mercoledì 20 set
  • 20 commenti a “V’assillo e Marianna Caronia”

    1. Questo servizio, nonostante l’impronta simpatica impressa dal Dott. Sortino, ha connotati drammatici e lascia un senso di sconcerto e di sconforto, perché mostra a chiare lettere il livello di analfabetismo politico di una parte (purtroppo assai cospicua) della cittadinanza palermitana. Dopo vent’anni di “berlusconismo”, che iniziò proprio perché una cospicua fetta di italiani si lasciò abbindolare da una “faccia pulita e onesta”, e nonostante le enormi batoste, si continua a sentire ancor oggi lo stesso ragionamento.
      Pur consapevole che si tratti di un’affermazione “politically incorrect”, non posso esimermi dal considerare che il voto nelle mani di una persona ignorante è come una pistola carica nelle mani di un bambino. Certo, la democrazia è un bene irrinunciabile e ai giorni nostri è un privilegio sempre più raro nel mondo; inoltre sarebbe incostituzionale, immorale e ingiusto riconoscere il diritto di voto solo a persone istruite.
      Mi torna tuttavia alla mente un commento, letto tempo fa sul web, in cui un utente sosteneva che “bisognerebbe riconoscere il diritto di voto solo a chi consegue una apposita patente, dopo aver frequentato un corso di educazione civica e politica che gli dia le basi per compiere scelte autonome e consapevoli. Così la patente sarebbe alla portata di tutti (senza distinzioni), ma la facoltà di voto sarebbe riservata solo a chi ha conseguito tale patente”.
      Personalmente non so ancora decidermi se questa teoria sia corretta o errata. Certo è che per guidare un’auto, per esercitare una professione o un mestiere sono oggi richieste autorizzazioni, licenze, concessioni, patenti e quant’altro occorra a certificare che la persona che si accinge a svolgere un’attività o ad adoperare un macchinario, sia idonea a farlo senza mettere in pericolo se stesso e gli altri. Ed il voto, espresso da una mente non libera, non obiettiva, non consapevole dei relativi presupposti e implicazioni, può danneggiare la collettività quanto (se non di più) una guida senza patente o una terapia medica applicata da un profano.
      In attesa di capire se questa o altre tesi siano applicabili in modo compatibile con i Princìpi della nostra Carta costituzionale, la soluzione più attuabile (nonostante sia lenta e complessa) rimane quella di favorire la scolarizzazione e l’istruzione a tutti i livelli della società.

    2. raffaele corso, a prima vista lei sembrerebbe un tipo molto pericoloso.
      Tra l’altro la sua riflessione è incompleta, quindi elementare.
      Per fare il chirurgo sono obbligatorie lauree abilitazioni etc. Meglio se c’è pure l’esperienza. Stessa cosa dovrebbe essere imposta per fare il politico. Laurea in apposita università, stages di almeno due anni (pagati con soldi propri tipo studenti-lavoratori) in almeno due capitali mondiali. Esperienza provata nella gestione pubblica (tirocinio), e poi si potrebbero candidare.
      Il problema che lei pone diverrebbe secondario perché in ogni caso “i rozzi e cafoni” che le tolgono il sonno, si troverebbero comunque chiamati a votare la vera politica, gente preparata e competente, al di là dei colori. Insomma si minimizzerebbero i rischi di una scelta ignorante da parte dei “cafoni”.
      Detto questo, io leggendo nei blog e nei siti locali mi sento molto più preoccupato dalla cosiddetta intellighenzia locale, perché di incapaci con laurea ne leggo molti, di gente laureata che parla ammuzzu e non capisce concetti semplici per il mondo evoluto, di gente che dovrebbe essere la coscienza pensante e invece sono, in gran parte, dei poveri sfascialliti che beneficiano, in molti casi, di clichés (comunque clichés locali che valgono un due di coppe nel mondo evoluto). D’altronde la classe politica incompetente che fa danni in Sicilia esiste per colpa degli elettori – tutti pero’, istruiti, incolti, cafoni, zone intermedie – che la legittimano con il loro voto ma anche per colpa dell’intellighenzia incapace di esercitare il ruolo di guida pensante, e che è comunque anch’essa elettrice di questa politica incapace che ha causato la decadenza, anche loro l’hanno legittimata votandola e raccontandola come se fosse politica vera. E se lei è un essere “pensante” oggi ne dà una cattivissima dimostrazione.

    3. d’altronde, se lei in contrapposizione a persone che non hanno avuto l’opportunità di studiare chiama vassili sortino “Dottor Sortino”, questo la dice lunga sulle sue facoltà di discernimento.
      P.S. nel mio precedente post cosa è messa in risalto?
      La differenza tra i “rozzi cafoni” e la categoria istruita, in fatto di cultura politica, è solo nella conoscenza del vocabolario, ma i risultati della percezione e scelta politica sono esattamente identici.

