sabato 25 nov
  • “Vampe”, incendi e danneggiamenti

    I Vigili del fuoco sono intervenuti in circa 50 luoghi stanotte per spegnere le “vampe” in onore di San Giuseppe. Gli incendi hanno creato difficoltà alla viabilità soprattutto nei quartieri Brancaccio, Sperone, Kalsa, Zisa e Montalbo.
    La Polizia ha denunciato per danneggiamento aggravato due giovani che si erano introdotti all’interno di un parco per sradicare con la motosega degli alberi di pino di tre metri di altezza.

    Palermo
  • 13 commenti a ““Vampe”, incendi e danneggiamenti”

    1. La Polizia ha denunciato per danneggiamento aggravato due giovani che si erano introdotti all’interno di un parco per sradicare con la motosega degli alberi di pino .

      Due genialoidi 😀

    2. ‘sta gente è culturalmente inferiore persino alle scimmie del Pleistocene.

    3. San Giuseppe

      Cumapre u sai:
      Cu i ligna a San Gieseppe
      un voli dari,
      i fighi fimmine
      supra a panza ci anna a stare.
      Un cafuddare assai!
      Minchia ri vampi!
      Chiama li pomperi!

      Cumpari sai ca ti ricu,
      ca cu tuttu stu movimentu
      mi vinni pitittu ri cosi duci,
      bianche e soffici come i nuvoli,
      ma che maiu a manciare?
      Tri sfingia ca ricotta ta calre,
      pu pirtuso attuppare.

      Cumpari, compari,
      proposito ri manciari
      u sai vitti stamattina tri puvireddi
      ca cu lu pittittu si ravano di tu,
      comu la famighia Santa,
      assettati rientra na stanza a festa
      ca tastavano ogni pietanza
      di un pranzo da re,
      ma comu minchia è?

      E’ ca fighia ra zia Tanita
      fici a fuitina,
      poi Lu santu a fici maritari,
      e a zia pi promissa e devozione
      fici du gran cenone.

      E poi lu pane duci
      e chino di cimino,
      spezzatu co li manu
      passa di manu in manu
      da ogni palermitanu.
      Un facemu ca arrubbaru?
      Ma chi vai a pensare,
      pensa a manciare.
      Santu chi viene
      festa fa.

      Viva San Giuseppe.!

    4. santo è pà Giuse
      ca’nta le vampe
      dei cortili balla
      e le sabbie di scirocco
      (ma non quest’anno)

    5. alberi sradicati, l’aria salubre di questi giorni vicariata dall’olezzo immondo dei cassonetti in fiamme, falò in strada tra auto in sosta, gente a 4 zampe tra cumuli di cenere alla ricerca del ferro (parte residuale dei cassonetti liquefatti) da rivendere, squadre dell’amia e dei viglili del fuoco accolte con fitte sassoiole. metterla in poesia suona bene e fa molta accademia, LA REALTà è CHE UN SOTTOSVILUPPO CULTURALE SIMILE NON HA UGUALI NEL MONDO

    6. Parlare di sottosviluppo culturale per chi organizza i falò mi sembra un’offesa alle tradizioni palermitane. Il vero problema secondo me è l’assenza da parte dell’amministrazione comunale di adeguati provvedimenti per permettere queste forme di cultura antica, sicuramente di origine millenaria, di esistere in modo adeguato e confacente con le esigenze di una città. Il conflitto e le aberrazioni nascono dal fatto di volere ignorare ciò che sul territorio esiste. Palermo non è Milano e Milano non è Palermo.
      Se le vampe di Palermo sono sottocultura figuriamoci il palio di Siena, trasmesso due volte l’anno in tutto il mondo dove spesso i cavalli si feriscono per poi essere abbattuti ed i fantini vengono feriti in modo grave. O no?

    7. Vabbè, se però la tradizione assalta a sassate gli operai dell’Amia, sradica alberi e incendia muri…

    8. io non critico la tradizione quanto il teppismo sfrenato che la circonda . è inutile girarci intorno, questa è gente che non sa stare al mondo e trova ogni pretesto per calpestare ogni regola del vivere civile. se la tradizione implica strascichi barbarici allora è bene che questa sparisca

    9. la società è ormai così poco sicura di sè che non accetta più (cosa che prima era anzi forma costituente della sua vitalità) delle forme di tradizione che sono indissolubilmente legate al loro carattere di devianza (quelli che fabrizio chiama “strascichi barbarici”)rispetto al sistema stesso. Devianza che, per gente magari cervellotica come me, potrebbe anche tradursi in momento di riflessione sulla stessa società e sul concetto di “vivere civile” come semplice traduzione di “comportamenti accettati” o non accettati dalla collettività. Il problema noto, forse, è che oggi la collettività è uno stare insieme di gruppi di gente irrimediabilmete divisi ognuno per i fatti propri senza più comunicazione interna: da qui l’insicurezza di cui dicevo all’inizio. era come se un tempo si riconoscesse il bisogno di spazi per “deviare” come necessaria valvola di sfogo per il resto che invece scorre nei binari, unitariamente. C’era un tempo per ragionare ma anche uno necessario per sfrenare. Ora sembra esserci solo un tempo… dove si deve avere paura e odio per certe forme tradizionali. Se delle persone si trasformano in teppisti (come suggerisce fabrizio), magari è perché vedono arrivare forze della società pronte ad arginare parte di una cultura per loro importante che non viene più riconosciuta, e classificata tristemente come sottosviluppata. Ma poi come c…o si fa a giudicare così duramente senza appello: “gente che non sa stare al mondo”? Ma poi, da quando si decide il fatto che una tradizione sparisca?

    10. i tuoi pupilli, quadretti vari

      alla ricerca del materiale da ardere
      http://www.eccoland.de/files/home/admin/image/neanderthaler.jpg

      scrutante l’evolversi della vampa
      http://www.lboro.ac.uk/departments/hu/news/neanderthal.jpg

      il capo branco, oups il capo famiglia, mentre chiude la porta di casa al termine delle celebrazioni
      http://www.leibniz-gymnasium-essen.de/events/neanderthal/images/starkerNeanderthaler.jpg

      pasquetta al parco della favorita
      http://www.ratinger-wochenblatt.de/ratingen/datafiles/upload/images/news/preview/horst.jpg

      passato S.Giuseppe, in attesa del Natale
      http://www.kreis-mettmann.de/media/custom/413_212_1_g.JPG

    11. “sono indissolubilmente legate al loro carattere di devianza (quelli che fabrizio chiama “strascichi barbarici”)rispetto al sistema stesso”.__
      ^
      cioè questi entrano in un parco, ti fanno a pezzi pini secolari, graziosamente messi a dimora per dare decoro all’arredo urbano, e non la chiami barbaria questa?? MA COME SEI ABITUATO A VIVERE?? io non ho parole….

    12. “la società è ormai così poco sicura di sè che non accetta più delle forme di tradizione che sono indissolubilmente legate al loro carattere di devianza”
      __
      ^
      risposta: se la devianza sconfina nell’inviltà ben vengano le società insicure che si rifiutano di accettarla

    13. nell’inviltà = nell’inciviltà*

      (prometto che d’ora in poi rileggerò quel che scrivo prima di inviare il commento onde evitare chiose e refusi in serie) 😀

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