mercoledì 23 mag
  • "La Bellezza di Fregare"

    100.000 € per la bellezza di fregare a Palermo

    Poche ore prima di partire in una traversa nascosta della via Libertà ho visto per un caso il fedele del Sindaco di Palermo, l´Assessore di qualcosa Emilio Arcuri. La testa bassa, l´aspetto angosciato e nella mano il guinzaglio bianco e nero del suo piccolo cane, zampe abbastanza corte, la testa anche bassa, l´aspetto anche angosciato, che faceva la pupù sulla ruota di una Smart parcheggiata. Mi sono avvicinato dicendo: ora imbratto pure il suo cane e scrivo “abusivismo” con vernice rossa. Mi guardava terrorizzato con la faccia bianca, bianca come i suoi capelli e i suoi baffi, solo il suo naso lungo rimaneva rosso mentre il suo cane continuava a fare pupù ma sempre più liquida. Poi ho fatto gli auguri per le deformazioni delle finte informazioni che riguardano me. Alzavo la voce dicendo: ma quando arriva il mio processo del “si vende” della fontana? Quanto tempo devo ancora aspettare per presentare la mia documentazione dei danni fatti dal vostro comune personalizzato negli ultimi anni alla fontana della piazza Garraffello, l´abuso con milioni di euro della eurozona per abusare di altri finanziamenti per la ripulizia, un restauro finto della fontana alla piazza per una riqualificazione finta? La sua testa si trasformava da bianca a rossa mentre la pupù del suo cane si trasformava in liquido trasparente sulla strada di asfalto del nostro bene pubblico. Lui rispondeva: va beh.. Io: come? Lui: va beh vah beh! Lui scappava di corsa mentre il suo cane piccolo ancora non aveva finito di fare il suo dovere continuando sul marciapiede asfaltato in una linea stretta. Stretta come attaccato al guinzaglio del suo padrone. Stretta come l´odio del suo capo Sindaco verso i suoi cittadini. Stretta come la frustrazione verso la Vucciria del suo gruppo dei finti privati per una finta riqualificazione in piazza Garraffello. Stretta come la militarizzazione, di cui si abusa come corpo della sicurezza privata, per la piazza. Stretta come la stretta di mano senza mai guardarti negli occhi. La nuova mafia di Palermo è noiosa, senza faccia e per questo si chiama antimafia.

    Tutti i grandi artisti italiani amano la bellezza. Comunque una trilogia della bellezza è il top delle bellezze. Ho fatto una trilogia della bellezza italiana, un´altra trappola delle emozioni abusive nella nostra città, la mia matematica per creare arte. Iniziavo nell´anno 2015 con La Bellezza dell´Abusivismo i fiori enormi sulla messa in sicurezza con cemento armato della Loggia dei Catalani dopo l´ultimo crollo che costava tanto denaro pubblico. 3 mesi dopo nel centro della Loggia dei Catalani facevo La Bellezza della Bugia la copia della fontana con la scritta “1943” il bombardamento della seconda guerra mondiale, che invece è stato un bombardamento speculativo dell´anno 1996 rappresentato dallo stesso comune, dallo stesso assessore e dallo stesso Sindaco di oggi. Comunque la più costosa tela che ho toccato ovviamente è in piazza Garraffello.

    Per l´ultima opera della trilogia mi servivano 144 giorni di occupazione nell´ultimo piano del palazzo lo Mazzarino nella Stanza di Compensazione per trasformarla in La Bellezza di Fregare. L´ultima opera con il colore nero della nuova mafia per l´altra faccia di Palermo, allora l´antimafia ovviamente l´abusivismo del “perbene” che ricorda lo sgombero con la forza di Costanza ed Uwe il 24 aprile 2018 dal palazzo e poi dalla città per annullare tutte le denunce e i decreti a noi arrivati negli ultimi 144 giorni. Nonostante l´opera La Bellezza di Fregare è gratuita come tutti gli altri interventi pubblici che ho fatto in piazza Garraffello, ma questa volta è diverso, perché adesso si trova in uno spazio commerciale. anche se non trasparente per il nostro splendido futuro. Quando il palazzo lo Mazzarino sarà bello restaurato dentro quell´ultima opera con il soffitto nero, con i due divani dove Costanza ed Uwe sono stati seduti per 13 anni e con la macchina di Wella che ha sistemato sempre i capelli di Uwe prima di scendere in piazza a fare una nuova opera d´arte per la nostra comunicazione con la nostra città. I turisti e i visitatori pagheranno in futuro tanti soldi per visitare e vedere La Bellezza di Fregare e in più loro compreranno i gadgets e merchandisings delle rose sotto il nero oppure tanti documenti con i cittadini e i visitatori dentro la Stanza di Compensazione della mia ex Banca Nazion. Questi cittadini e questi visitatori che amano la nostra città cosi come è, che amano i nostri difetti sorridenti che aspettano uno sviluppo e non una eliminazione per la nostra buona immagine di Palermo, quella che gira nel mondo con me già da 19 anni. La formula giusta del nostro turismo senza dubbio.

