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Biografia: Nasce l’8 marzo 1983 a Palermo. Sin da piccola coltiva varie passioni, ama Occhi di gatto, Sailor moon, Jem e le Ologram. Per fortuna non segue la scia per diventare ladra. Certo non si veste alla marinara per salvare il mondo perché è troppo pigra, quindi essendo attratta dall’arte ma non avendo nessuna attitudine, decide che è meglio proseguire gli studi universitari, almeno una cultura vuole farsela. Si snoda tra gli impegni di fanciulla in carriera e l’università, e attende l’imminente laurea in lingue per cercare di entrare a pieno titolo tra i buffoni di corte.

Simona Cerami
  • Io e la pioggia

    Forse sono io che non penso mai che possa piovere. Non solo non ho mai ombrelli, ma le rare volte che mi decido a prenderne uno perché già sta piovendo, penso di non saperlo reggere. O va avanti o va indietro. Alla fine mi bagno, e nel più fortunato dei casi riesco a farmi una tettoietta con il bordo e le goccioline si trasformano in cati, tutti sulle scarpe.
    Capita che è una giornata di fine ottobre, fresca ma non uggiosa, esco con una camicia bianca per andare a lavorare. Capita che non c’è un buco per parcheggiare e sono costretta ad infilare l’auto nell’unico metro quadro disponibile, praticamente a 1km dalla mia meta. Camminando mi specchio in ogni vetrina e penso che a pranzo è bene andare dal parrucchiere, prima che il corpo dei Nas sequestri il mio ufficio perché l’unto dei capelli ha contaminato il materiale di cancelleria e il cibo della macchinetta (ok la situazione non era così grave, ma era per intenderci). Sono le 18:30, acchiappo freneticamente il badge, timbro e scappo, ma piove. Ovviamente non ho ombrello. Continua »

    Palermo
  • Pensieri sparsi

    Non posso non farmi dire da almeno uno di voi che con la crisi economica io penso alle…come dire…futilità.
    Però tra una notizia di crollo economico e l’altra, ho fatto dei pensieri sparsi.
    Mi sono serviti 20 anni per riabilitare il rosa. Ma non è colpa del colore, un colore non può avere tutta questa responsabilità, è solo colpa di Barbie. Non ho capito per quale motivo questa specie di incarnazione femminile dovesse avere tutto rosa. Camper, gatti , auto, ville a tre piani con giardino pensile e stoviglie. Rosa. Io la immagino entrare nei negozi, mentre il negoziante fra sé e sé dice “beddamatri c’è chidda ru rosa”!! Barbara è stata creata per promuovere l’uguaglianza dei sessi, dicono. Ma non mi pare proprio, dato che Ken, fidanzato storico, sembra lo scemo del villaggio. Barbie ha svolto qualcosa come 40 mestieri, ha la patente aerea, che lei stella di zia, usa per guidare gli aerei commerciali. Ha una bella chioma folta, che ogni bambina ha poi tagliato perché era bello avere Barbie alopecia. Ken no. Ken non lavora, non sa guidare l’aereo, credo che abbia ancora le ruotine sulla bicicletta e nella maggior parte delle versioni non ha i capelli veri, ha il disegnino con la scrima di lato. Pare Berlusconi dopo il trapianto và. Continua »

    Palermo
  • Conversazioni e arredatori

    Sono insofferente ad un sacco di cose, ammetto che sia un limite e ammetto che non ho intenzione di porre rimedio. Per esempio odio quando le persone ti incontrano dal macellaio e ti chiedono “che ci fai qui??”, o che dopo tre anni che non ti vedono urlano “che mi raccoooonti???” (nella variante che mi conti poi, mi manca quasi il respiro), per non parlare di tutta la sfera di gente che quando vieni lasciato esclama “meglio ora che poi”. Ma poi quando? Già lo sapevano tutti e io no? Era obbligatorio? Mi si arricciano i capelli quando sento ‘sto e ‘stu in luogo di questo e…questu???? Come non citare il sempreverde “ah ti sei tagliata i capelli?????”. No è alopecia! E fino a qui ok, faccio finta di niente, come quando sono a pranzo e chi mangia con me fa rumori insopportabili e io canto a mente tutto un repertorio personale per coprire il rumore ed evitare di sottrargli il piatto per sempre mentre urlo come una pazza. Continua »

    Palermo
  • Rientro

    Non che sia un argomento innovativo ma, prendiamone atto, è tempo di rientro già per un po’ di persone. Se anche tu fai parte della schiera di fortunati individui che hanno potuto migrare verso altri lidi, al rientro ti tufferai nelle fasi post-vacanza.
    I primi tre giorni, ripercorri le tappe del tuo viaggio, tutta triste guardi l’orologio alle 11:00 e pensi “miiii mi alzavo a quest’ora”, lo guardi alle 19:00 e ti vesti per l’aperitivo anche se lo fai da sola in un balcone al secondo piano della via d’Ossuna, lo guardi all’una e ti schifi perché domani lavori e invece che andare a ballare sei con un occhio già chiuso e l’altro che guarda i Bellissimi di Rete 4. Mille flashback ti vengono in mente e magicamente anche gli imprevisti più fastidiosi, tipo errore del receptionist dell’hotel sulla tua prenotazione, ritardo di tre ore della nave con conseguente perdita della coincidenza e uno strano tizio francese che non vedevi mai di giorno ma che compariva alle 5:30 di mattina per dividere il taxi (* ndr questi ultimi dettagli potrebbero essere autobiografici) sembrano tutte esperienze bellissime ed irripetibili, perché sei tornato alla realtà. Continua »

