Il festino di Santa Rosalia

Profilo e post di

e-mail: vincenzo_pisciotta@hotmail.com

Biografia: Mi chiamo Vincenzo Pisciotta, ho 23 anni, sono nato il 17/06/1984. Sono un "ex-cannizzarino", mi sono diplomato lì qualche anno fa, e adesso frequento la facoltà di Medicina e Chirurgia alternando lo studio con vari progetti di volontariato.
Adoro la musica in tutte le sue forme, ho cominciato a suonare la chitarra a 12 anni studiando per diversi anni da autodidatta e poi per 3 anni altrnando lezioni tra maestri privati e Brass Group. Sono aperto ad ogni tipo di forma musicale quindi mi ritrovo ad ascoltare musica di ogni genere, dalla leggera alla sperimentale, dalla classica all'heavy metal, dallo swing (grandissimo Django Reinhardt) al rock anni '70 e, sebbene sia capitato poche volte, sono sempre pronto a farmi coinvolgere in progetti o spettacoli musicali. Sono fortemente affascinato dal dialetto siciliano, dai suoi scioglilingua e dai suoi proverbi. Come una spugna mi piace tantissimo "inzupparmi" di tutte le magnifiche espressioni, particolarità e personalità che si incontrano girando per Palermo per poi diffonderne la bellezza.

Vincenzo Pisciotta
  • Aiuole abbandonate in via ammiraglio Rizzo

    Queste sono le condizioni in cui ormai da mesi versano i marciapiedi di via ammiraglio Rizzo.
    Le aiuole sono incredibilmente sporche e piene di erbacce che, in alcuni casi, raggiungono altezze tali da sembrare piante messe lì volontariamente, quando invece questo vale solo per gli alberi, che dovrebbero essere i soli ad occupare i vari piccoli fazzoletti di terra.
    Questo fastidioso stato di abbandono, oltre a dare una sensazione di igiene assente e di degrado, fa sì che si instaurino anche pericolose situazioni, infatti tutta quest’erba secca favorisce l’annidarsi di zecche (diffusissime sul territorio in questo periodo dell’anno, ma intollerabili sul marciapiede sotto casa) che diversi cittadini della zona hanno trovato sui propri cani non appena entrati in contatto con la stessa.

    Aiuole abbandonate in via Ammiraglio Rizzo Aiuole abbandonate in via Ammiraglio Rizzo

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  • Palermitanità (e penso “Chi è più palermitano?”)

    Mi sono alzato presto. Devo accompagnare la mia ragazza all’aeroporto, va a Parigi a trovare amici in Erasmus. Durante il tragitto, dopo i primi due minuti di autostrada parte una discussione sui motivi per cui io voglio andare via da Palermo e su quelli per cui lei crede che possa anche valere la pena restare.

    Io sono ai limiti di sopportazione di questa città, che oramai mi nasconde i suoi lati positivi con nefandezze quotidiane.

    Arriviamo a Punta Raisi che, come sempre, è tutto un cantiere. Parcheggio nel posteggio non custodito, ma comunque a pagamento.

    Entriamo. Uno schermo ci dice che il suo aereo partirà con mezz’ora di ritardo. La accompagno ai controlli, ci salutiamo:

    «Buon viaggio!»

    «Fammi sapere quando arrivi a Palermo…».

    «Tu fammi sapere quando ti imbarchi».

    Vado a pagare il parcheggio e vado a prendere la macchina. Continua »

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  • natale (minuscolo)

    ‘Nta sti iuorna nascìu un picciriddu,
    cu l’uocchi nivuri, pari truoppu bieddu!
    Avi na facciuzza chi parissi pittata
    e na culla di pagghia malacumminata.

    È senza un pilu, siccu e nicu nicu
    e pi cuscinu c’avi quattru fogghi ‘i ficu,
    unn’avi nienti, né pi eredità né pi dirittu
    avi sulu friddu, siti e un mari ri pitittu. Continua »

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  • Riunione di famiglia

    Capiddi tagghiati,
    varba già fatta
    scarpi allustrati,
    giacca e cravatta.
    Vestito elegante
    paru Brunello
    è solo mancante
    un fiore all’occhiello.
    Cu vieni vieni mi runa ‘na vasata
    quanti complimenti mi fannu st’ainnata
    «Persona stupenda, davvero speciale»
    io ‘i taliu e mi pare puru male.
    ‘Un ci sugnu abituatu a tuttu stu priu
    menumale ca na facci ‘un m’arrussìu.
    Ma poi sugnu misu a malu puoistu
    impupato e fiermo come un craistu
    mi vulissi muoviri, farimi ‘na passiata
    ma un po iessiri, è ‘na mala pinsata. Continua »