    ATTENZIONE: per la scelta della DISTRUZIONE dell´opera La Bellezza di Fregare mi dovete pagare 100.000 euro incl il 30 di IVA. Non accetto banconote da 5 euro. Non accetto un assegno firmato da un Assessore o un Sindaco o un privato finto. Non vi preoccupate, moltiplicherete questo prezzo del risarcimento e il resto ve lo mettete nelle vostre tasche come sempre, perché alla fine la Eurozona dovrebbe pagare tutto per il restauro futuro dell´opera dei nostri beni monumentali e per la nostra bellezza d´arte italiana. A questo punto comincerete lentamente a capire come funziona una mai tanto desiderata come oggi città europea, armoniosa, una rinascita del centro storico e tutte le altre stronzate che urlate al mondo, non credibili, peró convinte.

    La Bellezza di Fregare é collegata con la croce rossa di “Uwe ti Ama“ che ho scritto nell´anno 2007 sul prospetto del palazzo lo Mazzarino che in questo momento è coperta dall´impalcatura e tocca il nostro bene futuro. Una decisione ci serve, i tempi stringono.

    Adesso sono con Costanza e Otello, la nostra tartaruga che ha perso due zampe dopo uno sfortunato suicidio, nell´unico hotel a Montespluga, prima del grande passo e aspettiamo che il sole faccia squagliare la neve della strada per continuare il nostro viaggio verso la Svizzera. Siamo gli unici ospiti nel hotel in un silenzio assoluto, fra montagne altissime con i riflessi del sole sulla neve che mi ricordano la piramide di cocaina della scena finale del film di Tony Montana. Rifletto sull´anno 1999, l´inizio del mio primo intervento pubblico in piazza Garraffello, le 19 stanze della Loggia dei Catalani che coprivo in 5 mesi, solo con la scala e la corda, con 19 diversi fiori. Diciamo simbolicamente una stanza per un anno. 19 anni ho lavorato per creare una nuova marca in piazza Garraffello. Ho fatto in totale 48 interventi pubblici. Ogni intervento che ho fatto su una tela abusiva e pubblica, per trasformare la bruttezza siciliana invisibile in una bellezza visibile. Usavo l´arte come uno strumento ed io sono un anti artista, sempre lo sono stato e sempre lo sarò, ma sono un fortunato, perché ho talento. Sono fidanzato fortunato con Costanza di Palermo, che ho portato via con me, via della nostra città. Cari cittadini ci sentiamo in tribunale del nonsenso,

    UWE
    Montespluga, 1 maggio 2018

    AVVERTENZE
    Avvocati
    Valerio d´Antonio Palermo
    Fabio Macaluso (esperto in diritti d´autore) Roma

    Autore: Uwe Jäntsch
    Titolo: La Bellezza di Fregare
    Valore: 100.000 € (centomila euro)

    L´opera installazione La Bellezza di Fregare realizzata da Uwe il 24 aprile 2018 nella ex Stanza di compensazione (2016-2018) é ubicata al terzo piano del palazzo Lo Mazzarino. Si accende all´Opera installazione entrando da via della Loggia 25, 90133 Palermo

    L´opera “Uwe Ti Ama” realizzata da Uwe nell´anno 2007 sul prospetto del palazzo Lo Mazzarino, piazza Garraffello, 90133 Palermo

    Palermo
  • 48 commenti a “100.000 € per la bellezza di fregare a Palermo”

    1. Quindi il tetto dipinto di nero e due divani sono un’opera d’arte da 100.000 cucuzze?
      Stai scherzando spero…altrimenti saresti un caso grave, ma molto grave 🙂

    2. Antiartista?
      Diciamo piuttosto che sei un coerente prodotto dei tempi del grillismo. Ci avrebbe stupito il contrario.

    3. @ Gnazio sono d`accordo! Solo per sua conoscenza sappi che ho studiato al liceo artistico, successivamente all’Accademia di Belle Arti di Palermo !

    4. @Gnazio,
      merda d’artista di Fontana è stato recentemente battuto all’asta per 220.000 euro. Ne fece 90 barattoli da 30 grammi. Mentre “la bellezza di fregare” è una copia unica. Per cui trovo inapropriato la determinazione del valore di un’opera d’arte a partire dalla materia prima che la costituisce.
      Il tema non è pertanto il valore, ma io credo la questione vada posta sui diritti sull’opera. Infatti “la bellezza di fregare” senza l’intervento speculativo alla Vucciria, e senza la disattenzione dell’amministrazione in questi 19 anni non avrebbe mai potuto realizzarsi. Allora io tempo che Uwe non abbia il diritto esclusivo su questti 100.000,00 euro, ma che possano reclamarne una parte oltre all’amministrazione e naturalmente ai costruttori, l’intera cittadinanza, se non altro per la propensione a farsi fregare. Fa bene pertanto Uwe a tirare in ballo i suoi legali, in quanto è indipsesabile capire se l’intera attribuzione dei diritti speterebbe a lui o anche ad altri autori, magari in quote minori.

