lunedì 20 nov
  • IKEA fa alcune precisazioni sull’apertura a Palermo

    Una nota dell’ufficio stampa di IKEA Italia riporta alcune precisazioni sulla presunta apertura entro il 2011 di una sede a Palermo nella zona di Ciaculli: «Nessuna decisione è stata mai presa su alcuna localizzazione nell’area di Palermo, dove comunque il progetto di un punto vendita IKEA non è assolutamente previsto nel breve periodo, bensì solo nel medio lungo».

    IKEA

    Palermo
  • 58 commenti a “IKEA fa alcune precisazioni sull’apertura a Palermo”

    1. Coraggio ragazzi, fra un anno e mezzo (al max) apre a Catania.

    2. Infatti…la solita leggenda metropolitana: Ma ancora nn avete capito che non vuole investire nessuno in questa cavolo di città?

    3. Come volevasi dimostrare…
      Era troppo bello per essere vero!

    4. Aspetta e spera……..

    5. Aspè un minuto, chiste dell’ufficio stampa dell’Ikea non sono alcune precisazioni sulla presunta prossima apertura nel 2011 a Ciaculli.
      Questa chiamasi smentita categorica.
      Ora io ti chiedo: ma queste fonti attendibbili che davano l’apertura a Ciaculli nel 2011 che tipo di fonti sono?
      Fonti di acqua gassata?
      Non è che sbagliasti a scrivere e invece di scrivere finte attendibbili scrivisti fonti attendibbili?
      No perché può capitare il re-fuso

    6. Où, pss! Rosalì! Babbìo!

    7. paco isola ha ragione, cà è chinu ri manciatari…chi minchia viene ad investire?

      sulla seconda cosa ti dò ragione

    8. Gentile Maria Luisa,ho la presunzione di affermare che in assenza di Ikea avrai sempre la possibilità di giudicare il bello e il vero.

    9. @Rosalio: para parà – para parà – paraparàppappà…fiura i’….

    10. E che sarà mai! Non è altro che un altro luogo di “alienazione” e consumismo. Capirei tutto questo “rammarico” se si trattasse della creazione di CineCittà a Palermo oppure dell’EuroDisney.

    11. Rosanero tralasciando il fatto che il tuo commento è stilisticamente da asilo infantile nella sostanza ti sbagli: non ho mai dato per certa l’apertura né la location, quindi non capisco dove sarebbe la figuraccia. Inoltre (Totò vale anche per te) i comunicati ufficiali spesso possono differire dalla realtà dei fatti che stanno avvenendo… Saluti.

    12. nooooo e ora come si fa’?

    13. neanche il tempo di trattare e gia’ sono scappati, hanno capito che qui non nasce niente di buono!

    14. @ paco: ritengo di essere libera di esprimere l’opinione che ritengo piu’ opportuna senza con questo venire tacciata di stupidità. Ritengo che investire su una città morente come Palermo sia svantaggioso, qui lo dico e non lo nego. Ritengo che Palermo stia sprofondando sempre piu’ nella melma. Soprattutto ritengo che sia popolata da una grande percentuale di maleducati e sbruffoni. La ringrazio per avermene dato conferma con il suo commento.

    15. @Isola81: come non darti, tristemente, ragione!

    16. ke skifo!!!ha ragione isola81…qui nn vuole venire nessuno…e intanto a catania c’è un centro commerciale gigantesco…e meno male ke poi quelli fuori palermo sono paesani…!!!!

    17. Quella di Rosalio mi sembra una giusta osservazione (non è retorica), soprattutto nel finale…

    18. Pensate davvero che Ikea rinuncerà a un bacino di due milioni di potenziali clienti? Preparate i soldini e state sereni, perché entro il 2011 arriveranno anche nella città morente che di denari ha sempre dimostrato di averne parecchi.

