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domenica 22 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Racket, se ne parla tanto perché è facile parlarne

    Il racket è al momento la cosa più semplice di cui parlare, quando si parla di mafia. Ecco perché se ne parla così tanto.
    Il concetto di pizzo alimenta infatti – nella velocità becera e miserabile della nostra informazione – una visione della mafia semplificatoria, schematica. Da una parte ci sono “i boss” – queste figure mitologiche – dall’altra la società civile, innocente per definizione.
    Questa è la versione della mafia per rincoglioniti. Anzi, è la versione per gli utili idioti.

    Una versione che lava le coscienze. Che risulta utilissima per una classe dirigente che vuole allontanare l’attenzione da complicità, zone grigie, connivenze tra politica, burocrazia, economia, finanza e mafia.
    Una versione che è l’ideale per una società come la nostra. Che ha paura della verità, che non vuole guardarsi lo specchio.

    La versione del pizzo è tanto semplice che spesso va a finire perfino nelle testate nazionali, che di mafia si occupano sempre meno. Continua »

    Ospiti
  • Il cartellone alla Cattedrale: il fine può sempre giustificare i mezzi?

    Il cartellone alla Cattedrale: il fine può sempre giustificare i mezzi?

    Stamattina ho postato su facebook e twitter questa foto. Un grande telone pubblicitario sul prospetto della Cattedrale. Un’immagine che, immediatamente ed emotivamente, mi ha infastidito. Ho cercato di razionalizzare. Non ci sono riuscito. Alcuni amici nei loro commenti hanno provato a farmi riflettere. Mi hanno scritto ad esempio:

    «Perché stupirsi? il Duomo di Milano è ricoperto da anni da ogni genere di pubblicità… scarpe fetish, Madonna (Ciccone) e via discorrendo. ma senza di loro – gli sponsor – ora non sarebbe perfettamente restaurato…».

    «Con tutte queste foto e condivisioni aumentiamo la popolarità di F…..! Più view per loro… tanta pubblicità regalata! Continuate! La prossima azienda che capisce il meccanismo farà di peggio!».

    Sarà un mio limite, ma non riesco a mandare giù il fatto che un fine possa sempre giustificare i mezzi.

    AGGIORNAMENTO n.1: Fastweb ha pubblicato due tweet.

    AGGIORNAMENTO n.2: il Comune ha diffuso un comunicato:

    L’Assessore alle attività produttive Marco Di Marco, di concerto con il Sindaco, ha chiesto poco fa agli Uffici competenti una urgente relazione di verifica sulla legittimità degli impianti pubblicitari realizzati sulla facciata della Cattedrale, disponendo “l’immediata revoca di eventuali autorizzazioni rilasciate in violazione del Regolamento comunale e/o prive del Nulla Osta della Sovrintendenza per i beni culturali”.

    «Proprio in questi giorni in cui siamo impegnati nel recupero del decoro di tutti i monumenti cittadini – ha affermato l’Assessore Giambrone – è importante che non vi siano utilizzi non avallati dalle Autorità competenti in materia di tutela dei beni monumentali».

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  • Degrado nella zona di via Galilei e l'”archivio” di via Palatucci

    Degrado nella zona di via Galilei e l'“archivio” di via Palatucci

    Ho scattato delle foto nella zona Galilei (via Palatucci, discarica ormai “consolidata”; piazza De Saliba, nella quale l’aiuola è contaminata persino da una serie di siringhe conficcate nel suolo intorno a un albero; via Galilei, aiuole mai pulite e marciapiedi ormai distrutti dalle radici degli alberi; via Giotto, dove la gente abbandona i rifiuti accanto alle campane della raccolta del vetro; piazzale Giotto, in cui il degrado è ormai anche lì un fatto normale, aggravato peraltro dalla presenza costante dei rom; viale Regione, le cui aiuole centrali permangono in stato di abbandono; via De Saliba, in cui un venditore abusivo, piazzato sul marciapiede, espone durante il giorno la merce – accessori vari per auto – poi conservata nella notte nel suo deposito a quattro ruote, anche questo parcheggiato sul marciapiede e circondato dai rifiuti che lo stesso venditore non esita a lasciare nei paraggi).

