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  • Il Palermo vince, il tifoso con lo zainetto pure, gli aggressori dei vicentini fanno perdere tutta la città

    Il Palermo vince, il tifoso con lo zainetto pure, gli aggressori dei vicentini fanno perdere tutta la città

    Il Palermo nel giorno dei suoi 126 anni, è nato l’1 novembre 1900, molto ben portati, va detto, incontra una delle compagini più antiche, quasi coetanea essendo nata nel 1902, del calcio italiano. Il LaneRossi Vicenza è pure tra le sedici squadre che presentano maggiori presenze in A, 30 per l’esattezza. Quella R rossa stampata sulle magliette non può che portarci alla fine degli anni settanta, campionato 1977-1978. Quando i biancorossi, con in formazione un certo Paolo Rossi, che sarebbe diventato Pablito nel campionato mondiale argentino del 1978 e che avrebbe trascinato gli azzurri alla vittoria del campionato mondiale in Spagna nel 1982, arrivarono secondi dietro la Vecchia Signora.

    Passando dalla storia di ieri alla cronaca di oggi, che diventerà storia domani, vediamo i rosanero stabilmente in testa nel campionato cadetto con 23 punti dopo nove incontri, e il Vicenza con nove punti in zona retrocessione. La squadra di casa, dopo aver portato da Pisa un prezioso pareggio, si presenta con l’infermeria piena ma ha dalla sua una rosa in grado di sopperire a qualsiasi mancanza. Guardando la classifica spicca lo zero del Palermo sul contatore delle sconfitte, ma anche il numero undici alla voce reti subite, cinque squadre hanno fatto meglio del Palermo e quattro sono a quota undici come i rosa. Che pero hanno il primato delle partite recuperate. È accaduto già in sei partite su nove. Narriamo la decima. Il Palermo gioca per ultimo e può allungare ancora su tutte, ad esempio portandosi con una vittoria a 7 punti dalla terza che è l’Ascoli, formazione che i rosanero affronteranno fuori casa nella serata di venerdì 6 novembre, stavolta giocando la prima partita dell’undicesima giornata. Non pochi i supporters del Vicenza.

    Meno di due minuti il Palermo è sotto su calcio d’angolo e mischia in area. Una settima partita da recuperare. Metà primo tempo, Vicenza in palla, Palermo confuso dietro e anemico avanti. Al 35mo vicentini vicinissimi al 2 a 0, bella parata del portiere. I rosa fanno gol al 36mo, primo tiro in porta, ma è fuorigioco. Al finire del primo tempo Johnsen, che si è caricato sinora la squadra sulle spalle, fa 1 a 1 nel primo vero tiro in porta dei rosa. Si va negli spogliatoi. Nel secondo tempo il Palermo deve darsi una svegliata. E infatti rientra in campo in versione offensiva. Stavolta vede subito la porta e Vavassori fa 2 a 1 alla fine di un’azione molto bella. Poco dopo quasi 3 a 1. Al 64mo il Vicenza vicino al 2 a 2. Al 69mo Vavassori a un niente dal 3 a 1. Pohjanpalo esce tra gli applausi di incoraggiamento. Al 70mo Palermo di nuovo a un pelo dal 3 a 1. Così come al minuto 76. Esce Johnsen entra un difensore, a 11 minuti dalla fine meglio pensare a difendere meglio questa vittoria. Ma all’85mo il funambolo Vavassori mette la vittoria in cassaforte gonfiando per la terza volta la rete vicentina.

    Il Palermo domina la ripresa, va vicino alla quarta segnatura e, tra Ognissanti e 2 novembre, mette un altro tassello nel suo viaggio, al momento sempre più solitario, da capolista.

    Infine una riflessione. Spesso leggiamo di sanzioni comminate a dei tifosi. Quello che bisognerebbe capire è che prima delle azioni occorre disarmare le parole e i comportamenti. Dovrebbe essere proibito e sanzionato lanciare parole d’odio contro altre società, tipo il Catania e i catanesi al Barbera, fischiare la formazione avversaria, lanciarsi insulti sotto la cintola tra tifoserie, militarizzare le curve, guerreggiare tra opposte fazioni della stessa tifoseria. Gli stadi dovrebbero, devono, essere luoghi sicuri e sereni per tutti. Soprattutto famiglie e bambini. Se in tribuna, non in curva, un genitore urla «chi non salta insieme a noi è…(un abitante di un’altra città) pezzo di m.», imitato dalla prole seduta stante, terminando tutto con una risata liberatoria, senza che questo venga minimamente percepito dai protagonisti e dagli astanti come un insegnamento altamente diseducativo, non abbiamo dove andare. Se invece, come impresso nello zaino di questo tifoso (vedi foto a corredo dell’articolo) che stava entrando stasera allo stadio, l’epiteto merda venisse gridato contro la mafia allo stadio, avremmo fatto tutti, adulti, pargoli e genitori, tifose e tifosi un bel passo in avanti.

    Ma questa sera tuttavia ne abbiamo fatto tanti indietro, visto che dei tifosi del Vicenza sono stati aggrediti a piazza Croci, e due risultano feriti, mentre andavano allo stadio.

    Palermo
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