    19. Ma rosalio è stato colpito dalla gravissima malattia delle bugie giornalistiche? chissà da dove venivano quelle voci di corridoio…poi dopo la storia della maglietta….lasciamo perdere

    20. Ma guardate che i cenri commerciali li stanno facendo pure a Palermo: ForumPalermo a Rocella, Ipercoop a Borgo Nuovo, uno a Carini di cui non ridordo il nome, e un altro che sarà costruito da Zamparini allo Zen, vicino a dove dovrebbe sorgere il nuovo stadio. Quindi non è vero che nessuno, come ha detto isola 81, vuole investire a Palermo e nel suo hinterland. Anzì c’erano altre aziende che volevno aprire in città, ma sono state bloccate dai commercianti(vedasi il progetto che cra per viale Campania). Ikea se viene è qualcosa in più. E se arriva veramente è la benvenuta.
      E dico al signor Io, di non invidiare Catania, che ha un tale numero di centri commerciali da stritolare i commercianti locali.

    21. V quale bugia? Attendo che tu la scriva indicando anche dove l’avrei scritta, diversamente il bugiardo saresti tu.

    22. Ma insomma ma non vi va mai bene niente… e ssi veni è il trionfo del consumismo, ssi un veni è perchè Palermo è una fogna… io penso che sia un bene se viene, se penso a quante persone potrebbero lavorare (dalla costruzione all’operatività dico almeno 1000 persone tra maestranze varie, addetti alla vendita, operatori privati, ecc ecc ecc) e all’indotto che genererebbe potremmo quasi gridare ad un ennesimo miracolo di Santa Rosalia…
      Il problema di Palermo è fare svegliare tutti i tampasimi che se ne fottono delle regole più semplici di convivenza civile (macchine in corsie d’emergenza, in terza fila e altro ancora) cercando di fargli eleggere persone perbene e competenti che gestiscano tutto con professionalità

      da Milano con affetto

    23. e cmq Catania o Caltanissetta o Siracusa sono sicuramente più portate al commercio di Palermo che ha la spocchia di capitale ma vive soltanto di raccomandazioni e sperperi di denaro pubblico… i centri commerciali sono utili ai consumatori, creano concorrenza e spingono i prezzi verso il basso… se i commercianti si sentono presi per le palle che si mettessero a innovare il servizio, a trattare meglio i clienti e magari rinunciassero a qualche punto percentuale di margine netto (su sempri ca chiancino miseria, che non ci guadagnano niente su quello che vendono… io la conosco la logica moltiplicativa del commercio, paghi 1 e vendi per 3/4/5…)

    24. Premettendo che non ho trovato alcun comunicato stampa nell’apposita sezione del sito Ikea…detto questo è davvero divertente leggere alcuni commenti che rispecchiano la mentalità palermitana, ovvero di come ci si possa lamentare per ogni cosa.Quasi disfattismo assoluto!
      Se vengono ad aprire, allora si deturpa il paesaggio con colate di cemento.Se non vengono più, è perchè in questa città non vuole investire più nessuno.
      Mi sa che certi signori non sanno che tutt’ora sono in costruzione mega centri Commerciali (Forum Palermo/Carrefour, Ipercoop) uno dei quali da 65.000mq. e che entro l’estate probabilmente partiranno i lavori per il centro commerciale allo Zen (ancor più vasto).

    25. Avete sentito parlare mai di negozi di abbigliamento uomo/donna/ragazzo/bambino Pull and bear, Berska, H&M….tutti questi marchi fanno capo ad un solo gruppo(INDITEX lo stesso di zara) vi siete mai chiesti perche’ in tutta italia ci sono questi negozi dove si puo’ comprare a prezzi bassi cose che sembrano essere di qualita’, mentre a PALERMO non si sente nemmeno l’ombra..un motivo ci sara’, devono mangiare sempri gli stessi, mi vergogno quando vengono amici miei che non hanno mai visto palermo a far vedere via Ruggero Settimo per la scarsezza di negozi presenti.Dobbiamo darci una mossa e purtoppo la classifica delle citta’ meno vivibili d’italia rispecchiano la citta’…tutto questo grazie a chi???

