martedì 17 ott
  • In viaggio a Firenze, quasi un’esplorazione “marziana”!

    Ho pensato di essere alla guida della navicella Curiosity, piuttosto che di una Yaris, sorpreso da ciò che ho visto e da ciò che ho lasciato nella “mia” Palermo.

    Per arrivare da Napoli (città da non citare sicuramente come esempio…) inizia un’autostrada ben tenuta; nello spartitraffico e nei laterali non si vedono bottiglie di plastica ed immondizia (segno che – periodicamente – qualcuno lì fa pulizia…); l’asfalto è del tipo auto-drenante, così quando piove non si scivola, e gli automobilisti guidano con prudenza (persino i napoletani!), dissuasi dai “tutor” e da numerosissime postazioni fisse di autovelox.

    Penso per un attimo alla ns. strada statale costiera (la 113) con le cunette stra-piene di bottiglie di plastica ed immondizia (senza soluzione di continuità), dove l’Anas non sembra fare alcuna pulizia da anni, nonostante invece dovrebbe competerle (ved. sentenza Cass. Civ., Sez, III, 28 aprile 1997 n° 3630 nonché quella – più – recente del TAR Puglia – Lecce, Sez. I, ordinanza 18 giugno 2008 n° 487); basta percorrere – ad est – il tratto costiero da Bagheria a Termini o – ad ovest – quello da Sferracavallo a Terrasini per rendersi conto visivamente di questo scempio.

    Tralascio commenti su luoghi e strade, competenti la Provincia e i singoli Comuni, tutti più o meno carenti da questo punto di vista e non esenti da medesime responsabilità.

    Ma ritorniamo al viaggio…

    Arrivati a Firenze, essa appare come una città più grande di Palermo, anche se non lo è (372/654 migliaia di abitanti); strade larghe e scorrevoli, incroci con ampie rotonde di scorrimento ad ogni passo, numerosissimi autovelox ad evitare pericolose corse sfrenate nell’abitato e ZTL perfettamente organizzate.

    Ovunque contenitori per i piccoli rifiuti (quelli al palo), dotati di sacco di plastica, non stracolmi, e cassonetti (grandi e con coperchi variopinti) per l’accoglimento differenziato dei rifiuti; su questi (a grandi lettere) il numero del Comune, ove chiamare per il sollecito recupero di quelli ingombranti (sic!).

    Gli auto-compattatori (puliti e – quasi – odorosi) passano più volte al giorno e nessun cassonetto appare mai strapieno, scoperchiato e/o maleodorante.

    Non ci sono in giro né cani né gatti randagi, probabilmente correttamente gestiti dal Comune, tantomeno i relativi escrementi…

    Impressionante la presenza di extra-comunitari (forse più numerosi di quelli presenti a Palermo), tutti però non discinti e integrati nella struttura produttiva (anche pubblica, essendo attivi anche nel settore-servizi); rarissimi quelli agli incroci a mendicare un soldino e inesistenti i lavavetri ed i parcheggiatori abusivi.

    La pulizia delle strade e dei giardini è esemplare e gli addetti ai lavori non appaiono mai in stand-by, assorti a pensare ai fatti propri e con la ben nota espressione (tipo “m’abbutta!”), tipica di molti operatori (Gesip e non…); se li guardi, addirittura spesso ti sorridono (incredibileee!!!).

    Non si vedono, come da noi, manipoli di persone, pagate (con i soldi pubblici) magari per sollevare un solo tombino o per accumulare un mucchietto di spazzatura al centro della strada (vedi Circonvallazione), che poi la ns. Amia non recupererà; oppiaceo di pseudo-attività, volte a commuovere il Governo pro generosi contributi assistenziali.

    Tutti – insomma – si danno da fare; si potrebbe dire che “per i lagnusi non c’è spazio”.

    Sicuramente le eccezioni nel “pianeta” Firenze ci saranno ma il Comune dimostra di essere attentissimo a renderle visibili il meno possibile.