    5. Gentilissimo Callea,
      ciò che Manzoni insegnò a tutti, proseguendo la lezioni di Duchamp, è che i pirloni si comprano pure la merda, purché la faccia un famoso artista.
      Ciò che i nipoti dei pirloni, invece, non hanno capito, è che la merda di Manzoni è una merda qualsiasi, e che se questa ha un qualche valore COMMERCIALE, è solo grazie al grado di pirlosità dei pirloni.
      Il caro uve ha beccato una città evidentemente arretrata di circa un secolo, e grazie agli altissi livelli di pirlonaggine della popolazione, è stato in grado, per anni, di produrre merda e farsi pure chiamare artista.
      C’è poco da fare: il verdetto è uno e uno soltanto. Palermo è stracolma di pirloni, e finché ci sarà qualcuno che se ne accorge, ci verrà rifilata merda e ce la faranno pure pagare cara.

    6. la distruzione é costasa di quest´opera per un “privato” sensa soldi per un “uwe ti ama b&b”, altrimenti se il “privato” sensa soldi l´opera non la tocca é gratuita. certo é difficile non distruggere, ma economicamente sarebbe meglio non si distrugge

    7. Lupus in fabula, uno dei mezzucci dell’autoproclamatosi antiartista uve (che in realtà fa l’artistissimo di ultimo grido che manco una prima donna) sta proprio nella provocazione (anche a suon di italiano storpiato) coerentemente con chi è povero di contenuti e, per aver ragione, urla.

    8. Gentilissimo Giano,
      però le è sfuggito l’aspetto più rilevante del mio intervento ovvero se la paternità dell’opera ed i relativi diritti possono essere o meno interamentereclamati da Uwe ti ama. E questo indipendentemente dal valore che i pirloni vorranno attribuire alla stessa.

    9. non credo che un “emilio arcuri dog b&b” avrebbe lo stesso valore

    10. È un pazzo esaltato. Ma chi si crede di essere? La cosa assurda è che nei deliri di onnipotenza di un folle c’e sempre qualcuno che gli corre dietro. Per fortuna sono pochi.

    11. Condivido in pieno le parole del caro Giovanni Callea.
      Gli altri commenti sono del tutto irrilevanti, a mio parere chiaramente.

      Una buona serata a tutti.

      Con riguardo

    12. Gentilerrimo Callea,
      il problema è che per definire “opera” la merda di Manzoni non servirono critici, bastarono, invece, i pirloni di cui sopra che scucirono pure le lire.
      Che uve sia un artista (antiartista, pardon) è autoproclamazione oppure pubblicità del giornalettismo più spicciolo e delle chiacchiere da bar; peggio ancora è definire quegli escrementi “opera” e, per giunta, dargli un valore di mercato.
      In questo caso, come in tutti i casi in cui c’entra solo la moneta, il valore di una cosa, fosse anche uno stronzo, lo fa il compratore, non il venditore. Per cui il nostro carissimo uvo può anche dichiarare che la sua cagata dopo il caffè valfa un milione di euro, ma se nessuno se la compra, allora non vale nulla.
      Ma se finche nessuno compra il valore di mercat di un’opera non esiste, allora cosa rimane?
      Rimane il vuoto pneumatico, altro che “opera”.
      Ed il problema, al solito, non è mica di uve. Di gente con un ego sproporzionato che vuole a tutti i costi stare al centro dell’attenzione ne è pieno il mondo.
      Il problema è, come dicevo prima, di quelle truppe di pirloni che gridano all’artista e che l’arte non sanno proprio cosa sia; ma al contrario dei pirloni di Manzoni, altrettanto ignoranti, i pirloni dello street food parlano parlano, ma col piffero che cacciano un euro per comprarsi una merda in scatola.
      Perché sotto sotto, i pirloni nostrani forse non sono così fessi.
      C’è speranza?
      A vedere gli ultimi duemilasettecento anni di storia palermitana, direi proprio di no.

    13. Quanto odio gratuito. Quanta cieca inconsapevolezza dell’essere. Dai commenti che ho letto vedo che tanti pseudo intellettuali progressisti si permettono di giudicare opere d’arte o artisti, che conoscono poco o vogliono conoscere poco.
      Vi do una svegliata io, se non aveste ancora capito, il sig. Uwe e la sig.na Costanza, come tutti gli artisti di un, fanno opere d’arte per vivere ma SOPRATUTTO per denunciare situazioni che sono ormai sotto gli occhi di tutti. Ma voi no!! guardate solo il valore del materiale, non vi rendete conto che ci sono diversi modi di affrontare le cose, l’artista lo fa nel modo che lui ritiene più efficace, ma se voi non riuscite a capirlo, non c’è bisogno di provare un odio così profondo, criticare va bene, odiare mi sembra troppo.
      Nessuno si mai interessato alla questione della vucciria, in questi ultimi 19 anni, lasciandola alla mercé di amministrazioni pubbliche, alcune abbandonandola, altri speculandoci sopra. Ora che chi era li attento a non far morire una parte autentica di Palermo, sotto il commerciassimo più aggressivo, se ne va via, tutti a criticarlo e a sputare odio.
      Personalmente vi ringrazio Uwe e Costanza, non per le opere, di cui il giudizio personale me lo tengo per me, ma per l’Opera, ovvero amare Palermo e tutti i suoi abitanti, cercando di aiutarli e di valorizzarli, anche se loro non volevano