    26. io mi auguro vivamente che quelli che parlano di “alienazione” e “consumismo” facciano davvero la spesa nelle botteghe e non mettano piede all’Auchan o all’Oviesse, etc.
      Altrimenti sono solo parole sprecate.

    27. perchè,esistono ancora le bottheghe?

    28. cmq la siciliaweb conferma l’apertura IKEA a Catania

      http://www.lasiciliaweb.it/index.php?id=16444&template=lasiciliaweb

    29. nooo che peccato! E pensare che il centrosinistra era già pronto per fare polemica (gds 29/01/09) “Ciaculli non è adatta”. Uffa un’altra occasione persa per NON essere d’accordo

    30. @maria letizia, sai darmi il nome del consigliere che viene citato nell’articolo del Gds?E’ donna??

    31. Ottimo, così continueremo a comprare al Brico e in altri posti del genere oggetti che all’IKEA costano un terzo…allegria!

    32. Ebbene eccomi quà, scusate per la lentezza della mia risposta. allora, riguardo alla notizia:
      http://www.rosalio.it/2009/01/27/novita-su-ikea-a-palermo/
      si parla di fonti indiscrete! ovvero, quali sarebbero queste fonti indiscrete…spero che non si tratti di semplici voci di corridoio!
      oltre a questa notizia ricordo anche quella sulla storia del rimborso pass “abbiamo babbiato” da dove l’avete presa questa notizia? vorrei arrivare alla fonte ufficiale o perlomeno ufficiosa…anche se le notizie ufficiose come questa e quella dell’ikea non soddidfano l’etica dell’informazione.
      Attendo con ansia…

    33. Apparte la precisazione di poco fa. dando notizie sempre derivanti da fonti “indiscrete” l’ikea ha problemi ad aprire a catania e cmq in sicilia per la solita storiella mafiosa. Chi profuma di soldi e viene in sicilia mi deve lasciare il regalino e magari anche lo sgubbo! ma a quyanto dicono le fonti indiscrete: l’ikea non si accolla tale obbligo e neanche la possibilità di vedersi rubati macchinari costosi come la storia di quell’imprenditore catanese che voleva costruire una nuova autostrada in sicilia ma ha abbandonato l’impresa dopo continue minacce e il furto di diversi mezzi pesanti.
      Welcome to SICILIA BEDDA!

    34. un po come la storia del ponte sullo stretto che si deve fare da 50 anni! a quando risale il primo giornale con la notizia “il ponte sullo stretto si farà”? e quante volte è stata ripetuta sta notizia?
      e secondo voi perchè? forse se lo dimenticano: oh ma, non ricordi che avevamo assegnato l’appalto sul ponte? appalto sul ponte? si quello nello stretto? a gibilterra? no a messina! aaaaaah vero! il ponte sullo stretto lo abbiamo scordato! ma come è possibile! dai dai mettiamoci a lavoro, gli italiani lo hanno dimenticato, fallo scrivere sul giornale e domani ci lavoriamo su!

    35. Qui il discorso non funge. Vero è che tutti a partire da 50 anni fa ne parlavano e dicevano “chissà se lo faranno mai…”, però molti di quelli, da quando Berlusconi si è schierato in prima linea per la realizzazione del ponte, sono improvvisamente diventati contrari alla sua costruzione.

    36. Molti sono contrari al ponte semplicemente perchè è un’opera inutile. Le persone di buon senso impiegherebbero le risorse pubbliche per ben altri lavori e ben più capaci di creare valore aggiunto, caro fabius (l’esempio più banale è il porto commerciale a termini imerese, la conversione in senso turistico della parte meridionale del porto di palermo e il completamento della rete ferroviaria intorno all’interporto di termini Imerese).
      In quanto all’IKEA.. se si puntasse seriamente al porto di termini imerese, IKEA costruirebbe al volo una maxi struttura nella piana di termini, che è uno dei punti più baricentrici dell’isola. Ma siccome in sicilia facciamo tutto ad muzzum (la DITTATURA DEI PEGGIORI), l’IKEA come tanti altri si quartìa bene prima di avere a che fare con noi.