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  • Social “sciarring” (litigare ai tempi dei social)

    Certo che sei proprio uno s….! Non mi hai nemmeno risposto! Ma non hai sentito lo squillo che ti ho fatto per farti capire che avresti dovuto leggere l’sms che ti ho inviato in risposta alla mail in cui mi chiedevi se su whatsapp avevo lo stesso numero di WeChat per capire se sentirci via skype lì o usare il messenger di facebook?! Tra l’altro ricordami anche l’altro numero che facendo la sincronizzazione su iTunes dei contatti penso di averne perso qualcuno; e visto che ci sei ti avevo anche detto su twitter di aggiornare lo status per farmi capire se la tua amica di Badoo è solo amica o c’è una qualche affinità in stile Parship; se non mi rispondi entro due minuti cancello tutte le nostre foto dal nostro dropbox e vendo su ebay la cover del tablet che tu mi hai regalato!

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  • La violenza sta anche nella distruzione della bellezza

    Camminando per Palermo (e avendo cura, mentre lo si fa, di non limitarsi a guardare dove si mettono i piedi, ma di volgere in alto lo sguardo), è possibile rendersi conto, attraverso piccoli ma significativi segnali, in che cosa consista il degrado subito dalla città nel corso degli anni.

    Invito i lettori palermitani di questo blog ad osservare, per esempio, lo stato dei balconi dei palazzi che si trovano nella zona situata a nord di via Empedocle Restivo, verso Sferracavallo (viale Strasburgo, via dei Nebrodi, via Monte San Calogero, via Monti Iblei ecc.).

    Questa zona è una specie di museo a cielo aperto, un museo molto particolare. Questo museo dà la possibilità di vedere con i propri occhi a cosa ha portato quello che è passato alla storia come il “sacco edilizio” di Palermo, fenomeno che ha sfregiato per sempre il volto della città. Continua »

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  • Al calar del sole alla Stazione Centrale scatta il coprifuoco…

    Accattonaggio, prostituzione, spaccio, scippi, posteggiatori abusivi e chi più ne ha, più ne metta. Tutti questi “ingredienti” concentrati in un’unica zona di Palermo: la Stazione Centrale.

    Al calar del sole, infatti, piazza Giulio Cesare diventa un ricettacolo di degrado sociale e criminalità e ciò succede da così tanto tempo che appare ormai come un fenomeno cronicizzato: così è, rassegnatevi.

    Eppure, una città che pretende di essere la capitale della cultura nel 2019 dovrebbe puntare alla “bonifica” almeno delle sue aree centrali, quelle in cui bazzicano i turisti, sia di giorno che soprattutto di notte, nonostante ci sia l’errata convinzione che chi visita Palermo sia così stanco di musei e monumenti da starsene rintanato la sera negli hotel e nei bed & breakfast. Altro che movida…

    Insomma, come può un’amministrazione comunale – del passato, presente e futuro – tollerare che un gruppo di giovanissime prostitute stazioni ogni sera, a partire già dalle 22, nell’edicola che si trova al fianco del Credito Siciliano? Continua »

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  • Commentatori e palermitani

    Spesso leggo commenti nel blog da parte di palermitani che sfiorano il razzismo nei confronti di alcuni loro concittadini.

    Li accusano nella migliore delle ipotesi di volgarità, nella peggiore di essere dei delinquenti matricolati. E danno anche le soluzioni per cambiare lo status quo: i più buoni invitano a disertare i luoghi frequentati da suddetta gente, i duri sognano invece uno sterminio di massa o almeno un’emigrazione forzata.

    Ora, è innegabile che alcune parti della popolazione palermitana non eccellono né in educazione e senso civico, e nemmeno in onestà. Ma quello che spesso sfugge a molti commentatori è che Palermo è anche di questi individui che loro disprezzano. Che hanno gli stessi diritti di cittadinanza degli appartenenti alla Palermo perbene, come direbbe qualcuno. Continua »

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  • Piazza Bologna o piazza Bologni?

    Chi visita Palermo non dovrebbe mancare di visitare Palazzo Alliata di Villafranca, uno dei palazzi più belli della città barocca.

    In questo palazzo, tra l’altro, si può ammirare la Crocifissione, di Antoon van Dyck, opera realizzata dal pittore fiammingo nel corso della sua permanenza a Palermo.

    Palazzo Alliata di Villafranca si trova in piazza Bologna (già Piano dei Bologna), piazza che (non si capisce per quale motivo) viene comunemente indicata con un termine (Bologni) non solo errato ma privo di alcun significato.

