sabato 19 ago
  • Del signoraggio e delle altre cause perse

    Ci sono alcuni temi particolarmente cari a chi, invece di guardare in faccia una dura realtà fatta di tante risorse sprecate con conseguente danno economico, sia personale che collettivo, preferisce dedicarsi ad autoassolutorie riletture storiche che puntualmente assegnano ad altri, lontani nel tempo e nello spazio, responsabilità che dovrebbero essere innanzitutto proprie, avendo comunque assecondato, fosse anche come parte politica risultata perdente, il processo (formalmente) democratico che ha portato a selezionare la più squalificata e squalificante classe dirigente che la storia repubblicana ricordi: quella siciliana.

    In politica, a differenza che nello sport, l’importante non è partecipare, ma vincere quando si ha davvero coscienza di voler perseguire il bene collettivo e, soprattutto, se la parte avversa ne è incapace perchè corrotta.
    Una democrazia che non favorisca la selezione dei migliori ha un problema strutturale e rappresenta il peggior tradimento di quella che é ritenuta la migliore forma di governo sinora elaborata.

    Succede quindi che mentre il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, festeggia l’assegnazione, grazie al supporto di big sponsor politici siciliani quali il presidente del Senato, Renato Schifani, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e quello dell’Agricoltura, Saverio Romano, di 45 milioni di fondi FAS (già destinati alla Sicilia, ma per finalità più oneste) utili a tenere in vita per 9 mesi, solo sino alle prossime elezioni, il contenitore palermitano del precariato noto come Gesip, quei mezzi tecnologici che in Tunisia, Egitto, Spagna e Grecia stanno canalizzando il sentimento di protesta delle giovani generazioni contro una classe politica corrotta, qui da noi si occupano più appassionatamente di altre amenità.

    Mi riferisco al grande complotto “pluto-giudaico-massonico” noto come signoraggio, all’impresa dei Mille che ci strappó al miglior governo del tempo, quello borbonico delle tre “F” (feste, farina e forca), all’inattuato Statuto siciliano che, fosse stato interamente applicato, ci avrebbe magicamente trasformato nell’area più florida e civile del pianeta….

    Liquido in due battute gli altri temi citati per soffermarmi di più sul signoraggio.

    Delle due l’una: o quei meridionali che convinsero Garibaldi a partire e parteciparono poi attivamente all’impresa dei Mille presero una cantonata allora o la stanno prendendo ora i fan del mio conterraneo Pino Aprile, autore del best-seller Terroni, un giornalista (già direttore di Oggi e Gente), non già uno storico!
    Anche Montanelli ha scritto collane di storia, ma non sono certo testi scientifici adottati ad Oxford!
    E, soprattutto, dopo 150 anni, fosse anche vero, in una corretta prospettiva storica, tutto ció che vi é scritto e peraltro anticipato già più di 30 anni prima da Carlo Aianello (La conquista del sud), vogliamo renderci conto che ogni azione di risarcimento danni contro Cavour piuttosto che contro Rosolino Pilo & C. sarebbe irrimediabilmente prescritta? Perché allora non preoccuparsi del presente e del futuro invece di rivangare il passato? Per salvare forse e solo l’orgoglio ferito? Fosse solo questo il problema!

    Lo Statuto siciliano fu ideato nel dopoguerra con l’intento “atlantico” di creare un territorio sottratto alla temuta affermazione elettorale del Partito Comunista. Svanito il pericolo, nessuno, a cominciare dagli stessi politici siciliani, ebbe piú interesse alla sua completa attuazione: erano più interessati a svendere il territorio per realizzare petrolchimici allora come oggi rigassificatori e inceneritori (imperante Cuffaro).
    Per me le autonomie sono tutte anacronistiche e andrebbero abolite senza rimpianti: la nostra, alla resa dei conti, è servita solo a foraggiare una classe di parassiti.

    Il signoraggio è invece definito come la quantità reale (cioè di beni) che è possibile acquistare con una data quantità di moneta di nuova stampa.
    Poichè i governi e/o le banche centrali detengono il monopolio sulla possibilità di stampare moneta, il reddito da signoraggio, inteso come differenza tra il costo materiale del metallo della moneta o della filigrana della banconota e il loro valore legale, rientra tra le attività di costoro.
    La quantità di moneta in circolazione equivale al controvalore di tutti i beni scambiabili.

    Non è peró possibile creare durevole ricchezza stampando moneta per il seguente motivo. Supponiamo di stampare una quantità “X” di moneta. Dati i prezzi attuali, otterremo una certa quantità di beni reali. La quantità di nuova moneta immessa nell’economia crea però automaticamente inflazione, ciò significa che se volessimo ripetere l’operazione allo scopo di comprare la stessa quantità di beni, per farlo occorrerà una quantità molto maggiore di nuova moneta che creeerà nuova inflazione, come ben sanno nello Zimbawe o nella Repubblica di Weimar.

    L’inflazione è il fenomeno dell’aumento dei prezzi ovvero della perdita di potere d’acquisto della moneta. Di fatto è l’unica tassa che non consente evasori (imposta da inflazione) di cui si avvantaggia lo Stato in quanto debitore.

    Perché non è possibile seguire tale politica nella realtà? Perchè chiunque voglia far credito al governo acquistando titoli pubblici, in questo modo sa che quando verrà ripagato, il potere d’acquisto dei soldi che riceverà sarà minore di quelli dati in prestito per via dell’inflazione.