    37. Il ponte è utile come una terza palla

    38. cosi, tanto per:
      da http://www.pontedimessina.it/finanziamenti.shtml
      “Lo schema di finanziamento proposto dalla società “Stretto di Messina” non prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto, né il rilascio di garanzie da parte dello Stato.”
      Quindi , cortesemente, da chi non fa le cose ad muzzum, potrebbe spiegarmi perche io privato, che ritengo l’idea del ponte un investimento positivo, dovrei spendere i miei soldi, altrove, nel porto di Termini?
      Inoltre, CHI dice che è inutile? Andate a chiedere a chi lavora esportando gli ortaggi, p. e. e ogni giorno deve far avere Tir carichi di merce deteriorabile al nord, a chi lavora col turismo, a chi produce in genere, e non al “filosofo” della cd “società civile” e sentite che vi dicono.

    39. innanzitutto perchè con le attuali conoscenze ingegneristiche un ponte con campata unica di 3,2 chilometri non reggerebbe…

    40. @iJerry
      Sei sicuro di di questo. Guarda che ci lavorano fior di ingegneri sull’opera.
      Anch’io dubito che partiranno mai i lavori, ma dire che è impossibile da fare mi sembra esagerato.

    41. @ iJerry: si, e la terra è piatta…….

    42. A san Francisco hanno costruito il ponte nel 1936…lungo 2,7 km.
      Ribadisco: quelli che non vogliono il ponte nel 97% dei casi sono anti-Berlusconiani.

    43. secondo me il progetto ikea a Palermo è vero: la smentita da parte di ikea si è resa necessaria dalla sequenza di eventi il primo che annunciava l’apertura del centro e di un immediato secondo attacco da parte di alcuni o almeno uno solo amministratore comunale, sicuramente della zona di ciaculli che si sarà sentito snobbato dall’iniziativa che ha reso dichiarazioni su una fantomatica difficoltà nell’apertura di questo centro. da questa presenza sulla stampa di notizie, o più che di notizie di un dibattito cittadino sull’apertura di un centro proprio nel momento in cui sarebbe stato meglio non scoprire l’identità dell’investitore e quindi di ikea, secondo me ha reso inevitabile questo comunicato, sperando in un intervento…

    44. Note al volume di remo Calzona «La ricerca non ha fine. Il Ponte sullo stretto di Messina» [Dei, Roma] del professor Alberto Ziparo

      1. Il Volume, curato dal Professore Ingegnere Remo Calzona, già consulente e coordinatore del Comitato Scientifico della Stretto di Messina, presenta uno studio recente sulle criticità del progetto vigente e cogente del Ponte (2002). Il rapporto introduce anche una nuova proposta progettuale, prospettata da Calzona e collaboratori dopo l’approvazione del preliminare oggi in vigore (2004): essa modifica radicalmente il disegno del ponte, abbandonando l’idea di campata unica da 3.300 metri, per reintrodurre l’ipotesi dei pilastri nello Stretto per una campata centrale più limitata (2000m) e riposiziona il manufatto, anche rispetto alle due sponde (sposta verso sud gli attacchi a terra, lievemente in Calabria, più marcatamente sulla sponda siciliana).

      2. Il volume è evidentemente esito immediato di uno studio tecnico-scientifico ed è destinato esclusivamente ad ambienti accademici e professionali. E’ molto limitata infatti – forse intenzionalmente – la reinterpretazione comunicativa degli esiti dello studio, corredati spesso solo da notazioni strettamente didascaliche e talvolta presentate solo sottoforma di diagrammi, grafici o espressioni analitiche, con pochissimi commenti.