    Ovunque corsie preferenziali per le biciclette, molto utilizzate, mai invase da auto mal parcheggiate.

    Gli autobus (numerosi e per lo più piccoli e veloci), si muovono velocemente nel traffico (disciplinato), reso scorrevole dalle funzionantissime ZTL, e sostano ad ogni fermata con puntualità “svizzera”, preavvisati nel marciapiede da cartelli luminosi con apposito “timer” (siamo su Marte?).

    Chi ha dimenticato di fare il biglietto, può farlo in tempo reale con un sms, pagando dal proprio telefonino; per coloro che possiedono uno smartphone, si può addirittura scaricare un’app per la migliore fruizione del servizio pubblico di trasporto.

    Numerosi e fornitissimi gli ipermercati, tutti organizzati con adeguati parcheggi e praticamente inesistenti i negozi davanti quali è possibile l’affollarsi di auto in doppia (o tripla, sic!) fila; evidentemente il Comune si è guardato bene dal concedere o rinnovare licenze d’esercizio a quelli non-conformi (ri-sic!).

    Le strade sono disseminate di parchimetri, tutti funzionanti, e non esistono questuanti con il ticket in mano; i Suv qui circolano con discrezione, senza esibire la loro “spocchiosa” dimensione e senza parcheggiare sui marciapiedi o dove non si può.

    I negozianti ti accolgono tutti con cortesia, dicendoti sempre all’ingresso un «Prego desidera» e salutandoti sempre all’uscita con un «Grazie, buongiorno!», anche se non hai comprato niente.

    Il centro-storico (meraviglioso, ma il nostro potrebbe non essere da meno) è un “tempio”, dove si circola solo a piedi o in bicicletta, così c’è tempo e spazio per ammirarne le vetrine e – magari – fare qualche acquisto.

    Qui c’è la presenza di extracomunitari, che vendono paccottiglia, ma è contenuta entro limiti di sopportabilità.

    Ma perché da noi tutto ciò non è possibile?

    Il confronto mi (ci) mortifica e fa seriamente dubitare sulle possibilità che la nostra città possa redimersi, possa diventare quella che Borsellino sognava come «Bellissima» e non come il frutto della triste riflessione del Principe del Gattopardo, che congedava il messo del governo torinese, scoraggiandolo, con un «…cambiare tutto per non cambiare niente!».

    Gli anni post-bellici hanno visto l’avvicendarsi di tanti sindaci, tutti sudditi di un Governo-centrale, avido di voti piuttosto che interessato al benessere della nostra terra; il risultato è oggi tristemente visibile a tutti!

    Oggi, sotto le mentite spoglie della “cultura”, sembra che si predichi una gestione mirata al rinnovo e ad una pseudo-efficienza, che non sembra migliorare però lo stato delle cose.

    Il dramma Gesip ne è un triste esempio; tanti lavoratori, disperati mercenari di un sistema politico sporco e corrotto, artatamente disorganizzati, illusi dalla prospettiva di un reddito stabile da amministratori incoscienti, che hanno mantenuto questo “mostro” per ignobile propaganda elettorale, ben sapendo che, così organizzata, questa (la Gesip) non avrebbe avuto alcun futuro.

    Dobbiamo, oggi più che mai, affrancarci dall’elemosina dell’assistenzialismo di Governo ed imparare ad organizzarci in maniera autosufficiente e produttiva, liberandoci da ogni paralizzante e precedente concertazione sindacale, rivisitandola con nuovi fini produttivi.