    Per questo i Paesi sviluppati decidono di avvalersi del credito (ovvero del debito pubblico) e della disciplina fiscale (imposizione di tasse) piuttosto che utilizzare questo mezzo (stampare moneta) che non è sostenibile per la spirale inflattiva che inesorabilmente produce.
    L’unico motivo per il quale viene stampata la moneta oggi è per fare abbassare i tassi di interesse e far riprendere i consumi e gli investimenti (c.d. leva monetaria e creditizia).

    L’intento però non è quello di lucrare col signoraggio altrimenti le banche centrali non farebbero mai operazioni di mercato aperto, ritirando denaro per contrastare l’inflazione.

    Quindi, dati alla mano, una parte del PIL proviene dal signoraggio, ma è assolutamente marginale e nel lungo periodo, probabilmente, si annulla per le citate politiche di segno opposto operate dalle banche centrali.

    I complotti esistono, ma è più utile al bene collettivo occuparsi di quelli che hanno un’effettiva pericolosità e magari un nome ed un cognome come quelli citati più sopra. Nessun serio autore ha mai avallato le tesi cospirazioniste sul signoraggio: facciamocene una ragione!

    In finanza esiste una tecnica, formalmente legittima, per acquisire una società ricca pur non avendo i mezzi per comprarla: si indebita una scatola vuota per pagare gli azionisti della società bersaglio e poi la si fonde con la preda sfruttando la sua stessa cassa per pagare il debito (leveraged buyout).
    L’operazione porta vantaggi per tutti solo se lo squattrinato raider ha più capacità del management uscente, ma normalmente la finalità è solo speculativa.

    Qualcosa di simile avviene con la politica: con le scuse più improbabili (ordine pubblico, protezione civile ecc.) si utilizzano fondi pubblici per costruire un’operazione elettorale: vediamo ora se qualcuno apre una pagina Facebook per finalità più serie ed utili!

    Palermo
  • 28 commenti a “Del signoraggio e delle altre cause perse”

    1. DObbiamo solo vergognarci per i 45 milioni,che non sono i soli caduti nella malversazione di stato ,invece questi mistificatori confidando nella solenne ignoranza del palermitano medio e nella complicita’ di certi piu’ competenti si permettono di sbandierare presunte vittorie li’ dove c’e’ solo da cantare il De PRofundis…………………………………..
      Riguardo alla questione meridionale quel testo citato e’ un contro canto alla lega,ma in questo tentativo sbaglia bersaglio e di fatto afferma le stesse cose della lega partendo da spunti opposti.NOTA:si badi Il Lombardismo e’ l’altra faccia della medaglia del Cuffarismo,anche Lombardo ha pressato per gli inceneritori e soprattutto si atteggia ogni giorno in modo contraddittorio con la questione del Ponte sullo stratto,mentre altre infrastrutture son del tutto assenti.LE solite cattedrali nel deserto di siciliana memoria.

    2. Ahhh meravigliosa l’analogia, azzeccata. Il signoraggio della politica locale. Questa mi è piaciuta davvero.
      Ma l’avevo scritto già alle 23.14 del 16 giugno nel post:
      http://www.rosalio.it/2011/06/16/gesip-da-oggi-torna-al-lavoro-la-giunta-ha-approvato-la-delibera/

      Ciò che è avvenuto per la Gesip a Roma è di una gravità e irresponsabilità inaudita. I lavoratori della Gesip sono stati (ad arte) considerati come operai che partecipano al ciclo integrato dei rifiuti, quando con i rifiuti urbani non c’entrano affatto nulla. La presidenza del consiglio ha creato un precedente che riconoscerà in futuro ai lavoratori della Gesip uno status che ad oggi viene riconosciuto solo ed esclusivamente alla società che eroga servizi essenziali, quando non è il caso della Gesip.
      Leggendo la delibera di giunta http://scedelibere.comune.palermo.it/scedelibere//docs/albopretorio/82053/delibera_gm_063_5.pdf ci si rende conto dell’allucinante precedente normativo che hanno creato a Roma, roba da ricorso al TAR Lazio. Perchè i fondi FAS nascono per essere investiti in infrastrutture, non per aumentare di 8 mesi l’agonia occupazionale di una società comunale che già è in liquidazione per così creare voti ad hoc alle prossime elezioni comunali. Ma il ministro siciliano Romano baratta con la Lega: le quote latte si ma anche i 45 milioni per la Gesip! Capito l’astuzia del ministro siculo?

      E’ un precedente normativo allucinante che avrà ripercussioni in futuro. Questa è finanza pubblica davvero creativa. Nel decreto del presidente del consiglio hanno inserito pure motivi di protezione civile, cioè hanno equiparato il lavoro della Gesip a quello della protezione civile.
      FOLLIAAAAAA PURA.

