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martedì 16 lug

Archivio del 31 Dicembre 2007

  • La Cubito a Jingle bells e i non-divertiti

    Oggi alle 18:15 Maria Cubito interverrà a Jingle bells su Radio Due e parlerà di capodanno e di Ricchi premi e cotiglions.

    Nella puntata di domani si parlerà ancora di capodanno e verrà dato spazio anche a chi non si è divertito. Se pensate di non divertirvi o non vi divertirete lasciate un commento a questo post, alcuni di voi saranno contattati per e-mail per intervenire domani in trasmissione.

    Palermo, Rosalio
  • Notte di Capodanno 2008

    Saranno tre i principali spettacoli di piazza che si terranno stasera.

    A piazza Castelnuovo (Politeama) canterà Nek. A mezzanotte si svolgeranno i fuochi d’artificio. Il concerto è realizzato col contributo dell’Assessorato al Turismo, Comunicazioni e Trasporti della Regione Siciliana e di sponsor privati.

    A piazza S. Anna si svolgerà una serata organizzata da Rifondazione Comunista con i dj set di Dj Blatta & Inesha.

    A piazza Kalsa alle 21:00 avrà inizio un concerto di musica napoletana, siciliana e italiana con Gino Sandrelli, Gianni Antonio, Gianni Di Giovanni e Tony Colombo. Dalle 23:00 panettone e spumante gratuiti per gli spettatori e dopo la mezzanotte dj Campanella.

    Tutte le serate nei locali da Balarm.

    Palermo
  • Sei di Palermo se…

    Laura e Maria mi hanno girato una lunga sfilza di condizioni rivelatrici della palermitanità. Circola per blog ed e-mail, con lievi varianti. Non sono riuscito a trovare la fonte originaria ma se ce la segnalate siamo prontissimi ad attribuirla. Sembra che tutto sia partito dal wall del gruppo Sei di Palermo se… su Facebook. Buona lettura.

    Sei di Palermo se…

    AGGIORNAMENTO: i contenuti dell’e-mail sono stati rimossi dal post poiché è stato appurato che erano presenti su Facebook e la loro pubblicazione richiederebbe il consenso degli utenti che li hanno postati.

    …continua (continuate voi? ;))

    Palermo
  • Gli alberi di via Belgio

    Non ho un preciso ricordo degli alberi di via Belgio. Rammento a malapena un verdeggiare stinto in fondo a un buco nero. Il verdeggiare è quello che resta della mia memoria, circondata dal buco nero scavato dagli anni. Ognuno ha fissato un più o meno consapevole punto di non ritorno, di fuoriuscita dall’incanto dell’infanzia. A me accadde una mattina, quando mi accorsi che gli alberi di via Belgio non c’erano più. I filari avevano lasciato il posto a moncherini di tronco. Meraviglie mozzate. Stupri. Era il prezzo da pagare al dio traffico. Quando passo da via Belgio, adesso, sento la gente che si lamenta del cavalcavia, vedo prigionieri furibondi che strepitano a clacsonate impastoiati nell’ingorgo, noto l’orda automobilistica che si danna per gli sforamenti gassosi dei limiti di salute pubblica. E vengo preso da un morso crudele al centro del petto. Però penso che doveva finire per forza male. Non si uccidono impunemente gli alberi.
    Erano belli gli alberi di via Belgio. Erano solenni e confidenziali. Erano luminosi e affettuosi. Sembravano distanti, mentre svettavano in altezza verso il cielo. Eppure avevano rami dolcissimi, come mani tese incontro alla terra. E sapevano accarezzare il viso dei bambini. Esiste un rapporto speciale tra i bambini e gli alberi. I più arditi costruiscono rifugi tra le fronde, i pensatori si limitano a guardarli. In entrambi i casi, i gesti riassumono un’incrollabile voglia di fuga, la certezza che esiste un mondo migliore, la necessità di trovarlo attraverso gli alberi. Si parlano bambini e alberi. È un continuo sussurro di parole magiche, che diventano incomprensibili quando cominci a crescere, quando il perimetro del tuo cuore ti basta e non cerchi più rifugi nel fogliame indistinto. Continua »

    Palermo
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