martedì 6 dic
  • Monica Maimone (Mymoon) ha denunciato un’aggressione

    “Festino” di Santa Rosalia

    Monica Maimone, titolare della Mymoon s.r.l. di Venegono Superiore (Varese) che sta organizzando il 390esimo Festino di Santa Rosalia, ha denunciato di avere subito un’aggressione qualche giorno fa vicino al suo albergo. Due persone a volto scoperto l’avrebbero spinta e fatta cadere per terra dicendole di lasciare Palermo. Alla Maimone è stata assegnata la protezione.

    L’assessore alla Cultura Francesco Giambrone, esprimendo la solidarietà del Comune, ha dichiarato: «L’amministrazione comunale continuerà ad esserle accanto per realizzare una bellissima edizione del Festino nonostante l’insopportabile clima di veleni nel quale si è costretti a muoverci».

    Andrea Peria di Terzo Millennio, secondo classificato nella gara e che ha annunciato ricorso al Tar, ha dichiarato: «Sono dispiaciuto, il disagio sociale non giustifica nessuno tipo di illegalità e i percorsi della Maimone e di Orlando sono comuni ai miei. Quella legalità che tento di affermare attraverso il Tar che è un organo dello Stato».

    Palermo
  • 26 commenti a “Monica Maimone (Mymoon) ha denunciato un’aggressione”

    1. ‘nchia cosazze inutili, ammuttare per terra na fimmina.
      Si i’ pigghiassi ci facissi fari Sferracavallo-Romagnolo a carcagnate e vastunate, sti figghi di ‘na cooperativa.

    2. Forse è stato frainteso il gesto, che nella mente del perpetratore andava inteso come un tentativo di risolvere con una transazione extra-giudiziale la questione che è stata posta all’attenzione del giudice amministrativo… 😉

    3. I negoxisnti e gli.imprenditori locali che si ribellano alla mafia denunciando pizzo ed estorsioni varie ottengono così velocemente ed efficacemente la protezione?

    4. ‘chia, Calorina, Carolina, Caramellina (su sap’idda comu si chiama) anche a tutti chiddi chi ti sientono c’avissiro a ddare ‘a scorta, picchi’ cu tutt’i fissarie chi spari a ogni pizzuddu quaiccuno si struppia.

    5. Asdrubale ti ricordo che questa non è una chat.

    6. A dispositivo, Rosalio.
      Ma ‘n soccu e’ na chat? A fimmina du chot?

    7. Non mi ha fatto ridere. Rimuoverò ulteriori commenti chattanti.

    8. Ovvia l’incondizionata solidarietà alla Signora, tuttavia la mia voleva e deve continuare ad essere una provocazione, uno stimolo a riflettere come su casi eclatanti come quello in oggetto, la giustizia e lo Stato sono subito presenti. I commercianti, gli imprenditori, ogni giorno combattono la Mafia, e loro non devono vivere e lavorare qui sono fino al 14 luglio…

    9. L’aggressione alla sig.ra Maimone non trova alcuna giustificazione e ha dato un ulteriore colpo al mio orgoglio palermitano messo ogni giorno che passa a dura prova. Palermo ,un tempo culla di cultura, volta le spalle in maniera incivile a chi viene qui per creare e proporre alla città eventi culturali ed artistici!!Non ci sono parole, anche questa volta la ns.città ha mostrato il suo volto peggiore!!Massima delusione.

    10. ..stavolta la ragione e’ dalla parte di chi dice che non tutti possono avere le scorte ..Penso, ad esempio, alle decine di donne che pur sottoposte a persecuzione ,e pur deninciando, non ricevono , spesso, credenza e supporto alcuno, per pura mancanza di prove.Uguiale cosa dicasi di altri coraggiosi imprenditori che a PAlermo ci stanno tutto l’anno…..
      C’e’ poco da obiettare

    11. letizia,
      in questa città è stato rubato il pulmino della missione speranza e carità solo qualche giorno fa, adesso questa aggressione. Non è la “città” ad agire, ma singoli sconsiderati, vanno individuati e puniti, ma per favore non cediamo alla tentazione di sentirci tutti complici perché non lo siamo.

    12. Come volevasi dimostrare. Anche in questo blog, ci sono stati molti post (non li elenco perché li conosciamo tutti) che hanno quasi demonizzato l’ aggiudicazione del bando a questa impresa, a scapito di imprese locali. E quest’ultimo episodio, conferma che Palermo ha una visione internazionale nulla, risultando un paesone di quasi 700.000 abitanti. Anche alcuni paesini delle Madonie superano di gran lunga la visione internazionale di questa città!