    3. Parole sagge, quelle di Donato Didonna.
      Occupiamoci di cose serie, piuttosto che di idiozie.

    4. D’accordo sulla Gesip.
      Ma ci sono alcune provocazioni intollerabili in questo post.
      Una è quella in cui si asserisce pontificando che la classe dirigente siciliana è la peggiore della storia repubblicana, e immagino del pianeta.
      Io credo che oggi, 2011, la classe dirigente siciliana non sia affatto peggiore di quella media italiana. E’ ALTRETTANTO MEDIOCRE. Forse, in controluce, talvolta riesce anche ad essere un tantino migliore. Certe volte le cose viste da lontano assumono un altro fascino.
      Lasciamo perdere l’Autonomia e lo Statuto, perché mi pare che non si sappia nemmeno di cosa stiamo parlando. Solo livore antisiciliano allo stato puro, e vabbè, Didonna è fatto così e glielo perdoniamo.
      L’altra cosa intollerabile è la dotta digressione sul signoraggio. Di massima i signoraggisti raccontano balle. Ma hanno sollevato un problema vero che nessuno affronta seriamente.
      Primo: perché la nuova moneta immessa nel sistema deve essere “creata dal nulla” dalle banche? Se fiat money dev’essere, che sia pubblico, no? E invece no. Ogni centesimo di euro immesso nel sistema è a interesse. Col risultato ovvio che nel sistema non esistono nemmeno tutti gli euro per pagare il debito.
      Secondo: la moneta crea inflazione, ok, e per questo abbiamo i severi tecnici della BCE che decidono quanto immetterne nel sistema. Ma perché, una volta che questi decidono il quanto, se la immette lo Stato crea inflazione come nello Zimbabwe, se la immettono le banche no? Mistero, nessuna risposta.
      Terzo: se i c/c sono M1, cioè moneta, e sono praticamente inconvertibili in circolante, perché nei bilanci della banche stanno dal lato dei debiti e non da quello del patrimonio netto? Ancora una volta, mistero!
      Le altre cose che dicono i signoraggisti sono – si può dire? – cazzate.
      Ma a queste obiezioni forti nessuno risponde. E, caro Didonna, non la fa pensare il fatto che in un paese come la Cina, illiberale quanto si voglia, la moneta e tutta pubblica e non scarseggia mai, mentre qui ci stiamo strangolando con le nostre stesse mani?
      Non le viene mai nessun sospetto? Nemmeno quando, di fronte al dramma di nazioni intere come Portogallo e Grecia (e tra poco noi) la BCE alza di un quarto di punto i tassi di interesse, stringendo il cappio sui nostri colli?
      Mai nessun dubbio, è vero?
      Le consiglio a questo punto di militare nel PD. Come loro, e come il nostro sonnacchioso presidente, lei dorme su tutto, ma si sveglia solo quando gli toccano la Nato, l’Europa e le banche.
      Lo sa che è in atto una profonda riflessione critica da parte di molti economisti responsabili in tutto il mondo su questo tipo di ordine?
      Lo sa che Strauss-Kahn (ebreo, e quindi esente dal sospetto di gridare al complotto pluto, etc.) prima dello scandalo aveva affermato che l’attuale sistema di fiat money mondiale fondato unicamente sul dollaro è iniquo, insostenibile e quindi da rivedere?
      Meditiamo, gente, meditiamo. Non voliamo sulle ali del complottismo a buon mercato, ma neanche facciamoci mettere l’anello al naso.

    5. Ma di cosa discutete? Siete qui a farvi il fegato marcio ma quelli lì, i signori (quelli veri, mica come voi), se ne fottono di voi altri e delle vostre sfuriate internettiane. Imbecilli.

    6. Bravo ciccio hai centrato; sostieni che il sig.ggio sia una fesseria però nelle questioni che hai enunciato (correttamente) c è il nocciolo e l’essenza del sig.ggio; con qualche piccola avvertenza: non solo ogni cent è creato ad interesse ma è creato anche dal nulla, a costi irrisori per la ns Banca Centrale (privata al 95%) che però addebita la collettività del valore nominale più interesse delle banconote che “gentilmente” cede al sistema; ad es. una banconota da 100 euro (la cui stampa costa 30 cent a bankitalia) costa alla collettività 101 euro, attraverso il meccanismo dell’emissione dei titoli del debito pubblico; i negazionisti del sig.ggio sostengono che non essendoci più oro a copertura della moneta devono esserci i titoli!! una balla colossale; se proprietario della moneta è il sistema SEBC (BCE più Banche centrali) dovrebbero garantire loro la moneta non lo Stato!! si bara persino sul concetto di creditore e debitore. sarebbe tutto logico se Bankitalia emettesse banconote convertibili in oro non dello Stato ma del sistema Bankitalia – BCE (piccola nota per chiarire: la BCE è di proprietà delle BB.CC. comprese quelle dei Paesi UE che non hanno l’euro, questo già al dcie lunga sulla politcia monetaria della BCE…) stessa! invece Bankitalia colloca al passivo del proprio stato patrimoniale il valore nominale della cartamoneta circolante, come se fosse un debito!! sempre i negazionisti ( proprio quelli che sostengono che noi “signoraggisti-complottisti” diciamo bufale) dicono che è giusto perchè la Banca deve detenere i titoli perchè chi gli porta indietro i soldi li deve riavere!!! a parte il fatto che in Bankitalia il privato non può andare a comprare titoli, vorrei far notare che quei titoli bankitalia spa li ha comprati stampando carta colorata che gli costa 30 cent a foglietto… quindi il sig.ggio è tutta una bufala? così è se vi pare …

    7. ovviamente una moneta di Stato libera da debito pubblico presuppone la creazione di un’Autorità di controllo che sia pubblica ma anche indipendente dal potere politico. per dirla concretamente: 1.funzionari obbligati al giuramento di perseguire solo e sempre gli interessi dello Stato o dell’Unione Europea e mai quelli privati e personali (pena il licenziamento in tronco, come avviene per i dirigenti della banca nazionale cinese, ovviamente pubblica) 2. controllo serio e concreto dell’andamento dell’economia 3. uso della leva fiscale solo come mezzo per la corretta regolazione della quantità di moneta in circolazione 4. obiettivo unico della (futura) Banca Nazionale fissato nel benessere della collettività, concetto che abbraccia ben più del mero contenimento dell’inflazione astruso quanto unico obiettivo della BCE (fallito infatti, come da tutti avvertito, già dal primo giorno dall’entrata in vigore dell’euro…).