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  • Caro signo’ sinnaco

    Caro nuovo Sinnaco egregio
    la presente Le scrivo a spregio.
    Più che spregio provocazione
    per portarLe all’attenzione
    le problematiche della città
    che Lei non conosce già
    e per ricordarLe pure quante
    son di origine lampante.
    Per prima cosa la circolazione
    che è una vera confusione,
    chi si fussi chidda ru cuore
    ci vulissi l’estremo untore.
    Poi abbiamo l’inquinamento
    altro vero gran tormento
    ci vorrebbe una multa esorbitante
    per ogni bestia assai inquinante.
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  • Palermo è “profumiera”

    Da un po’ di anni a questa parte progetto una mia migrazione post-laurea all’estero, nello specifico in terra teutone, stanco di tutto ciò che di negativo mi circonda in questa città e ammaliato da quanto bene funzionino le cose appena varcato il confine. Questa scelta non è comunque scevra da pensieri e ragionamenti continui a riguardo. Infatti, nonostante tutte le cose tremende che si vedono in città, c’è sempre un qualcosa di fondo che mi tiene legato ad essa.
    Io credo che a tutti gli uomini (sicuramente anche alle donne capitano cose di questo tipo, ma non essendo “del settore” mi limiterò a parlare al maschile – non me ne vogliano gli esponenti del gentil sesso che leggeranno questo post -) sia capitato di innamorarsi di una donna sbagliata nella propria vita. Una di quelle che sai che non è per te, sai che siete troppo diversi, sai che lei non ti caga di “sgricio”, ma tu la ami e non “ci può” niente. Gli amici te lo dicono «Compa’ levaci mano! Minchia sono anni che le vai dietro, basta!», ma tu non hai orecchie per intendere, «d’un lato ti trasi e di l’avutru ti niesci». «Compà ma quante volte ti deve fare stare male? Esci, futtitinni, minchia ma lo sai femmine quante ce ne sono?» ma tu niente. Continua »

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  • Ruggiti metropolitani

    D’improvviso da qualche dì
    nel capoluogo di regione
    viene visto, ebbene sì,
    un grandissimo gattone.
    La signora con il bambino,
    il pompiere ed il forestale
    visto han di buon mattino
    una pantera passeggiare.
    Che la Sicilia sia rigogliosa,
    ricca di grande fauna e flora
    non è affatto nuova cosa
    né tantomeno cosa d’ora
    Che in terra Sicula però,
    potesse esserci una pantera,
    con questo non vi stupirò,
    non la pensavo cosa vera.
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  • Bella giornata

    Oggi ho assistito ad un altro dei tanti segnali di cambiamento della Sicilia che ultimamente si stanno facendo strada e sono stato fiero, fiero di essere di quella terra che si sta finalmente stancando di dover sottostare a tutta quella serie di logiche e di meccanismi folli tipici di una mentalità prettamente mafiosa.
    Da un po’ di tempo ho deciso di non pagare più i posteggiatori, “figura professionale” del tutto “normalmente” diffusa in Sicilia che però fa rimanere allibiti già gli italiani che vivono da Roma in su e fa letteralmente rabbrividire gli stranieri. Stamattina stavo avvicinadomi alla moto posteggiata in via Cavour e vedo di fianco al mezzo appunto il solito piantone che stava parlando col giovane padrone di uno scooter accanto. Appena visto ho cominciato subito a pensare il modo di aggirarlo, ma avvicinadomi ho sentito la seguente conversazione abbastanza accesa. Continua »

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  • Il Folklore

    Era un caldo pomeriggio estivo di quest’estate Palermitana, uno di quei giorni in cui il sole batte forte ma in cui ogni tanto arrivano quelle piacevolissime folate di vento che ti danno quel momento di “arrifriscamento”. Quelle folate che quando arrivano fanno esclamare ai vecchietti dei nostri vicoli “Ah menu mali…sta sciusciannu n’anticchia!!”.
    Camminavo a piedi tornando da una giornata stancante e mi dirigevo verso casa percorrendo una delle strade vicine alla famosissima via Montalbo. Ad un tratto camminando sotto il “pico del sole” vedo un netturbino che, sotto il “pico del sole” anche lui, spazzava il fogliame subito al davanti del marciapiede.
    C’è da dire che questi non era il solito netturbino con la divisa, magari un cappellino e non so cos’altro, sembrava piuttosto un buttafuori in borghese… Innanzitutto da buttafuori aveva la mole, facilmente visibile anche grazie ad una “elegantissima” smanicata nera, indossata sotto il gilet giallo fosforescente tipico di questa figura professionale, che lasciava intravedere delle braccia a dir poco smisurate e poi era da buttafuori anche il resto del look, ovvero: capelli completamente rasati, occhiali da sole avvolgenti e cellulare appeso al collo con uno di quei lunghi portachiavi tanto alla moda…insomma un tipo rassicurante. Continua »

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