Nonostante ricada all’interno della Riserva naturale della Favorita, l’area di Case Rocca è attualmente sede di un campo nomadi abusivo che ospita alcune famiglie di Rom tra topi e rifiuti d’ogni genere. Ad aggravare questa situazione, già assai precaria per le persone che vi abitano e per l’ecosistema della Riserva, sono i frequenti incendi dolosi che si propagano sprigionando fumi nocivi per la salute. Adiacente al campo nomadi, ma separato da un muro fatiscente, è un lungo tratto del viale del Fante assai pericoloso per i pedoni e i ciclisti che osino avventurarvisi, anche solamente percorrendo i suoi marciapiedi discontinui.
Da qui l’idea di bonificare l’area di Case Rocca destinandola a verde pubblico con la possibilità di ospitare una fiera semipermanente del folklore europeo. Continua »
Profilo e post di Raffaele Corso
I Giardini di Case Rocca
Il mare d’inverno a Mondello
Non esiste una Sicilia sempre uguale ma Cento Sicilie, come direbbe Gesualdo Bufalino. La nostra terra è diversa ad ogni ora del giorno, nei giorni della settimana, nei periodi scanditi dalle stagioni e attraverso gli anni. E questa continua metamorfosi rappresenta un’occasione straordinaria, un’opportunità per chi ama cogliere la bellezza delle cose attraverso la fotografia. Prendiamo ad esempio uno dei più famosi borghi marinari di Palermo. Quante Mondello conosciamo? Esiste una Mondello estiva, arsa dal sole e orchestrata dalle cicale e dai bibitari, invasa dai bagnanti e dai loro mezzi, intrisa nell’odore del mare, della sabbia e delle panelle. C’è una Mondello autunnale, che regala ancora un clima sorridente, ed una primaverile, serena e bellissima, che offre un contatto più intimo e sincero con il mare. Oggi provo a raccontarvi Mondello d’inverno, il suo mare schiaffeggiato da un vento freddo e persistente che scuote gli alberi e gela il corpo, la sabbia umida mischiata alle alghe, il lungomare in terra di tufo invaso dalle pozzanghere ed un cielo macchiato da nuvole, che restituisce all’ambiente una luce opaca. D’altra parte, come canta Loredana Bertè, «Il mare d’inverno» – anche a Mondello – «è solo un film in bianco e nero»…
Generazione di fenomeni
Palermo. È un giovedì pomeriggio di febbraio e sull’autobus della linea centouno c’è grande affollamento. Tra la congerie di discorsi che si affastellano nell’aria uno in particolare cattura la mia attenzione. Un ragazzo, dall’età apparente di sedici anni, forse diciassette, chiede ad una signora se voglia sedersi e le offre il proprio posto, esclamando: «Signora, visto ca mi talìa da menz’ura, si vuole sedere?». Quest’ultima declina l’invito, ma si intromette un altro passeggero. Un uomo dai capelli bianchi, sulla sessantina, aspetto distinto, si rivolge al ragazzo e lo ammonisce sottolineando che la signora si trovava lì in piedi da un bel po’ di tempo e che il giovane avrebbe dovuto offrirle il posto a sedere parecchio tempo prima. Avrebbe dovuto «scattare in piedi» (cit.) subito appena vista la signora. Il tono autoritario e deciso del sessantenne non sortisce replica alcuna nel giovane, che però non viaggia da solo, bensì con due suoi coetanei, anch’essi seduti. Seguono alcuni secondi di silenzio, poi d’un tratto, uno dei suoi due amici si alza in piedi e con tono minaccioso gli domanda: «’Unn’aiu caputu… Qual è ‘u pobblema?». Continua »
Giocare a FarmVille con la Favorita

Una mattina di qualche giorno fa, da bravo appassionato di fotografia, mi sono deciso a fare quel che in ventotto anni di vita non avevo mai fatto: mi sono addentrato nell’area della Favorita. Sarà per le cattive frequentazioni da parte di prostitute, protettori e guardoni, o per le notizie poco rassicuranti circa aggressioni a inermi corridori, ma me ne sono sempre tenuto alla larga, considerandolo meramente un luogo di transito per raggiungere Mondello. Ebbene, da subito sono rimasto incantato dalla bellezza e dalla varietà della fauna e della vegetazione. Falchi, gazze, anatre, ed altri singolari pennuti si sono mostrati in tutto il loro splendore. Da lì ho capito che quei luoghi hanno enormi e straordinarie potenzialità e ho provato a pensare come potrebbero essere valorizzati in futuro. Ed eccomi su Facebook a pubblicare, su una pagina ad hoc, fotomontaggi che offrano una nitida immagine di questo miraggio.
Immaginate il Parco della Favorita definitivamente chiuso al traffico, con una linea tram in stile retrò per gli spostamenti interni, una pista ciclabile degna di questo nome, una corsia apposita per i corridori, un comodo marciapiede per chi passeggia ed una corsia riservata ai veicoli d’emergenza. Continua »







