venerdì 17 ago
  • Lavoro

    Sfatiamo una delle solite leggende me­tropolitane denigratorie sulla città. A Paler­mo il lavoro c’è, basta darsi un po’ da fare.

    Se non sei ancora riuscito a farti assu­mere alla Regione, se non riesci a ottenere il finanziamento di un corso di formazione nonostante abbia avuto la fantasia di inven­tartene alcuni campioni di inutilità, se hai perso il treno delle plurime tornate eletto­rali che hanno creato figure originalissime come “gli articolisti” i “lavoratori social­mente utili” e gli “enumeratori di tombini” o decuplicato il personale di parecchi uffici, non disperare.

    Intanto, per portarti avanti, tenta il suici­dio o commetti un reato, così sarai preferito nelle assunzioni e, se non hai mai trovato il tempo di prendere la patente, fai pure do­manda all’azienda dei trasporti o come auti­sta al centodiciotto.

    Qui di seguito, comunque, ti suggeriamo svariate possibilità d’inserimento lavorativo mirate alle tue esigenze e peculiarità.

    1) Sin da piccolo hai sempre detestato Palermo? La costruivi col Lego per po­terla poi disintegrare ballandoci sopra? Trovi che sia una città volgare e insop­portabile? Sai per certo che i palermita­ni non cambieranno mai?

    Il mestiere ideale è: il sindaco. Se ti manca la fantasia, puoi documentarti sul­l’esperienza di chi ti ha preceduto e, se non basta, sbizzarrisciti con idee sensazionali, è una città che non smette mai di offrire spunti innovativi. Finanzierai parcheggi o opere pubbliche che non vedranno mai la luce, saprai in anticipo come sfruttare af­fari immobiliari, bandi europei, contributi e agevolazioni per te e i tuoi amici. Stipen­dio e benefit a svariati zeri sono assicurati e potrai anche fruire del supporto dei tanti impiegati pubblici a disposizione per le tue occorrenze personali e familiari.

    2) Sei un tipo tosto? Resisti alla vista del sangue? Ti piacerebbe ingioiellarti con oro massiccio?

    Il mestiere che fa per te è il mafioso. Dai voce in giro e troverai la cosca più vicina a casa tua…

    Tratto da Palermo – Manuale di sopravvivenza.

    Ospiti
  • 28 commenti a “Lavoro”

    1. Concordo con Dario. Se tutto il libro è così…

    2. Quoto la perplessità di Dario….mah,bis!

    3. Maaaaa…???
      No, ci ho ripensato…. meglio il mah… di Dario

    4. perchè la realta’ e tanto diversa?

    5. Realistico. Tristemente realistico. Più di quanto qualsiasi palermitano orgoglioso voglia credere….

    6. Sono stata una delle prime a leggere il libro, ancor prima venisse pubblicato. E’ un libro che fa ridere, arrabbiare, ma soprattutto riflettere. E’ scritto da una penna che negli anni ha raccontato Palermo in maniera coinvolgente e divertente, mescendo al noir i “colori” di questa terra, esportandolo nel resto d’Italia: Valentina Gebbia ha ricevuto importanti riconoscimenti, ed è stata finalista per ben due volte al Premio Scerbanenco, il più prestigioso nella categoria noir, insieme a Faletti e Camilleri. Questo era solo per chiarire alcuni punti, fondamentali per comprendere una cosa che credo molto semplice: solo chi ama profondamente la propria terra, chi ne conosce i vari aspetti, chi li ha indagati come cittadina e giornalista, come scrittrice e visitatrice innamorata (possiamo esserlo noi tutti, ogni giorno, nella nostra città) ha il coraggio di raccontarla con stridente realtà, esercitando in questa maniera la propria voglia di cambiamento e riscatto. Forse sorridento, anche a denti stretti, si riflette meglio e si agisce di più.
      Beh a questo punto vi invito alla presentazione di oggi: ore 19, Villa Costanza in via Pietro Bonanno, 42 (alle falde di Monte Pellegrino, lato Villa Igiea)

      Saluti,

      Rossella Puccio

    7. Rispetto tutte le opinioni e esprimo anche la mia, posso sintetizzare dicendo che ciò che ho letto in questo breve stralcio non mi ha ftto sorridere nemmeno ” adenti stretti”, non perchè dica qualcosa di non vero, ma perchè non l’ho trovato innovativo o più semplicemente divertente, questo è tutto.
      Se avrò moddo lo leggerò per intero ed esprimerò un parere più dettagliato in seguito.
      Saluti.