    4. In fondo il ragionamento di Raffaele Corso non è così sbagliato. Sono sicuro che non intendeva dire che dobbiamo essere tutti laureati per votare, ma di sicuro voleva sottolineare (e ha ragione) che il voto di una persona che usa il cervello e che ha un minimo di cultura civica ha lo stesso peso di quello che non conosce le più elementari regole del vivere civile. Ci siamo dimenticati quando anni fa, in cambio di voti, c’era chi si girava i casermoni dello zen a regalare pacchi di pasta e parabole per vedere il calcio? E la gente votava…

    5. Eccone una prova; c’è da sbattersi la testa sui muri!
      Chi ha detto “tutti laureati”?
      Io ho scritto laureati, ma per i politici.
      E se si richiedono referenze ai votanti che cosa si deve richiedere a coloro che dovrebbero gestire? Pertanto è facile da capire!
      Quelli che usano il cervello, a vedere lo stato della città e della regione… non si può dire che l’hanno usato bene il cervello… e visto la classe dirigente e i metodi retrogradi che hanno sponsorizzato… e quando si leggono le proposte che fanno c’è da chiedersi dov’è il cervello…

    6. Invece questo “scarico” di responsabilità verso i più “deboli” è solo … direi un po’ vigliaccheria

    7. Sono d’accordo con Raffaele Corso e con chi disse che i voti non andrebbero solamente contati ma anche pesati. Comunque per non farla lunga basterebbe fare analoghe interviste in un quartiere popolare di Firenze, Genova, ecc……per notare l’abisso.

    8. Quoto Quozca : quei qualunquisti, quaquaraquà quagliano quatti quatti quisquilie : quali quartane
      questi quesiti !

    9. …sono integralmente d’accordo con Gigi.
      Mi sembra ovvio che la garanzia di competenza (e non solo) vada prima ricercata per i candidati piuttosto che per gli elettori…
      Anche perché il discorso nel secondo caso diverrebbe complesso e pericoloso: che test fare agli elettori? di cultura? e perché no invece un test sul Q.I.? non avete incontrato mai laureati ma emeriti idioti? o al contrario ignoranti intelligentissimi?
      Oppure ancora anche un bel test sull’integrità morale?
      Per evitare che colti e intelligenti con diritto di voto, siano tuttavia anche pericolosamente perfidi e corrotti… 😉
      Ricordiamoci che la percentuale dei condannati in Parlamento è più alta di quella della popolazione in generale… riguardo alla loro cultura poi…basta guardare uno dei tanti servizi in cui vengono intervistati…
      Da piangere…

    10. Sono contento di essere in minoranza, ma c’è un equivoco in corso.
      Che c’è gente rozza è indubbio ma che c’è gente che si ritiene istruita che è peggio è altrettanto indubbio, se non altro perché è incapace di dare il buon esempio proprre metodi intelligenti ed evoluti, e di istruire i rozzi. A parte il fatto che l’esclusione auspicata è roba da naz…isti.
      Ripeto: invece di rompere i cog…ioni a quattro disperati anaffabbeti perché non presentate un referendum dove si stabiliscono e si OBBLIGANO referenze certe per accedere all’amministrazione pubblica? Perché andate a votare buontemponi che si auto proclamano politici quando sarebbero capaci di gestire forse un condominio? Perché andate a votare un sistema retrograde e fallito (magari credendovi intelligenti e colti)? O credete che quelli scelti da voi intellettuali sono meglio di quelli scelti dai rozzi anaffabbeti? O siete talmente ciechi da non capire che sono gli stessi per lo stesso sistema? O credete che gli pseudo-intellettuali che analizzano i giochetti strategici del politichese CREDENDO che si tratti di politica reale sono più intelligenti dei rozzi anaffabbeti?
      O semplicemente il fatto di scagliarvi contro quattro sfortunati anaffabbeti vi rincuora e vi fa scordare le vostre debolezze e le vostre colpe? O pensate che, per esempio, la casalinga di Voghera, o gli squal…lidi leghisti sono più intelligenti ru “zu’ tanuzzu u immurutu” solo perché quest’ultimo conosce poco grammatica e vocabolario? Io spesso ho visto il contrario, tra i “pec…roni” del centro-nord itaglia, e qualche volta anche a Parigi.
      CONCLUSIONE, nella classifica dei responsabili:
      1) intellighenzia; intellettuali pseudo-intellettuali e politici
      2) classe intermedia
      3) i disperati che provate a usare come capri espiatori per scordare le vostre colpe