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  • Addio allo scapolato

    L’addio al nubilato è, per una ragazza single, una serata un po’ inutile. Già sto da sola, vuoi invitarmi ad una serata tra sole donne? Bella novità davvero!!
    Prima esperienza per me in questo fine settimana; ho tratto una verità: nessuno che non sia in grado di dare indicazioni stradali dovrebbe organizzare festini!
    «Clà come ci arrivo?».
    «È l’unica con le luci accese».
    Ma in che strada fosse non è dato saperlo. Dopo 20 minuti di giri richiamo e chiedo: «Ma dall’uscita di Bagheria quanta strada c’è?».
    «5 minuti».
    Ma come cinque minuti!!?!!? Ma ora la strada non si misura più in km?
    La villa con piscina che hanno scelto come teatro della serata è molto bella e lascia presagire scene da commedia americana, tipo di quegli addii in cui le amiche della sposa la fanno ubriacare fino a che lei non inizia a vomitare malignità su ogni invitata fino a giungere alla suocera, si guardano film porno per imparare cose nuove e si infilano banconote negli slippini leopardati degli spogliarellisti.
    Niente di tutto questo in realtà. Continua »

    Palermo
  • Prova costume

    Appena un primo, tiepidissimo raggio di sole spunta attraverso le nuvolette primaverili, quelli dei tg, Studio aperto capofila, indossano i loro bermudini e approdano a Mondello.
    Vogliono assolutamente testimoniare a tutti i costi che il palermitano medio appena sente che il caldo avanza, fa fagotto, si licenzia e si accampa in spiaggia, da aprile a settembre.
    Quindi noi per l’Italia siamo una popolazione di animali da spiaggia, bene che vada.
    La cosa peggiore è la parte dell’intervista al bagnante.
    L’omino palermitano di fronte al microfono viene colpito da un raptus e, siccome si sa, noi dobbiamo apparire sempre i migliori, si esibisce nel solito show a favore della proloco, in cui la nostra è la città del sole, Mondello è il miglior mare del mondo, e soprattutto non abbiamo un cazzo da fare se non, e cito, “approfittare del sole per fare il primo bagno”.
    Ora dico io…APPROFITTARE?????? A Palermo il periodo in cui è possibile fare il bagno dura 5 mesi se siamo fortunati, e quello deve approfittare??? Ma perchè il mare dove va?!?!? Se non facciamo il bagno a fine marzo il mare s’offende e indietreggia di qualche metro???
    Adesso ogni weekend sarà un fiorire di servizi del su bikini, donne smutandate dalle tronfie cosce fresche fresche di linfodrenaggio, topless a iosa e soprattutto risposte farcite di una furbizia inaudita, degne di diplomi acquistati online.
    A questo punto la donna, opportunamente stimolata da cotanti servizi, tenta l’ultima carta prima dell’ imminente prova costume (odio questa frase, mi sento a carnevale). Continua »

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  • Venerdì

    Venerdì sera, cena con l’amica intima. Lo scopo ultimo della serata è abboffarsi senza che i maschi vedano. Non so perché ma in certi casi mangiare è considerato disdicevole, specie davanti a qualche ragazzo o alle amiche magre e perfette che ti guardano malissimo se ordini qualcosa che contenga più di 18 calorie. Per potersi abboffare però è utile un abbigliamento tattico.

    Gonna + stivali
    La gonna non aderente, perché lasci abbastanza spazio ai centimetri in più, per capirci quelli che arrivano quando si è al dolce. L’accoppiata con gli stivail è vista sempre bene, perché ti consente a fine serata di non camminare come una storpia, mantenendo un certo stile.

    Maglia larga con scollo profondo
    Ok l’uscita è a scopo nutrizionale e in compagnia di una donna che tra l’altro ti ha vista anche appena alzata, ma non cenerete in un atollo isolato, quindi mostrare ciò che la natura ha donato, senza esagerare, è sempre opportuno. La stoffa in più sull’addome nasconderà i danni che la cena procura. La panza. Continua »

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  • Zitella a tempo

    Voglio sperare che la condizione di zitella acida non esista, e che maschietti e femminucce siano uguali. Sì, la zitella non esiste, al massimo la donna è temporaneamente non accompagnata. Se poi è acida avrà le sue buone ragioni, e la colpa è del primo maschio idiota che le capita di incontrare. Prima di quell’attimo la fanciulla è una gioiosa aspirante Barbie matrimonio all’italiana, che nonostante dica a tutti che non si sposerà mai, ha già dall’età di 9 anni la raccolta fotografica dei 34 abiti da sposa di Brooke Logan e i numeri dei fotografi che le fecero i filmini. Poi ad un certo punto conosce lui: il masculiddu.
    Lei già si vede alla Cala mentre osserva innamorata i frangiflutti vestita di pizzo macramé, quando lui la lascia, possibilmente nel modo meno maturo che riesce ad escogitare (perché pare che si impegnino pure).
    Ecco la svolta, lei si inacidisce, ma non lo sa. Continua »

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