    8. per il sig. Di donna: la Sua definizione di sig.ggio è errata ma Lei credo sia in buona fede e cmq si consoli: è errata anche quella di Bankitalia e di tantissimi economisti classici (in mala fede) per cui si trova in buona compagnia. sull’inflazione Le vorrei fare una domanda: posto che allo Stato serve 1 mld di euro che differenza c’è se se li stampa da solo o se se li fa stampare dal banchiere? gioco col bianco 🙂 per cui mi conceda la prima mossa: credo intanto che nel primo caso svanisca 1 mld (più interesse) di debito pubblico… a Lei che ha il Nero la prox mossa

    9. Ascolta Ludwig, sono certo della tua buona fede. Ma commetti alcuni errori.
      Primo: tu, come tutti i signoraggisti, ti fissi con le banconote, che sono come le monetine, non contano più niente. E infatti non ne ho parlato. Parliamo del denaro sotto forma di conto corrente. E’ lì il problema. Guarda poi che sulle banconote girano errori grossi in giro. E’ vero che sono emesse dalle banche centrali, ma gli interessi sui titoli detenuti a fronte delle stesse vanno al 100 % allo Stato. Sta’ attento! Sulle banconote non c’è nessun signoraggio privato. Quella E’ una balla, una delle tante in giro. Il punto è che ormai le banconote sono trascurabili, e stanno sparendo. Di conti correnti invece ne capiscono in pochi. Anche tra i militanti signoraggisti.
      Secondo: il discorso della necessità di copertura è un altro mito signoraggista. Il Fiat Money funziona benissimo, a patto che chi lo diriga sia responsabile e non stampi moneta a tempesta ma solo per le finalità che correttamente diceva Didonna. Il punto è che il Fiat Money lo deve fare solo il pubblico e non il privato.
      Terzo: Il fatto che il 95 % del capitale dei partecipanti di Banca d’Italia sia privato è sì scandaloso (infatti all’origine il 50 % doveva essere pubblico, e così fino al ’90, legge Amato-Carli) ma non sopravvalutare il ruolo dei privati. Gli utili della Banca d’Italia, cioè tutto il reddito monetario (della Base monetaria, escluso cioè quello, molto di più, delle banche private) va per circa il 50 % allo Stato sotto varie forme e per il resto alle banche private. E comunque non sono cifre inverosimili. Anche la Governance è un condominio tra banche private e Stato. Diciamo che le banche private ci mettono troppo lo zampino in questo ente pubblico, ma dire semplicisticamente che Bankitalia è privata è un’altra esagerazione signoraggista.

      Non posso dirti la mia identità ma sono “del settore”, e so bene come funzionano queste cose. E proprio per questo ribadisco che i punti che ho sottolineato sopra sono VERE distorsioni del sistema. Gli altri sono immaginari o sopravvalutati. Credi a me.
      Ovviamente i negazionisti non sono molto migliori dei signoraggisti. Ma se mi firmassi perderei il posto.
      Ripeto: studia bene la questione delle banconote. Non è lì il trucco e infatti le banche vogliono farle sparire.

    10. Il sistema occidentale a signoraggio privato – a differenza per esempio di quello iraniano e cinese – non può competere col secondo. Ed infatti sta perdendo alla grande su tutti i fronti. Le operazioni di mercato aperto la BCE le fa anche comprando titoli di società private immettendo denaro su canali preferenziali, in violazione dei canoni del libero mercato. Io – unico in Italia – ho pubblicato tempo fa i nomi delle società bonificate dalla BCE e scommetto che non ne conoscete nessune, pensate che alcune hanno un unico socio che è anche amministratore, una vera manna vendere titoli spazzatura alla BCE, ma come fanno ? Ecco l’elenco dei fortunati bonificati: http://leconomistamascherato.blogspot.com/2009/11/elenco-di-societa-bonificate-dalla-bce.html

    11. Quindi ora vi chiedo: vogliamo continuare a farci del male o vogliamo affrontare di petto il problema di questo stato mafioso colluso coi banchieri dell’Octopus Dei ?

