venerdì 17 ago
  • Finanziato il Portale dei servizi online del Comune di Palermo

    La Regione Siciliana ha ammesso a finanziamento per 1,2 milioni di euro il portale dei servizi online progettato dall’Ufficio TLC del Comune di Palermo nell’ambito del PISU Palermo Capitale.

    Il portale permetterà di fornire servizi ai cittadini, alle imprese e alle altre amministrazioni e l’infrastruttura tecnologica sarà basata sulle funzionalità della piattaforma di e-government già realizzata nell’ambito del progetto MAIA. Lo sviluppo sarà a cura della Sispi.

    I servizi erogati sono organizzati nelle seguenti aree tematiche:

    • servizi tributari;
    • servizi demografici;
    • servizi di pubblica istruzione;
    • servizi di polizia municipale;
    • servizi di pagamento.

    Il progetto consentirà di abilitare i 38 punti di attivazione dislocati sul territorio comunale presso gli uffici demografici decentrati, dai quali sarà possibile accedere al servizio. È previsto anche l’accesso in remoto non solo da computer, ma attraverso qualsiasi dispositivo elettronico abilitato, agevolando la connessione mobile.

    Palermo, Sicilia
  • 46 commenti a “Finanziato il Portale dei servizi online del Comune di Palermo”

    1. si si…come la prenotazione all’ufficio catasto. Non è la tecnologia sbagliata ma le persone che dovrebbero farla andare avanti!

    2. 1,2 millioni di euro per un portale ,per un portale che già prevedo non finiranno, o che se finiranno sarà nakakata….1,2 milioni ?!?!!!! Palermo it’s cool

    3. …finiremo come la Grecia…

    4. 1,2 milioni di euro?????
      Ma com’è possibile che nessuno si renda conto
      !?!?!?!?!?!?!?!

    5. Sarà un ottimo servizio…

    6. 1,2 milioni per il portale del sito SALVO POI NON AVERE UN EURO per sistemare la ringhiera di mondello paese, di comprare le targhe per le nuove strade e di rimuovere il vergognoso cumulo di sfabbricidi dalla piazzola di via monte erecta (la prima sulla sinistra salendo per monte pellegrino). solo per fare 3 esempi. scandaloso a dir poco

    7. Il sito Sispi già promette bene…come del resto quello del comune!

    8. aha, poi?

    9. – circa 100k per il sito
      – circa 300k per change management
      – circa 200k per governance IT
      – circa 200k per infrastruttura IT
      – circa 100k all’anno per la maintenance
      facendo i buoni si potrebbe anche arrivare alla cifra proposta per un portale che sostituisca COMPLETAMENTE e FIN DAL PRIMISSIMO GIORNO del golive le procedure cartacee per l’amministrazione pubblica, con tanto di servizi di eGovernance a sportelli virtuali con tutti i servizi del comune, del catasto etc.

      Non so perché ma ho l’impressione che sarà un bel sito internet con tecnologia statica, un link con qualche pagina che parla delle bellezze di Palermo ed una bella pagina contatti con indirizzi mail che nessuno controllerà mai.

      Ad ogni modo i posteri dovrebbero poter dare l’ardua sentenza in tempi brevi, un progetto del genere è realizzabile in 1 o al massimo 2 anni (a volere essere moooooolto buoni)

    10. ci lavorera’ anche il figlio del marinaio alioto gia’ in forze alla sispi?

    11. errata corrgie: di=*per*

    12. Solo per dire che non ho un’opinione. E non avere un’opinione quando è ponderata assenza di idee, ovvero quando è un’opinione, è la peggiore delle opinioni.
      Palermitana agnosticamente delusa

      biblioceca.ilcannocchiale.it

    13. come al solito si parla di un qualcosa lasciato nel limbo.
      QUALE SAREBBE IL PRODOTTO FINALE?
      Qualcuno sa precisare i vantaggi per l’Utenza?

    14. Servizi al cittadino. Di che livello di e-government stiamo parlando, qui?
      Perché uno magari poi si aspetta davvero di poter fare tutto via internet, tipo richiedere un certificato, un’autorizzazione, un documento che poi si stampa sulla propria stampante di casa e abbia validità uguale a quella dei documenti forniti allo sportello.
      E invece no. L’e-government all’italiana è solamente di tipo informativo o di prenotazione (tutt’al più). I problemi di autenticazione e di certificazione inequivocabile sono al momento insormontabili (tutti noi dovremmo avere un lettore di smart card per poter leggere la famosa tessera sanitaria, che potrebbe fungere da personal id) o anche solo della fantomatica casella di posta certificata, cosa che ovviamente non è.
      Per cui il sito si risolverà in un bel portale di front office ed il resto servirà alla Sispi per continuare a sopravvivere.