    In realtà la piazza, nella quale è collocata la famosa statua di Carlo V, è intitolata alla famiglia Beccadelli di Bologna, famiglia alla quale apparteneva Don Aloisio Beccadelli, al quale si deve la realizzazione del Palazzo Alliata di Villafranca.

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  • Gli ebrei in Sicilia

    La presenza ebraica in Sicilia è antica e importante. Antica perché, seppure le tracce non siano sempre chiare, i primi insediamenti ebraici nell’isola si possono far risalire agli anni immediatamente successivi alla diaspora, importante perché, nel tempo la comunità ebraica siciliana, è cresciuta in numero fino a divenire la più numerosa della penisola. Verso la fine del medioevo, secondo le puntuali ricerche di Slomo Simonshon, ammontavano a circa 25.000, «più della metà si tutti quelli presenti in Italia». Le condizioni in cui vissero in Sicilia e il peso che hanno avuto nell’economia isolana, consiglierebbero quindi di non parlare di ebrei in Sicilia quanto di siciliani-ebrei. Gran parte degli ebrei siciliani erano impegnati nell’artigianato (lavoravano il ferro, i metalli preziosi, il corallo), erano anche impegnati nella pesca, molti erano i mercanti che si muovevano all’interno del territorio isolano, altri prestavano la loro manodopera nei cantieri, c’erano anche contadini, anche se in percentuale ridotta rispetto alla consistenza complessiva della popolazione. Di benestanti, e quantomeno di ricchi, ce n’erano pochi e si trattava di una delle fasce più povere della popolazione residente nell’isola. I siciliani-ebrei, rispetto ad altri luoghi dell’occidente cristiano, non furono sottoposti a particolari discriminazioni e, almeno fino all’arrivo degli Aragonesi, vivevano, gomito a gomito, con la maggioranza cristiana, in pacifica convivenza. Continua »

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  • Palermo: vivibile fuori stagione

    Palermo: vivibile fuori stagione

    La città è vuota, le urla, le puzze e gli schiamazzi, si sono spostati sulla costa. Quella costa tanto affascinante e romantica in inverno quanto invivibile e caotica in estate. Addaura, Barcarello, Mondello, Isola delle Femmine, Sferracavallo, Baia del Corallo, Porticello ecc.

    La nostra città quindi fa il cambio di stagione e si scopre che quella “fuori stagione” è sempre più bella di quella “on time”.

    Via Libertà torna quasi ai fasti sereni della Belle époque, mentre ai tavoli dei pochi bar lungo il viale, i pochi avventori si godono fresco, silenzio, tranquillità e relax. Tutti in un unico drink, senza doversi spostare oltralpe per godere delle stesse cose.

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  • Da New York a Palermo in bicicletta

    Se avessi un’auto la userei. Questa è stata certamente una delle prime frasi che ho imparato usando il tempo congiuntivo/condizionale; ed è proprio così.

    Salve a tutti mi presento, sono Danielle Aquino, vivo da un paio di anni a Palermo e mi occupo di cibo artigianale: forse mi avete visto qualche volta in bicicletta in giro per Palermo. Sono la ragazza americana che molto cauta, con un caschetto protettivo, percorre giornalmente il marciapiede di via Libertà/via Notarbartolo, spaventata a morte dal traffico cittadino.

    Il mio è solo un po’ di umorismo, non è poi così male il traffico palermitano, basta solo farci l’abitudine ed il gioco è fatto. Quel che è certo è che non manca mai una buona dose d’adrenalina; ad esempio oggi una signora guidando una Fiat 500 azzurra col telefonino rigorosamente al suo orecchio mi ha quasi appiattito quando ha deciso, cosi con naturale freschezza, di girare a destra senza utilizzare le frecce segnaletiche. Mi è persino capitato di rischiare d’esser catapultata all’interno di quello che qui a Palermo si definisce tecnicamente “lapino chino ‘i frutta e verdura” ossia un fruttarolo ambulante. Sarei comunque atterrata sul morbido tra melanzane e zucchine biologiche siciliane! Comunque, come ho detto, sono casi poco frequenti. Continua »

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  • A Villagrazia terreno preda dei rifiuti: “Rap e istituzioni intervengano”

    A Villagrazia terreno preda dei rifiuti: “Rap e istituzioni intervengano”