    14. Gentilissimo signor Antonio,
      l’esercizio della critica non presuppone alcun odio; che “tutti gli artisti” facciano arte per “denunciare situazioni che sono oramai sotto l’occhio di tutti” non solo è una sua discutibilissima posizione, ma è pure parziale. Come parziale (anzi, FALSO) è scrivere che “Nessuno si mai interessato alla questione della vucciria in questi ultimi 19 anni”.
      cordialmente

    15. Sig. Giano le do parzialmente ragione e rettifico la mia posizione, ovvero “ALCUNI artisti fanno arte denunciando situazioni…” e ” Nessuno si è mai interessato alla questione della vucciria in questi ultimi 19 anni COME UWE”. (in maiuscolo le rettifiche)
      perdonatemi ma quando scrivo di getto alcune volte non sono obiettivo. L’odio a cui mi riferivo non è certamente quello che si trova nelle critiche costruttive, ma nei giudizi esagerati di chi vede un modo di pensare come una malattia mentale o una sovversiva azione da condannare. se ognuno fosse libero da preconcetti forse si potrebbe ascoltare meglio le motivazioni degli altri, e criticarle o promuoverle. Non mi riferisco personalmente a nessuno ma più in generale.
      saluti

    16. Signor Antonino,
      conosco persone che si sono interessate della vucciria in maniera decisamente più costruttiva e tutt’altro che inconcludente durante gli ultimi trent’anni.
      La differenza è che, al contrario di chi fa proprio ill culto dell’io e non sa fare altro che urlare e far leva sullo stupore, queste persone rimangono nell’ombra ai più (come è giusto che sia) ma il loro lavoro perdura, matura ed è occasione per altri.
      Quando c’è solo autoreferenzialità, non vi sono alternative.
      A proposito dell’odio, c’è da notare qui solo una coppia di commenti: entrambi, per quanto diversi, altrettanto infantili e inconcludenti.

    17. La stanza, anche coi mirabolanti effetti 3d per agenzie immobiliari a corto di risorse, rimane quella che è: una stanza con decorazioni naif.

    18. Triste Giano a me sembra che lei sia a corto di risorse ma ben pieno di frustrazioni nei confronti di Uwe. Lei non ha neanche la serietà di presentarsi con il suo nome e cognome, fa parte di quella categoria di gente senza faccia e senza storia che prova solo odio nei confronti di chi è meglio di lei.
      Le consiglio di bere una bella camomilla e di volersi più bene.
      Con riguardo

    19. Gentile Costanza L.d.S.,
      lei scivola sulle parole; al sottoscritto – la cui identità è del tutto irrilevante ai fini della discussione – non interessano minimamente le gesta dell’uwe e, men che meno, sono in grado di provare frustrazione per non si sa bene quale ragione nei suoi confronti.
      Se avesse avuto la pazienza di leggere gli interventi si sarebbe accorta da sola che l’oggetto del mio interesse (e di buona parte della discussione intercorsa con gente non si eleva a giudice di persone che neanche conosce) è la percezione che il panormita medio ha delle questioni d’arte, di quelle urbane e di quelle sociopolitiche. Questa (la percezione) ha praticamente perso qualsivoglia connotazione disciplinare (artistica, urbanistica e politica) e si è fatta puro marketing di derivazione capitalista. A riprova di ciò, la sua accusa scansa qualsiasi dei temi trattati e si volge ad un pubblicitarissimo ‘metterci la faccia’, manco dovessi venderle auto usate. Le idee, “a mio parere chiaramente” , si discutono con altre idee, non con i fallaci pragmatismi ad personam. (e lo stesso dovrebbe valere per le questioni artistiche, urbane e sociopoliche; pena lo scadere nel “lei non sa chi sono io”).
      Cordialità
      Giano