    8. tristemente realistico. Mi sorgeva un dubbio: leggo nella tua biografia di Rosalio che hai iniziato da conduttrice ecc. poi da 9 anni fai la bancaria.
      Per caso per lavorare in banca hai vinto qualche concorso oppure fai parte di uno degli esempi proposti nel pezzo?

    9. Cara Danila, comprendo la tua perplessità, purtroppo essendo un brano tratto dal libro, è estrapolato dal suo contesto. Il libro è una guida grottesca, che denuncia usando però una scrittura satirica che parla della città dal punto di vista di un’etica invertita.

    10. Non me ne voglia l’autrice, avevo intenzione di comprare il libro da leggere sotto l’ombrellone, ma dopo questa cicca tornerò sui polverosi classici, che almeno non deludono
      Saluti da una infuocata capitale

    11. Bob…ti sembrerà strano, suppongo tu sia palermitano, ma io è valentina siamo vincitori di un concorso pubblico negli anni 80….siamo stati assunti alla C.C.R.V.E…..Valentina ha lasciato la banca negli anni novanta, è diventata qualla splendida scrittrice che moltissimi conoscono……io continuo a fare il bancario con molta sofferenza…..
      In ogni caso quello che scrive la Gebbia in questo ultimo suo scritto è una realtà che tutti i palermitani conoscono e che magari, speriamo per poterla esorcizzare, non vogliono riconoscere.
      Non riesco però a capire la tua domanda, Bob….che ci azzecca col commento al libro?

    12. E’ un tipico comportamento palermitano quello di mettere la testa sotto la sabbia, quando si trova di fronte a qualcosa di lealmente “veritiero”.Leggerò il libro con molta attenzione, perchè sicuramente mi darà la possibilità di “sopravvivere” cosa che, in questo momento storico abbiamo tutti tanto ma tanto bisogno!!!

    13. M’è bastato leggere delle “originali figure” create, quali LSU, e ho deciso: “comprerò il libro!” Si, perchè voglio sapere cosa ne pensa la scrittrice di queste FIGURE… Mi scoccia troppo sentire e leggere sempre critiche per questi lavoratori. Ok..ok su 50, 30 si grattano la pancia…ma gli altri 20 si fanno il culo, REGGONO uffici comunali, hanno contatti con la cittadinanza (chissà forse sarà capitato anche alla Signora di parlare con uno di questi!) e strano ma vero, hanno una cultura spesso più che decente…ma comunque, sono e restano LSU…mi sa di malattia infettiva…come HIV e quindi meritano essere derisi e criticati. Guardatevi tutti bene intorno, non tutte queste FIGURE fanno schifo… Sono stata LSU e mi sono fatta il culo. Sono inc@zz!!! Ahh…complimenti sinceri a Valentina Gebbia per i suoi riconoscimenti…

    14. Rimango attonita nel leggere alcuni commenti sopra scritti….ineffetti siamo arrivati a doverci vergognare di noi stessi e della nostra bella Palermo proprio per questo tipo di persone e relativi comportamenti.Per fortuna non siamo tutti uguali…!
      Avendo letto già in parte il libro, penso che sia IL MEZZO PERFETTO per farci capire quanto siamo “cafoni” ma ci sentiamo civili…..
      Ma cosa aspettiamo, la manna dal cielo???
      Non basta vestire con abiti firmati e avere il rolex per poi svuotare il posacenere dell’auto per strada o gettare il bicchierino del caffè per terra……!!!!VERGOGNAMOCI TUTTI!!!
      Ricordiamoci che a Palermo si dice “parra comu manci”, ossia non apparire un gran signore quando non lo sei affatto.Meditiamo e prendiamoci le nostre responsabilità.
      Per questo RINGRAZIO l’autrice che ha avuto il coraggio di mettere per iscritto tutto quello che i palermitani onesti e civili pensano!!!!!!

    15. PS: prima di commentare vi consiglio di leggere il libro.
      E’ un attacco al sistema clientelare e a chi sfrutta il bisogno altrui, non certo un attacco a chi lavora!

    16. sicuramente scelgo sindaco!

    17. Il libro deve essere letto e poi commentato. Per quanto riguarda i posti di lavoro creati ad hoc e mantenuti a sfregio della loro palese inutilità c’è poco da dire, è vero che alcuni (rari) LSU et similia fanno il lavoro dei 50 che non fanno nulla ma questo non giustifica il mal costume. I canali di accesso ai posti di lavoro devono essere UGUALI per tutti, non mi interessa che 10 LSU si “facciano il ****”. La possibiltà di lavorare deve fare affidamento solo ed esclusivamente sulla meritocrazia e sulla reale necessità di assumere qualcuno per fare qualcosa!