    Un’immensa distesa di rifiuti costituisce, da settimane, l’arredamento di un ampio terreno sito in via Giuseppe Vaiana, a pochi passi dal quartiere Villagrazia. Cumuli di immondizia, rifiuti di vario genere, sterpaglie ed escrementi fanno bella mostra senza che nessuno se ne curi. Non si tratta, però, solo di rifiuti solidi urbani. Ecco spuntare, dietro cassonetti stracolmi ed erbacce, un vero e proprio “salotto” dell’incuria: elettrodomestici e divani in disuso, porte divelte, scarti dell’edilizia. Continua »

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  • Sull’antimafia eccetera eccetera

    «Voglio fare qualcosa, un’associazione o qualcosa del genere, perché amo la Sicilia e voglio farci soldi con il mio amore».
    «Ma se non te n’è mai fregato niente della Sicilia. Hai sempre voluto fuggire da qui».
    «Sì, ma ora io mi sono rotto di fuggire. Tanto lavoro manco fuori ce n’è».

    «Quindi ora ami la Sicilia?».
    «Sì, amo la Sicilia e voglio farci soldi con il mio amore».
    «Vedi che in Sicilia, persone che amano la Sicilia e vogliono farci soldi con il loro amore, ce ne sono tante».
    «Sì, ma io voglio farlo in società con te. Tu sei ammanicato. Conosci le persone giuste».

    «Un’associazione per cosa?».
    «Non lo so».
    «Cultura?».
    «Non mi va».
    «Agricoltura?».
    «Manco morto».
    «Ecco!».
    «Cosa?».
    «L’antimafia!».
    «L’antimafia?».
    «Tu ne sai niente di antimafia?».
    «Poco e niente».
    «Certo, come tutti».
    «Infatti». Continua »

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  • Gli opposti (non) si attraggono

    Da speaker palermitano e appartenente al settore della musica, mi capita spesso di andare in giro per la Sicilia a caccia di concerti, interviste o semplici chiacchierate con cantanti ed artisti nazionali e internazionali.

    Questo weekend il lavoro mi ha portato in quel di Taormina, per assistere al concerto di Cesare Cremonini (spettacolo puro al Teatro Antico, 5000 paganti e sold out per il cantautore bolognese, ndr) e fin da subito sono riuscito a cogliere delle nette differenze tra la piazza palermitana e quella taorminese, ma elencarle tutte significherebbe scrivere almeno tre articoli, dunque mi limiterò a cogliere gli aspetti legati essenzialmente alla differente visione dell’arte tra le due realtà.
    Sappiamo bene cosa è successo e cosa sta succedendo a Palermo quest’estate, con l’amministrazione comunale che ha scelto di limitare fortemente l’attività musicale serale in una città che vive, o sogna di vivere, di turismo e di movida notturna. Totalmente opposta la situazione dall’altro capo della Sicilia: concerti ogni sera, artisti di strada pronti a far divertire i turisti a qualsiasi ora del giorno e della notte, sempre nel rispetto degli abitanti del luogo, oltre ai residenti felici di vedere la loro città ricca di vita e allegria. Continua »

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  • La natura ti dà Palazzolo e si fa Brioscià

    L’agenzia RC&C, nel 2010, creò una campagna multisoggetto per la Pasticceria Palazzolo di Cinisi, sostenuta da una pianificazione massiccia nel periodo estivo. In quel periodo ero stagista in quella piccola agenzia.
    Adesso non vivo più a Palermo e, da qualche giorno, ricevo telefonate da parenti, amici e colleghi che mi segnalano la presenza di una nuova campagna per Brioscià, molto simile a quella realizzata tre anni fa da RC&C.

    La natura ti dà Palazzolo e si fa Brioscià

    La natura ti dà Palazzolo e si fa Brioscià

    La natura ti dà Palazzolo e si fa Brioscià

    La natura ti dà Palazzolo e si fa Brioscià

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    Ospiti
  • Una Palermo d’alta classe a Villa Boscogrande

    È stata una serata all’insegna dell’alta moda quella vissuta a Villa Boscogrande domenica scorsa in occasione del 3° Gran Galà della Moda.

    Un segnale forte in una città che poco alla volta sta scoprendo qualità in tutti settori dell’arte, dalla musica al cabaret fino ad arrivare, appunto, alla moda.