    12. Quello che dice Marco Saba è vero. Finora gran parte della moneta veniva emessa (e viene emessa) grazie a debito del settore pubblico. La moneta emessa con il debito privato non la creano le banche centrali ma di norma le banche private con la moneta che immettono grazie alla riserva frazionaria, con i mutui erogati a famiglie ed imprese.
      Ma, muta muta, anche la banca centrale europea sta riscoprendo il canale privato.
      Se sono titoli spazzatura non lo so. So che sono debiti.
      Nell’ottocento, quando c’erano le banche di emissione e la vera rivoluzione era quella della banconota, il canale privato era molto più robusto, poi poco a poco è scomparso e gli unici ad indebitarsi sono stati gli Stati.
      Ma comunque, debito privato o pubblico, il sistema è perverso. Se la banca fosse pubblica con chi si indebiterebbe lo Stato? Con se stesso, e molti problemi si risolverebbero da soli.
      Invece il pubblico si indebita con il privato, e il piccolo privato (imprese e famiglie) si indebita con il grande privato (le banche).
      Insomma le banche, nel mercato interno, fanno esattamente la stessa cosa che fanno gli USA in quello internazionale.
      Creano passività irredimibili (i c/c, perché in sostanza sono tali) che tutti usano come moneta.
      Anch’io vorrei creare passività irredimibili e sarei l’uomo più ricco d’Europa, ma non me lo fanno fare.
      Se facessimo come Iran o Cina, invece, il più ricco di tutti sarebbe lo Stato. Lì poi ci sarebbe un altro problema: chi controlla lo Stato? Chi impedisce che divenga un’autocrazia incontrollata? Ma almeno è uno stato, e un giorno i cittadini potranno riappropriarsene. In Europa e in Occidente invece, all’interno delle banche c’è scritto “proprietà privata”, e quindi non si potrà mai toccare.
      Le banche dovrebbero fare solo intermediazione creditizia e gestione delle tesorerie. L’emissione di moneta NON SPETTA A LORO.

    13. Per la precisione: l’utile netto conseguito nell’esercizio 2010 dalla Banca d’Italia ammonta a € 852.306.887 ed è stato così ripartito: alle riserve ordinaria e straordinaria € 340.922.754; ai partecipanti al capitale € 15.600; allo Stato € 511.368.533 (fonte: Relazione annuale consultabile sul sito della Banca).

      Sul c.d. signoraggio: anni fa un docente Universitario si tuffò a capofitto nella questione citando in giudizio la Banca d’Italia. La vicenda finì in Cassazione. Sul web si trova tutta la storia.

    14. Ciccio hai messo in evidenza il nodo cruciale del sistema come io non avrei mai saputo fare, pur essendo a conoscenza di questi fatti … MA di cosa discutete, dice un commentatore? Rispondo che se molte molte, molte più persone discutessero di questi argomenti, che sono fondamentali per la democrazia, e meno di minchiate sportive di nani e ballerine, forse … forse non saremmo arrivati a questo punto. MA questo, come Ciccio sa molto molto meglio di me, è un piano che nasce lontano, nel 1944 a Bretton Woods, dunque non vedo proprio via d’uscita, se non di genere catastrofico: è palese che un numero relativamente esiguo di privati si è virtualmente impadronito degli Stati.

    15. Ciccio.
      In quale altra regione sono stati eletti alle più alte cariche personaggi come Ciancimino, Lima, Cuffaro, Dell’Utri, ecc.?
      In quale altra regione dei politici hanno firmato atti più servili del lodo Cirami, lodo Schifani, lodo Alfano, senza parlare di Scilipoti?
      Quale città ha mai eletto e rieletto un personaggio come Cammarata?

    16. Caro Donato, condivido pienmente quanto scrivi, soprattutto il giudizio che dai delle classi dirigenti meridionali. Sono questi temi che, sul piano storico, tratto nel mio “Breve storia della società siciliana” che il prossimo giovedì sarà in libreria.
      Con la solia stima

    17. DD,
      con grande e sincero rispetto,
      non lo so se i signori Cosentino o Sivlio Berlusconi, o la Signora Minetti siano, nei rispettivi piani, migliori dei grandi statisti nostri corregionali che citi.
      Non credo che serva un pregiudizio di questo genere. Il sistema italiano è malato sin dalle fondamenta. Per come siamo stati fatti, noi Siciliani siamo al fondo del pozzo o giù di lì, ma a dire che la nostra, e solo la nostra, è la classe dirigente peggiore, ci facciamo solo male inutilmente.
      Dov’è nato Addio Pizzo? Dov’è che la Confindustria ha fatto scelte coraggiose come la nostra? Dove si sono concentrati giudici e uomini dello stato pronti a dare la vita per la giustizia?
      Risposta: In Sicilia.
      E persino la nostra politica, con tutte le sue mende…
      Dov’è che si è avviato un percorso di ripubblicizzazione dell’acqua quando in Italia il Parlamento (compreso parte del PD) voleva privatizzare tutto?
      Dov’è che si possono abolire le Province quando il Parlamento le ha difese a spada tratta?
      In quale regione del disgraziatissimo Sud si è dimezzato il deficit del budget sanitario?
      Qual è la Regione del Sud con la più alta percentuale di territorio sottoposto a vincolo ambientale?
      Dov’è che per prima è stata introdotta l’elezione diretta del sindaco? E recentemente abolito il voto di “trascinamento” sul sindaco che ha fatto salire due volte persone come Cammarata?
      In quale regione è stato introdotto il bilancio pluriennale anticipando, di un anno, la stessa decisione da parte dello Stato?
      Quale Regione ha “immolato” un proprio Presidente nella lotta alla mafia?
      Risposta: la Sicilia.
      Con ciò non voglio difendere una impresentabile classe politica. Voglio solo dire che il giudizio tranchant “anti-siciliano” è fuorviante e immotivato. E’ “separatista al contrario”, perché rende “non italiano” tutto ciò che è siciliano di cui dovremmo invece andare orgogliosi, senza vergognarcene. E questo pregiudizio ci allontana dal resto del Paese.
      Sono certo della tua buona fede. Ma questo pregiudizio, che fa tutt’uno sulla tua diffidenza relativamente alle capacità di autogoverno dei siciliani, lasciamele considerare un errore grave.
      Si parte dall’autostima. Senza quella non ci sarà nessun futuro.
      Lo dico anche ai tanti saggi di questo sito che invocano i “commissariamenti”. Mi sembrano le persone anziane di quand’ero piccolo: Quando c’era LUI…
      Si cerca sempre un LUI, un podestà, un commissariatore forestiero. Ma di far rinascere questa Terra, per quel che è, ed è sempre stata, non se ne parla, se ne ha quasi paura: più di una Regione, meno di una Nazione.
      Accettiamoci così, e rinasciamo da qui. Non facciamoci da soli del male. E uso la prima persona plurale perché TI considero siciliano. Non può essere altrimenti, dopo tanti anni di vita e dopo tanto impegno civico. E non può essere altrimenti in una Terra in cui si è sempre diventati Siciliani “per scelta”, e non per jus soli o jus sanguinis. Sei dei nostri, non dire più, se non è strettamente necessario, “dalle nostre parti” parlando della Puglia. Non imprecare più quindi contro i Siciliani. In larga, larghissima parte, non lo meritiamo.