    20. A questo punto concordo con Uwe, che un Emilio Arcuri non avrebbe lo stesso valore artistico, almeno di termini di quotazione, di un Uwe puro al 100%. Anche se le interviste in favore di luce di Arcuri, quando la fontana fu ripulita dalla solerte amministrazione comunale, furono anch’esse istallazioni di un certo pregio.
      Quindi pradossalmente se Uwe dovesse condividere la paternità dell’opera con Arcuri ed Orlando, il valore materiale della quotazione scenderebbe, il che però credo che potrebbe trovare una maggiore disponiblità da parte di Giano a riconoscerne il valore (mi pare di avere capito che la disponiblità di Giano cresce proporzionalmente alla riduzione della quotazione, trovando il punto massimmo all’occorrenza della valutazione minima dell’opera.) E quindi Uwe ti invito a considerare la questione in questi termini: meglio condividere la paternità artistica con Arcuri, Orlando, e gli architetti speculativi (ricordo che senza lo sfratto l’opera non avrebbe potuto essere realizzata) a rischio di una quotazione minore. O lasciare la quotazione attuale a rischio di una causa sui diritti che visto il ruolo avuto dai vari attori potrebbe avere un esito positivo? Io mi affiderei al parere vincolante di Giano per risolvere la questione.

    21. Scritto in italiano decente! Incredibile…

    22. Ma le opere d’arte non sono fatte solo dal sig. Uwe? La sig.na Costanza Lanza di Scalea è un’artista anche lei?

    23. Partite? Mi mancherete “come al deserto manca la pioggia” proprio. La telenovela sudamericana uwe-‘stanzadiscalè-callea-siino che si battono contro don leolucas orlandos è avvincente. Spero vivamente in vucciria spunterà un “leoluca vi odia”. NB: non sono un sostenitore di Orlando ma l’arroganza “chianciulina” mostrata qui è insopportabile. Tonalio, presto corri cancella! Che non si sappia che ci sei solo tu come moderatore!

    24. Seriamente. Se avete dovuto abbandonare la vostra casa, mi spiace. Ma ci devono essere dei motivi legali che vi hanno obbligato. Motivi di proprietà/ fatiscenza… qualsiasi cosa che ha portato all’esproprio. Se vi è stata espropriata non è più vostra. Se non è più vostra il nuovo proprietario può fare della casa e delle opere d’arte al suo interno quello che vuole. Riuscite ad argomentare questo senza ironie, stupidaggini o arroganza?

    25. ma certo giovanni, la tecnica che usavo per sviluppare il nostro senso della bellezza era sempre azione – reazione. senza di loro con il gruppo tipo crash test dummies era impossibile fare un si vende, un durex tropic e la bellezza della trilogia. e sicuramente non c´é piú dubbio sul senso della svastica con la militarizzazione adesso. ho aggiunto la trasparenza nella loro non trasparenza. ma la mia paura negli ultimi 144 giorni di occupazione é stata sempre che c´era il fatto della legalitá italiana. una occupazione cosí potrebbe essere almeno di 10 anni, come le altre 800 e piu´occupazioni nella nostra cittá, cmq proprio un incubo. allora abbiamo alzato ii livelli trasparenti perché i tempi stringevano e il prezzo di 100.000 eu piú il 30% di Iva per partire é assolutamente nella misura dei fatti e adesso siamo tutti testimoni come loro provano a fregare il valore della nostra bellezza con la loro non trasparenza.

    26. Che tradotto vuol dire che per chissà quale inadempienza hanno potuto sfrattarvi (corregetemi se sbaglio) per portare avanti un’opera di recupero che richiede investimento e implica speculazione. Una volta ricevuto lo sfratto (corregetemi se sbaglio) hai creato un’opera d’arte in un posto che non è nè pubblico nè, e mi spiace, più tuo. Se è così mi sa che non hai alcun diritto o potenzialità di pretesa nei confronti dei nuovi proprietari (corregetemi se sbaglio). Ho deliberatamente ignorato le parole -dummies- durex- svastica- militarizzazione- 100milalì più iva- e altri nonsense.

    27. Lovdis? voi siete manichini da crash test del sindaco che sa fare con manichini, i nuovi padroni come la figlia quando apre il portone con la chiave, poi scappa veloce con le sue corte gambe nella macchina del padre e tutte due scappano veloci prendendo emozionati la strada in controsenso per non essere visibile. auguri futuro.

    28. Il manichino che scappa veloce ha però tradotto il tuo, te ne dò atto, artistico, piagnisteo. Tutto questo tradotto in logica basilare significa: siete stati sfrattati (me ne dispiaccio, di più per chi si trova nella stessa situazione dopo essersi spezzato la schiena una vita). Nessuno mai ti darà un soldo per qualcosa fatta in una casa non tua, nè cancellerai lo sfratto. “Raggia” (so che capisci) a parte, dura lex sed lex. Dopo aver tradotto per i più creduloni il tuo articolo ho raggiunto il mio scopo, saluto. Buona fortuna e ti auguro di trovare il nirvana dove ti sarà riconosciuto il valore che ti attribuisci.