    15. che la tessera sanitaria sia stato un grade bluff era prevedibile, serve solo a prendere le sigarette al distributore per i ragazzini sotto i 16 anni con la tessera del padre..

      perche` se parlaimo di servizi sanitari ogni qualvolta ho prenotato o fatto un esame non mi hanno chiesto la tessera ovviamente..

      per il portale servizi, il problema dei servizi palermitani sono il 75 % degli impiegati assolutamente inadeguati e incompetenti..e il 35 % che fa il lavoro anche degli altri 75% .. lo vediamo ogni giorno e non prendiamoci in giro etc..
      l`informatizzazione deve seguire ad un funzionamento a orologio della amministrazione reale, altrimenti e` soltanto una lavata di faccia…ma brunetta che fine ha fatto????

    16. La tessera sanitaria serve anche per registrarsi nel portale dell’INPS.

    17. @Davide Rizzo

      1 o 2 anni? Ad essere veramente molto ma molto buoni….superati 6 mesi…già mi sentire in imbarazzo con il committente!!

    18. Qualcuno ha visto questa nuova meraviglia? http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/SIT_PORTALE/
      Il “portale” è attivo da questo mese.
      Certamente è meglio che niente (sigh!), ma mi piacerebbe tanto sapere quant’è costato…
      Strano però: talvolta l’atteggiamento di tanti verso il web si sveglia solo per pianificarne i costi.
      Che, normalmente, sono stimati in modo a dir poco stratosferico.
      Specie quando si tratta di soldi pubblici che, nella nostra città, non sono mai sufficienti per gestione ordinaria.
      Nessuna illazione, per carità: sono quasi certo che questi costi siano ritenuti sostenibili solo per pure ignoranza della materia…

    19. si infatti io con l`imps ci parlo un giorno si e uno no..

      il problema e`che la tessera sanitaria andrebbe fatta come in america il numero di previdenza sociale..

      hai un solo numero che ti serve come riferimento per patente, tessera sanitaria, e servizi in generale..

      quando chiami l`amministrazione dai un solo numero la previdenza sociale e con quello entri nei portali e nella burocrazia..

      c`e` un po` troppa confusione nella regione siccilia, per questo dico e` solo una lavata di faccia, prima si riforma quello che c`e` e poi spendi un milione di euro a fare il portale..se il servizio riformato funziona, come e` ovviomente prevedibile, il portale diventa il passo successivo e ne migliora la funzionalita`

      altrimenti e` inutile.

      proposte: pensionamenti anticipati, per togliere un po` di persone inutili (come direbbe vrunetta fannulloni…)
      mettere un po` di neolaureati in ingegneria informatica dietro i terminali, e gente preparata al rapporto col pubblico.

      snellire le pratiche, eliminare gli ex lsu dai servizi nelle circoscrizioni.
      inserire il concetto di meritocrazia e produttivita` negli uffici comunali.
      trasparenza e valutazione da parte del cittadino ai servizi proposti.

      costerebbe piu` di un milione di euro, ma credo che alla fine in un paio di anni forse se vai al catasto le pratiche escono immediatamente, e se chiedi un certificato di nascita impieghi pochi minuti..

    20. @Franz
      un periodo di 12/24 mesi, secondo il perimetro funzionale del progetto, è più che normale (faccio questo di mestiere anche se non lavoro per la “prestigiosa” sispi). Vanno considerate infatti le problematiche legate all’ottimizzazione dei processi, al change management etc.
      Poi sono d’accordissimo sul fatto che alla fine sarà fatto solo un sito internet (la qual cosa potrebbe farla anche un ragazzino di 20 anni con qualche conoscenza di html) e che i soldi verranno spesi in altra maniera. In tal senso l’esempio del MAIA è davvero da dilettanti.