    18. Dimenticavo: quale altra regione ha 25 consiglieri regionali (da noi deputati) su 90 inquisiti?
      Anch’io, Ciccio, leggo nelle tue parole un sincero amore per la tua/mia terra: purtroppo non basta a salvarla, devi separare il grano dal loglio secondo la severa logica evangelica…

    19. OK,teniamoci le piccole differenze d’opinione. Mi pare che qualche passo avanti sia stato fatto.
      Preciso però una cosa. Che il numero di inquisiti è funzione (a mio modestissimo avviso) più della fragilità del sistema politico che non della sua corruzione in senso assoluto.
      La legislatura siciliana con il maggior numero di inquisiti (si superò il 50 %) fu quella che andava dal 1991 al 1996 (tangentopoli). Allora l’ARS era un covo di partiti fantasma, spazzati dal resto d’Italia, incapaci di avere “anticorpi” contro il ciclone giudiziario. Sono certo che la legislatura precedente (1986-1991) fosse anche più corrotta di quella ma più forte sotto ogni piano nel suo immobilismo.
      La legislatura iniziata nel 2008 (quella attuale) ha segnato una spaccatura profonda nel sistema politico siciliano, ha messo al potere frange opposte di vecchi schieramenti politici delle quali, qualunque sia il giudizio, certo è solo che, nei confronti della società siciliana e della politica nazionale, sono estremamente vulnerabili e fragili.
      Le due legislature precedenti, quelle dell’Era Cuffaro per intenderci, erano invece sotto questo piano “robustissime”. E il numero di indagati era basso, più di ora.
      Ergo, la casta politica è come un individuo vivente. Quando si abbassano gli anticorpi i batteri (in positivo i magistrati) lo assalgono.
      Da solo il numero di inquisiti vuol dire poco. Anzi, addirittura, potrebbe essere un segnale positivo: finalmente si fa un po’ di pulizia.

    20. Ciccio, chiarisco le differenze con cui vedo, secondo la latitudine, il modus operandi dei pubblici amministratori con una barzelletta sempre attuale: http://www.siciliamoderna.it/?p=160

    21. signor Didonna, concordo con lei per quanto riguarda il giudizio assolutamente negativo sulla classe dirigente siciliana. d´altro canto le faccio presente che, se la critica si ferma solo ai nostri politici isolani, il suo giudizio potrebbe sembrare alquanto provinciale. mi spiego: vista da altre latitudini(latitudini europee per intendersi) milano (o un´altra city del nord della cara italietta), e i suoi amministratori, sono altrettanto inetti, incapaci e corrotti di quelli siciliani. non parliamo poi del panorama nazionale e del nostro caro presidente del consiglio, che di certo non mi pare essere cresciuto alle falde di monte pellegrino o vicino al cratere dell´etna… per non parlare di quelli precedenti:andreotti, craxi, toh! un altro milanese.. strano molto strano, máspettavo che fosse di agrigento.. cordiali saluti siculi.