    11. in minoranza prima che intervenisse R.M. che condivido ovviamente

    12. Caro gigi ç,
      Vorrei rassicurarla sul fatto che io nutro il massimo rispetto per ogni persona (persino per lei), indipendentemente dal relativo titolo di studi. Infatti nel mio intervento non ho assolutamente inteso disprezzare od offendere le persone che non hanno avuto l’opportunità di studiare, le quali, peraltro, (la rassicuro anche su questo) non disturbano minimamente i miei sonni.
      Di certo, non si può essere altrettanto clementi con lei, che nella lunga trafila di post pubblicati (la sintesi , com’è ormai noto su questo Blog, non è una delle sue migliori qualità) ha avuto l’ardire di insinuare che io sia un “tipo molto pericoloso”, classista e snob. Tutte offese che non mi toccano neppure da lontano, soprattutto perché provenienti da una persona che non ha neppure il coraggio di firmare con il proprio nome e cognome i suoi “alti pensieri”, trincerandosi dietro un nickname.
      In realtà, se avesse usato una minima parte degli sforzi intellettivi di cui si è avvalso per esprimere il suo disappunto nei miei riguardi, concentrandosi piuttosto sul contenuto del mio post, magari ne avrebbe capito l’essenza, senza scadere in quei vaneggiamenti rabbiosi.
      Questo, sul piano personale, è quanto le dovevo.
      Volendo invece volgere l’attenzione ai contenuti, concordo con lei circa l’enorme deficit della classe politica locale e nazionale in termini culturali, valoriali e strategici (pur con la consapevolezza che generalizzare è sempre sbagliato e che esistono, fortunatamente, eccezioni virtuose). E ritengo che per l’elettorato passivo si imponga la necessità di fissare delle regole che restringano le maglie d’accesso alle istituzioni nazionali e locali, subordinando questo al possesso di specifici requisiti facilmente rinvenibili in determinate competenze amministrative, ma anche nell’assenza di pendenze con la giustizia. Lei infatti, nel suo intervento punta il dito contro la “politica incapace”, ma non considera che i maggiori danni nella politica sono prodotti non già dagli incapaci, bensì dai disonesti, da coloro che sfruttano gli uffici ricoperti per perseguire scopi personali e per soddisfare interessi individuali che nulla hanno a che vedere con il Bene Comune.
      Ciò, tuttavia, non toglie il problema da me precedentemente evidenziato circa l’elettorato attivo, sempre più spesso inconsapevole vittima dei raggiri e delle profferte lusinghiere della stessa mala politica. La mia idea, caro amico, non vuol’essere una polemica sterile, fine a se stessa, e volta ad additare le persone poco colte come capro espiatorio per i problemi del Paese (come credo lei abbia frainteso), bensì uno spunto di riflessione per individuare soluzioni che affranchino il popolo dalla sua soggezione alle ben note logiche clientelari che ruotano intorno alla cattiva politica, affinché non si senta più di persone che accordano il proprio voto per simpatia o dietro la promessa di favori, di denaro o per un pacco di pasta.
      Infine, tengo a precisare, a scanso di equivoci, che le mie considerazioni politiche e sociali sono espresse in termini generali e non riguardano persone specifiche.
      Cordiali saluti.

    13. c’è i chianciri…soprattutto se pensiamo che sta gente va a votare, e che il loro voto vale quanto chi invece si informa tutti i giorni per evitare uno sfacelo Cammarata 2. Ma tanto votiamo “la bella signora Carolina”, ca accussì facemu strata

    14. concordo con gigi,piuttosto che chiedere le “credenziali” ai votanti,sarebbe molto piu’ logico e vitale,chiederle ai candidati…