    21. mi ripeto,siamo alle solite.
      Parliamo di progetto
      e si fa cenno all’impegno di spesa per realizzare qualcosa di indefinito o definito in modo assolutamente generico,il che significa niente.
      .
      Il primo elemento e’ stabilire l’OBIETTIVO del progetto.Cioe’ che cosa si vuole ottenere.
      E’ su questa base che si va a quantificare l’impegno di risorse,i tempi,i modi di realizzazione ed alla fine i costi.
      Qui ripeto non si sa di che si parla.
      .
      E come al solito,sono i commentatori che cercano
      di metterci la “sostanza”.
      .
      In quanto ai giovani neolaureati in informatica,il loro ruolo NON e’ quello di sostituire i terminalisti,semmai e’ quello di partecipare attivamente allo sviluppo dei sistemi informativi.

    22. Tonio
      volevi dire 75 e 25
      oppure 65 e 35?
      .
      Poi mi fai sapere comunque come sei arrivato
      a tirare fuori questi numeri.
      .

    23. vai alla gesap per pagare le tasse e su 4 operatori 1 e` preparato ed efficente gli altri 3 sono assolutamente incompetenti e arroganti..

      in matematica non sono ferrato..

    24. Giorgio delle 19.17, in effetti la penso come te:
      1- IDEA:
      un progetto nasce grazie alla genialità di un idea che viene sviluppata mentalemnte e poi pianificata con un team
      2- TRIPLO CONTROLLO:
      Scopo (cosa deve essere fatto e come),
      Tempo (di realizzazione),
      Costo (insieme delle risorse necessarie).
      3- ANALISI DEGLI STAKEHOLDERS:
      individuare le categorie di persone che direttamente o indirettamente hanno un interesse nel progetto.
      4- L’OBIETTIVO:
      perché si realizza questo progetto?
      obbiettivo S.M.A.R.T.:
      S = Specific (specifico nei dettagli, legati a numeri, frequenza o percentuali) –
      M = Measurable (misurabile in quantità, così da valutare le prestazioni) –
      A = Achievable (raggiungibile in termini realistici con azioni concrete e con l’accordo degli stakeholders) –
      R = Relevant (rilevante in termini di impatto per l’organizzazione) –
      T = Time (tempo, legato al tempo con date o periodi specifici).
      5- DELIVERABLE E MILESTONE: cosa si va a consegnare, e le pietre miliari.
      Deliverable: compiti di attività che devono essere prodotti per completare il progetto.
      Milestone: raggiungimento – nell’ambito dei vari compiti – di importanti traguardi che insieme costruiscono il corpo del progetto. Un gruppo consistente di deliverable costituisce un milestone che si misura con una percentuale di avanzamento dell’opera o del budget speso.
      6- STRUTTURA DI LAVORO:
      la lista delle cose da fare e dell’integrazione e relazione tra le cose stesse all’interno del progetto. Costituisce la base per assegnare ruoli e responsabilità, costi e tempi. Aiuta a stimare meglio il tempo, a ridurre i problemi di varia natura. Coinvolge l’intero team e ognuno partecipa in maniera creativa con una chiarificazione degli obiettivi e aumento della motivazione. Con i compiti si vanno a definire le competenze tecniche, si stima il tempo e il costo necessario per ogni singola operazione facente parte del progetto complessivo.
      7- IL TEAM:
      ogni membro deve avere chiara la visione del progetto con i target prefissati e la direzione da seguire per raggiungerli. I 6 punti da sviluppare per creare un team di alte prestazioni con ottime possibilità di successo sono: creare il senso di appartenenza – far conoscere l’intero progetto – riuscire ad ottenere consensi di gruppo – apprezzare il lavoro svolto – creare un livello di reciproca stima – responsabilizzare il team con capacità di delega.
      8- ANALISI DEI RISCHI:
      cercare di identificare prima di avviare operativamente il progetto quali potrebbero essere i fattori di rischio e individuare azioni da lanciare per ridurre l’impatto dei rischi nello svolgimento delle fasi successive del progetto. E’ importante per non allungare di troppo i tempi di chiusura del progetto (perchè un progetto ha un inizio ed una fine, i progetti che non si concludono entro il termine stabilito portano ad aumento di costi e spesso non raggiungono l’obiettivo prefissato in partenza).
      9- PIANO DI COMUNICAZIONE:
      la comunicazione deve essere all’interno del progetto (tra i membri interessati allo sviluppo del progetto stesso) e all’esterno con gli stakeholders diretti e indiretti. E’ una delle parti fondamentali per la buona riuscita del progetto perchè la condivisione delle informazioni porta al rafforzamento del progetto stesso.
      10- BUDGET E TEMPO:
      elementi che vanno continuamente monitorati durante tutte le fasi del progetto (dall’inizio alla fine) e riferiti ad ogni singola unità operativa del progetto (cioè riferiti a nomi e cognomi che lavorano al progetto al fine di individuare chi è il responsabile di un ritardo e quanto soldi necessitano per gestire quel ritardo).