    22. caro Ciccio dici cose giuste ma su altre sbagli. il sig.ggio sulle banconote esiste: e non va nulla o quasi allo Stato perchè regole contabili “ufficiali” ma astruse consentono alle bb.cc. di collocare al passivo dello stato patrimoniale l’importo di tutte le banconote in circolazione. ma è un passivo fasullo! la bdI non è debitrice di nulla. tale passivo fasullo però annulla (poichè di pari importo) la corrispondente voce dell’attivo costituita dal possesso di titoli del debito pubblico. e’ chiaro che se 100 – 100 fa zero l’unico utile “ufficiale” che rimane sono le briciole date dall’interesse sul debito, che viene ripartito come prevede l’art. 39 dello Statuto di BDI: riserve, proprietà (soci) e Stato (residuo), come giustamente ha dettagliato Ghitto. il reddito monetario, il 100 di cui sopra, viene ripartito secondo i criteri di cui alle decisioni BCE del 25 novembre e del 13 dicembre 2010 (aggiornano solo direttive meno recenti ma il principio è pressocchè immutato rispetto al passato): l’8% BCE e il 92 % alle BB.CC. in proporzione alle loro quote di partecipazione in BCE. E’ chiaro che la fiat money funziona se no fin dal 1971 sarebbe crollata l’economia mondiale con la fine degli Accordi di Bretton Woods. risbagli però se dici che la prova che non esiste il sig.ggio è nel fatto che le banche vorrebbero eliminare la banconote: le vogliono eliminare solo perchè così non devono nemmeno sostenere i costi per produrle (pare addirittura vengano fisicamente stampate in Estremo oriente): le creerebbero così con poche battute sul pc ossia a costo zero. come oggi fanno le banche ordinarie… che poi, concordo con te, sono quelle che determinano il problema principale ciò l’assoluta e incrollata inflazione del sistema attraverso riserva frazionaria e moltiplicatore monetario. e’ vero che dopo Basilea 3 hanno deciso, i sigg. banchieri, una più accentuata ricapitalizzazione delle banche ma questo solo perchè si è svegliata, causa crisi economica da loro stessi provocata, l’atavico terrore della corsa agli sportelli, tipica dei momenti di crisi. in compenso sono pronti ad impadronirsi di ulteriori porzioni di ricchezza privata grazie all’aumento dei tassi d’interesse su denaro creato dal nulla …se la BDI è al 95% privata non credo peraltro, che lì, prevalgano gli interessi pubblici, checchè ne dica l’art. 1 dello Statuto, bensì gli interessi dei privati proprietari che è folle che stiano li per dividersi 15.600 euro l’anno in quasi 100 soggetti ( a dire: 156 euro di guadagno l’anno cadauno). considera che una politica monetaria non esiste infatti, esistono solo le speculazioni e gli spudorati interessi economici di questa banda di truffatori; prova ne è che persino regno unito, danimarca e svezia sono comproprietarie della BCE!!! nessuno o quasi lo sa ovviamente, tranne M.Saba (che saluto) e pochi altri…

    23. Uffa, Ludwig, devo tornare su questo? E va bene.
      Due punti, secchi.
      Le banconote e la “privatezza” della banca d’italia.
      Primo: pensa intanto alla “rilevanza” della cosa. Quante sono le banconote in confronto alla moneta bancaria? Trascurabili. Se anche dessero il privilegio di stamparle a mio cugino il problema non sarebbe questo ma quello della moneta bancaria.
      Ma c’è di più. E’ vero che sono messe al passivo e ciò non è corretto. Ma sai dove dovrebbero essere messe correttamente? A patrimonio netto, cioè dalla stessa parte in cui stanno oggi. Sono una voce di patrimonio netto sui generis, non distribuibile e che si distrugge quando la banconota viene restituita usurata alla banca d’italia.
      Il problema che giustamente sollevi tu è quello del signoraggio primario. Ora questo signoraggio non va (come dovrebbe, come sulle monetine, come sulle vecchie banconote di stato) allo Stato. OK, ma non va nemmeno ai privati, sta’ tranquillo. Resta immobilizzato nel patrimonio netto della Banca d’Italia per tutto il tempo che la banconota è in circolazione; dopo di che viene distrutto. Ora, qui l’unico danno potrebbe essere proprio questo: il fatto che anziché essere messa a disposizione delle spese pubbliche subito, la banconota viene immobilizzata per decenni in banca centrale e investita a interesse in titoli di pari importo che, non a caso, sono in attivo dello stato patrimoniale. Ma non va ai privati.
      Quanto al signoraggio secondario sulle banconote, cioè al frutto di quelle poste in attivo che sono detenute a fronte dell’emissione a passivo delle banconote, va al 100 % allo Stato, informati. Anzi, per essere più precisi, va all’8 % alla Banca Centrale Europea, il resto è suddiviso fra le varie banche centrali in funzione di popolazione e PIL, e la nostra, infine, lo gira “INTEGRALMENTE” al Tesoro. Dov’è il signoraggio privato qui?
      La gestione delle banconote è molto più equa del denaro bancario, ma vedo che vuoi credere ai miti.

      Secondo: il 95 % del capitale di BdI è in mano ai privati? Ti ho detto che anche secondo me questa è un’aberrazione. Detto questo però devi andare alla sostanza delle cose. Se, per Statuto, lo Stato nomina il Governatore e decide quasi tutto sulla governance di questa azienda speciale, e se allo Stato vanno in gran parte i proventi di questa azienda, concorderai con mei che, quanto meno, si tratta di un ibrido semipubblico. Ripeto: dire che è privata solo guardando al capitale e non alla distribuzione degli utili o sulla capacità di controllo delle politiche della stessa, è un errore grave.
      Diverso sarebbe per la Federal Reserve, realmente privata. Ma, a contrario, la famosissima Bank of England è pubblica al 100 % dal 1947, quando fu nazionalizzata dai laburisti.
      Meno mito e più realtà quindi. Il sistema è riformabile, ma se lo ammantiamo di mistero lo rafforziamo soltanto.
      Sul fatto che paesi non euro siano comproprietari della BCE invece hai perfettamente ragione.

    24. Ciccio ha ragione, ma, come volevasi dimostrare attraverso i commenti, mentre ci vengono sottratte per operazioni elettorali risorse destinate agli investimenti, ci si appassiona di più a questioni fasulle come il signoraggio: non lamentiamoci poi della qualità della classe politica che ci rappresenta….

