sabato 21 ott
  • Lo spot

    Il 10 febbraio del 2001 venne montato a Palermo una megaset cinematografico per girare lo spot.
    I preparativi in realtà cominciarono molti giorni prima, ma tutto diventò frenetico quel sabato 10 febbraio già dalle 6 del mattino.
    La via Colonna Rotta era frenetica, in una giornata avrebbero dovuto girare tutte le inquadrature senza sbavature e senza possibilità di replica il giorno successivo.
    Tutti stavano aspettando la star, il protagonista dello spot.
    G. C. sarebbe atterrato a Palermo.
    G. C. sarebbe atterrato a Palermo alle 9:25.
    G. C. sarebbe atterrato a Palermo alle 9:25 con volo da New York dopo scalo a Roma.
    G. C. sarebbe atterrato a Palermo alle 9:25 con volo da New York dopo scalo a Roma per girare lo spot.

    Salvo Fresco, già proprietario della avviata friggitoria all’angolo di via Decollati, si stava preparando all’inaugurazione della suo nuovo punto vendita in via Colonna Rotta, e decise così di fare un investimento davvero importante.
    DECISE…
    DI GIRARE…
    UNO SPOT!
    «Ma no, uno così! O si fa buono o niente!».
    Così andava dicendo in giro ormai da quasi un anno, perché Salvo Fresco era uno che ne capiva e sapeva che sarebbe stata cosa lunga.
    L’incontro con il regista fu casuale, si trattava di Giansalvo Corsale fotografo di matrimoni 64enne ma con un’esperienza di set alle spalle data dalla partecipazione in Pizza connection, lo ricordiamo tutti come il cameriere dal fare sbrigativo che compare in tre inquadrature nel ristorante Shangai.
    «Ci vuole un attore famoso. Ma no uno così! O buono o niente!».
    Il regista, con ancora la bocca piena e le dita unte, continuava a ripetere queste parole al friggitista, che si rese subito conto che la cosa era lunga e delicata.
    L’aver formulato un pensiero con le parole “lunga” e “delicata” in un’unica frase lo rendeva orgogliosamente malizioso, e ancora di più lo eccitava l’ipotesi di una attrice alla Baywatch con in mano un panino “mangiami mangiami”, che poi sarebbe il panino panelle e crocché, ma nel menù in foglio singolo plastificato fronte retro si chiama panino “mangiami mangiami” anche se tutti continuano a chiamarlo “panelle e crocché” o “misto” o “completo” o “tutteeddue”, ma in ogni caso un attore bisognava trovarlo.
    «Uno buono ci sarebbe, ma sta girando il sequel di Ragazzi fuori, sarebbe disponibile da marzo e te lo metto a 200milalire al giorno, altrimenti c’è questa tipa che è la sosia di Sabrina Salerno la invitiamo alle serate di musica e ci fai un figurone, questa te la posso dare a 150mila lire, oppure c’è il piccolo Toto che ora ha 20 anni ma se lo trucchiamo bene non ne dimostra più di 13, ma il prezzo lì sale siamo almeno a 400mila lire ma nel prezzo c’è incluso il doppiaggio in tempo reale fatto da mio cugino che ci manca una palla e parla che sembra un picciriddo«.
    Non era sufficiente. Salvo Fresco aveva lavorato per 34 anni, il suo nome era una istituzione fino alla parte bassa della Guadagna, dove sì c’era un’altra friggitoria, ma che praticava il giorno di chiusura il lunedì, così se abitavi nella parte bassa della Guadagna e avevi voglia di un panino panelle e crocché ed era lunedì la tua unica possibilità era quella di andare alla friggitoria “di Salvo Fresco dal 1953”.
    Il 1953 in realtà non indicava l’anno di apertura dell’attività bensì l’anno di nascita di Salvo Fresco, ma nessuno si era dato premura di informare l’imprenditore sulle basi del linguaggio pubblicitario.
    «Mi devi trovare un nome importante. Un nome di uno che se lo dico la gente mi deve rispondere: see vabbe’.
    Un nome che mia figlia si ci compra il diario.
    Un nome che sia all’altezza del mio panino “mangiami mangiami”».
    «Anche se costa un milione di lire?».
    «Sì, anche per unmilioneecinquecentomilalire».
    «Allora ho la persona che fa per te».
    «E chi è?».
    «Uno dei più grossi attori di Hollywood».
    «E chi è?».
    «I suoi film li hanno visti tutti».
    «ECCHI È».
    «quello che l’anno scorso era protagonista nel film con Marlon Brando».
    «EEECCHIIIÈÈ?».
    «Per il tuo spot…».
    «…»
    «chiameremo…».
    «…».
    «il grande attore…».
    «…»
    «il grande attore G. C.».
    «…».
    “Cosa te ne pare?».
    «MACCHIÈÈ?”».

    Venne contattato l’agente di G. C. un niuorchiese ma nato a Polizzi Generosa, ma il suo arrivo a Palermo è tutta un’altra storia.

    Ospiti
  • 12 commenti a “Lo spot”

    1. ??????????

    2. Vincent Schiavelli è G.C.?

    3. GEORGE CLOONEY …WHAT ELSE ahahahhaha

    4. ma perchè c’è il tag Guadagna? via Colonna Rotta sta ai Danisinni.

    5. scusate . non mi si visualizzava l’altra merà del post….

    6. Classico esempio di magnificenza palermitana. Molto sottile… Sembra di riconoscere molti nostri illustri imprenditori!

    7. vincent schiavelli…
      è arrivato a Palermo, che schifo….
      è andato a Polizzi Generosa, che bello!!!
      Ci rimango.
      In tutti i sensi… è morto li.

    8. Scusate ma io non ho compreso bene…:( non sono preparato…:(

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