      Questo solo per raggiungere l’obiettivo che si è prefissato il progetto.
      Una volta inaugurati e attivati i servizi telematici citati nel comunicato, bisogna gestirli negli anni con standard minimi di prestazione assicurati.
      certamenteee

    25. @sandra lo verde
      visto che proponi l’approccio SMART…perché non proporre anche l’ADM? 😉

    26. aggiungi-togli multiplexer ?
      o sbaglio?

    27. Tonio
      il fatto e’ semplice.Quando si parla di percentuali,la somma dei singoli elementi
      deve fare 100.

    28. io non parlavo di idee geniali.
      le idee geniali riguardano i precursori e non certo lo sviluppo dell’informatica nella P.A.
      Siciliana.In Sicilia in certi settori ce’ un RITARDO DI CINQUANTANNI.
      L’idea di potere pagare i bollettini verso le aziende comunali o regionali,dal proprio computer di casa,ha poco ormai di geniale.
      E’ un’esigenza prioritaria,perche’ e’ soggetta a scadenze,e quindi more e sanzioni.
      Altri l’hanno realizzato da tanto tempo.
      Questo permetterebbe di accorciare le code agli
      Uffici Postali,dove nel 2010 ,a Palermo,devi andare 1,2,3 volte,e forse piu’ con enorme spreco di tempo.Sommando le 2 o 3 ore di attesa per 100 persone sono duecento o trecento ore perse.

    29. a quanti scrivono utilizzando sigle,
      raccomando di spiegare bene di che trattasi,
      altrimenti resta un dialogo tra iniziati.
      .
      Si puo’ conoscere una metodologia,
      per averla studiata,
      o per averla sperimentata.
      Sono 2 cose profondamente diverse.
      .

    30. @Giorgio
      hai ragione, scusami…l’ADM in questione é una metodologia di lavoro usata da una società americana (A…….e, giusto per non fare pubblicità) e sta per A… Delivery Methods.

      Senza pretesa di onniscenza, penso che l’Italia in generale sia indietro rispetto a questo modello di eGovernment che sulla carta funziona sempre ma la cui realtà é ben altra cosa. Senza citare i miei pezzi di carta o il mio attuale posto di lavoro, basta fare due esempi:
      – da normale cittadino europeo ho potuto richiedere dei documenti dalla pubblica amministrazione francese semplicemente riempiendo un form online e facendomeli recapitare nel giro di 4 giorni al mio indirizzo a Parigi; ovviamente tutto l’iter era tracciabile online
      – da altrettanto normale cittadino italiano ho prenotato un appuntamento con il consolato italiano a Parigi ma quando ci sono andato ho capito che la prenotazione era “generica” e dava unicamente accesso al locale dove, tra una partita a carte dei carabinieri e la televisione con UnoMattina, si faceva un’unica fila per qualunque ufficio, con l’ovvio risultato che ho dovuto perdere una mattinata intera
      Poi possiamo disquisire di termini che fanno brodo tipo eGovernment, TLC, fruyibilità etc (come piace fare a molti, io per primo) ma la realtà é ben altra.

    31. Una volta, un mio amico che lavorava per le P.A., cominciò a proporre un sistema di e-government grazie al quale, a partire dal protocollo elettronico e da un semplice barcode da apporre sui documenti in entrata, era possibile tracciare l’iter di una pratica passo per passo. Il cittadino che aveva inoltrato la domanda poteva seguirla via internet e sapere su quale scrivania di quale ufficio era transitata e su quale fosse bloccata.
      Bello vero?
      Beh, adesso non sarà difficile indovinare quanti Comuni siciliani abbiano acquistato tale sistema…

    32. cerchiamo di dire le cose come stanno.
      .
      In Sicilia c’e’ sempre stata un’avversione per i sistemi di automazione,per una serie di ragioni, come l’inadeguatezza propria di certi addetti operativi
      o peggio ancora la consapevolezza di potere essere
      controllati nell’espletamento del proprio lavoro,
      e quindi misurati e sollecitati,
      in ogni caso di perdere quel tipo di potere che ognuno ha quando si ritrova di fronte un cittadino che chiede di portare avanti la propria pratica.
      .
      Eppure oggi e’ disponibile tutta la tecnologia in base alla quale
      il contatto fisico cittadino-dipendentepubblico,
      dovrebbe essere l’eccezione e non la regola.