    29. privati non si lasciano bloccare i lavori di 3 palazzi nobili per 5 mesi da 2 innamorati con una tartaruga in un solo piano. privati con i loro soldi devono trovare veloce una soluzione. invece privati finti con denaro pubblico sono diversi e non trasparenti. ho detto al tuo padre chiaro in novembre che se investo solo un euro in voi, io lo perdo. io ho deciso quando faccio il nero, non voi. per questo 100.000 con 30% l´iva

    30. lovdis,
      Il dissenso, nella fattispecie informato e circostanziato, che viene apostrofato come “arroganza chianciulina” mi pare una degna metafora del nostro paese. Nel quale chi la pensa in modo differente dal gregge viene additato nei modi più variopinti, ma rigorosamente mai ascoltato. Chianciulini saranno sembrati ai suoi occhi quanti lamentarono la demolizione di Villa deliella, e chianciulini saranno sembrati quanti denunciarono a suo tempo il sacco di Palermo. Smettiamo di lamentarci in nome del progresso e della ferrovia che avanza e porta civilizzazione e “manifesta” cultura. Evviva Palermo e Santa Rosalia.

    31. Giovanni,
      Non scomodiamo nè le metafore nè in nostro Paese.
      Su cosa dissentite? Sullo sfratto? Sulla necessità di mettere a posto edifici fatiscenti? Sul fatto che venga fatto a scopo di lucro? Sulla questione della proprietà di opere fatte in spazi pubblici/ appartenenti ad altri? Sul fatto che nessuno darà mai un soldo per una fantomatica opera d’arte abusiva?
      Sarò gregge ma non faccia paragoni insulsi. Non mi confermi la tesi dell’arroganza chianciulina. Se vuole offendere la mia ragione almeno non offenda la memoria della nostra città. Non le concedo di paragonare il sacco di Palermo a un esproprio di un edificio fatiscente. Esproprio immagino avvenuto a causa di un’inadempienza dei proprietari nell’effettuare le opere di restaurazione e messa in sicurezza richiesta dalla legge, il vivere comune e un tantino di buon senso. Se il signor Uwe vuole vendere la sua arte ben venga. Si trovi egli stesso gli estimatori e i compratori. O si faccia commissionare le sue opere d’arte. Funziona così. O faccia l’artista fuori dagli schemi, ma che poi non piagnucoli che gli distruggono l’arte. Funziona così.
      PS: le opere d’arte posso essere valutate millemilamilionidimilalì, senza un compratore o il riconoscimento e la tutela della comunità valgono come un fazzoletto sporco, specialmente se fatte in spazi altrui. Cordialità.
      Si legga qualche legge, contribuiranno forse alla sua capacità di dissentire informato e circostanziato.

    32. cara “lovdis” tu non hai una faccia, non hai una storia nella nostra cittá. ma vi auguro buon lavoro a distruggere il soffitto nero, che tu non lo devi pagare, perché chi se ne frega fra di voi, ma quelli dopo di voi invece si

    33. Però ho un tetto!
      Mi sa che quello che non ha la storia che agogna e per cui si dispera sei tu. Sempre cordialità, mi fa piacere tradurre i vari vaneggiamenti per i miei concittadini.

    34. haha elena la vostra milanese aveva ragione su di te e lei sa bene, perchélei ha investita almeno 200.000 eu per i tuoi cittadini nascosti di chi frega chi

    35. Al massimo eleno, nonostante il nome mi piaccia. L’unica milanese che conosco è la cotoletta, me la farò andar bene. In ogni caso: niente argomenti, solo raggia e piagnucolii. Mi fermo qua, non vorrei mai farmi riprendere dal comitato etico ferreo del blog. Firmato: 300milalì

    36. cara lovdis 🙂

    37. M’hai scoperto! Che arguzia, commissario uwe!

      Pagherei per vedere la faccia di questa povera tua estimatrice quando l’accuserai. Magari è pure intelligente. Ma poi pensavo seriamente di essere l’unicoa a non apprezzare il tuo modo di fare. Sarà.