      3. Le critiche al progetto vigente ed i vantaggi della nuova proposta sono presentati nell’ambito ristretto delle elaborazioni effettuate. La rigorosa limitazione di operazioni e risultati all’interno del corpo tecnico-scientifico delle indagini comporta una “reticenza” divulgativa, forse voluta (vista anche la collocazione accademica e soprattutto professionale dello stesso coordinatore, Calzona), che contrasta, però, con la gravità delle critiche al progetto vigente ( di cui viene messa in forte dubbio la costruibilità stessa) e con le innovazioni proposte dal nuovo profilo.

      4. La gran parte dei problemi del progetto vigente discende, secondo lo studio, dalla conferma della scelta della campata unica di 3300 metri con un sistema di cavi portanti di lunghezza eccezionale (5300 metri). Nonostante le “migliorie” apportate in sede di approvazione (2004), la funzionalità e la stessa realizzabilità del progetto preliminare rischia di essere messa in crisi in fase esecutiva. Infatti, date le prestazioni richieste al manufatto, atteso il contesto di riferimento, le tecnologie disponibili possono risultare inadeguate alle soluzioni proposte ( come già segnalato da diversi esperti, v. Architetto Italiano,”I dubbi sul Ponte” maggio-giugno 2005). “Quanto sopra non vuol significare che non si potranno fare in futuro ponti da 3300 m di luce, ma i livelli di rischio, le incognite di realizzabilità ed i costi dell’opera raggiungono oggi limiti che suggeriscono scelte di maggiore e documentata affidabilità e di minor costo: è quello che è sempre avvenuto nel passato lungo il cammino dello sviluppo scientifico. Queste indicazioni dovrebbero indirizzare la scelta progettuale verso soluzioni che rappresentano il trend dello sviluppo e del successo attuale, ovvero quelle che, al giorno d’oggi, rientrano nel campo delle scelte consapevoli, affidabili e documentate” (pag 186).

      5. I materiali da costruzione oggi disponibili, attesa la luce estrema del ponte e la eccessiva lunghezza dei cavi portanti, prospettano un sistema strutturale principale (funi-torri-impalcato-pendini verticali) estremamente pesante, che finisce per dover soprattutto sorreggere se stesso. “Il sistema di sospensione della soluzione messa a gara nel 2004 è costituito da quattro cavi di sezione netta di un metroquadrato ciascuno(…) e un peso complessivo di 196.800 tonnellate” (pag.176). Aldilà dei pesi degli altri elementi, la lunghezza delle funi, la luce e le dimensioni degli altri componenti strutturali, si prospetta un sistema di eccezionale pesantezza che contrasta con le necessità di risposta rapida, immediata e armonica richiesta alle prestazioni del manufatto nella sua interezza, così come alle sue molte sezioni, rispetto alle sollecitazioni funzionali, ambientali e atmosferiche che deriveranno dall’esercizio nel contesto particolare dello Stretto.

      6. I rapporti tra l’ampiezza della luce principale e le altre dimensioni sono tali da abbassare la sicurezza prestazionale della struttura, fino alla fase critica. “A questi effetti deve essere aggiunto, nel caso di un cavo per ponte sospeso, l’incremento di carico dei pendini, dovuto all’accresciuta lunghezza e, quindi, al peso proprio, che diventa un’aliquota principale del peso portato, fino a diventare prevalente rispetto al peso dell’impalcato, in prossimità delle torri. Questi effetti sono amplificati quando la luce da coprire diventa rilevante, da cui segue la riduzione di efficienza più che proporzionale rispetto all’incremento di luce del ponte, fino a che il peso proprio del ponte approssima il carico portato”(Calzona-Giuliano, pag.235). come si diceva, il manufatto sorreggerebbe soprattutto se stesso.

