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giovedì 19 set
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    I revisori dei conti in Consiglio, le opposizioni chiedono le dimissioni

    Prosegue in Consiglio comunale la discussione per l’approvazione del bilancio consuntivo del 2017. Se non verrà approvato entro i primi giorni di novembre il consiglio decadrà. Alcune sedute sono state disertate, tra le polemiche, dai consiglieri di maggioranza. Alcuni consiglieri si sono detti pronti a dimettersi. Su tutto pende la sostanziale bocciatura da parte dei revisori dei conti del rendiconto di gestione 2017 che ha avuto alcuni strascichi: il sindaco Leoluca Orlando ha minacciato di denunciare i revisori per abuso d’ufficio e li ha poi incontrati con la mediazione del presidente dell’Ordine dei commercialisti; un altro incontro, oggetto di una seduta a porte chiuse chiesta dal leader dell’opposizione Fabrizio Ferrandelli, è stato tra i revisori e l’ex assessore al Bilancio Luciano Abbonato. Ieri i revisori sono andati in Consiglio.

    Il presidente del collegio Marcello Barbaro ha parlato degli incontri dicendo che non erano segreti e che la preoccupazione per i conti rimane ma è apparso in alcuni punti contraddittorio, tanto che le opposizioni ne chiedono le dimissioni.

    Ferrandelli ha dichiarato: «Ritengo l’intervento in consiglio comunale del Presidente del collegio dei revisori Barbaro contraddittorio ed offensivo della mia intelligenza. I dubbi da me avanzati in questi giorni crescono, il contorno è sempre più sfocato e le valutazioni preoccupanti sul rendiconto 2017 acuite. Il balbettio sull’incontro con il sindaco dei giorni scorsi, il glissare sull’incontro con l’ex assessore Abbonato definito in maniera imbarazzante “un incontro così”, conferma in me la convinzione che il Presidente del Collegio dei Revisori non ha le idee chiare. Ai precisi quesiti e dubbi avanzati da noi consiglieri ha risposto in maniera poco circostanziata e tecnica, fino al paradosso di affermare, rispetto al parere già espresso, che “la valutazione non positiva è positiva con rilievi”, per poi invece dichiarare che rimane “una valutazione non positiva che non può definirsi negativa però neanche positiva”, lasciando la valutazione alla libera interpretazione di ciascuno. Sono convinto, oggi più di ieri che non vi siano più le condizioni di chiarezza e credibilità che possano consentire al consiglio di affidarsi alle valutazioni “cangianti” del presidente Barbaro. Per questo ne richiedo, con rammarico e dispiacere istituzionale, le immediate dimissioni. Chiedo altresì al sindaco di presentarsi in aula per chiarire i primo luogo le criticità dei conti, ma un minuto prima circa i rapporti intervenuti tra lui, il collegio e l’ordine dei dottori commercialisti».

    Il capogruppo del MoVimento 5 stelle Ugo Forello ha dichiarato: «La gravissima e inaccettabile minaccia del sindaco al presidente del collegio dei revisori la sera stessa in cui è stata comunicata la relazione al rendiconto 2017 e l’irrituale e anomalo incontro segreto, sempre con il sindaco, nei successivi giorni, evidentemente ha prodotto i suoi effetti: oggi l’intervento del oresidente Barbaro è stato, a dir poco imbarazzante, incompleto, elusivo e contraddittorio. I dubbi e la confusione sul rendiconto 2017 sono aumentati anche per responsabilità del Collegio dei Revisori che è apparso incapace di rispondere ai precisi quesiti e dubbi dei consiglieri, fino al paradosso di affermare prima che “la valutazione non positiva è positiva con rilievi”, per poi invece dichiarare che “rimane una valutazione non positiva che non può definirsi negativa, però neanche positiva” lasciando la valutazione alla libera interpretazione di ciascuno. Abbiamo la necessità di avere un collegio dei revisori libero e indipendente, che sia davvero di ausilio e di aiuto al Consiglio Comunale, specie in un momento delicato come questo. Purtroppo non crediamo che vi siano più le condizioni di serenità che consentano al Presidente Barbaro di proseguire nel proprio lavoro. Per questo ne richiediamo, con rammarico e dispiacere, le immediate dimissioni. Oggi sempre di più la presenza del sindaco in aula diventa un fatto necessario nell’interesse di tutti».

    Palermo
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