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giovedì 26 nov

Archivio del 29 Luglio 2008

  • L’arrocco

    Come si dice in italiano quando la palla va a finire oltre una cancellata e non è più possibile recuperarla? Non si può dirlo con meno parole di così: quando la palla va a finire, eccetera. Nel dialetto siciliano invece esiste un verbo per definire questa che, più che una situazione, è una condizione dell’anima: arroccare. Minchia, s’arroccò.
    Gli scacchi non c’entrano. Negli scacchi l’arrocco è una scelta difensiva, e qui tutt’altro. È una cosa che succedeva da bambini. Si giocava in mezzo alla strada, in preda a una disperata vitalità. Disperata perché c’era in tutti, fin dal calcio d’inizio, una premonizione. Tutti sapevamo quale era il giardino circondato dalla recinzione più insormontabile, abitato dalla più acida delle signore, quella che, ignara di qualsiasi passione giovanile, il pallone non l’avrebbe mai restituito. Una sola volta magari (“che fa lo tagliamo?!”), e poi basta. Tutti sapevamo che bastava un calcio fuori misura e il gioco sarebbe finito per sempre. Perché quel mai significava mai più.
    Minchia, s’arroccò. C’era in questa constatazione una malinconia composita, impastata di rabbia nei confronti del maldestro calciatore che aveva arroccato, ma anche di rassegnazione al peggio. Il Super Santos, maledetta sia sempre la sua fatale leggerezza, era ormai un ricordo del passato. Niente più partita. Fine del gioco. Continua »

    Palermo, Sicilia
  • Addio allo scapolato

    L’addio al nubilato è, per una ragazza single, una serata un po’ inutile. Già sto da sola, vuoi invitarmi ad una serata tra sole donne? Bella novità davvero!!
    Prima esperienza per me in questo fine settimana; ho tratto una verità: nessuno che non sia in grado di dare indicazioni stradali dovrebbe organizzare festini!
    «Clà come ci arrivo?».
    «È l’unica con le luci accese».
    Ma in che strada fosse non è dato saperlo. Dopo 20 minuti di giri richiamo e chiedo: «Ma dall’uscita di Bagheria quanta strada c’è?».
    «5 minuti».
    Ma come cinque minuti!!?!!? Ma ora la strada non si misura più in km?
    La villa con piscina che hanno scelto come teatro della serata è molto bella e lascia presagire scene da commedia americana, tipo di quegli addii in cui le amiche della sposa la fanno ubriacare fino a che lei non inizia a vomitare malignità su ogni invitata fino a giungere alla suocera, si guardano film porno per imparare cose nuove e si infilano banconote negli slippini leopardati degli spogliarellisti.
    Niente di tutto questo in realtà. Continua »

    Palermo
  • 25 anni fa l’omicidio di Rocco Chinnici

    Il 29 luglio 1983 veniva ucciso dall’esplosione di una Fiat 126 imbottita di esplosivo davanti alla sua abitazione in via Pipitone Federico il magistrato Rocco Chinnici. Insieme a lui sono morti il maresciallo dei Carabinieri Mario Trapassi, l’appuntato Salvatore Bartolotta e il portiere dello stabile Federico Stefano Li Sacchi.

    Oggi alle 9:30 il presidente del Senato Renato Schifani deporrà una corona di fiori sul luogo dell’omicidio. Alle iniziative in memoria saranno presenti i figli del giudice, Caterina, Elvira e Giovanni, e Antonino Rametta, generale della Guardia di Finanza e presidente della Fondazione Rocco Chinnici. La commemorazione sarà segnata da alcuni interventi di Caterina Chinnici, da poco procuratore presso il tribunale per i minorenni di Palermo, del ministro della Giustizia Angelino Alfano e di Guido Lo Forte, presidente della sezione di Palermo dell’Associazione Nazionale Magistrati.

    Alle 18:30 verrà celebrata una messa nella caserma dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa (corso V. Emanuele, 475).

    Palermo
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