      7. La drastica perdita di efficienza prestazionale e funzionale del sistema può mettere in crisi sia l’apparato nel suo insieme, sia le singole parti, sia i collegamenti tra gli elementi di un meccanismo complesso, composto da molte sezioni assemblate. A fronte della “pesantezza” del sistema, le prestazioni richieste potrebbero essere affrontate con un manufatto di dimensioni quali quelle in questione, soltanto in presenza di caratteristiche del materiale maggiormente impiegato – l’acciaio – completamente diverse da quelle oggi in commercio. La campata unica di 3300 metri al centro del sistema-ponte, di cui al progetto vigente, per evitare momenti critici irreversibili, quanto disastrosi, necessiterebbe di acciai molto più leggeri e, nello stesso tempo, più resistenti di quelli oggi disponibili. Ricordiamo che esperti di evoluzione tecnologica dei materiali da costruzione hanno stimato in un secolo e mezzo il tempo necessario per ottenere attrezzature rispondenti alle caratteristiche richieste dal progetto (v. anc. Architetto Italiano, mag/giu 2005). Ulteriori fatti critici derivano dalle tipologie dei collegamenti tra le diverse parti del manufatto che devono essere assemblate “esclusivamente a mezzo di saldature e risulterà di conseguenza pericolosamente vulnerabile alle rotture per sollecitazione di fatica” (Di Maio, 1998) e per iperdeformazioni della geometria. Tale situazione è in grado nuovamente di indurre condizioni critiche irreversibili in decine di elementi dell’apparato strutturale, riguardanti in particolare i collegamenti tra i diversi elementi portanti.

      8. Anche lo studio di Calzona, nella precarietà generale delle condizioni di sicurezza strutturale e di efficienza funzionale dell’impianto, conferma alcuni problemi, già segnalati da altri esperti, che rendono assai improbabile la stessa costruzione e, in particolare, escludono decisamente il funzionamento quale collegamento ferroviario. Ciò è dovuto a numerosi parametri negativi, tra cui alcuni si confermano “insormontabili”: per esempio, le traslazioni laterali dovute all’azione del vento, che, se pur possono essere ridotte da “gonne” di protezione dell’impalcato, accentuano il regime di sollecitazione complessiva sullo stesso; ancora le dilatazioni termiche previste per la trave, le cui traslazioni ortogonali all’asse dei binari, richiederebbero elementi (giunti di circa 7 metri) assai lontani dai materiali esistenti in commercio; o ancora gli eccessi di tensione dovuti al peso sulle deformazioni di configurazione.

      9. Lo studio di Calzona aggiunge altre riflessioni “non strutturanti”, ma decisamente ostative rispetto alla realizzabilità del progetto.
      a. Il rispetto delle reali condizioni sismologiche dell’area: il progetto vigente, infatti, ha totalmente e colpevolmente trascurato la presenza di faglie attive che interesserebbero pesantemente i siti di torri e contrafforti/ancoraggi, specie dalla parte calabrese. “Misteriosamente in questa rappresentazione (……) sono scomparse le faglie sotto le pile, portando a pensare che queste potessero cadere in zone non interessate da faglie. La realtà delle sezioni, fatta nell’ambito degli studi per il progetto di massima, contraddice questa tesi e pone una nuova argomentazione ostativa alla realizzazione del ponte a campata unica proposta dalla Società SdM nel 2002” (pag.150).
      b. La mancata assunzione della reale situazione geomorfologica dell’area:il progetto ha ignorato i numerosi studi effettuati anche da consulenti/esperti del Ministero delle Infrastrutture, tra cui il professor Alessandro Guerricchio, che illustrano l’estrema fragilità dell’assetto e i processi dinamici delle due zone interessate dalla costruzione del ponte: nello specifico, oltre ai problemi di allontanamento delle sponde, lo “scivolamento” delle formazioni idrogeologiche superficiali e profonde della Costa Viola verso lo Stretto.
      c. I problemi di impatto ambientale che, secondo Calzona, sono esasperati dalla configurazione e dal posizionamento, oltre che dalle caratteristiche, del progetto del manufatto.
      d. I problemi di impatto socio-territoriale: il progetto vigente non ha tenuto conto dei più recenti insediamenti a Ganzirri-Faro e, soprattutto, a Villa S.Giovanni (ignorata la presenza di circa 3000 abitanti di Porticello).

