriele D’Acquisto, Giovanni Leto, Franco Lo Cascio, Paolo Madonia, Manlio Noto e Domenico Zoro espongono quadri e sculture che gli ospiti potrammo ammirare bevendo i vini delle cantine Calatrasi.

“di Arte un Sorso”

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Una volta ero a Pantelleria per un servizio. Era un fine primavera trionfante e l’isola brillava come un diamante grezzo. Avevo trascorso tutta la giornata ad andare in giro per incontrare le persone con le quali mi serviva parlare per scrivere il mio articolo e la sera asciugavo i miei sudori fisici e mentali esposto al debole Scirocco che bighellonava tra i tavolini di un bar sulla piazzetta. Serviva ai tavoli una ragazza piccolina in jeans e maglietta. Era una delle tante, tra ragazzi e ragazze, che venivano sull’Isola per i lavori stagionali cercando di coniugare lavoro e vacanze. Ma a lei non sembrava andare molto bene. Io potrei stare ore seduto a un bar a cucire addosso a chi passa una storia. Così lo feci con lei e fu facile. Continua »

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