Caro estortore…

Pubblichiamo la lettera che Libero Grassi, impreditore palermitano ucciso da Cosa nostra, spedì al Giornale di Sicilia 20 anni fa.
«Caro estortore…
…volevo avvertire il nostro ignoto estortore di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso e le spese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia. Ho costruito questa fabbrica con le mie mani, lavoro da una vita e non intendo chiudere… Se paghiamo i 50 milioni, torneranno poi alla carica chiedendoci altri soldi, una retta mensile, saremo destinati a chiudere bottega in poco tempo. Per questo abbiamo detto no al “Geometra Anzalone” e diremo no a tutti quelli come lui».
Alcune immagini dal documentario Libero nel nome di Pietro Durante.























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