      10. Calzona propone quale soluzione all’irrealizzabilità dell’attuale progetto-ponte un nuovo progetto, per altro simile. Esso prevede sempre un attraversamento aereo, però con campata centrale minore (2000 metri) e torri/pilastri nello Stretto. Tale ipotesi prevede un riposizionamento del manufatto tale da evitare i segmenti più critici di faglie attive e le aree ecologicamente più sensibili della Costa Viola e, soprattutto, di Ganzirri/Faro (laghetti). Ancora esso assume il reale status dei tessuti insediativi. Nella nuova configurazione l’abbandono della megacampata di 3300 metri riduce una serie di problemi strutturali, migliora gli effetti sismologici e, in parte, idrogeologici, tuttavia l’impatto ambientale, territoriale e paesaggistico complessivo risulta analogo a quello del progetto SdM. La più grossa perplessità suscitata dal nuovo disegno, proposto da Remo Calzona ed il suo team, riguarda, per gli aspetti di costruibilità, il ritorno ad una configurazione che prevede i pilastri nelle acque dello Stretto. E’ noto, infatti, che una simile soluzione è stata a lungo studiata e, quindi, abbandonata; a meno di realizzare delle torri/fortezze di eccezionali dimensioni, con problemi di impatto enormi, in quanto non esistono materiali per costruire pilastri di dimensioni accettabili e che garantiscano resistenza agli agenti atmosferici e ambientali ( in primis le correnti) dello Stretto per periodi superiori ad un decennio. A parte tutti gli altri problemi, già sollevati e irrisolti, per il progetto esistente.

      11. Si continua, dunque, a discutere di progetti, tra l’altro, irrealizzabili.
      Bisogna riconoscere l’onestà intellettuale del gruppo di lavoro di Calzona–fonte tanto autorevole e interna al progetto ponte da suscitare clamore – nell’ ammettere che, al di là delle approvazioni istituzionali più o meno forzate, la questione è totalmente da riconsiderare.
      Non esistono solo i nodi legati alla costruibilità. Ma anche per questo l’operazione è evidentemente da abbandonare

    45. ma non si parlava di Ikea?
      Adesso Ponte??!!??

    46. infatti…
      io tifo per la serie hemnes azzurra… comò e comodini

    47. V ti confermo che l’indiscrezione circolava (e circola ancora) e quindi non c’è alcuna bugia.
      Non comprendo a che cosa ti riferisca con “abbiamo babbiato”.
      Invito tutti a rimanere in tema (il tema del post non è il ponte di Messina). Grazie.

    48. scusami ma quando si parla di cose concrete le barzellette non servono… per questo ho messo l’articolo sul ponte

    49. diciamo che funziona più o meno così…i tre Consiglieri Comunali che sono intervenuti sull’argomento dalle pagine del GdS, fanno parte della Commissione urbanistica del Comune, uno addirittura è presidente ed a Ciaculli ha la sua roccaforte elettorale…Sicuramente c’è un interesse reale di Ikea
      ad aprire un centro in quella zona, e siccome i tre che, fra l’altro sono di tre partiti diversi, non sono stati interpellati ma fanno parte di una commissione chiave per il buon esito del progetto, avranno pensato bene di far sapere a mezzo stampa a chi di dovere che di questa cosa si dovrà discutere in una sede in cui loro sono presenti…per dirla alla palermitana “vogliono essere chiamati”…
      come di ce il Signor Scarpinato nel suo libro il ritorno del Principe..la politica è OSCENA, nel senso che si fà fuori dai luoghi deputati…

    50. Insomma peppenappa, i tre vogliono un qualche tornaconto personale da sfoggiare con il proprio elettorato.
      Capite tutti in che condiioni di mefitica tristezza si faccia politica ormai, e che senso ormai abbia questa ‘disciplina’, che ormai é solo garanzia di personale riconoscimento personale e professionale.
      Anche quando una cosa potrebbe essere ‘buona’, siccome la propone una parte o se ne fa tramite una parte, deve essere ostacolata, fin quando anche l’opposione non ne trovi parte utile al piatto. Questa é la politica, ormai ahimè da molti anni.

