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mercoledì 29 gen
  • Capodanno al Cep

    La carica dei 301 al Cep, al Capodanno del Comune come a un matrimonio

    Non voglio entrare nel merito del fallimento nella manifestazione di fine anno al Cep. Nulla da eccepire agli organizzatori, né al presidio delle forze dell’ordine che hanno permesso che tutto andasse per il meglio. Quello che mi preoccupa, invece, e ciò che scrive il sindaco Orlando che, nonostante ieri notte abbia brindato sul palco al Cep, ieri ha scritto in una nota stampa che le due piazze per la vigilia di Capodanno, Cep e Stazione centrale, erano entrambe piene. Dalle fotografie e da quello che scrivono i giornali c’erano circa 300/400 persone in piazza, nel quartiere di San Giovanni Apostolo. A fronte di una capienza di circa settemila spettatori! Dire che la piazza era praticamente deserta è da buoni. Forse il sindaco, accecato dai riflettori e dal suo inguaribile ottimismo che gli consente di vedere sempre una Palermo in ottima salute, non ha visto che a partecipare c’era un numero di spettatori che a Palermo si può trovare pure ad un qualche matrimonio particolarmente affollato. A fare da eco al sindaco, immancabile, l’assessore Catania. Che in un suo epico post su Facebook rassicura che la prova di Capodanno è stata superata, e le piazze erano piene!

    Sul perché la serata non sia riuscita ci potrebbero essere tante spiegazioni. Non ultimo il fatto che gli stessi abitanti di quel quartiere, che pure sono tanti, si sono rifiutati di partecipare ad una iniziativa organizzata da un’amministrazione comunale che li ha pressoché dimenticati. Basti pensare che hanno goduto di una pulizia straordinaria, proprio per questa manifestazione di fine anno, a cui non sono abituati. Pulizia che ha riguardato solo ed esclusivamente le vie principali perché quelle laterali sono rimaste sporche come sempre. E allo stesso modo molti altri cittadini palermitani vedono il Cep, come del resto le altre periferie di Palermo, come, purtroppo, qualcosa di troppo lontano, di troppo difficile da raggiungere. Questa è la rottura della città che ha operato una amministrazione come quella del sindaco Orlando. Periferie che ormai disgraziatamente, nell’immaginario collettivo, sono fuori città.
    Quello che è sintomatico è che il nostro beneamato sindaco, insieme ad alcuni dei suoi fedelissimi, tra i quali spicca Giusto Catania, vivono una realtà parallela a quella esistente. Riescono a negare l’evidenza, anche davanti una piazza vuota e a nascondere la tristezza e la bruttura che sta vivendo Palermo, dietro un ottimismo immotivato, e che non si riscontra nei cittadini palermitani.

    Quella della vigilia del Capodanno 2020 al Cep verrà ricordata come la carica dei 301, i 300 spettatori più sindaco Orlando, con il massimo rispetto per tutti coloro che sono andati ad ascoltare la buona musica di Lello Analfino.

    (foto di I. Petyx da Repubblica Palermo)

    Palermo
  • 3 commenti a “La carica dei 301 al Cep, al Capodanno del Comune come a un matrimonio”

    1. Se gli portavano Gianni Celeste e Niko Pandetta la piazza era strapiena, la verità è questa. Senza offesa per Lello Analfino ma chi é? Con Rocco Hunt facevano il boom

    2. Io mi chiedo come sia mai possibile che il Capodanno nella quinta città più grande d’Italia abbia questi numeri. E’ incredibile. Anche se il Cep fosse stato pieno, erano 12000 persone. Leggo che in altri posti, tipo Catanzaro, si sono raggiunte le 30.000 presenze, e lasciamo stare Bari e similia. E’ scandaloso come il palermitano medio si faccia fare ormai di tutto e zitto, muto, a pecoroni. Distruggono la città con cantieri che forse si chiuderanno tra anni, tolgono un giorno in più di umido perchè la Rap sennò non ce la fa (e di chi è colpa se non ce la fa, dei cittadini?), non raccolgono la munnizza in giro e poi, sempre il cittadino, si deve sentire dire “ci vuole più collaborazione, però”. Pure. Non solo si paga, ma anche la morale. E sorvolo sulla Ztl notturna, una cosa incredibile solo a pensarci.

    3. Chi è Lello Analfino???
      Vai a cercare su google va.
      E cmq al Cep manco Rocco Hunt avrebbe fatto niente.
      I neomelodici avrebbero rivoltato la piazza..
      Chiamare il leader dei tinturia è stata un’ottima/pessima idea.
      Ottima perché avrebbe avvicinato la “palermo acculturata” alle periferie, pessima perché gli intellettuali non si abbassano mica.. (sono ironica ma nemmeno tanto).
      E poi ci sono quelli come me che avevano paura dei botti..

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