    15. AH AH AH
      Premessa: raffaele corso parla di sintesi 😀 .
      Quando nella sua LUNGHISSIMA e spasmodica ricerca di frasi a effetto, e accozzaglia di belle parole, non fa altro che dimostrare che non temo il senso del ridicolo, infatti alla fine di questo mio post sarà ufficialmente dichiarato (…).
      Il suo rispetto mi dà fastidio.
      Ha fatto peggio; cos’altro vorrebbe affermare per essere più pericoloso? Tra l’altro utilizza un linguaggio misto di sofismi ingenui e i peggiori metodi democristiani e bigotti. Cioè insinua usando citazioni ed esempi ma non afferma apertamente ma poi, essendo ingenuo, finisce con l’affermare. E poi quella noiosa finta diplomazia.
      – è peggio di mettere una pistola in mano a un bambino
      – può danneggiare la collettività quanto (se non di più) una guida senza patente o una terapia medica applicata da un profano
      E CHE VORREBBE SCRIVERE DI PEGGIO?
      meno male che li rispetta.
      In realtà, seguendo il suo ragionamento raz.z.ista, na..z.ista, contorto… io non voglio che lei voti perché per me scrive troppe c…zate ed è inquietante, non meritevole di concederle il diritto di voto. Come la mettiamo? Chi decide? Per me lei è molto più pericoloso delle persone che non farebbe votare.
      Lei non può condividere la mia idea sulla politica a Palermo, perché non ne ha capito un tubo della mia idea. Una classe politica che non conosce i parametri del mondo evoluto e del mercato globalizzato, la politica di sviluppo, la creazione di produzione, redditi reali, lavoro reale, gestione e valorizzazione delle risorse… e potrei continuare… e invece sa parlare solo di alleanze schieramenti politichese (per mascherare l’incompetenza; e giustificare le loro presenze)… per me è solo incompetente, incapace; per i problemi sull’onestà c’è la magistratura, ma l’onesta senza la capacità che determina il rating di una società, non vale un tubo.
      Il ripiego dei deboli. Per me firmarsi raffaele corso non vuol dire niente, o se io firmassi roberto cheneso’ non vorrebbe dire niente, è esattamente come usare un nick. Alcuni frequentatori di Rosalio mi conoscono nella vita reale, chi vuole nascondersi non va alla festa di Rosalio (come ho fatto io), il padrone di Rosalio mi conosce perché ci siamo incontrati più volte, ha il mio n° di tel. E sa che possiamo incontrarci a Palermo o altrove se è opportuno.
      Infine: sulla lunghezza del post. Anzi mi sono ritenuto perché se scrivessi tutto quello che penso di lei sarei bannato a vita da Rosalio. Altrimenti avrei dovuto ignorarla o liquidarla SOLO con un epiteto “inglorioso”.
      N.B. L’ultimo uomo che si esprime nel video sintetizza con parole sue e recita sua, con la sua metafora, meglio di presunti e finti analisti pseudo-intellettuali istruiti tochi snob rappresentanti dell’intellighenzia palermitana, meglio di molti di loro/voi.

    16. non è una barzelletta, è un refuso: non TEME il senso del ridicolo

    17. preciso: quando scrivo che non teme il senso del ridicolo è perché dopo avere affermato e insinuato cose gravissime viene a fingere, usando sofismi puerili, che non ha detto niente, viene a smentirsi, quando il post è pubblicato SOPRA e dice esattamente il contrario, come nelle frasi che ho citato. Ridicolo appunto.
      Non ha avuto nemmeno la furbizia di “nascondersi” 😀 invece ha preferito tornare su scena per “affossarsi” 😀

    18. @gigi c:

      La sua mancanza di rispetto nei confronti dell’interlocutore è veramente irritante e la qualifica per quello che è.
      Si può non condividere l’altrui pensiero, ma il rispetto per l’interlocutore è la premessa fondamentale di un confronto tra persone civili ed è il metro che divide una critica costruttiva e sensata dallo sfottò infantile, insolente e petulante in cui lei continua imperterrito a scadere. Ed è questa la ragione per la quale io non ho bisogno di replicare alle sue offese puerili, perché con il suo modo spocchioso di interloquire, dedicando buona parte dei suoi commenti a singhiozzo all’invettiva e poco ai contenuti, lei si palesa agli occhi di chi legge in tutta la sua natura. Praticamente si offende da solo.
      In una cosa, però, devo (mio malgrado) darle ragione: il fatto che lei utilizzi un nickname ha poca importanza. Che lei si chiami Gigi, Gervasio o Giacomino, quel che conta è ciò che lei è. E da adesso è a tutti un po’ più chiaro.
      Giusto per chiarezza, io non ho ritrattato un bel niente. Il mio secondo intervento è una mera specificazione della conclusione del primo: “(…) la soluzione più attuabile (nonostante sia lenta e complessa) rimane quella di favorire la scolarizzazione e l’istruzione a tutti i livelli della società”.
      Detto questo, mi rammarica non poter continuare questo “interessantissimo” confronto, perciò le lascio tranquillamente l’ultima parola (cioè circa quattro o cinque post consequenziali), così, caro Gervasio, lei potrà soddisfare il proprio ego sofferente, ed io andrò a dormire sapendo di aver fatto una buona azione.
      Cordialità.

    19. E’ esattamente perché c’è troppa gente come lei a Palermo che la città è ridotta in quel modo.
      E’ proprio perché c’è troppa gente come lei che c’è chi preferisce tornarci solo in vacanza, io grazie al cielo, e forse un po’ anche a me stesso, posso farlo spesso.

    20. perchè i commenti finiscono sempre per diventare una chat ????

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