      Ripeto: Lovdis

    38. Lovdis,
      e perchè non dovrei scomodare le metafore?
      Nel merito la questione non è l’intervento artistico di Uwe, ma quello che quell’intervento rappresenta e denuncia.
      L’identità storica della vucciria è un mercato. L’identità che in questi anni di degrado ed abbandono ne è seguita ne ha fatto un luogo di incontro anche serale, ristoranti abusivi, arte abusiva. Ma per quanto poco possa piacere a lei ed al sindaco, queste sono le identità di questi luoghi. Riqualificare significa inquadrare queste anime in un contesto che rispetti la legge. Non eliminarle.
      L’intervento edilizio proposto sostituirà i ristoranti con le lavanderie e le palestre. Una spennellata di ducotone cancellerà i 500 anni di storia della piazza ed anche gli ultimi 20. Se guardiamo al ritorno economico per chi investe è chiaro che dal punto di vista immobiliare l’operazione Vucciria funziona se questo diventa un quartierino residenziale bene. Più sarà sonnolento e pacifico, più sarà alto il prezzo di vendita. D’altro canto questo è l’esatto opposto di quanto interessa alla collettività. Questo significa rinunciare al valore identitario del posto, ed anche al suo potenziale turistico. Perchè un quartiere tipo il quartiere latino di Parigi, pieno di vita, ristoranti, luoghi d’arte, o come temples bar di Dublino, o il Barrio a Barcellona, svolgono un ruolo anche nella dinamica turistica della città. Un quartierino bene, popolato solo da gente bene, difeso giorno e notte da vigili e polizia farà della vucciria una piazzetta come tante altre. Ricca ed inutile al tessuto economico e umano del quartiere. Invito a riflettere che la strada intrapera per la vucciriaè diametralmente opposta a quella perseguita nei centri storici delle principali città d’Europa.
      Mi permetto una piccola nota sul tema delle leggi. Uwe le ha rispettate tutte, ed ha lasciato l’immobile il giorno in cui era prescritto. Si limita, come me, a scrivere quello che pensa. Parimenti le ricordo che il sacco di Palermo e l’abbattimento di Villa Deliella sono avvenunte nel rispetto della legge. E quindi il fatto che questo intervento speculativo che viene spacciato per riqualificazione avviene a norma di legge non è per me affatto rassicurante. Non sempre, abbiamo appreso, la legge tutela l’essenziale. L’essenziale è, per intenderci quella parte che il Piccolo Principe afferma essere invisibile agli occhi. Uwe, ed io nel mio piccolo, ci stiamo occupando solo dell’essenziale, e comprendiamo che non può essere visibile ed a tutti. Non so Uwe, ma io me ne sono fatto una ragione.
      La riflessione di Uwe e la sua importanza purtroppo non troverà spazio e non potrà essere compresa finche gente come lei, che io ritengo in buona fede, non proverà a cambiare prospettiva e punto di vista giusto per sperimentare se può esistere un modo diverso di fare le cose. Uwe non ha scelto di esporre in un museo patinato di arte contemporanea. Il senso della sua richiesta economica è simbolico. Sta utilizzando il parametro che utilizza l’amministrazione, e gli speculatori, per fare riflettere tutti noi sul fatto che non tutto e non sempre può essere mediato dal denaro. Lei si oppone all’idea che l’opera di uwe possa costare 100.000 euro. Ma non si interroga se sia corretto che la spesa che prevede l’espulsione del mercato dalla Vucciria dopo 500 anni, finaziata con soldi pubblici, sia o meno congrua e pertinente.

    39. fino ad oggi ancora non c´é un piano, neanche un progetto. fino ad oggi non c´é un´idea. fino ad oggi ancora non é arrivato solo un euro di un certo bando. fino ad oggi vive in un parte del primo piano del palazzo lo mazzarino una signora che non vende a nessuno il suo appartamento e nel prospetto é un locale di 2 magazzini con un patrone che pure non lo vende. l´unico piano era che costanza, la tartaruga ed io dobbiamo uscire della piazza. il palazzo é “pericolante”, sta “crollando” con tutto la forza. ma al 16 aprile sono stati in una colpa piú di 60 giornalisti nella stanza di compensazione, nel terzo piano del palazzo e non si muoveva solo una mattonella, peró piú della metá dei giornalisti hanno scritto prima del 16 apr nel favore del sindaco che il palazzo sta crollando. comunque la bellezza della bugia a palermo. ma l´inizio di tutto questo era nel giugno poco tempo prima delle elezioni del sindaco: é venuto il padre dei nostri “privati” indietro al bancomat mentre parlavo con 2 clienti inglese. mi toccava sulle spalle e mi diceva: abbiamo comprata la piazza! non ti preoccupare, noi non ti buttiamo della piazza! ho chiesto: aha? voi? ma chi siete? lui rispondeva: devo andare! ho fretta! viene il sindaco! poi non é venuta il sindaco, ma l´assessore arcuri di qualcosa, senza cane, ma con la sua sorella con i capelli stupendi. i 2 inglesi non hanno capito l´italiano ma avevano paura: what the hell was that? ho risposto: i don´t know? loro: is that the sicilian mafia? io: maybe its a reaction of the durex tropic tower? comunque la bellezza di fregare é un regalo, per i beni, per i cattivi. tutti hanno i diritti di essere felice nella nostra cittá se lo trovano la posizione giusta. il soffitto é il nero della mafia, diciamo la nuova mafia che si chiama l´antimafia. un gioco delle parole amorabile. i 100.000 eu per la distruzione, ma come sappiamo bene, la mafia non deve pagare mai, ma chi compra della mafia invece si. hello futuro. hello cash. hello fake. comunque l´anima della piazza garraffello si porterá in futuro, perché l´anima é invisibile. anzi l´anima di palermo é geniale.