    25. Attento, Donato, se leggi bene quello che ho scritto, in mezzo a tanta aria fritta, un fondo di problema c’è, almeno secondo me. Le banche traggono benefici impropri dall’emissione di moneta. Ma mi rendo conto che forse si tratta di un tema troppo tecnico.
      Ecco, in uno slogan, non si può parlare seriamente dei veri problemi del signoraggio fino a quando il web sarà infestato dai mitomani dello stesso.
      Ma scivolare nel negazionismo non aiuta a capire, per contro.

    26. va beh Ciccio, non ti voglio scocciare ancora, però, abbi pazienza anche tu, ma qui siamo ben lungi dal parlare di aria fritta:
      – le banconote circolanti non dovrebbero essere collocate, al loro valore nominale, ne a debito ne a patrimonio netto. dovrebbero essere collocate a conto economico: al valore del costo di produzione, in quanto, per la Banca: “merce” (definita così dagli stessi avvocati di BDI);
      – tra i ricavi andrebbe collocato quanto da BDi incassato in relazione ai costi sostenuti (regola contabile dell’inerenza tra costi e ricavi) cioè alla produzione di banconote: quindi rimborso capitale in scadenza oltre che interessi percepiti;
      – all’attivo dovrebbe essere collocato il valore dei titoli del debito pubblico non scaduti (come immobilizzazioni pluriennali); mentre per il panettiere la merce è il pane, per la BDi la merce è il denaro “in se” quindi come prodotto finito non come valore finanziario. applica queste regole e poi vedi quanto emerge di sig.ggio: altro che 4 soldi…lascia stare la politica monetaria (chiamami complottista ma credo poco intale politica se della BCE fanno parte anche Paesi che NON hanno l’euro) quello che fanno i privati sono i propri interessi: stop. restituiamo la sovranità al popolo, ti assicuro è possibile (vds articolo di F.Galimberti sul Sole 24 del 16 giugno us: non certo un signoraggista…) se si crea un’Autorità Monetaria seria: ma pubblica con fine ultimo il benessere e lo sviluppo sociale, economico e civile del sistema Italia o Europa che sia. gli stessi problemi odierni della Sicilia troverebbero soluzione: avete (anzi abbiamo, sono siciliano anch’io anche se sono andato via a sei anni) cacciato i Borboni facendoci prendere in giro da garibaldi, ma avevamo una moneta libera da usura e nessun banchiere speculava, sfruttava e depredava la gente così come avviene oggi (figurati con Re tipo Ferdinando II che fine avrebbero fatto gli speculatori…); la mafia forse esisteva già ma era ben lontana dai livelli attuali di pericolosità.Anzi diciamo che il baronato che la gestiva vedeva bene l’avvento di un potere che veniva ancora più da lontano rispetto a Napoli. Penso che oggi la lotta al potere incontrollato delle banche, alla moneta creata dal nulla e al debito eterno può ancora unire questa società e contribuire finalmente, dopo 150 anni, “a fare gli italiani”. cmq grazie per il tuo contributo.

    27. cmq è logico che il problema principale è nella creazione dal nulla di denaro bancario: è il “sig.ggio secondario” ma di fatto è un problema … primario, che ti fa capire come:
      – i guadagni delle banche siano enormi;
      – il denaro virtuale sia il 90-95% del contante;
      – non esista una vera politica monetaria in quanto, alla fine della fiera, la quantità di circolante dipende dalla concessione di mutui e prestiti da parte del sistema bancario ordinario;
      – non esiste, per lo stesso motivo un vero controllo dell’inflazione da parte di chicchessia. tornando al sig.ggio primario le regole di suddivisione del “Reddito monetario” sono fissate da ultimo nelle decisioni BCE del 25 novembre e 13 dicembre 2010; non viene diviso in proporzione a PIL e popolazione (come si fa? dovrebbe cambiare in continuazione…credo, ma controllerò, che quello sia il criterio con cui vengono assegnate le quote di emissione dell’euro ai vari PAesi, ovviamente qui non includendo i Paesi-non euro…) ma in proporzione alla quota di partecipazione delle varia BB.CC. in BCE. Agli Stati non va quasi niente: gli Stati hanno le “briciole” del metallico e di parte degli interessi (ex art. 39 statuto BDI)… la grande massa dell’illecitom guadagno va alle banche: se leggi la famosa disputa Tremonti – Duisemberg e successiva interrogazione parlamentare dell’on.le Mecacci del gruppo radicali ti apparirà tutto più chiaro; ti aggiungo solo che la risposta arrivò dopo circa due anni e nove solleciti, e chi rispose, povero lui? il sottosegretario al tesoro Nicola Cosentino, che bontà sua, non potè non confessare il meccanismo del sig.ggio: il giorno dopo venne incriminato per la “famosa” vicenda P3, così famosa che non se ne è saputo più nulla.. coincidenze: forse, perchè no 😉 cmq è tutto su internet, se vuoi perdere un pò di tempo…… ma non è su questo che vorrei discutere: vorrei se possibile, conoscere qualche dettaglio in più, visto che sei dell’ambiente, su come funziona contabilmente il “riflusso” bancario: con quali scritture la banca registra la concessione dei mutui e la restituzione delle rate. ho trovato davvero muri di gomma dagli amici bancari che mi guardano anche male o con sospetto … il tutto se puoi ovviamente,se no grazie lo stesso.

    28. Vi invito a essere rispettosi nei vostri commenti. Grazie.

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