mercoledì 18 ott
  • Piccoli samurai

    Prendi gli Hank! ad esempio. È una band di quattro elementi, il cantante ha 22 anni e si fa chiamare Foggy. Quando abbiamo cominciato a lavorare al loro mini-album di esordio dal titolo Piedali il budget segnava numeri bassissimi e il loro nome sulla scena era pari a quello di tante banducole che si formano, poi spattano, poi boh? Abbiamo preso una manciata di canzoni, ci siamo chiusi per qualche settimana quattro piani sotto terra nelle nostre cantine e dopo un po’ è venuto alla luce il loro primo lavoro. Si sono fatti un mazzo così, prima, durante e soprattutto dopo: una volta uscito il disco (distribuito in digitale su tutte le maggiori piattaforme) hanno subito capito anche come organizzarsi un booking da soli senza un’agenzia (e di questi tempi, chi ti piglia?) e il risultato è pazzesco: da marzo suonano in giro per l’Italia continuamente e i concerti si moltiplicano, anche per l’estate.

    Lo so bene io e lo sanno loro che Palermo è la provincia della provincia in questo settore, ma non li ferma niente. Saranno i 20 anni, ma tant’è. Questa è imprenditoria giovanile, parliamo di ragazzi che stanno puntando tutto sul prodotto che hanno creato, da zero: un’estetica, un sound, un mondo narrativo di riferimento ben preciso, fatto di allucinazioni e disillusioni quotidiane in un mondo, anzi una città come questa, che concede ben poco alle ambizioni delle persone. Provano a venderla questa cosa, e funziona.

    Poco prima avevo avuto la fortuna di lavorare con Il Pan del Diavolo, un percorso che in meno di un anno ha portato quel progetto alle sfere più alte della scena indipendente nazionale, una band che adesso ai concerti in giro per l’Italia fa proseliti e numeri importanti. Alessandro, il titolare del progetto, è un altro samurai di questi: 25 anni appena compiuti, ha dato forma dal nulla a questo progetto e lo spinge quotidianamente con una forza disumana, in particolar modo adesso che ci sono gli “squali” milanesi tutt’intorno al Pan del Diavolo. Lui martella come un dannato e mette in riga tutti, ma soprattutto non si fa sfuggire niente e ha un controllo rigidissimo del proprio progetto, anzi della propria “azienda”, come la chiama lui.

    Di recente ho lavorato con un altro giovanissimo, Roberto Fiandaca, del quale proprio in questi giorni presentiamo il disco d’esordio. Anche lui: ore e ore spese in studio ad arrangiare, registrare, mixare. E poi a scegliere la grafica del cd, il materiale, i disegni. E poi ancora, ad incollarli questi cd, con la custodia in cartoncino come piace a noi. Roberto sta vedendo nascere la propria “azienda” sotto i propri occhi e sta facendo una scommessa per niente facile, investendo denari messi da parte con sacrifici (come tutti gli altri) e di fatto abbandonando gli studi di Giurisprudenza.

    Eccoli, i nuovi samurai nella scena musicale cittadina sono loro e qualcosa mi fa pensare che ce ne siano altri in arrivo. Quelli della mia generazione hanno dovuto superare i 30 anni per acquisire alcuni metodi utili per questo settore e tanti altri si sono persi per strada, annoiati e disillusi soprattutto per colpa loro e della loro inedia. Sono però orgoglioso del fatto che il nostro essere “apripista” abbia nel breve periodo prodotto queste scie, grazie anche ad una virtuosa condivisione di quelle poche competenze acquisite anche grazie ad una lunga sfilza di errori e minchiate.

    Gli affezionati detrattori si affretteranno a contestare l’aspetto artistico (legittimo, tanto poi decide il pubblico, quello vero) o ridimensionare i realtivi successi di tutti questi progetti: è uno sport molto praticato da queste parti, nei forum e non solo. Però una cosa è incontestabile e rappresenta un fatto a mio avviso degno di nota in questa città, nella depressione odierna: gente di 20 anni inventa, scommette, rischia tutto, si fa un mazzo così senza prendere mai fiato e guarda in avanti convinta di raccogliere presto o tardi. È gente dinamica, giovane e con due palle così, aria fresca a Palermo, finché non se ne andranno.

    Palermo
  • 2 commenti a “Piccoli samurai”

    1. Ci sono centinaia,migliaia di spinte che ci trascinano fuori da questa città. molti se ne sono andati,altri restano. Personalmente penso sia bello continuare a credere nei propri progetti anche quando l’aria da queste parti diventa irrespirabile,soffocante,devitalizzante. Bisogna stringere i denti, ingoiare “fumiere” e sbattere la testa decine di volte e anche se potrebbe non bastare mi da forza vedere gente che come me lo fa tutti i giorni.
      Chiudo con una citazione:”It’s a long way to the top if u wonna rock’n roll”

    2. Parole sante SWA. La determinazione – rispetto all’abitudine di piangersi addosso – è la vera novità di questa fase ed è anche il senso di questo post. Più in là vedremo se e cosa avrà prodotto, intanto si batte il ferro mentre è caldo.

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