    13. Non credo cmq che dell’aggressione alla Mamone ci sono prove. Una denuncia va presa sul serio a prescindere a mio avviso. Tuttavia mi duole constatare come per una che viene qui, sta 15 giorni, e poi va via…subito protezione, solidarietà da tutti, subito tutti offesi, delusi bla bla bla…e poi noi per primi, ma le istituzioni tutte, voltiamo le spalle a chi ogni giorno combatte contro i mali della nostra terra.

    14. Come giustamente disse Pablo, qui prima quaiccuno c’a fici a turruncinu matina e sira dicennu chi sti forestieri n’avieno a bbeniri cca, e cu i pigghio’ era na cos’ittare.
      Uora ca quaicche scimunito iso’ i manu, u stessu individuo sa rifardia, e dici chi sunnu delinquenti e bbasta.
      Foisse n’avi mai sentitu parrare di cattivi maestri, chi fannu cchiu’ danni dei delinquenti.
      E cca mi fieimmo.

    15. Una ditta di una cittadina del nord italia…usare il termine internazionale mi pate giusto un tantino esagerato.

    16. Appunto, Palermo ormai non accetta più, per la sua provinciale visione economica e culturale degli ultimi anni, neanche che una ditta di una cittadina del Nord Italia vinca un appalto qua.
      Figuriamoci se parlassimo di imprese straniere, si riaprirebbe la caccia alle streghe!
      E pensare che nei secoli passati qui aprivano le loro sedi commerciali genovesi, amalfitani, catalani, arabi, inglesi; eravamo più internazionali nei secoli passati che nell’era della globalizzazione.
      La prossima volta allora facciamo un bando aperto solo alle ditte che vanno da Capaci a Trabia, così siamo tutti più contenti!

    17. Almeno avremmo potuto vantarci di una società straniera, di vocazione internazionale…così al pari di altri Festini in cui Artisti, Direttori, Maestri sono anche venuti da altre parti di Italia o del Mondo addirittura. Il Festino era e deve restare un evento che mette in moto la vita artistica, economica, sociale, religiosa a vantaggio predominante della città.

    18. Pablo, non sai di cosa parli. Lavorano al festino il 90% degli addetti che hanno lavorato lo scorso anno. Due esempi usciti sui giornali, il carro lo ha disegnato lo stesso scenografo, e la santa lo scenografo che ha realizzato i coccodrilli delle isole pedonali. La struttura della manifestazione è identica agli ultimi due anni: dedica a disabli il primo anno, bambini il secondo, ed ora le donne.
      Il bando non è trasparente: il 90% dei punti sono dati su valutazioni soggettive e senza parametri oggettivi. Quindi chi concorre non è in grado di calcolare il proprio punteggio prima, e questo per il 90% dei punti assegnati. La commissione non è stata istituita come la legge prescrive: la maggioranza è composta da personale dell’ufficio che gestirà la procedura, invece per legge avrebbero dovuto essere commissari regionali. E comunque sono in parte gli stessi funzionali coinvolti nel gran pasticcio di capodanno. Poteva essere un segnale di trasparenza sceglierne altri. Esiste una segnalazione circa una irregolarità amministrativa della mymoon rispetto al subappalto (e questa segnalazione mi consta personalmente), sulla quale l’amministrazione contravvenendo alla legge (241 del 1990) non ha mai dato risposta. Infine se vuoi un grande progetto internazionale non fai un avviso sul sito del comune di palermo quindici giorni prima, indici una gara internazionale sei mesi prima e la comunichi sul Times. Per quello che mi riguarda i pochi che si sono levati contro questo modo di gestire la cosa pubblica fintamente trasparente sono gli unici ad avere con una visione internazionale, se non nei contenuti (ma nel mio caso parliamone, il progetto che ho firmato è on-line) certamente sulle procedure e sulla loro reale trasparenza. Io so, scriveva Pasolini, ma non ho le prove. E tu potresti sapere pure, se invece di lasciarti andare a commenti superficiali avessi voglia di documentarti ed approfondire rispetto le ragioni e le motivazioni delle sole voci di dissenso a questa gestione patronale delle città.