    Una “prece” al nostro Leoluca Orlando, che con ostentato coraggio (e non larvata presunzione), ha lanciato la sua campagna con lo slogan che «…il Sindaco lo sa fare…»: smetta di batter cassa al Governo, a rischio di farci mortificare da invise considerazioni (a ragione) della Lega e dimostri che “Noi Siciliani” (anzi “Noi Palermitani”) sappiamo fare più e meglio degli altri, se lo vogliamo, ed in piena autonomia, sacrificandoci, se del caso. Ognuno “i panni sporchi se li deve lavare in casa”…

    Firenze è un esempio di efficienza non solo per Palermo ma anche per molte altre città d’Italia; sicuramente il miracolo non si chiama solo “Renzi”, ma è il risultato di anni di amministrazioni ricche di senso civico e di vero amore per la città.
    Mio nonno, che visse ben 104 anni, aveva un motto «Amare, sperare, aspettare»; bisognerebbe adottarlo tutti nell’auspicata prospettiva di creare tempi migliori!

    Ospiti
  • 19 commenti a “In viaggio a Firenze, quasi un’esplorazione “marziana”!”

    1. Antonio, il problema è che il terrone medio non farà mai un discorso come quello che stai facendo. Per il terrone medio esiste solo “semù i meggiù, c’avemo ù mari, ù suli, à pizza, semù i megghiù, e poi tuttù ù munnù è paisi!”. Tomasi di Lampedusa aveva ragione a dire che l’orgoglio dei terroni supera solo alla loro miseria!

      Riguardo al motto finale, i terroni aspettano e sperano da secoli senza nessun risultato utile. Ci potranno essere cambiamenti solo dopo che Cuffaro sarà stato fucilato in Piazza Politeama davanti alle telecamere, insieme ai suoi familiari e tutti quelli che hanno ridotto la sicilia a quello che è. Finchè i colpevoli saranno vivi, liberi e capaci di pavoneggiarsi in giro dandosi le arie da verginelli non cambierà nulla.

    2. Bellissimo post sig. Antonio!
      @Laydo: vergognati per la violenza delle tue parole! Anche io non sopporto Cuffaro e simili, ma di certo non invoco questo tipo di giustizia.

    3. Bravo Antonio! Concordo in toto. Palermo ha tante potenzialità. Quello che dovrebbe cambiare prima di tutto è l’atteggiamento di molti cittadini verso la propria città. Troppo spesso mancano rispetto e amore e l’amministrazione fa troppo poco per supplire a questa mancanza.
      @Laydo: Forse dovresti un attimo aggiornarti sulla politica regionale. Cuffaro non è libero, ma in carcere, e abbiamo avuto 4 anni di Lombardo che non sono stati da meno di quelli del suo predecessore. A parte tutto, non penso che questo tipo di violenza risolverebbe i problemi. Penso anzi genererebbe ulteriore violenza fine a sé.

    4. Alemisia e Colorina, se aveste studiato un minimo di storia alle superiori sapreste che quello da me descritto è l’unico modo per eliminare una “casta” corrotta e violenta che ha affamato un popolo e che è salita al potere tramite furti, truffe e omicidi. Provate a parlarmi di un caso in cui una “casta” ha accettato di andarsene a casa con le buone parole!

    5. Guarda, uno arrogante e maligno come te non merita risposta. Aspetto che sia Rosalio ad ammonirti a non istigare violenza qui nel blog.

    6. @Laydo: A “caste” corrotte succedono “caste” altrettanto corrotte, è una ciclicità politica inevitabile. La storia l’ho studiata e sinceramente non penso che i risultati di azioni così deplorevoli siano stati così positivi come sostieni. Tu stai parlando di fucilazione pubblica, una pratica qui per fortuna estinta, che espone agli occhi di tutti i cittadini, grandi e piccoli, la violenza di un omicidio. Oltre a farti precipitare ad un livello di moralità pericolosamente basso correresti il rischio di fare di un delinquente un inutile martire.

    7. Laydo ti invito a un approccio meno violento nei commenti, sei al limite dell’istigazione al reato. Grazie.

    8. sorprende che ci si sorprenda in pieno regno di lupara.Vabbe`,pero` si potrebbe organizzare una gogna permanente a piazza Politeama.Una bella gabbia dove a turno si fanno vedere i ladri di regime che hanno tradito il nostro mandato.