    “Gran Galà della Moda”

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    Ospiti
  • Quaderno di Palermo 35 (ultimo)

    Noi essere umani abbiamo per fortuna nostra, tra altre facoltà intellettive, sensitive o conoscitive, la facoltà di amare e di odiare, o semplicemente di essere del tutto indifferenti alle cose, alle persone, ai luoghi. In altre parole, abbiamo la possibilità di prendere coscienza di quello che abbiamo davanti, o che ci sta attorno, e di confrontarlo con noi stessi. Sì, queste facoltà ci permettono di percepire la realtà esterna attaverso il nostro filtro sensoriale e di essere consapevoli della loro esistenza. Poi, piano piano, questa consapevolezza diventerà una vera e propria conoscenza, cioè una maniera di apprendere o d’intendere, di sapere per prova diretta perché ne abbiamo fatto esperienza, infine di riconoscere o di avere una familiarità con tutto ciò. Perciò, poiché previamente c’è stata questa volontà di conoscenza allo scopo di capire ciò che è altro, un individuo manifesta in maniera naturale le sue impressioni o emette il suo giudizio sulle cose da lui sapute. Che poi, alla prova dei fatti, la sua opinione risulti sbagliata o meno, non è tanto importante quanto lo è il suo punto di vista, che per forza non può coincidere con quello degli altri. Mano a mano che mi sono spostato per il nostro continente da una città all’altra, mi sono accorto che il fatto più essenziale è appunto rendersi conto dell’identità delle cose, voglio dire conoscerle come sono realmente. Poi uno cercherà di interpretarle attraverso la sua impressione, il suo sguardo, il suo immergersi nella loro identità fisica, materiale. E questa comprensione intellettuale dell’essenza delle cose sarà determinata dall’amore o dall’avversione o, certo, dalla mancanza d’interesse nei loro confronti.
    Io, che tra pochi giorni lascerò definitivamente Palermo per un’altra destinazione, io in questi modesti post ho cercato di trasmettere attraverso questi anni il mio parere su una città che posso affermare di conoscere discretamente e di amare immensamente. Continua »

    Ospiti
  • Palermo e Los Angeles…quella strana coppia

    Siamo già in piena estate, ma tra una nuotata e l’altra Underground Nation lancia una nuova release anti tormentone estivo, la numero tredici del 2013; è on line infatti da qualche settimana Mind control” del dj/producer californiano FREZEPEK.

    FREZEPEK - “Mind control”

    Il nostro producer viene da Long Beach L.A., dove da anni si dedica alla sperimentazione musicale gravitando nell’orbita di importanti movimenti underground californiani come Project Blowed e Humbal rebellion (di cui è uno dei fondatori).
    FREZEPEK (pron. Freeze Epic) vanta collaborazioni con artisti del calibro di RADIOINACTIVE (Mush Records), FORGE ONE e AWAX. Continua »

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  • Sto cominciando davvero ad essere libero

    Sto cominciando davvero ad essere libero

    Mi chiamo Giovanni Chiappisi, 58 anni vissuti tutti e dal mese di luglio sono in pensione dal Giornale di Sicilia. In pre-pensione, per l’esattezza, status che comporta il ritorno alla libertà, ma anche una fortissima sforbiciata al mio reddito. Quel che ho perso nel passaggio dallo stipendio alla pensione l’avrei potuto recuperare mettendomi a scrivere un po’ qua, un po’ là. Ma siccome non ho la minima voglia di prendere impegni, anche minimi, con qualcuno, ho preferito affidarmi ad una personalissima spending review: ho venduto la macchina e lasciato l’appartamento che avevo in affitto. A conti fatti, tanto guadagno in meno e tanto spendo in meno. Missione compiuta.

    Senza macchina e senza casa, direte voi, dove dormo? In una comodissima barca a vela, comprata con la liquidazione. In un guscio di dieci metri ho tutto quello che mi serve: due cuccette matrimoniali comodissime (potrei, se volessi, ospitare anche una coppia di amici), un soggiorno-cucina con un tavolo buono anche per sei persone, una cucina con tanto di forno, un piccolo frigo, un bagno con doccia calda e fredda e la garanzia che di notte ci si addormenta cullati dalla risacca. E poi, visto che vado a vela e che il motore consuma pochissimo, posso andarmene in giro per il Mediterraneo spendendo quattro soldi, mangiando quasi sempre pesce fresco e gratuito, respirando aria pura 24 al giorno e lasciando una volta e per tutte lo stress al suo destino. Insomma, da qualche mese sono un povero, ma felice vagabondo del mare. E senza fissa dimora. Continua »

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