    18. @ giuseppe
      C’entra… a pancia piena siamo tutti bravi a parlare della fame nel mondo. Cmq credo che con una buona promozione al nord, sarà un best seller. Un po come Focacceria San Francesco che da noi (ormai a causa della scarsa qualità) è disertata dai palermitani, mentre al nord ha grande successo.

    19. il mio mah… significa semplicemente che non ho trovato divertente l’estratto e che non mi invoglia a comprare il libro. Nulla contro l’autrice, che non conoscevo. Solo che non lo trovo divertente ne originale, mi ricorda un pò lo stile di giobbe covatta ma meno brillante.
      Sicilian Tragedi, Ottavio Cappellani, lui si che mi ha fatto ridere. Ed anche lì c’è…. “una denuncia usando però una scrittura satirica che parla della città dal punto di vista di un’etica invertita. ” 😀

    20. Ehi ragazze,ragazze, donne e uomini di ogni età che frequentiamo Palermo;: ci rendiamo conto che tipo di agglomerato urbano calpesano i nostri piedi e vedono i nostri occhi? Sentiamo che aria ci fa respirare questa città? Che cosa ci fate (qualche volta anch’io) in questo ammasso di cemento cadente?
      Da Caltabellotta (paese dove abito, 115 Km da PA) fino a via Ernesto Basile ho impiegato 90 minuti; da via Ernesto Basile al Foro Italico ho impiegato 80 minuti. A voi il commento.

    21. A me piace tantissimo.
      Visto che evidentemente le armi convenzionali non servono contro il degrado della città si fa benissimo ad usare il l’ironia, l’iperbole e il sarcasmo

    22. @Bob
      Continuo a non capire la tua insistenza sull’argomento, assunzione per raccomandazione, visto che non è così nel caso della autrice.
      Mi sto convincendo che tu sia proprio uno di quelli che “parlerà” tantissimo della fame nel mondo, mi auguro di sbagliare.
      In ogni caso, visto che non avrai letto il libro, ti sottolineo che una delle caratteristiche, anzi la prima, del palermitano puro, descritta dalla scrittrice e quella che:
      HA SEMPRE RAGIONEPER UNZIONE DIVINA.
      ti riconosci?
      medita…….

    23. criticare un libro senza averlo letto e’ tipicamente palermitano!!!!!!Ieri sera eravamo centinaia di persone entusiaste alla presentazione……avercene come Valentina Gebbia!!

    24. Ma perchè non posso espiremere un parere sul brano pubblicato?
      Tra la l’altro ho già scritto che mi riservo di commentare più approfonditamente il libro dopo averlo letto integralemtnre, lo stralcio qui postato non mi ha entusiasmato…è possibile epreimere un parere, oppure in nome di una non definibile mania del non essere ” tipicamente palermitano” bispogna essere sempre e su tutto assoultamente neutri????
      Boh…rimango sempre più basita…

    25. Bell’articolo, dai propositi buoni ma con contenuti non sempre esatti. In particolare per la definizione di alcuni lavoratori come “enumeratori di tombini” inizialmente additati in quanto si disconosceva il loro reale servizio. Infatti dopo alcuni articoli di accusa e dopo alcuni chiarimenti che forse non sono stati ben ascoltati, si è capito che quegli enumeratori in realtà hanno svolto un servizio per la città. Sono state catalogate e riportate in una planimetria dell’intera città di Palermo da una società che lavora per conto del Comune e poi sono state costantemente monitorate per verificare il servizio dell’amap. Vi ricordo che qualche anno fa con una semplice pioggiarella succedeva quello che oggi succede solo con le pioggie torrenziali che ci affliggono. Una cosa simile è stata fatta anche per i contenitori dell’Amia, in questo caso non credo che si possano chiedere miracoli, tutti conosciamo le vicende dell’EX AMIA ora RAP. Nel prossimo articolo consiglio di arricchire diversamente gli articoli se non si conoscono con esattezza i fatti.

    26. La scena a Palermo è sempre la stessa: un lavoratore con una pala intento a pulire/fare qualcosa e altri 10/15 personaggi con casacca gialla intenti a guardare, ridere, fumare e sproloquiare. Questo è il vero lavoro a Palermo, quando si nomina tale parola a Palermo ci si deve riferire a scene del genere, inutile far finta che non sia così e giustificare chissàchi.

    27. la verita fa male.Non e’ originale ma ci dice perche’ non riusciamo a cambiare

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