    33. Davide Rizzo
      il “come lo fai” riguarda la selezione dei tanti sistemi disponibili.
      Io ancora non ho capito,in questo post,cosa si propongono di fare questi spendendo 1,2
      milioni di euro.
      Non e’ una questione di cifra,e’ una questione di
      carenza informativa.
      Qualcuno avra’ pure quantificato 1.200.000 euro.
      Per ottenere che cosa?

    34. Caro Giorgio,
      quando si danno delle cifre non ci si limita a fare una semplice “software solection”. L’ultimo “chiffrage” al quale ho partecipato é durato 1 mese ed alla fine la cifra di 10milioni di euro é uscita con considerazioni che non si limitavano al particolare sistema scelto, tutt’altro.

      Per questo dico che quanto annunciato non é giustificabile o attaccabile per principio. In effetti un riassunto del perimetro del progetto é stato dato nella lista dei servizi di PA, demografici e quant’altro (che si PRESUPPONE siano automatizzati, anche se non é specificato) ed un rollout su 38 filiali. In questo tipo di progetti la componente “tencologica” non é l’unica e non necessariamente la più importante (mi permetto di dirlo perché faccio questo di mestiere).

      Riassumo quindi il mio pensiero: tale tipo di progetto se fosse fatto con i dovuti crismi non si ridurrebbe affatto alla creazione di un sito internet gestito da un neolaureato 20nne, ma alla fine temo che questa sia l’idea di eGovernment immaginata in Italia e realizzabile con il budget limitato (intendendo che degli 1,2 mil di euro, almeno 1mil deve pur servire a pagare i servizi dello “zio totò” di turno).

    35. @Davide Rizzo

      Davide anche io faccio questo mestiere…12/24 mesi? Un tempo limite, ma certamente giustificato per un sito con le pampine e con certe funzioni, ma ti assicuro che appena vedrai il sito, ti sembreranno troppi 3 mesi!!! Vuoi scommettere? 😉

      @rosalio
      Tanto per sapere, perchè hai cancellato il mio post?
      Non era offensivo ne fuori tema…

    36. È previsto anche l’accesso in remoto non solo da computer, ma attraverso qualsiasi dispositivo elettronico abilitato, agevolando la connessione mobile, significa, che oltre i servizi online ti danno anche il wifi pubblico ? Troppo bello se è così e si giustificherebbe la spesa penso, no ? che ne pensate ?

    37. Un altro modo per dare soldi alla Sispi, come se circa 10 milioni di euro all’anno non le bastassero… Ah già, bisogna aumentare gli stipendi ai figli dei VIP che lavorano lì dentro senza avere mai fatto un concorso pubblico, ma per “chiamata diretta” per il loro “rispettabile” CV.
      Scommetto che questo progetto non l’hanno fatto nemmeno loro (la Sispi), ma lo hanno commissionato a qualche consulente esterno o stagista pagato quattro soldi… Mi piacerebbe parlare con il progettista di questo “portale” per capire meglio quali sono queste mirabolanti funzionalità…

      Giovanni B.

    38. phantomas
      avendo tu scritto questa frase
      ………agevolando la connessione mobile, significa, che oltre i servizi online ti danno anche il wifi pubblico ? Troppo bello se è così e si giustificherebbe la spesa penso, no ? che ne pensate ?…………..
      la prima cosa che penso e’ che c’e’ tanto bisogno nei blog incontrare persone come te(e non ti sto prendendo in giro).
      Quindi,col tuo ragionamento,se ti avessero detto non 1,2
      ma 2,4 ovvero
      3,6 milioni di euro
      credo che avresti comunque scritto quanto hai scritto.
      .
      Ora insisto a dire che quando ci sono di mezzo soldi pubblici,serve una analisi dettagliata
      delle voci di spesa.
      Meglio ancora disporre di un capitolato d’appalto.

