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giovedì 18 lug
  • Fondazione per la Sussidiarietà: “A Palermo bassa qualità della vita”

    Il sesto rapporto sulla sussidiarietà dal titolo Sussidiarietà e… città abitabile a cura della Fondazione per la Sussidiarietà e realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano posiziona negativamente Palermo che è risultata ultima nei trasporti e mobilità e penultima in tutti gli altri settori e nella classifica generale.

    Le città prese in esame erano Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Venezia e Verona.

    “Sussidiarietà e... città abitabile”

    Palermo
  • 2 commenti a “Fondazione per la Sussidiarietà: “A Palermo bassa qualità della vita””

    1. Non conosco i parametri. Ma é alta, perché esiste un tessuto familiare e di vicinato molto forte, che compensa l’assoluta assenza di servizi reali.
      Diciamo che nelle statistiche non abbiamo i servizi di sussidio, ma ognuno, se li crea e costruisce a livello di sottocomunità, non registrabili dalle statistiche.
      Credo che la qualità della vita a Palermo sia mediamente alta, perché esiste un grande spirito di supporto solidale fra le persone, che compensa, l’assoluta mancanza delle istituzioni dedicate.
      Se la vogliamo dire tutta, forse Palermo é più comunità solidale, di quanto non la si censisca, con i dati .

    2. Sui trasporti, dico sempre l’unica vera azione di intervento pubblico credo risalga al ventennio. E mi spiace fare le difese di un uomo condannato dalla storia per gli errori gravissimi che ha commesso, ma di cui nessuno ricorda le ottime idee programmatiche.
      L’italia é stata unita da Mussolini, mica da Cavour.
      Politiche comuni in tutti i territori senza nessuna differenza. Infatti noi abbiamo ancora le ferrovie del ventennio.
      Dopo,le logiche sono cambiate, ma non in senso nord-sud, neanche. In senso di chi usa i treni.
      Per cui carri bestiame, dal nord al Sud per i Treni iperveloci a partire da Roma in su.
      Da Roma in giù, nonostante tutta l’Italia compreso il meridione abbia contribuito, con la tassazione, a costruire le tratte iperveloci, ne siamo esclusi.
      Ed a questo punto continuo a pensare che il governo fascista aveva sicuramente un progetto per uno Stato intero, che non per porzioni od interessi particolari di pezzi di territorio, utili alle ragioni dei pochi.

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