    9. Palermo è ciò che è per molti fattori: poco rispetto per la cosa pubblica, scarsa educazione (anche se non è corretto generalizzare), poca buona volontà, poco orgoglio per ciò che è sentito come cosa di nessuno (la cosa pubblica), pochi fondi per rendere la città decorosa, scarso rispetto delle regole, depressione generale, mancanza di speranza.
      Il confronto con Firenze non può che andare a discapito di Palermo: la città toscana vanta una gestione comunale vecchia di 800/900 anni. Nove secoli di città-stato sono un pò come un codice genetico scritto che fa funzionare la comunità. Palermo non ha mai sperimentato un simile status.

    10. Articolo interessante.
      Potrebbe essere utile anche dare un’occhiata alle partecipate del comune di Firenze.
      La Quadrifoglio servizi ambientai che si occupa della raccolta di rifiuti, pulizia strade e mercati e varie, controllata per l’83% dal comune ha 1079 dipendenti.

      http://news.comune.fi.it/cgi-bin/misp/pubblico/gruppo.pl

      Mentre per L’Ataf Azienda trasporti c’è la proposta di privatizzazione in quanto ripetutamente in perdita.
      Per contenere le perdite alcuni comuni come quello di Lucca hanno optato per un amministratore unico con compenso limitato invece di un consiglio di amministrazione.

    11. Quindi, quelli hanno rovinato la nostra terra, tolto le possibilità a un sacco di giovani, costretto tantissimi a emigrare o ad accettare compromessi orribili pur di sopravvivere, e voi vi lamentate per il tono “arrogante e maligno”? Quando una persona viene sottoposta a soprusi e angherie la reazione violenta è sintomo di personalità sana, particolarmente se le rimostranze pacifiche vengono ignorate per anni. Quando vedo commenti simili capisco come mai questa è la “generazione perduta” a cui mi vergogno di appartenere!

    12. Ma perchè vi lamentate, notate le differenze tra Palermo e Firenze, sognate una Palermo di Domani che sia come la Firenze di Oggi?

      Vi lamentate e state lì.

      Venite a Firenze.

    13. Tranquillo, Sandro, il siciliano piange e si lamenta, ma alla fine non si smuove neanche col tritolo. Tutti quelli della mia comitiva facevano piani e progetti, ma l’unico che ha avuto le palle di andarsene sono stato io!

    14. Sindaci succubi del governo centrale? Piuttosto si tratta di di sndaci non palermitani, per lo più espressi dalla mafia dei colli! Gente che ha fatto scomparire il contatto col mare e avviato un dissenato quanto stupido “sfruttamento” della filiera edilizia. I palermitani ce ne siamo stati a casa nostra ( concetto caro a Sellerio) e indolentemente abbiamo lasciato accadere l’accaduto….

    15. Antonio ottima analisi. Laydo che simpatia e che modestia, scrivi ancora, ogni rigo arricchisce il blog.

    16. sono sempre i migliori che se ne vanno…..

    17. @Laydo: fuggire da questa terra non fa onore a tutti i Martiri che si sono sacrificati per Lei. Peggio ancora non bisogna vantarsi della propria fuga. E’ lecito comunque allontanarsene, se costretti da opportunità di lavoro o da altri seri motivi, per potere magari tornarvi, arricchiti da nuove esperienze, utili a generare miglioramenti.

    18. Maurizio e anthony, andate a prendere per il c**o qualcun altro. Antonio, io avevo pensato a tornare, ma quando ho visto i siciliani lodare Totò Cuffaro come se fosse un santo martire ho capito che cercare di migliorare la sicilia è tempo perso. Come diceva Rostagno, i mafiosi sono pochi ma la mentalità da mafioso è diffusissima.

    19. Scusate se mi intrometto.. 🙂
      Non conosco Palermo, ma la Firenze che hai descritto si discosta tanto dalla realtà!
      Magari fosse come la descrivi..

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