    51. Mi chiedo se qualcuno ha davvero letto il comunicato dell’Ikea, che smentisce l’apertura di un nuovo punto di vendita a Palermo nel breve termine, mentre conferma l’intenzione di aprirlo a medio o lungo termine. Ma sapete quanto tempo occorre per avviare un progetto di quella portata? Si parla del 2011 e 2011 sarà, state tranquilli (crisi varie permettendo ovviamente). Poi, nelle cose umane, come tutti dovrebbero ben sapere, una sola è certa…

    52. @Uma.
      nn l’opposizione. ho specificato che i tre sono di tre partiti diversi, due di maggioranza e uno di opposizione…
      sugli interessi concreti maggioranza e opposizione sono categorie astratte.

    53. IKEA: a Palermo aprirà dopo Catania, Siracusa, Agrigento, Marsala, Enna, Caltanissetta, Scicli, Gela e Lampedusa; la verità è che siamo e saremo sempre gli ultimi in tutto, grazie a chi ci governa o fa finta…
      PONTE SULLO STRETTO: siamo stati vicini a farlo, c’era l’accordo tra mafia e ndrangheta, ma poi dopo gli ultimi eventi in Sicilia con il rallentamento della mafia, la ndrangheta ha preso potere (al momento è la mafia più potente al mondo), e quindi i nostri bravi politici, che lottano contro la mafia, hanno ben pensato di accantonare il progetto in attesa che la mafia risorga..

    54. Non capisco come si fa ad affermare che una mafia di origine italiana sia la più potente al mondo…
      La Cina, la Russia, la Turchia, i paesi dell’europa dell’est, il Giappone, i paesi dell’america latina (Columbia, ecc.)hanno delle mafie realmenti potenti a livello mondiale e sicuramente indipendenti dal controllo dei servizi segreti…
      CMQ. fesserie varie a parte il tema era IKEA e non credo proprio che un colosso come IKEA si avvicini in una zona come la Sicilia senza prima avere avuto delle rassicurazioni che la situazione mafia è sotto controllo, così come avrà fatto il gruppo di Carrefour, diciamo che per questi colossi il problema non è la criminalità in se stesso, ma le infiltrazioni mafiose e le conseguenze che esse comportano, infatti tutte le holding che si rispettino hanno inserito nello statuto il divieto alle società consociate di lavorare in Sicilia, Calabria, ecc.
      E per concludere speriamo che IKEA così come le altre holding non abbandonino i loro progetti sulla Sicilia e Palermo…

    55. Allora chiamaiamoli interessi di personale elettorato? Ancora peggio.

    56. Sulla fattibilità del ponte ci sono le idee più svariate. Ma io voglio rimanere isolana, vuoi mettere che diventiamo la strada più facile per la ‘ndragheta? No grazie.

    57. … ho saputo, da persone interne ad ikea, non dell’ufficio stampa,ma altrettanto autorevoli,che la prossima sede sara’ a Salerno e che il progetto di Catania al momento e’ andato a monte… per una serie di “problemi”. Di Palermo, non se ne parla neanche al bar.
      Saluti

    58. Ma nessuno ha notizie più aggiornate riguardo all’apertura su palermo?ho contattato l’ikea e mi hanno detto solo che è prevista a Catania ma di Palermo non sapeva dirmi nulla. dobbiamo rinunciarci?

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