    19. Giovanni, io non sono entrato nel merito del bando perché, lo ammetto, non lo conosco e non l’ho letto. Quindi non posso giudicare i parametri di punteggio che il bando prevedeva sui quali, se sono stati “indirizzati” bisogna far chiarezza.
      Il mio era un discorso generale fatto, forse a torto, nell’ambito della discussione generata dal festino e dagli ultimi episodi avvenuti.
      Il mio giudizio è, festino o non, sul ruolo che la città ha via via perso, e sul “protezionismo” che si genera automaticamente nei momenti di crisi.
      In molti altri ambiti questo si nota, ad esempio quando si critica i pochi imprenditori forestieri che provano a investire in città e in Sicilia.
      Nulla di personale.

    20. effettivamente,se le cose stanno come scrive Callea,che sembra ben documentato se non altro per avere partecipato alla gara,non si capisce a quale scopo ,per quali obiettivi,per quali motivi,vengono a rilasciare commenti qui alcuni tizi che fanno considerazioni qualunquistiche,superficiali,prive di una base conoscitiva.
      Brutta l’immagine che ne consegue.Ma,prima di continuare con questo gioco al massacro,non sarebbe meglio ricostruire i fatti per filo e per segno,mettendoci dentro anche i numerini che ci stanno in ballo?

    21. solo chiacchiere e distintivo!

    22. Enrico, penso che i fatti dovrebbe ricostruirli l’amministrazione. Se uno ti accusa di essere senza mutande sotto l’impermeabile, se hai le mutande basta aprire l’impermeabile e chiudere le discussioni. Se invochi al complotto, al veleno, alla mafia, non rispondi alle richieste pubbliche e private, e tieni l’impermeabile chiuso spetta a chi osserva porsi delle domande. Ed io me le pongo. L’amministrazione, cominci con il pubblicare i progetti vincitori ed esclusi, i budget, l’elenco degli artisti coinvolti, i compensi pagati, il verbale di attribuzione dei punteggi e poi vediamo. Chiedere trasparenza non è un gioco al massacro, ma assumersi la responsabilità da cittadino perché vi sia coerenza tra i proclami ed i fatti. Per quello che mi riguarda da cittadino mi sento mortificato dal fatto che il gruppo con cui ho collaborato ha segnalato per iscritto all’amministrazione un problema e questa non ha ritenuto di rispondere nel merito come la legge (rispettarla è lo strumento con cui si attua la tanto blasonata legalità) richiede.

    23. A Pablo voglio solo dire che la provincialità culturale è proprio insita nel credere che l’estero n quanto tale va bene. Rincorrere l’estero invece di cercare un proprio linguaggio, creare una propria scuola, avere le proprie cose da dire. Se fai questo poi puoi ospitare Stewart Copeland, Ambrogio Sparagna, Mauro Pagani, Ludovico Einaudi, Goran Bregovic, al servizio del tuo progetto e non viceversa. Tutti questi artisti sono passati da Palermo, e non hanno lasciato nulla se non bei ricordi, in Puglia hanno contribuito a fare della Notte della Taranta, uno dei principali festival folk del mondo, di enorme valore economico per quei territori. Io non sono per l’autoreferenzialità culturale, lo dimostra se non altro la mia storia professionale, ma neanche per il colonialismo sterile, sono per la costruzione di un percorso culturale che sia occasione di scambio e crescita anche economica, il fulcro non è il luogo di nascita dell’artista, ma la proiezione e lo slancio dell’intervento artistico. Le mie critiche sono pertanto orientate all’assenza di scelta da parte dell’amministrazione, che ha ritenuto di declinare ogni responsabilità sulle scelte culturali per la città con un bando del tutto inappropriato. Poi venga chi vuole da dove vuole, ma pretendo che venga a lasciare e non a prendere, tanto più se lo pago.

    24. @Giovanni Callea
      Non è a Callea che mi riferivo con la frase gioco al massacro,
      bensi a quanti,pur disinformati ,non esitano a rilasciare commenti
      presentando deduzioni tanto facili quanto improbabili.
      Sono d’accordissimo che andrebbe pubblicato l’elenco della spesa
      funzione x funzione,
      soggetto x soggetto,
      con evidenza dei compiti assegnati,
      ed il totale,ovviamente.
      Che poi salti fuori uno che dichiari che era meglio darli in beneficenza,
      In soccorso a persone bisognevoli,
      e’ una opinione come un’altra,
      da tenere presente in futuro.

    25. Sig. Callea, scusi la domanda, ma Lei ha lavorato al Festino del 2013?

    26. cioè qui servirebbe qualcuno che ha lavorato in un Festino passato e ci spieghi le cose per bene per capire come funziona questo grande evento annuale.

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