    40. Per prima cosa grazie. A entrambi. Per aver riportato la discussione a un livello più alto. E’ troppo semplice scambiarsi sarcasmo e insulti, più complesso è il confronto di idee. Ho capito meglio il vostro punto di vista e necessità, proverò ancora a spiegare i miei. Risponderò in ordine. La Vucciria è un mercato antico. Antica ne è la concezione. Seppur bello, farlo rivivere (e investirci) mi sembra ben poco realistico. Se una identità storica riguarda l’abusivismo a mio modesto parere va eliminata, non conservata, rispetto forse troppo la società di cui faccio parte e troppo poco la mentalità mafiosa. Palermo non è Parigi, Dublino o Barcellona e non ne ha l’economia. E la Vucciria non è un quartiere dedicato storicamente alla vita notturna. Chi ci vive la combatte, del resto neanche gli abitanti del barrio vi si sono rassegnati. L’impossibilità di separare le aree della vita notturna da quelle residenziali lascerà sempre mezza popolazione sul piede di guerra e a ben ragione.
      Non sono d’accordo sul dire che la riqualifica/ aumento di prezzi/ trasformazione in zona residenziale bourgeois sia diversa da altre realtà, per me è identica. Non sono principe ma per me è l’essenziale altrui a essere invisibile agli occhi. Capisco la tristezza nel vedere l’anarchia decadente della vucciria scomparire, la soluzione sarebbe di lasciarla così? Di giorno un mercato mezzo vuoto, di notte locali abusivi e bottigliate circondati da palazzi crolla(n)ti? Cos’è che vorreste? Uwe, da quello che capisco alcuni proprietari non vendono/ si spostano, mi sa che le vie legali potrebbero bloccare tutto per anni. Una nota: io di arte non ne capisco nulla, non potrei mai fare giudicare un’opera (almeno per il pubblico). Tu come fai a essere certo che non sia pericolante? Avete consultato qualche professionista? In tal caso basta una perizia per dichiarare che il palazzo è in condizioni abitabili. Ah, i britannici. Per molti di loro la mafia è pure cool. In più metti il disagio che provi quando non capisci una lingua. La “mafia dell’antimafia” è un modo di dire cool anch’esso in questi giorni, parliamo piuttosto della mafia di ogni posizione di potere. Rimango onestamente dubbioso sul coinvolgimento letteralmente mafioso in tutto questo. buona fortuna

    41. Lovdis ancora un paio di commenti e ti ritroverai con noi nella telenovela contro Orlandos. 😛

    42. lovdis, troppo tardi, non ci siamo piú. altrimenti entrate nella bellezza di fregare per riflettere bene. ancora l´opera é gratuita e quando scoprirete il valore commerciale di 100.000 eu con l´iva di 30% per la distruzione, avrete capito che non é una telenovela, ma questa é storia.

    43. E comunque l’appartamento in cui alloggiava Uwe non è stato espropriato, Uwe aveva un comodato d’uso gratuito “sulla parola” della proprietaria dell’appartamento per usarlo come studio (tra l’altro e non assolutamente come abitazione!). La proprietaria ha venduto l’appartamento in questione ai nuovi proprietari che, in vista del restauro del palazzo, non hanno ritenuto opportuno “rinnovare” il comodato d’uso gratuito.

    44. Lovdis,
      ero certo che nel merito avremmo trovaro un piano di confronto.
      Ti invito a cercare qualcosa sul mercatodi san miguel di madrid. Un esempio di come la vocazione e la storia di un luogo è stata riscritta in un contesto moderno in favore anche delle economie della città.
      Il mio interesse è che beni collettivi siano messi a frutto per la collettività. Non ho nulla contro gli interventi speculativi. Ma trovo inaccettabile che questi abbiano luogo in un posto cosi importante per la città a dispregio della sua storia e del potenziale economico della città stessa.
      Tra una patina di finto nuovo, e lasciare incontrollato il degrado e l’abbandono e l’illegalità ne corre. Va rilevato che entrambi gli atteggiamenti appartengono all’amministrazione, e non si sia mai trovato un modo di fare un piano di recupero di quei luoghi insieme a cih li abita e li vive.

    45. Mattia marzano? corretto! ma in realtá non l´ho usato mai l´appartamento come studio, ma ho creato un´opera d´arte costosa dentro per la nostra cittá. per il rispetto della tribunale nel palazzo, eppure per il rispetto della terribile famiglia mazzarino e per il valore della piazza garraffello. tutti cittadini popolari sanno bene che il mio studio é stata sempre fra di loro dove lavoravo trasparente ai occhi di tutti. l´ultimo studio ho lasciato nell´anno 2003, perché inutile, stupido e triste avere un studio. certo é difficile a capirmi con una laurea di 110 lode a palermo, ma date voi un po di anni, fate piú l´amore magari con il proprio partner o col´amate, chi se ne frega, ma riflettete tranquilli e poi portate un piano, un progetto almeno.

    46. Di arte ne capisco poco, della faccenda mi sono fatto un opinione, che non voglio condividere o esternarla qui, però una cosa mi preme.. Ma l’ Iva non è al 22%?

    47. Non residenti in Italia pagano 30%, abbiamo sfrattato UVVE, la piazza è di tutti !

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100.000 € per la bellezza di fregare a Palermo, 5.0 out of 5 based on 3 ratings