    39. Davide Rizzo
      tu stai dando alcune specifiche di progetto,poche per la verita’,ed altri hanno espresso l’unico dato certo)fin’ora emerso qui),
      1,2 milioni di euro.
      Comunque non credo che non esista un Documento che quantifica e giustifica la spesa.
      Si chiama COST JUSTIFICATION

    40. Per la prima volta mi sembra che farsi capire dai miei concittadini sia più difficile che farmi capire dai parigini: un capitolato d’appalto, cahier des charges o business blueprint che dir si voglia non è certo interessante (e comprensibile) dall’utente medio di un blog. Per mia natura e vocazione professionale le specifiche di progetto le ricevo e non le do. Volevo semplicemente far presente come sia facile commentare una cifra (che senza specifiche non è di per se né alta né bassa).
      La mia sensazione (vedendo già la “qualità” con la quale si presenta l’ente che si occuperà dell’implementazione) è che si tratterà dell’ennesima “vache à lait” come si dice da queste parti.

    41. caro Davide,
      guarda che in quello che ho scritto c’era dentro un complimento per te.Nella fretta puo’ essere che il senso dei miei commenti abbia creato qualche
      problema di interpretazione.
      Non e’ certo l’utente del blog che deve giustificare la cifra.C’e’ qualcuno che ha tirato fuori quella cifra,e non credo dal cappello a cilindro.
      Per altro,se uno mi dice che vuole spendere un milione di euro senza precisare che cosa vuole realizzare “esattamente”,diventa impossibile alla fine potere stabilire se l’obiettivo di progetto e’ stato raggiunto o meno.

    42. Esiste una legge, in particolare la 241/90 che consente l’accesso agli atti della PA. Anziché parlare del nulla, accedete agli atti e constatate cosa si farà con 1,2 M€, dopo “valuterete” se la cifra secondo i vostri parametri è congrua o meno. Se qualcuno riterrà non congrua la cifra dovrà essere nelle proprie azioni consequenziale e denunciare il tutto alle autorità competenti.

    43. dall’analisi logica del post:
      il progetto è stato redatto da un ufficio del comune, come si legge nello stesso post, e poi approvato dalla Regione.
      E se è stato approvato vuol dire che esistevano i requisiti di legge (previsti specificatamente) per l’approvazione. Le famose “regole” che nel caso dei lavori pubblici esistono in tutta Italia, Sicilia e Palermo comprese. E sono norme che una volta non rispettate fanno scattare sanzioni pecuniarie non indifferenti, per legge.
      Visionare il progetto o una sintesi sarebbe un idea. Per capire gli obbiettivi concreti del progetto e il reale beneficio e vantaggio per i cittadini, obiettivi concreti che dal post non si capiscono affatto (descrizione molto generica).
      Si potrebbe chiedere (per chi sta morendo dalla voglia) a quell’Ufficio TLC che ha redatto il progetto di fare una sintetica relazioncina per un post su Rosalio, evidenziando cosi quali saranno i benefici concreti per i cittadini e per la stessa amministrazione, tanto saranno sicuramente tutte cose gia scritte nel progetto approvato.
      Oppure Rosalio (in quanto Blog di Palermo) potrebbe chiedere una relazioncina al responsabile del PISU di Palermo.
      Oppure…….!
      diversamente cosa criticare se non abbiamo nulla davanti gli occhi da valutare ?

    44. Francesca
      1.sarebbe stato piu’ semplice che il post iniziasse dalla base del ragionamento,e cioe’ il perche’ di questo intervento di spesa,e che cosa si vuole ottenere.
      2.se cio’ fosse avvenuto,non avremmo letto certi commenti dai quali chiaramente si evince il classico ritornello:”si stanno futtennu i picciuli”.
      3.c’e’ sempre tempo che qualcuno presenti il progetto almeno nelle linee di massima,in
      QUESTO POST,almeno per riuscire ad avere una volta tanto il senso compiuto delle cose.
      4.Con l’aria che tira a Palermo personalmente non credo che si stannu futtennu i picciuli,
      sono solo INCAPACI DI COMUNICAZIONE CORRETTA.

    45. @Francesca

      Purtroppo la 241/90 non viene mai rispettata. Prova a chiedere una informazione secondo i termini di legge, neanche ti rispondono…per avere una risposta dovresti fargli una vertenza…

    46. Franz violava la policy dei commenti. Ti invito a utilizzare l’e-mail per le richieste di chiarimenti (qui è fuori tema). Grazie.

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