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martedì 28 mar
  • Matteo Messina Denaro

    È solo questione di tempo?

    Sempre il tempo è a privarci della giustizia, il tempo diventa storia ed il senso di ingiustizia diviene doloroso,deludente,ormai immutabile.

    Così avviene da sempre con il tempo che ci scorre addosso e lascia il peso di questa sensazione,emotivamente sempre presente nell’anima di ogni generazione.
    Inconsciamente il cervello elabora nel segreto del nostro subconscio senza poter spiegare la sua genetica.

    È dentro ognuno di noi, negli anni, nella storia.

    Questo ho pensato, come un ictus della mia sensibilità, mentre alluccuto guardavo Messina Denaro in manette.

    E dopo trent’anni e malato terminale me lo arrestate?

    Tale’, ma ca era meglio prenderlo già morto?

    Che, tradizione di famiglia!

    Così non ascoltavo più le notizie mi son perso nel labirinto della mente umana e lì vedevo figuri danteschi che tessevano e scucivano stracci e carni, mi deridevano e sghignazzavano.

    «Siamo noi che teniamo i fili del mondo, cuciamo e rattoppiamo situazioni, opportunità e convenienze, siamo i sarti della società, decidiamo noi cosa sistemare e cosa rompere».

    In realtà questi sono uomini come me, non sono nomi famosi ma reggono le colonne della storia.
    La nostra storia, la storia della Sicilia e dell’Italia.

    Uomini piccoli che cuciono grandi trame che impigliano inconsapevolmente nella rete tutte le nostre vite quotidiane. Direttamente o indirettamente siamo comparse nel grande teatro dei rapporti di questi ominicchi gulliveriani e di malavitosi dicensi mafiosi.

    Ed è per questo che il Messina Denaro è rimasto in carica,solo per far arricchire.

    La gallina che cacava uova d’oro direttamente sulla bocca di chi serviva e sii sinteva ‘u megghiu.

    Questo per trent’anni.

    Tutto alla luce del sole ed a quattro passi, mentre le forze dell’ordine si arrovellavano dietro una Penelope che innalzava muri e specchi per nascondere quella gallina, così vicina da sentirne la puzza.

    Credo anche loro comprendessero le svantaggiose regole del gioco ma illusi e sconfitti non si arrendevano.

    Ed adesso,solo adesso, hanno vinto la loro sfida.

    Chi lotta con convinzione e determinazione non perderà, qualsiasi sia il senso ed il perché della loro riuscita.

    Concettualmente hanno avuto ragione a lottare.

    Sono un esempio per tutti noi che stiamo a guardare.

    L’unica colpa possiamo solo darla al tempo che passa, al tempo che non si è fermato per permettere di interrompere tagli e cuci ed arrestare quel pulcino prima che crescesse e cacasse.

    Il tempo non doveva scorrere per trent’anni ma doveva darci il tempo di trovare il coraggio e la rabbia per smettere di essere comparse, darci il tempo di schifare il potere cattivo e doloroso, darci il tempo di non nutricare ominicchi ma solo uomini che non si sentono onnipotenti mai.

    Palermo, Sicilia
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